{"id":482439,"date":"2026-05-09T18:18:17","date_gmt":"2026-05-09T18:18:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/482439\/"},"modified":"2026-05-09T18:18:17","modified_gmt":"2026-05-09T18:18:17","slug":"gatti-misfatti-vinge-pellizza-non-e-una-prova-di-forza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/482439\/","title":{"rendered":"GATTI &#038; MISFATTI. VINGE-PELLIZZA, NON \u00c8 UNA PROVA DI FORZA"},"content":{"rendered":"<p>Possiamo chiamarle <strong>prove tecniche di trasmissione, schermaglie, assaggini preliminari<\/strong>. E allora ci sto. Ma per piacere <strong>non definiamo prova di forza quella di Vinge e Pellizzari<\/strong>, perch\u00e8 a dirla davvero tutta sembra pi\u00f9 una prova di debolezza. O in modo pi\u00f9 contorto, di forza per\u00f2 non abbastanza forte.\n            <\/p>\n<p>Quando decidono di muoversi, se decidono di muoversi, <strong>due superfavoriti di un grande Giro non buttano via un&#8217;occasione simile per segnare subito il territorio,<\/strong> come cani da guardia. Collaborano \u2013 come hanno collaborato, il che \u00e8 ancora peggio \u2013 e<strong> alla fine si giocano la tappa,<\/strong> guadagnando subito qualche secondo, pi\u00f9 pesante come messaggio al gruppo che come impronta di classifica. Si trovano l\u00ec alla perfezione, in un finale mosso e bagnato che di certo non favorisce chi rincorre, eppure riescono a farsi riprendere. Niente di trascendentale, non \u00e8 una tragedia, ma comunque non \u00e8 un segnale di forza. Poi lo sappiamo che manca ancora tutto il Giro, che restano infinit\u00e0 di chilometri e di ostacoli, che verosimilmente alla fine i due avranno dei quarti d&#8217;ora di vantaggio. Ma<strong> resta il fatto che il primo segnale non va preso con toni trionfalistici<\/strong>: fa bello il Giro, perch\u00e8 in una tappa inaugurale comunque mette subito in vetrina la sua argenteria migliore, ma<strong> in assoluto vale come l&#8217;oro del Giappone. Resta pi\u00f9 delusione che esaltazione.<\/strong>\n            <\/p>\n<p>E gi\u00e0 che ci sono, tanto<strong> per solleticare l&#8217;astio dei ringhiosi, scomodo per paragone il sommo Teddy<\/strong>: non c&#8217;\u00e8 controprova, eppure scommetterei la casa che lui nella stessa situazione non si sarebbe fatto riprendere, proprio per niente, andandosi a vincere la tappa, o comunque qualche secondo dimostrativo che fa sempre morale.<\/p>\n<p>Resta inteso: <strong>nemmeno questa stecca finale di Vinge e del Pellizza va sopravvalutata<\/strong>, non \u00e8 la fine del mondo. Ma pi\u00f9 che altro, non va raccontato come uno show. Se vogliamo chiamarlo col suo vero nome, <strong>\u00e8 un colpo a salve, tanto rumore senza centrare alcun bersaglio.<\/strong> Buono per smuovere l&#8217;interesse, fasullo come attacco di classifica.<\/p>\n<p><strong>Siamo troppo schizzinosi? Non proprio, non direi.<\/strong> E&#8217; pur vero che in questo Giro bisogna prendere quello che arriva, quello che passa il convento, e cara grazia se alla secondo tappa si muovono l\u00e0 davanti un Vinge e un Pellizza. Ma <strong>non \u00e8 che improvvisamente diventiamo cos\u00ec poverini da prendere tutto per oro colato.<\/strong> A livello di gusto e di spirito critico abbiamo sempre qualcosa da dire, pi\u00f9 che altro abbiamo ancora occhi per vedere. E per pesare.<\/p>\n<p>Allora diciamola cos\u00ec: <strong>grazie Vinge e grazie Pellizza per non esservi nascosti,<\/strong> per averci provato, per aver colto la palla al balzo del primo strappo.<strong> Per\u00f2 fermiamoci qui.<\/strong> Con questa concorrenza, con una Uae praticamente decimata, il risultato non \u00e8 pari alle premesse.<strong> Per chiamarlo col suo nome, \u00e8 un rigore sparato sul terzo anello. Ma i rigori non si sprecano.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Possiamo chiamarle prove tecniche di trasmissione, schermaglie, assaggini preliminari. E allora ci sto. 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