{"id":48302,"date":"2025-08-15T03:24:09","date_gmt":"2025-08-15T03:24:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/48302\/"},"modified":"2025-08-15T03:24:09","modified_gmt":"2025-08-15T03:24:09","slug":"la-demonella-che-vi-tiene-in-pugno-piu-del-libro-che-stringete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/48302\/","title":{"rendered":"La demonella che vi tiene in pugno pi\u00f9 del libro che stringete"},"content":{"rendered":"<p>Legge voracemente, non vede l\u2019ora che lo strazio del leggere abbia fine, e trova la fine romanzesca della vita reale alla fine di ogni libro consultato, scorso, letto, interrogato, esaminato, percorso eccetera. Si lecca le dita con le quali ha trattenuto il volume, con le quali, magari insalivandole, lo ha toccato, girato e voltato. \u00c8 evidentemente una figura criminale a vocazione letteraria.\u00a0<\/p>\n<p>Tutti quei verbi per definire il suo rapporto coi volumi. Avrei potuto avere il coraggio antico di usarne uno solo: compulsare. Ho quel coraggio: volumi da lei compulsati. Compulsare viene da compellere: spingere. Anche con forza. Spingersi all\u2019interno ma anche spingere dall\u2019interno.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 la figura meno nota del mondo del leggere e dello scrivere, un unico mondo. \u00c8 una delle figure meno note del mondo. Pochissimi la conoscono. Anzi meno. Diciamo nessuno. Adesso vi rovino la vita. Non leggerete pi\u00f9 come prima (come la guerra \u00e8 guerra, il romanzo \u00e8 romanzo).<\/p>\n<p>Questa figura aggira e raggira le pagine, capirete poi. Inganna, ovviamente, \u00e8 il minimo. Lusinga, alletta, avvince, circuisce, estorce, traffica in sentimenti, frusta anche (molto spesso a richiesta, anche senza volere, ma solo per sapere, voi, leggere e scrivere), seduce, induce, suscita, incita e tanto altro, non stiamo qui a elencare (non sono pi\u00f9 i bei tempi delle liste d\u2019attesa: quelle belle elencazioni, quei bei cataloghi che sospendono le letture ingenue e sciocche). Non pratica il peculato n\u00e9 l\u2019aggiotaggio n\u00e9 il compostaggio n\u00e9 il ballottaggio n\u00e9 l\u2019abigeato n\u00e9 la turbativa d\u2019asta n\u00e9 il mercato nero, per\u00f2; ma, incorruttibile, corrompe.<\/p>\n<p>Si aggira tra le parole delle pagine a stampa (bisogna essere precisi). Non avvisa, non dice: o la borsa o la vita. Non le interessa la borsa. Guarda negli occhi, negli occhi che leggono ma che non la vedono di tra le righe, dietro le quali lei sta. Vi fa un mazzo cos\u00ec se le va. Vi spinge a qualcosa, a tutto, vi spinge a leggere, lo fa per farvi piacere in maniera perversa. Ci gode a vedervi distesi, spalmati, pastosi, semiliquidi, molli, cremosi, penosi lettori (anche declinati al femminile, ma certo, ci mancherebbe, anzi) spianati, curvi, conficcati su libri schifosi, libri dolci, gentili, piacevoli, scorrevoli, diarroici, faldonici, di color umano, d\u2019amore alla scapece, con l\u2019inconscio a vista e a induzione, di sapore umano, con colature di dolore e cornice invasa, dibattuti tra silenzio e assenso, di odore umano, infusi di silenzi e dissensi, effusi in dettagli e frattaglie, scritti sull\u2019anima a matita, pieni di persone perdute ma purtroppo no, che sembrano cubi ma sono una palla, rosa con lanci di fumogeni gialli, con squarci di vita nello scafo a picco, insomma tutte quelle belle cose fesse in un mare di cose fessissime (per l\u2019elenco si rinvia a recensioni, autorecensioni, quarte e quinti quarti di copertina, insomma alle sbrodolature per la truppa). Lei vi fa ingoiare tutta questa broda. Lei, la figura di tra le righe.<\/p>\n<p>Ma, insomma, in cosa consiste il suo lavoro?\u00a0<\/p>\n<p>Torniamo all\u2019inizio: legge voracemente, non vede l\u2019ora che lo strazio del leggere abbia fine, e trova la fine romanzesca della vita reale alla fine di ogni corpo d\u2019opera consultato, scorso, letto, interrogato, esaminato, percorso eccetera. Si lecca le dita con le quali ha trattenuto il volume, con le quali, magari insalivandole, l\u2019ha toccato, girato, voltato e rivoltato.