{"id":481866,"date":"2026-05-09T09:59:12","date_gmt":"2026-05-09T09:59:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481866\/"},"modified":"2026-05-09T09:59:12","modified_gmt":"2026-05-09T09:59:12","slug":"altre-petroliere-colpite-dagli-states-a-hormuz-liran-nicchia-sul-piano-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481866\/","title":{"rendered":"Altre petroliere colpite dagli States a Hormuz. L\u2019Iran nicchia sul piano Usa"},"content":{"rendered":"<p>Sarebbe da sussurrare all\u2019orecchio del presidente del Consiglio il risultato della ricerca \u00abIl conflitto Russia-Ucraina. Percezione, opinioni, grado d\u2019informazione e valutazioni dei cittadini italiani\u00bb, condotta da Gpf, storico istituto di ricerche sociali e di mercato, fondato oltre 40 anni fa da <strong>Giampaolo Fabris<\/strong> e oggi parte del gruppo Qubit, guidato da <strong>Luca Morvilli<\/strong>. La rilevazione, firmata dal direttore scientifico di Gpf, <strong>Carlo Berruti<\/strong>, si \u00e8 conclusa a fine aprile e rappresenta un campione di 1.000 italiani cui \u00e8 stato sottoposto un ampio questionario su tutte le tematiche chiave della guerra ancora in corso, dalle responsabilit\u00e0 del conflitto alle \u00absoluzioni\u00bb, si fa per dire, adottate finora, dalle sanzioni, ai costi della guerra. <\/p>\n<p>Pur emergendo una percezione articolata sulla crisi russo-ucraina, il blocco che spicca maggiormente, rappresentando ben 4 italiani su 10, \u00e8 quello dei critici verso la linea occidentale, le sanzioni e anche il governo. Questo cluster dei cosiddetti \u00absovranisti anti atlantici\u00bb (profilo istruito e \u00abdiploma-centrico\u00bb, la pancia del Paese, si direbbe), politicamente mostra il segnale pi\u00f9 netto di distanza dal sistema, al punto che al momento dichiara che non voter\u00e0 alle prossime elezioni (attenzione, <strong>Meloni<\/strong>). Ed \u00e8 questa \u00abprima Italia\u00bb a essere arrabbiata non soltanto con le scelte del partito del premier (che anche prima di arrivare al governo, va detto, dichiarava fermamente il proprio sostegno a Kiev), ma anche con i media, che danno una copertura \u00abnon equilibrata\u00bb delle diverse prospettive. <\/p>\n<p>Questa maggioranza quasi assoluta di italiani ritiene dannoso per l\u2019Italia l\u2019abbandono delle forniture di gas russe, vuole eliminare o allentare le sanzioni e giudica sproporzionati o inefficaci i sacrifici richiesti sin dal 2022, a partire da quel \u00abvolete la pace o il condizionatore acceso?\u00bb, rivolto dall\u2019allora premier <strong>Mario Draghi<\/strong>, in diretta televisiva, a una pletora di telespettatori attoniti dalla mediocrit\u00e0 del messaggio, pur istituzionale. Anche le frequenti discriminazioni di atleti o artisti russi suscitano le loro (e le nostre) perplessit\u00e0. <\/p>\n<p>La \u00abseconda Italia\u00bb che emerge dal sondaggio \u00e8 quella dei \u00abcritici moderati\u00bb (cluster di casalinghe con pi\u00f9 licenze medie che diplomi), che rappresenta poco pi\u00f9 di un quarto del campione (il 27,3 per cento): pur riconoscendo le responsabilit\u00e0 russe, sono pi\u00f9 cauti e pi\u00f9 critici rispetto ai costi economici e sociali del conflitto. Il gruppo giudica le scelte energetiche \u00abnecessarie ma mal gestite\u00bb, \u00e8 favorevole ad allentamenti parziali delle sanzioni e considera l\u2019informazione italiana un po\u2019 di parte. A seguire, i \u00abpragmatici\u00bb (19,5 per cento, un italiano su cinque), caratterizzati da un approccio focalizzato sulla necessit\u00e0 di una rapida conclusione della guerra. \u00c8 il segmento meno