{"id":482889,"date":"2026-05-10T00:52:15","date_gmt":"2026-05-10T00:52:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/482889\/"},"modified":"2026-05-10T00:52:15","modified_gmt":"2026-05-10T00:52:15","slug":"sensori-per-la-guida-autonoma-il-progetto-parla-bergamasco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/482889\/","title":{"rendered":"Sensori per la guida autonoma, il progetto parla bergamasco"},"content":{"rendered":"\n<p> Trentotto milioni di euro per portare la guida autonoma sulle strade italiane (e non solo). Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano con un cuore orobico &#8211; tre dei suoi fondatori, gli ingegneri Luca Crotti, Alberto Lucchini e Chiara Marchesi, sono bergamaschi &#8211; \u00e8 convinta di farcela, anche se ci\u00f2 significa competere con i \u00abrobotaxi\u00bb delle americane Waymo e Zoox. La startup, nata nel 2025, a met\u00e0 aprile ha chiuso un primo round di investimenti ottenendo il supporto di Cdp Venture Capital, Pirelli, Ferrovie dello Stato e A2A. E ora vuole diventare il campione europeo della mobilit\u00e0 intelligente. <\/p>\n<p>  Il modello di business <\/p>\n<p>Intende farlo con un modello di business diverso dai competitor cinesi e americani: la startup acquista auto da produttori terzi, le modifica e le ri-omologa per la guida autonoma, sviluppando tutte le tecnologie necessarie &#8211; dai sensori montati sulla vettura al gestionale della flotta, fino all\u2019app che permette di prenotare le corse dallo smartphone &#8211; e vende il servizio agli operatori locali, anzich\u00e9 gestirlo direttamente. <\/p>\n<p>\u00abIl nostro obiettivo \u00e8 quello di omologare le prime vetture in Europa entro tre anni\u00bb, racconta l\u2019a.d., Luca Foresti -. Sappiamo che nel nostro continente la regolamentazione \u00e8 severa, ma Niulinx \u00e8 un\u2019azienda nata guardando al mercato europeo\u00bb. Gli fa eco Chiara Marchesi, che spiega che \u00abla normativa sulla guida autonoma in Europa \u00e8 frammentata: ogni Paese si muove con tempi e criteri diversi. Cerchiamo di navigare tra le leggi per arrivare tra i primi in Europa a ottenere l\u2019omologazione per un veicolo a guida autonoma\u00bb.<\/p>\n<blockquote class=\"quote-article-cont\">\n<p>La startup acquista auto da produttori terzi, le modifica e le ri-omologa per la guida autonoma, sviluppando tutte le tecnologie necessarie &#8211; dai sensori montati sulla vettura al gestionale della flotta, fino all\u2019app che permette di prenotare le corse dallo smartphone &#8211; e vende il servizio agli operatori locali, anzich\u00e9 gestirlo direttamente<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>L\u2019azienda sta lavorando su veicoli che si muovono con una velocit\u00e0 massima di 30 chilometri orari, ideali per le grandi citt\u00e0. Accanto alla burocrazia, l\u2019altro limite dell\u2019Europa \u00e8 la scala degli investimenti: \u00abPer creare una piattaforma capace di gestire da sola ogni problema su strada spenderemmo almeno dieci miliardi. \u00c8 una cifra insostenibile\u00bb, sottolinea Luca Crotti. \u00abPer questo &#8211; continua &#8211; abbiamo pensato a un sistema che demanda la gestione dei \u201cfalsi positivi\u201d, ovvero degli ostacoli che il veicolo non riesce a riconoscere, a una centrale umana. Ci\u00f2 non significa che un operatore prende il controllo del veicolo, ma che visualizza le immagini catturate dai sensori dell\u2019auto e le indica come procedere\u00bb. Per garantire il successo di un sistema del genere serve <strong class=\"nero\">un\u2019enorme mole di dati e sensori<\/strong>: \u00abSu ogni auto ci sono telecamere, sensori Lidar e radar, nonch\u00e9 unit\u00e0 di calcolo che eseguono il nostro codice e gli algoritmi di Ia\u00bb, aggiunge Alberto Lucchini. La tecnologia \u00e8 gi\u00e0 stata valida su strada nel 2025, attraverso un progetto pilota realizzato con A2A a Brescia. Ora Niulinx punta a estendere la sperimentazione ad altre citt\u00e0 europee.<\/p>\n<blockquote class=\"float-quote-article-cont\">\n<p>\u00abLe nostre auto sfruttano la guida autonoma per raggiungere la posizione dell\u2019utente e il deposito o il punto di ricarica a fine corsa\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p> Attenzione, per\u00f2, a non definire il modello di business dello spin-off del Politecnico di Milano come un \u00abrobotaxi\u00bb: \u00abSarebbe un errore &#8211; riporta Foresti &#8211; perch\u00e9 noi ci occupiamo di \u201crobo-sharing\u201d. Le nostre auto sfruttano la guida autonoma per raggiungere la posizione dell\u2019utente e il deposito o il punto di ricarica a fine corsa. Ma \u00e8 chi ci sale che deve guidare, una volta attivato il servizio\u00bb. Una scelta che potrebbe sembrare poco intuitiva &#8211; e che riduce la platea dei possibili utenti a chi ha gi\u00e0 la patente &#8211; ma che assume senso di fronte ai limiti normativi: \u00abQuesta limitazione fa s\u00ec che il nostro servizio non si configuri come un taxi e non entri in competizione con i tassisti per le licenze\u00bb, continua l\u2019a.d. di Niulinx. <\/p>\n<p>Un\u2019altra scelta apparentemente controversa \u00e8 quella d<strong class=\"nero\">i limitare, almeno all\u2019inizio, la flotta della startup ai soli veicoli a due posti<\/strong>: \u00abPrima o poi arriveranno anche vetture a cinque e a 12 posti &#8211; rivela Foresti &#8211; ma non subito. In Italia, i dati ci dicono che per il 90% dei percorsi le auto sono occupate da una o due persone. In pi\u00f9, le nostre citt\u00e0 hanno strade strette, sensi unici e piccoli parcheggi: pi\u00f9 un\u2019auto \u00e8 piccola e meno spazio occupa mentre circola. Questo ci consente anche di ridurre il peso sul traffico nel caso di un fermo per la gestione centralizzata di un falso positivo\u00bb. Anche nella scelta dei veicoli Niulinx si conferma come un\u2019azienda che<strong class=\"nero\"> guarda all\u2019Europa <\/strong>come suo principale mercato di sbocco: \u00abIl nostro continente &#8211; dice Foresti &#8211; ha bisogno di un\u2019industria della guida autonoma costruita sulle sue regole, i suoi valori e le sue infrastrutture. Noi ne siamo i pionieri\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Trentotto milioni di euro per portare la guida autonoma sulle strade italiane (e non solo). 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