{"id":482638,"date":"2026-05-09T21:00:15","date_gmt":"2026-05-09T21:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/482638\/"},"modified":"2026-05-09T21:00:15","modified_gmt":"2026-05-09T21:00:15","slug":"guida-ufficiosa-al-giro-ditalia-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/482638\/","title":{"rendered":"Guida ufficiosa al Giro d&#8217;Italia 2026"},"content":{"rendered":"<p>Mentre gli occhi del ciclismo mondiale, finite le Classiche, si sono gi\u00e0 spostati al Tour de France e alla possibile partecipazione di Paul Seixas che cercher\u00e0 di sfidare Tadej Pogacar e tutti gli altri grandi nomi delle corse a tappe, il Giro d\u2019Italia partir\u00e0 oggi dalla Bulgaria con una lista di pretendenti alla maglia rosa che sembra un po&#8217; povera di grandi nomi capaci di scaldare il cuore degli appassionati con grandi duelli all\u2019ultima pedalata.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 del ciclismo italiano nel produrre ciclisti di alto livello adatti alle grandi corse a tappe sembrano riflettersi nella pi\u00f9 importante corsa del nostro Paese che continua a fare grande fatica ad attirare talenti dall\u2019estero. Ogni tanto qualche grande ciclista viene a caccia in Italia, sapendo di poter fare il bello e il cattivo tempo, aggiungere una facile tacca nel palmar\u00e9s e prepararsi cos\u00ec al Tour de France.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questo il posto per discutere le cause di questo momento non proprio felice per il Giro che pure, tra mille difficolt\u00e0, continua a essere uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi dell\u2019anno per gli appassionati di tutto il mondo. La storia rimane il capitale pi\u00f9 prezioso oltre all&#8217;idea che una gara senza grandi nomi sia anche pi\u00f9 imprevedibile e quindi spettacolare. Guardando il percorso, leggendo nomi come il Giau o il Blockhaus, salite che hanno fatto la storia del ciclismo, chiunque pu\u00f2 sognare. We can be heroes, just for one day.<\/p>\n<p class=\"text-center\">Di cosa aspettarsi da questa edizione del Giro d&#8217;Italia abbiamo parlato anche in Fuori Tempo Massimo, il nostro podcast sul ciclismo. Fuori Tempo Massimo commenter\u00e0 il Giro anche dopo il suo inizio, con almeno una puntata a settimana. <\/p>\n<p><strong>COSA ASPETTARSI DAL PERCORSO?<br \/><\/strong>Il percorso del Giro d\u2019Italia di quest\u2019anno riprende alcune ricette fortunate degli ultimi anni e le mixa ad alcuni vecchi stilemi dei Giri d\u2019Italia classici. Se da una parte la doppia scalata del Piancavallo alla penultima tappa ricorda l\u2019innovazione del doppio Monte Grappa di qualche anno fa, dall\u2019altra le salite abruzzesi a chiudere la prima settimana e la tappa dei muri marchigiani poco dopo sono ormai un leitmotiv ricorrente.<\/p>\n<p>Il Giro d\u2019Italia non \u00e8 pi\u00f9 \u201cla corsa pi\u00f9 dura del mondo, nel Paese pi\u00f9 bello del mondo\u201d, come vuole lo stereotipo, purtroppo. Un&#8217;ultima settimana con solo due tappe di montagna e una seconda settimana con un solo, breve, passaggio sulle Alpi in Valle D\u2019Aosta ci ricordano che non sempre i Giri pi\u00f9 duri sono stati i pi\u00f9 spettacolari, ma che la montagna in un grande giro scalda il cuore e accende la fantasia. Soprattutto di chi \u00e8 sul divano.<\/p>\n<p>A tal proposito, bello rivedere dopo 22 anni l\u2019arrivo a Corno alle Scale (domenica 17\/05 tappa 9) nel cuore dell\u2019Appennino Tosco Emiliano cos\u00ec come bello rivedere i 29 tornanti del Passo Giau nella tappa senza dubbio pi\u00f9 bella di questo Giro d\u2019Italia (venerd\u00ec 29, tappa 19).