ideologico, \u00abquello pi\u00f9 lavorabile in termini comunicativi\u00bb, spiegano i ricercatori, perch\u00e9 \u00abnon respinge alcuna posizione, non si sente informato per assumerla\u00bb. <\/p>\n<p>In coda al gruppo, come anticipato, il cluster degli \u00abatlantisti\u00bb: di gran lunga minoritario in termini numerici (poco pi\u00f9 di un settimo del campione), \u00e8 per\u00f2 estremamente compatto e \u00abideologico\u00bb. Alcune risposte fornite al sondaggio sono emblematiche: sebbene la maggioranza degli intervistati (il 31,2 per cento) sappia che l\u2019origine del conflitto derivi dagli eventi del Donbass nel 2014-2015, gli atlantisti la collocano a febbraio 2022; eppure sono gli unici, tra gli intervistati, a conoscere bene gli accordi di Minsk. E nonostante costituiscano il gruppo che sa, pi\u00f9 di tutti gli altri, che nella storia recente i governi italiani e la Ue non hanno mai invitato a fare sacrifici per altre guerre (Yemen, Palestina, Sudan), gli atlantisti li ritengono, per l\u2019Ucraina, \u00abpienamente giustificati: difendere la democrazia vale qualsiasi costo\u00bb. Non li smuove neanche la notizia che il Pil europeo in questi anni sia cresciuto molto meno di quello russo: \u00abMi sorprende\u00bb, dichiarano, \u00abpensavo che le sanzioni avessero indebolito molto di pi\u00f9 l\u2019economia russa\u00bb.<\/p>\n<p> Inoltre, nonostante la maggioranza degli italiani (39,8 per cento) pensi che \u00able sanzioni non dovrebbero ricadere sui contribuenti, indipendentemente dalla loro entit\u00e0\u00bb, secondo gli atlantisti \u00ab\u00e8 un costo giustificato: fa parte delle sanzioni e serve a fare pressione sulla Russia\u00bb. Come no. Del resto, sono il profilo pi\u00f9 istruito della media; rappresentano, se vogliamo, quella fascia di elettori cui si rivolgerebbe il partito di centro fantasticato dalle parti del Quirinale e da spezzoni di Pd, partitini centristi e Forza Italia e infatti votano per Azione di <strong>Carlo Calenda<\/strong> e per Italia viva (<strong>Matteo Renzi<\/strong>), i cui partiti si attestano sul 2 o 3 per cento, non di pi\u00f9. Sono probabilmente pi\u00f9 liberi imprenditori che dipendenti: sar\u00e0 forse per questo che, \u00absapendo che il gas russo costava circa 22-26 euro\/Mwh e che i prezzi di mercato sono saliti fino a 346 euro nel 2022, attestandosi oggi intorno a 47 euro\u00bb, continuano a ritenere che il sacrificio \u00abvalga il costo nel lungo periodo\u00bb. E pazienza per quel 34,1 per cento di poveri italiani che non ce la fanno pi\u00f9 con le bollette ritenendo, pour cause, che la scelta di abbandonare le forniture sia stata \u00abdannosa\u00bb per le proprie tasche o comunque \u00abmal gestita\u00bb (35,7 per cento).<\/p>\n<p>Gli autori del questionario, dopo la compilazione, che ha suscitato una maggiore informazione e sensibilizzazione sulla materia, hanno rilevato un cambiamento nelle risposte: il convincimento della prevalente responsabilit\u00e0 russa si \u00e8 attenuato, mentre \u00e8 cresciuta la lettura di \u00abresponsabilit\u00e0 condivisa\u00bb. \u00abIl dato indica\u00bb, sottolineano, \u00abche la maggior informazione, pur non ribaltando il giudizio, lo rende meno lineare e pi\u00f9 complesso\u00bb. Forse anche meno assertivo dell\u2019eterna retorica dell\u2019\u00abaggressore e dell\u2019aggredito\u00bb, che non ha portato, a distanza di quattro anni, da nessuna parte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sarebbe da sussurrare all\u2019orecchio del presidente del Consiglio il risultato della ricerca \u00abIl conflitto Russia-Ucraina. 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