{"id":483169,"date":"2026-05-10T05:48:23","date_gmt":"2026-05-10T05:48:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/483169\/"},"modified":"2026-05-10T05:48:23","modified_gmt":"2026-05-10T05:48:23","slug":"nane-brune-raddoppiate-con-la-caccia-a-planet-9-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/483169\/","title":{"rendered":"Nane brune raddoppiate con la caccia a Planet 9 \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un pianeta fantasma che si aggira ai confini del nostro Sistema solare. Si chiama <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/06\/25\/cercasi-planet-nine-disperatamente\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Planet 9<\/a>, un ipotetico gigante ghiacciato, forse dieci volte pi\u00f9 massiccio della Terra, che con la sua gravit\u00e0 sembra \u201callineare\u201d le orbite degli oggetti pi\u00f9 distanti della Fascia di Kuiper. Si stima che il pianeta si trovi a una distanza media dal Sole compresa tra 400 e 800 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unit%C3%A0_astronomica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">unit\u00e0 astronomiche<\/a> (au), e che il periodo orbitale sia compreso tra settemila e ventimila anni terrestri. Anche se non \u00e8 ancora stato scoperto, la sua ricerca sta producendo un effetto collaterale: una mappatura senza precedenti degli oggetti pi\u00f9 piccoli e deboli entro pochi centinaia di anni luce dal Sole. Infatti, per cercare Planet 9, \u00e8 nato \u201c<a href=\"https:\/\/www.zooniverse.org\/projects\/marckuchner\/backyard-worlds-planet-9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Backyard Worlds: Planet 9<\/a>\u201d, un progetto di citizen science che permette a chiunque abbia una connessione a Internet di analizzare le immagini riprese dalla missione <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wide-field_Infrared_Survey_Explorer\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Wise<\/a> (Wide-field Infrared Survey Explorer) alla ricerca di oggetti deboli che si muovono lentamente rispetto allo sfondo delle stelle fisse.<\/p>\n<p>Wise era un telescopio spaziale della Nasa, costruito per l\u2019osservazione del cielo nell\u2019infrarosso, che fu lanciato in orbita attorno alla Terra nel dicembre 2009 e rimase operativo fino ad agosto 2024. Essendo Planet 9 molto distante dal Sole, pu\u00f2 essere ben visibile solo nell\u2019infrarosso, dove ci si aspetta un\u2019emissione dovuta al calore accumulato durante la fase di contrazione gravitazionale. Questo \u00e8 il motivo per cui <strong>si setacciano le vecchie immagini di Wise: \u00e8 possibile che Planet 9 sia presente in quelle immagini, ma in \u201cincognito\u201d<\/strong>. Se vogliamo, \u00e8 qualcosa di analogo all\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scoperta_di_Nettuno#Prime_osservazioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">osservazione di Nettuno da parte di Galileo nel 1612<\/a>, ben 234 anni prima della sua scoperta nel 1846.<\/p>\n<p>In un articolo in uscita su The Astronomical Journal (firmato da Adam C. Schneider dello United States Naval Observatory e da un nutrito gruppo di coautori), il team di Backyard Worlds ha annunciato una scoperta record: <strong>ben 3.006\u00a0nuovi corpi celesti, candidati a essere\u00a0nane brune ultrafredde<\/strong>. Si tratta di corpi celesti che emettono pochissima luce nel visibile, ma sono abbastanza caldi da brillare nell\u2019infrarosso, motivo per cui i telescopi spaziali come Wise sono gli strumenti ideali per la loro scoperta. Le <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/nane-brune\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">nane brune<\/a> sono corpi celesti a met\u00e0 strada tra le stelle e i pianeti giganti gassosi: in genere, <strong>la loro massa varia tra 13 e 80 volte quella di Giove<\/strong>. Non sono vere e proprie stelle perch\u00e9 al loro interno non avvengono reazioni di fusione della catena protone-protone: hanno una massa insufficiente per sostenere la fusione dell\u2019idrogeno in elio, che richiede almeno una stella con l\u20198 per cento della massa del Sole. Tuttavia, non sono nemmeno pianeti giganti, perch\u00e9 nei loro nuclei possono fondere elementi leggeri come il deuterio e il litio, che sono poco abbondanti e si consumano rapidamente. Le nane brune nascono calde per effetto dell\u2019accrescimento gravitazionale e si raffreddano lentamente con l\u2019invecchiare e l\u2019esaurimento