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/a7c14bc338d3561b7e8d533acf870176bd7063c9-1260x836.png\" class=\"content_image__UFwiZ\"\/><\/p>\n<p>Per il resto tante tappe interessanti prese singolarmente, come le tappe 5 e 11 con arrivo rispettivamente a Potenza e Chiavari, ma con spesso alcuni punti interrogativi: la tappa Svizzera con arrivo a Car\u00ec ad esempio, perch\u00e9 cos\u00ec corta? La tappa tra Alessandria e Verbania senza \u201cun tuffo\u201d nel Monferrato Casalese, perch\u00e9? La tappa del Blockhaus, perch\u00e9 cos\u00ec lunga? Bello che il Giro torni a Milano ma perch\u00e9 una tappa da sprint di domenica dopo una settimana interlocutoria?<\/p>\n<p>Qualche anno fa iniziavamo questa guida chiedendoci se non fosse ora che il Giro provasse a cambiare pelle anche attraverso i propri percorsi. L\u2019impressione \u00e8 che allo stato attuale delle cose ci stia provando ma che il disegno sia sempre tendenzialmente conservativo e che di conseguenza la corsa dia l\u2019impressione di faticare a trovare una propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 sempre qualcosa che lascia pensare che ci sia il freno a mano tirato o che il disegno sia frutto di un qualche compromesso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/47975f58f6814af4e14495cd44dad7f2028b62eb-1224x702.png\" class=\"content_image__UFwiZ\"\/><\/p>\n<p>Il tappone della Valle d\u2019Aosta, alla fine della seconda settimana, un po\u2019 monco con i suoi soli 133 chilometri.<\/p>\n<p>Il giro di quest\u2019anno per esempio mantiene quasi invariati i metri di dislivello totale ma la lunghezza media delle tappe scende di circa 10 km. Nell\u2019economia di un grande Giro questo ha un impatto significativo in termini di energie spese dai corridori e quindi di difficolt\u00e0. \u00c8 possibile che ci\u00f2 sia dovuto al fatto che i trasferimenti tra una sede di arrivo e la sede di partenza della tappa successiva siano aumentati, s\u00ec per\u00f2 si torna di nuovo al compromesso che abbiamo accennato prima.<\/p>\n<p>Il dato per\u00f2 \u00e8 in controtendenza con il passato, e anche con quanto si vede di solito nelle grandi corse a tappe di questi ultimi anni, \u00e8 la presenza di una lunga cronometro alla decima tappa che far\u00e0 da vero e proprio spartiacque fra la prima e la seconda met\u00e0 del Giro. Da Viareggio a Massa, 42 chilometri completamente piatti dopo il giorno di riposo. Sar\u00e0 quasi certamente il punto chiave di questo Giro d&#8217;Italia.<\/p>\n<p><strong>UNA CRONOMETRO COS\u00cc LUNGA NON RISCHIA PER\u00d2 DI CHIUDERE I GIOCHI TROPPO PRESTO?<br \/><\/strong>Indubbiamente una cronometro di 40 e rotti chilometri far\u00e0 grandi distacchi fra gli uomini di classifica, in particolare fra chi sa andare forte in questa specialit\u00e0 e quelli che sono meno adatti. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 da dire che in questo secondo gruppo cadono quasi tutti i grandi nomi per la generale che quindi probabilmente avranno fra di loro dei distacchi piuttosto contenuti.<\/p>\n<p>Il problema, se cos\u00ec vogliamo chiamarlo, \u00e8 che il favorito numero uno di questo Giro d&#8217;Italia \u00e8 anche quello che sulla carta va pi\u00f9 forte di tutti a cronometro. Stiamo parlando ovviamente di Jonas Vingegaard, che fra Blockhaus e cronometro ha la possibilit\u00e0 di chiudere i giochi per la maglia Rosa gi\u00e0 al termine della decima tappa. Il suo principale avversario ai nastri di partenza, Giulio Pellizzari, ha uno storico non proprio confortante nel confronto a crono con il capitano della Visma: l&#8217;anno scorso alla Vuelta il distacco fra i due fu di quasi due secondi e mezzo al chilometro in una cronometro comunque molto pi\u00f9 corta (12,2 km) e che quindi poteva fare meno danni.