\u00a0<\/p>\n<p>Corpo romanzesco, d\u2019opera? Volume? Ma di cosa stiamo parlando? C\u2019\u00e8 chi ha gi\u00e0 capito, e c\u2019\u00e8 di che atterrirsi avendo gi\u00e0 capito. Ma s\u00ec, certo, si tratta di corpo e di volume umano. Chi legge \u00e8 letto con voracit\u00e0, anche ingordigia, come vuole il romanzo (anche il racconto, s\u00ec, certo). E cosa vuole il romanzo? Raggiungere la fine di chi legge. La fine del romanzo scritto \u00e8 solo una parola in coda a tutto, e della coda \u00e8 l\u2019ultimo ciuffetto, un piumino che spolvera le polveri, quel che resta di quella povera stella incenerita che \u00e8 chi legge.<\/p>\n<p>Questa figura sarebbe? \u00c8 una demonella, anzi \u00e8 Demonella (cos\u00ec si chiama ma n\u00e9 l\u2019epiteto n\u00e9 il nome sono noti). Fa un lavorone, forse un lavoraccio, fa un lavoro ingrato: vi fa bere tutto quel che \u00e8 scritto. Si d\u00e0 da fare con gli imbuti, coi mestoli, col biberon, anche con cazzuole, e con le pale e le palette anche. Vi sbatte in corpo il fluido il facile lo scorrevole il gocciolante il viscido il dolce l\u2019amaro il denso il papposo lo spappolato il colloso il miscuglio l\u2019ammasso l\u2019eccetera in poltiglia. Senza il suo lavoro ma chi mai se lo berrebbe quel che \u00e8 scritto? Chi mai lo manderebbe gi\u00f9? Lei fa addirittura credere che quel che \u00e8 scritto \u00e8 scritto per chi legge e che chi legge esiste e vive pur se quasi immobile con un libro in mano. Cose da pazzi se non da ridere. Insomma, lei sa che chi legge \u00e8 un po\u2019 poppante, e pi\u00f9 va avanti nel leggere pi\u00f9 lo \u00e8. In bocca a chi poppa lei ficca la tettarella che apre la via, dopo di che procede con pompate e palate sempre pi\u00f9 piene di zuppe e di pastoni e melme, usando direttamente i trogoli come cucchiare e anche le pale delle ruspe, a volte. Ecco qua. O credevate davvero di far tutto da voi. Ma di che? Chi si sciropperebbe le robe scritte, dico, soltanto scritte e nient\u2019altro? Lo ripeto: scritte. Scritte e basta, tutto l\u00e0. Inchiostro, cellulosa, colla, appunto pappe. Voglio dire: un pizzico di sale, di pepe, d\u2019origano, sanno o non sanno di pi\u00f9? Ditemelo voi, io nemmeno mi rispondo.\u00a0<\/p>\n<p>Insomma, lei sa il fatto suo. E siete voi il suo fatto. Voi siete le uniche e le sole figure vere tra figure scritte, insomma l\u2019unico vero fine e l\u2019unica vera fine del romanzo (anche del racconto, s\u00ec). La trama \u00e8 lei che trama. Trama, s\u00ec trama: chi legge \u00e8 una margherita spetalata (chi legge legge con la testa in cima a un gambo reciso, di quelli un po\u2019 ammosciati e curvi, fateci caso).\u00a0<\/p>\n<p>Se vi fa dare una succhiata al capezzolo? Se ve lo fa provare? Se vi fa tenere tra le mani il suo seno come un libro? State chiedendo questo? Ci mancherebbe, \u00e8 tutto l\u00e0 il magheggio, certo che s\u00ec. Avviene quando decidete: io questo libro lo leggo tutto, s\u00ec, con avidit\u00e0, \u00e8 deciso. Ha deciso lei. Pi\u00f9 avida di voi qui lei vi ha in pugno pi\u00f9 di quanto voi il libro. \u00c8 fatta. Chi legge \u00e8 fatto, \u00e8 fatta, e vi ha fatto lei, vi ha fatto romanzesche e romanzeschi: ogni romanzo \u00e8 fatto di chi legge. Fatto e finito, fine.<\/p>\n<p>Finito tutto, lei si d\u00e0 una rassettata, una scotolata, si netta dalle umettature di tutti gli occhi da lettura addosso.<\/p>\n<p>Come lo so? Come so tutte queste belle cose? Io sono quello che le porta il sapone e l\u2019asciugamano. Mi attardo con lei per due chiacchiere mentre lei si lava a pagine aperte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Legge voracemente, non vede l\u2019ora che lo strazio del leggere abbia fine, e trova la fine romanzesca della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":48303,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-48302","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48302\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}