del deuterio e del litio. Questi corpi celesti, come le stelle, vengono classificati in base alla loro temperatura superficiale in quattro categorie (classi spettrali), dalla pi\u00f9 calda alla pi\u00f9 fredda: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nana_bruna#Classe_M\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">M<\/a> (2100\u20133500 K), <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nana_bruna#Classe_L\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">L<\/a> (1300\u20132100 K), <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nana_bruna#Classe_T\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">T<\/a> (600\u20131300 K) e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nana_bruna#Classe_Y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Y<\/a> (&lt; 600 K). L\u2019articolo di Schneider e colleghi ha <strong>raddoppiato il numero di nane brune note<\/strong> delle classi L e T.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Luhman16_VLT_ESO.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"808606223\" data-slb-internal=\"0\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1780750\" class=\"wp-image-1780750 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"800\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Luhman16_VLT_ESO.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1780750\" class=\"wp-caption-text\">Una rappresentazione artistica dell\u2019aspetto della nana bruna Luhman 16B basata sulla prima mappa mai ottenuta delle variazioni di albedo della sua superficie. Per le osservazioni \u00e8 stato impiegato il Very Large Telescope dell\u2019Eso. I dettagli pi\u00f9 fini della superficie sono stati aggiunti per conferire un effetto artistico. La distanza tra le due componenti di Luhman 16 \u00e8 di circa 3 unit\u00e0 astronomiche e il periodo orbitale \u00e8 di 25 anni: si tratta del sistema di nane brune in assoluto pi\u00f9 vicino a noi. Crediti: Eso\/I. Crossfield\/N. Risinger<\/p>\n<p>Vediamo qualche dettaglio su com\u2019\u00e8 stata condotta la ricerca dai volontari. Ricordiamoci che l\u2019obiettivo primario era rintracciare Planet 9, che si presenta come una debole sorgente infrarossa in movimento sulla sfera celeste. Mentre un computer \u00e8 eccellente nel misurare la luminosit\u00e0 di miliardi di sorgenti, <strong>l\u2019occhio umano mantiene un\u2019incredibile superiorit\u00e0 nel riconoscere il movimento coerente di un astro<\/strong> in mezzo al \u201crumore di fondo\u201d delle immagini.<\/p>\n<p>I volontari hanno utilizzato una piattaforma online per visualizzare i cosiddetti flipbook: sequenze di immagini della stessa porzione di cielo scattate a distanza di anni da Wise. Su una data sequenza, le stelle lontane appaiono fisse, mentre le nane brune vicine o un ipotetico pianeta del Sistema solare mostrano un piccolo ma netto spostamento tra un\u2019immagine e l\u2019altra, dovuto al cosiddetto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Moto_proprio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">moto proprio<\/a>. In questo modo \u00e8 possibile distinguere i corpi celesti lontani da quelli vicini. In sostanza, \u00e8 la stessa tecnica usata per scoprire nuovi asteroidi nel Sistema solare. Molti dei successi documentati nell\u2019articolo derivano dall\u2019uso di un software chiamato <a href=\"https:\/\/github.com\/backyardworlds\/wiseview\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">WiseView<\/a>. Questo software permetteva ai volontari di sottrarre digitalmente le immagini per eliminare le stelle fisse, lasciando visibile solo ci\u00f2 che si \u00e8 mosso. Regolando il contrasto e la velocit\u00e0 di animazione della sequenza di immagini, ossia effettuando il \u201cblink\u201d, si possono individuare sorgenti estremamente deboli, quasi invisibili a occhio nudo.