<\/p>\n<p>In una cronometro come quella di Massa, completamente pianeggiante e molto pi\u00f9 lunga, anche se Pellizzari dovesse mantenere quel distacco al chilometro si ritroverebbe a perdere un minuto e quaranta circa. \u00c8 ragionevole per\u00f2 pensare che il distacco sar\u00e0 pi\u00f9 ampio, viste le differenti caratteristiche che una cronometro di 42 chilometri richiede di mettere in campo rispetto a una di 12: la resistenza, il passo, la concentrazione. Sono solo alcuni degli elementi che vengono messi a dura prova su distanze cos\u00ec elevate. Per fare un esempio su un altro possibile protagonista: l&#8217;austriaco Felix Gall, che come capacit\u00e0 a crono \u00e8 paragonabile a Pellizzari, nella cronometro di Caen al Tour 2025 prese da Vingegaard (non il miglior Vingegaard, fra l&#8217;altro) circa 2 minuti e 43 secondi in 33 chilometri, che in proiezione sarebbero pi\u00f9 di tre minuti a Massa.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un dato di fatto: siamo ormai abituati nel ciclismo contemporaneo a vedere ridotte all\u2019osso le cronometro, non solo nei grandi giri ma anche nelle altre occasioni. Persino ai Mondiali ormai la distanza su cui si corre la prova contro il tempo si \u00e8 nel tempo drammaticamente ridotta. Questa scelta da parte degli organizzatori \u00e8 figlia dell\u2019idea secondo la quale le cronometro sarebbero noiose a fronte di un impatto su una corsa a tappe troppo elevato rispetto ai distacchi che si riescono a fare in montagna. Sar\u00e0 quindi interessante vedere il ritorno di una cronometro cos\u00ec lunga in un grande giro per capire innanzitutto se si \u00e8 trattato di un singolo azzardo andato male o di un piccolo passo avanti per superare questa deriva anti-cronometro in cui siamo immersi.<\/p>\n<p><strong>IL FAVORITO NUMERO \u00c8 JONAS VINGEGAARD: COSA DOBBIAMO ASPETTARCI DA LUI?<br \/><\/strong>Jonas Vingegaard arriva al Giro d\u2019Italia 2026 come il favorito unico alla Maglia Rosa. In caso di vittoria sarebbe il primo danese vincitore della corsa rosa in 109 anni di storia e l\u2019ottavo atleta a vincere in carriera almeno un Giro d\u2019Italia, un Tour de France e una Vuelta a Espa\u00f1a. C&#8217;\u00e8 un contrasto molto forte, quindi, tra quanto scontata sia considerata la sua vittoria e la straordinariet\u00e0 di un record simile.<\/p>\n<p>Negli ultimi 7 grandi giri a cui ha partecipato il danese ha sempre vinto o ha concluso in seconda posizione (in tre occasioni battuto da Tadej Poga\u010dar e una volta dietro al compagno di squadra Sepp Kuss) quindi \u00e8 tutto sommato normale considerarlo al di sopra di tutti gli altri partenti.<\/p>\n<p>L\u2019avvicinamento al Giro \u00e8 stato pressoch\u00e9 perfetto: vittoria in classifica generale e doppia vittoria di tappa alla Paris Nice e alla Volta a Catalunya, due delle corse di una settimana pi\u00f9 importanti di inizio stagione, scelte appositamente per prepararsi al meglio perch\u00e9 offrivano il giusto mix di competitivit\u00e0 e difficolt\u00e0 tecniche. Vingegaard non solo \u00e8 sempre apparso in controllo ma ha anche dimostrato di essere molto performante. Ha dato anche l\u2019impressione di essere migliorato rispetto all\u2019anno precedente, che \u00e8 un fattore da non sottovalutare.<\/p>\n<p>Il tutto condito dalla migliore squadra ai nastri di partenza con uomini come Kelderman e Piganzoli capaci di spalleggiarlo in montagna e compagni fidati come Kuss e Campenaerts che possano anche dargli il morale necessario ad affrontare i momenti pi\u00f9 negativi.