<\/p>\n<p>I volontari pi\u00f9 esperti non si sono limitati a guardare le sequenze di immagini precaricate. Molti di loro \u2013 definiti nell\u2019articolo come \u201cvolontari intraprendenti\u201d \u2013 hanno sviluppato metodi propri. Ad esempio, hanno scritto script per interrogare cataloghi astronomici come <a href=\"https:\/\/datalab.noirlab.edu\/data\/catwise\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">CatWise2020<\/a> o <a href=\"https:\/\/www.cosmos.esa.int\/web\/gaia\/dr3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Gaia<\/a>, filtrando gli oggetti in base al colore infrarosso, cercando sorgenti \u201cmolto rosse\u201d, un segno distintivo delle basse temperature delle nane brune di tipo T. Alcuni hanno anche incrociato i dati: dopo avere trovato un sospetto oggetto in movimento su Wise, hanno verificano se era presente anche in altre survey, per confermarne la natura e scartare i \u201cfalsi positivi\u201d come pixel difettosi o asteroidi del Sistema solare. Una volta identificato un candidato convincente, il volontario doveva compilare un <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/forms\/d\/e\/1FAIpQLSfg-JRaoTQ9V0miAmH05kBDole9O_pUmIVKxXXBd9FlA77D-g\/viewform?c=0&amp;w=1&amp;pli=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">modulo di segnalazione chiamato Tygo<\/a> (\u201cThink-You\u2019ve-Got-One\u201d), che \u00e8 stato il ponte fra i volontari e i ricercatori.\u00a0Il team, una volta ricevuta la segnalazione, ha eseguito analisi spettroscopiche e astrometriche avanzate e, una volta accertato che la scoperta fosse reale, ha inserito di diritto il nome del volontario tra gli autori della pubblicazione scientifica: un buon modo per\u00a0<strong>gratificare i partecipanti e riconoscere il loro contributo<\/strong>.\u00a0Il moto proprio tipico per queste nuove nane brune \u00e8 risultato di circa <strong>150 mas yr\u207b\u00b9<\/strong> (millesimi di secondo d\u2019arco all\u2019anno), con il novanta per cento dei moti propri misurati compreso tra <strong>60 mas yr\u207b\u00b9 e 325 mas yr\u207b\u00b9<\/strong>. Solo una piccolissima parte del campione (25 oggetti) si trova a distanze dal Sole inferiori o pari a circa 81,5 anni luce. Tuttavia, ci sono singole nane brune potenzialmente ancora pi\u00f9 vicine, con stime fotometriche che le danno a circa <strong>42 anni luce<\/strong>.\u00a0La maggior parte delle nuove nane brune scoperte \u00e8 per\u00f2 concentrata tra\u00a0<strong>163 e 326 anni luce<\/strong> circa.\u00a0La mancanza di nuovi candidati a distanze molto brevi dal Sole, ossia sotto gli 81,5 anni luce, \u00e8 dovuta al fatto che le nane brune pi\u00f9 prossime alla nostra stella sono gi\u00e0 state pubblicate in lavori precedenti. Ad esempio, le nane brune pi\u00f9 vicine al Sole sono state scoperte proprio da Wise e formano il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/WISE_1049-5319\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sistema binario di Luhman 16<\/a>, distante 6,59 anni luce da noi.<\/p>\n<p>La ricerca non si \u00e8 limitata alla mera catalogazione di nuove nane brune. Sono stati identificati <strong>28 nuovi sistemi in cui una nana bruna orbita attorno a una stella di massa maggiore<\/strong>, sistemi importanti per misurare con precisione l\u2019et\u00e0 e la massa di tali oggetti. Il team ha anche scovato <strong>nove sistemi binari composti da due nane brune<\/strong>. Tra questi spicca una coppia (CWise J0529\u20138327AB) con una separazione record di circa <strong>510 au, <\/strong>da confrontare con le <strong>distanze inferiori a 15 au che caratterizzano gli altri sistemi binari di nane brune<\/strong>. Inoltre, molti di questi corpi celesti sono cos\u00ec freddi da essere rilevabili solo nelle lunghezze d\u2019onda del medio-infrarosso, rendendoli bersagli perfetti per osservazioni future con il <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/jwst\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">James Webb Space Telescope<\/a>.<\/p>\n<p>\u00abQuesto lavoro presenta il pi\u00f9 grande campione di nane brune L e T confermate dal moto proprio mai realizzato finora. Se confermate, le oltre tremila nuove candidate nane brune raddoppierebbero ampiamente il numero di oggetti con tipi spettrali L, T e Y gi\u00e0 noti\u00bb, scrivono i ricercatori. Studiare questa popolazione non serve solo a capire come collassano le nubi molecolari da cui si formano questi corpi, ma ci aiuta anche a comprendere meglio le atmosfere degli esopianeti giganti, che presentano temperature e composizioni chimiche simili a quelle di queste \u201cstelle mancate\u201d. Per ora l\u2019esistenza di Planet 9 rester\u00e0 ancora avvolta nel mistero, ma grazie agli astronomi e allo sforzo collettivo di migliaia di volontari, l\u2019oscurit\u00e0 entro qualche centinaia di anni luce dal Sole \u00e8 meno popolata da ombre e pi\u00f9 ricca di mondi da esplorare.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un pianeta fantasma che si aggira ai confini del nostro Sistema solare. 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