<\/p>\n<p>Se la parte pi\u00f9 strettamente sportiva non lascia quindi molti dubbi, tralasciando momentaneamente il come e il quando Jonas Vingegaard decider\u00e0 di prendersi la corsa, sar\u00e0 molto interessante capire se sboccer\u00e0 definitivamente l\u2019amore tra il campione danese e i tifosi italiani che fino ad oggi si sono dimostrati piuttosto tiepidi nei suoi confronti.<\/p>\n<p>Credo che molto dipender\u00e0 dal comportamento in corsa dell\u2019italiano prediletto Giulio Pellizzari.<\/p>\n<p><strong>QUANTO DOBBIAMO CREDERE IN PELLIZZARI?<br \/><\/strong>Un anno fa, di questi tempi, Giulio Pellizzari partiva per il suo Giro d\u2019Italia &#8211; il primo in maglia Red Bull &#8211; come giovane apprendista di Primoz Roglic e Jai Hindley, entrambi vincitori della Corsa Rosa in passato. L\u2019australiano per\u00f2 era stato subito costretto al ritiro per una caduta in una delle prime tappe, mentre Roglic si sarebbe trascinato ancora per qualche giorno prima di doversi anche lui arrendere a causa delle botte prese. <\/p>\n<p>Da l\u00ec in poi, per Giulio Pellizzari inizia un altro Giro d\u2019Italia: non pi\u00f9 giovane gregario che pu\u00f2 starsene tranquillo in seconda linea a fare esperienza senza pressioni, ma capitano unico di una delle pi\u00f9 ricche e strutturate squadre del World Tour. Costretto a dover inseguire per recuperare le posizioni perse in classifica per aiutare Roglic, Pellizzari \u00e8 riuscito a confermare le aspettative che gi\u00e0 si avevano sul suo conto. L\u2019idea, cio\u00e8, che fosse la pi\u00f9 intrigante promessa del ciclismo italiano per le grandi corse a tappe.<\/p>\n<p>Un anno dopo, Pellizzari arriva al Giro con i gradi di capitano, sempre alla Red Bull. Sar\u00e0 affiancato ancora una volta da Jai Hindley ma stavolta le gerarchie sono chiaramente ribaltate rispetto al 2025. Hindley avr\u00e0 il compito di guidarlo, scortarlo, aiutarlo se ce ne sar\u00e0 bisogno e solo in caso di d\u00e9bacle improvvise sostituirsi all\u2019italiano per salvare il salvabile dal punto di vista del piazzamento finale per la sua squadra. <\/p>\n<p>Da Giulio Pellizzari invece non ci si aspetta di certo che possa battere Jonas Vingegaard in uno scontro diretto. Quello che \u00e8 invece chiamato a fare \u00e8 quel passo avanti nel suo percorso che possa confermare le aspettative che tutti hanno su di lui.<\/p>\n<p>Vedendo la lista dei partecipanti, sulla carta non ci sono grandi nomi che possano contendergli un posto sul podio, nonostante la lunga cronometro e la giovane et\u00e0. Dovr\u00e0 forse preoccuparsi pi\u00f9 di chi gli sta alle spalle, sicuramente stare attento al duo della Ineos, contro cui ha per\u00f2 gi\u00e0 battagliato e vinto poche settimane fa al Tour of the Alps ma che nell\u2019arco delle tre settimane potrebbe riservargli qualche imboscata. Ma soprattutto dovr\u00e0 stare attento a non forzare troppo la mano, a stare fuori dai guai il pi\u00f9 possibile e provare a sfruttare quelle poche, rarissime occasioni che la strada gli offrir\u00e0 per andare all\u2019attacco di Vingegaard e mostrare al mondo di essere sempre un po\u2019 pi\u00f9 vicino a quelli che sono i grandi fenomeni delle corse a tappe.<\/p>\n<p><strong>CHI SONO GLI OUTSIDER CHE POSSONO INSERIRSI IN QUESTA SFIDA?<br \/><\/strong>Adam Yates \u00e8 qualche anno che non lotta come capitano per la classifica generale di un grande giro e anche prima di cucirsi su misura i panni del \u201cgregario di lusso\u201d, l\u2019inglese non \u00e8 mai riuscito a lottare per la vittoria finale. Per\u00f2 \u00e8 sicuramente uno dei migliori al via e ha l\u2019esperienza dalla sua parte oltre a una squadra molto forte, seppur poco incline a operare veramente come un team. Se vuole giocarsi le proprie carte, deve saper sfruttare le difficolt\u00e0 altrui ma difficilmente si arrender\u00e0 senza neanche provarci.<\/p>\n<p>Felix Gall patisce nell\u2019immaginario collettivo il fatto di essere stilisticamente brutto da vedere in bicicletta. Per\u00f2 la sua pedalata, pur non risultando esteticamente accattivante, \u00e8 tremendamente efficace. I numeri e le vittorie sono quelli di un possibile pretendente al podio. Quest\u2019anno \u00e8 andato forte in tutte le gare di preparazione e ha corso poco. Ha una squadra che da qualche anno va forte e che pu\u00f2 supportarlo. Potrebbe essere il suo momento per fare il salto di qualit\u00e0 definitivo.<\/p>\n<p>Michael St\u00f6rer si \u00e8 presentato allo scorso Giro d\u2019Italia dopo la vittoria al Tour of the Alps e con alcuni addetti ai lavori che lo davano addirittura tra i favoriti alla vittoria finale. Il suo Giro, seppure chiuso in decima posizione, ci aveva spiegato una volta di pi\u00f9 che non \u00e8 quasi mai un buon segno arrivare al Giro troppo in forma. Quest\u2019anno sembra essere pi\u00f9 indietro. Se crescer\u00e0 strada facendo pu\u00f2 dare del filo da torcere a tutti, specialmente in salita e nelle tappe pi\u00f9 dure.<\/p>\n<p>Enric Mas invece viene da un inverno piuttosto complicato con un infortunio alla mano che ha rallentato la sua preparazione. Resta per\u00f2 un ciclista molto solido, che nei suoi anni migliori ha saputo piazzarsi con costanza al Tour de France e alla Vuelta. A 31 anni \u00e8 alla sua prima esperienza al Giro d&#8217;Italia e ci arriva con meno pressioni addosso, che significa pi\u00f9 libert\u00e0 di cercare il bersaglio grosso invece di vivacchiare nella top-10.<\/p>\n<p><strong>PARLIAMO DI VOLATE: QUALI SONO I NOMI PI\u00d9 CALDI?<br \/><\/strong>Le tappe per i velocisti non sono tantissime: 6, forse 7 a seconda di come verranno interpretate le varie salite presenti sul percorso, ma a sufficienza per vedere all\u2019opera gli interpreti migliori. Ovviamente l\u2019uomo da battere \u00e8 Jonathan Milan che torna al Giro d\u2019Italia dopo aver vinto due tappe e la maglia Verde della classifica a punti al Tour de France 2025. Quest\u2019anno \u00e8 gi\u00e0 a quota 6 vittorie stagionali. Il velocista italiano ha delle punte di velocit\u00e0 molto elevate, ha affinato negli anni i suoi difetti nel posizionamento nei finali che lo portavano a dover lanciare volate molto lunghe. L\u2019anno scorso al Tour aveva trovato un\u2019ottima intesa con Stuyven e Teuns, mentre qui al Giro dovr\u00e0 fidarsi di Walscheid e Consonni oltre al giovane Tim Torn Teutenberg. Il treno della Lidl-Trek sar\u00e0 sicuramente il punto di riferimento nelle volate, ma gli avversari cercheranno di sfruttare il lavoro della squadra di Milan cercando di infilarsi fra i vagoni prima di lanciare lo sprint.<\/p>\n<p>Il principale rivale dovrebbe essere sulla carta Kaden Groves &#8211; agile, molto scaltro tatticamente, dotato di una grande esplosivit\u00e0 &#8211; ma il velocista della Alpecin sta vivendo una stagione sottotono a causa di problemi al ginocchio. Altro nome buono e sempre affidabile \u00e8 quello di Dylan Groenewegen che ha cambiato squadra in inverno e sembra tornato ad avere lo spunto dei giorni migliori, quando era considerato uno dei migliori sprinter al mondo. A dar del filo da torcere ai vecchi leoni, ci saranno due giovani talenti pronti a sbocciare definitivamente: uno \u00e8 il francese Paul Magnier della Soudal-Quick Step, che quest\u2019anno ha vinto poco ma ha ancora 22 anni e ampi margini di crescita; l\u2019altro \u00e8 il danese Tobias Lund Andresen della Decathlon, squadra francese che sta facendo molto bene in questi ultimi due anni non soltanto grazie all\u2019exploit di Seixas ma anche grazie a un lavoro di squadra che sta portando anche i volti meno noti del gruppo a un livello pi\u00f9 alto di quanto ci si potesse aspettare. Andresen ha gi\u00e0 vinto una tappa alla Tirreno-Adriatico quest\u2019anno ed \u00e8 arrivato secondo alla Gand-Wevelgem (ufficialmente In Flanders Fields &#8211; From Middelkerke to Wevelgem).<\/p>\n<p>Un altro giovane chiamato al salto di qualit\u00e0 \u00e8 il belga Arnaud De Lie della Lotto, che per\u00f2 ha gi\u00e0 annunciato che si ritirer\u00e0 a met\u00e0 percorso per preservarsi per il resto della stagione. Casper van Uden ha gi\u00e0 vinto una tappa al Giro da outsider ma quest\u2019anno ha vinto una sola tappa al Giro di Turchia contro una concorrenza non proprio di altissimo livello. La suggestione \u201cesotica\u201d \u00e8 invece Erlend Blikra, 29enne norvegese della Uno-X, che quest\u2019anno \u00e8 arrivato due volte secondo all\u2019UAE Tour proprio alle spalle di Jonathan Milan.<\/p>\n<p><strong>UN GIRO QUINDI PI\u00d9 RICCO DI VELOCISTI CHE DI UOMINI DI CLASSIFICA. CI SONO ALTRI NOMI DA TENERE D&#8217;OCCHIO?<br \/><\/strong>Come ogni anno la startlist del Giro ci presenta una miriade di possibili sorprese e quindi il tutto si riduce alle aspettative che uno ha verso questo o quest\u2019altro atleta. In ottica classifica generale sarebbe una sorpresa se O\u2019Connor, Gee, Arensman e Buitrago riuscissero a ottenere una vittoria, anche se \u00e8 plausibile aspettarsi da loro un ottimo Giro. Sono corridori che hanno dimostrato gi\u00e0 in passato di poter ambire ad alte posizioni di classifica ma che per un motivo o per un altro non si sono mai trovati nella possibilit\u00e0 di lottare per la vittoria finale.<\/p>\n<p>Un discorso a parte va fatto per Egan Bernal, il campione colombiano sta tornando ad ottimi livelli dopo anni bui dovuti al bruttissimo incidente del 2022. Sarebbe bello vederlo lottare nuovamente per la Maglia Rosa ma difficilmente sar\u00e0 della partita.<\/p>\n<p>Lennert Van Eetvelt potrebbe essere a tutti gli effetti LA sorpresa di questo Giro d\u2019Italia. Il belga ha 25 anni e sar\u00e0 all\u2019esordio al Giro. Non \u00e8 riuscito a concludere gli ultimi due grandi giri corsi precedentemente (Tour 2025 &#8211; Vuelta 2024) per\u00f2 ha gi\u00e0 dimostrato di potersi giocare le sue carte con i migliori del mondo. Se riuscir\u00e0 a trovare il giusto equilibrio di testa e gambe, e sar\u00e0 accompagnato anche dalla fortuna, che ultimamente gli ha voltato un po\u2019 le spalle, potrebbe finalmente consacrarsi.<\/p>\n<p><strong>COSA POSSONO INVENTARSI GLI AVVERSARI DI VINGEGAARD PER BATTERLO?<br \/><\/strong>Quello che abbiamo di fronte rischia di essere il bis del Giro d\u2019Italia vinto, stravinto e dominato da Tadej Pogacar con Jonas Vingegaard a fare le veci del fuoriclasse sloveno. Il danese ha a sua disposizione una squadra che non \u00e8 la migliore possibile ma \u00e8 comunque molto solida e ben coperta su ogni terreno. La cronometro lo favorisce, in montagna non \u00e8 inferiore a nessuno e anche sulle tappe mosse ha spesso dimostrato di saperci fare.<\/p>\n<p>Sembra quindi impossibile pensare di batterlo sfidandolo a viso aperto sulle montagne dell\u2019ultima settimana. E allora come fare? Come si pu\u00f2 pensare di rendere questo Giro pi\u00f9 interessante &#8211; a livello di battaglia per la vittoria finale &#8211; rispetto alla passerella trionfale che tutti si attendono?<\/p>\n<p>Il terreno per attaccare, come si dice sempre in questi casi, c\u2019\u00e8 anche se non \u00e8 poi cos\u00ec tanto e forse anche mal distribuito. Una possibilit\u00e0 \u00e8 quella di costringere Vingegaard a iniziare la terza settimana senza la maglia rosa sulle spalle e quindi costringerlo a inseguire e ad attaccare. Per farlo bisogner\u00e0 sfruttare le tappe pi\u00f9 mosse e nervose della prima met\u00e0 del Giro, fra Potenza e poi il trittico con Blockhaus, Fermo e Corno alle Scale. Anche l\u00ec per\u00f2 il terreno per isolare e attaccare Vingegaard non \u00e8 tanto e bisogner\u00e0 essere precisi con il lavoro di squadra se si vuole provare a far qualcosa per evitare di portarsi la Visma in pompa magna sulle salite finali.<\/p>\n<p>In ogni caso, \u00e8 lecito aspettarsi che Vingegaard arrivi a vestire la maglia rosa al termine della cronometro di Massa, alla decima tappa. E anche che a quel punto abbia un considerevole vantaggio nei confronti dei rivali diretti per la vittoria finale. Da l\u00ec in poi ci sono poche altre tappe mosse &#8211; due: la 11 e la 12 &#8211; prima delle grandi montagne dove bisogner\u00e0 far sentire il peso della maglia al danese e alla sua Visma. Ovverosia: attaccarlo da lontano, collaborare, costringerli a inseguire chiunque senza fare troppi calcoli sui piazzamenti. <\/p>\n<p>Ovviamente \u00e8 molto difficile e quindi rimane un\u2019ultima chance sulle grandi montagne. Le tappe in cui si pu\u00f2 provare a far qualcosa di diverso rispetto allo scatto nell\u2019ultima salita non sono molte e bisogner\u00e0 vedere quanto e se gli avversari avranno scalfito la resistenza della Visma fino a quel punto. Nella tappa 14, dopo la partenza da Aosta si sale subito in quota con la lunghissima salita di Saint Barth\u00e9lemy dove si pu\u00f2 provare a mettere in difficolt\u00e0 i gregari di Vingegaard scommettendo sulle gambe ancora imballate del mattino e poi provare a muovere altre pedine nella parte centrale della tappa prima della salita finale. <\/p>\n<p>Se nemmeno questo dovesse funzionare, l\u2019ultima opzione \u00e8 la tappa dolomitica, ma a quel punto sar\u00e0 davvero un tutto o niente. Su quelle strade, Coppi fece vedere al mondo di essere fatto di un\u2019altra pasta rispetto a tutti gli altri esseri umani. Oggi di Coppi non se ne vedono, per\u00f2 Bernal sul Giau ha gi\u00e0 vinto un Giro d\u2019Italia &#8211; <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/ultimouomo.com\/ciclismo-giro-italia-non-abbiamo-visto-rai-diretta-vegni\" rel=\"nofollow noopener\">anche se nessuno l\u2019ha visto<\/a> &#8211; e ci ha gi\u00e0 abituato ad azioni folli in grado di scombinare le carte in tavola.<\/p>\n<p><strong>INSOMMA CHI VINCE? NON POTETE DIRE ENTRAMBI LO STESSO NOME.<br \/><\/strong>Gabriele Gianuzzi: Jonas Vingegaard.<\/p>\n<p>Umberto Preite Martinez: Felix Gall.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mentre gli occhi del ciclismo mondiale, finite le Classiche, si sono gi\u00e0 spostati al Tour de France e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":482639,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-482638","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-sport","14":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116546635951477673","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/482638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=482638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/482638\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/482639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=482638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=482638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=482638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}