{"id":483173,"date":"2026-05-10T05:50:12","date_gmt":"2026-05-10T05:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/483173\/"},"modified":"2026-05-10T05:50:12","modified_gmt":"2026-05-10T05:50:12","slug":"dai-governi-2-500-miliardi-alla-difesa-lockheed-thales-e-bae-ecco-chi-ride","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/483173\/","title":{"rendered":"Dai governi 2.500 miliardi alla difesa. Lockheed, Thales e Bae: ecco chi ride"},"content":{"rendered":"<p>La nuova inchiesta su <strong>Andrea Sempio<\/strong> non aggiunge soltanto un altro nome al delitto di Garlasco. Nelle indagini dei carabinieri di Milano c\u2019\u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 importante: rilegge la scena del crimine in modo incompatibile con la condanna definitiva di <strong>Alberto Stasi<\/strong>. Non lo assolve formalmente &#8211; quello potr\u00e0 accadere solo in sede di revisione &#8211; ma smonta, uno dopo l\u2019altro, i pilastri su cui quella condanna era stata costruita. Non a caso l\u2019avvocato <strong>Giada Bocellari<\/strong>, che assiste il quarantaduenne con <strong>Antonio De Rensis<\/strong>, ieri ha annunciato l\u2019intenzione di accelerare \u00abil pi\u00f9 possibile\u00bb l\u2019istanza di revisione, pur chiarendo che servir\u00e0 tempo per leggere gli atti e scrivere la richiesta. Proprio ieri la legale ha mostrato a <strong>Stasi<\/strong> per la prima volta le nuove carte.<\/p>\n<p>Il punto di partenza \u00e8 processuale. <strong>Stasi<\/strong> era stato assolto in primo grado nel 2009 e in Appello nel 2011. La condanna arriv\u00f2 solo dopo l\u2019annullamento della Cassazione e il processo d\u2019Appello bis, concluso nel 2014 con 16 anni di carcere, poi confermati definitivamente nel 2015. Oggi, per\u00f2, proprio gli elementi che avevano permesso alla Cassazione di confermare quella condanna vengono riletti in senso opposto.<\/p>\n<p>Il primo snodo \u00e8 il Dna sotto le unghie di <strong>Chiara Poggi<\/strong>. La Suprema Corte aveva valorizzato il dato della perizia di <strong>Francesco De Stefano<\/strong>: materiale maschile, degradato, verosimilmente contaminato, tale da rendere impossibile un\u2019\u00abindicazione positiva o negativa di identit\u00e0\u00bb. Per i carabinieri, per\u00f2, quel passaggio ebbe un effetto \u00abesiziale\u00bb per Stasi: l\u2019impossibilit\u00e0 di identificarlo fu trasformata, di fatto, nell\u2019impossibilit\u00e0 di escluderlo. Le nuove carte scrivono, invece, che nel materiale genetico isolato nei margini subungueali di Chiara \u00abnon ci sia mai stata nessuna incidenza riconducibile ad <strong>Alberto Stasi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>La differenza \u00e8 enorme. Se quel Dna \u00e8 la traccia della difesa della vittima, e se non appartiene a <strong>Stasi<\/strong>, la vecchia architettura della condanna perde una delle sue architravi. Ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 le nuove analisi, secondo la nota del comando dei carabinieri, hanno escluso anche <strong>Marco Poggi<\/strong> e individuato una corrispondenza di uno dei profili maschili con la linea paterna di <strong>Andrea Sempio<\/strong>.<\/p>\n<p>l\u2019impronta 33 <\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 l\u2019impronta 33. Per i carabinieri \u00e8 un altro punto importante. Non \u00e8 una traccia neutra, ma un\u2019impronta \u00abpalmare\u00bb sul muro del vano scale, vicino al punto in cui venne ritrovato il corpo di Chiara. Gli investigatori ricordano che gi\u00e0 nel 2007 i tecnici si concentrarono su quella zona perch\u00e9 la conformazione dei luoghi e la posizione del cadavere la rendevano decisiva. La traccia reag\u00ec alla ninidrina (composto chimico usato dalla scientifica) in modo anomalo, con una colorazione intensa, macchie simili a schizzi e caratteristiche compatibili con una \u00abmano bagnata\u00bb, forse anche con sangue lavato.<\/p>\n<p>In pratica, nella nuova ricostruzione, quella impronta viene attribuita ad <strong>Andrea Sempio<\/strong> e diventa la traccia di un aggressore che, dopo aver colpito Chiara sulle scale, sarebbe tornato nel vano scale con la mano bagnata, generando proprio la traccia 33. Da l\u00ec, secondo i carabinieri, si sarebbe poi ripulito usando il lavabo della cucina: il bagno non risulterebbe usato, mentre il tappetino davanti al lavello non venne mai campionato, n\u00e9 analizzato con il luminol.<\/p>\n<p>Un altro fronte \u00e8 il movente. Per anni la sessualit\u00e0 di <strong>Stasi<\/strong>, i video intimi e la pornografia, sono stati raccontati come una zona d\u2019ombra. La nota dei carabinieri ribalta quella prospettiva: le chat tra Alberto e Chiara mostrerebbero una coppia complice, anche sessualmente. La sfera sessuale, quindi, non sarebbe il movente di <strong>Stasi<\/strong>, ma il possibile terreno su cui qualcun altro avrebbe proiettato desiderio, rifiuto e quindi un\u2019aggressione.<\/p>\n<p>la bicicletta <\/p>\n<p>Anche gli oggetti della vecchia condanna &#8211; bicicletta, pedali e scarpe &#8211; vengono riletti. La Cassazione aveva escluso uno scambio fisico tra i pedali di due bici del condannato. Ma aveva ritenuto che <strong>Stasi<\/strong> avesse comunque sostituito i pedali della sua bici con altri non originali, sui quali era rimasta la traccia genetica di Chiara. Per i carabinieri \u00e8 una costruzione illogica e paradossale: se <strong>Stasi<\/strong> fosse stato un assassino freddo e calcolatore, perch\u00e9 non far sparire la bicicletta invece di smontare e rimontare i pedali? E lo stesso vale per le scarpe: le Frau taglia 42 attribuite all\u2019assassino non sono mai state trovate nella disponibilit\u00e0 di Stasi, mentre le nuove misurazioni indicano per <strong>Sempio<\/strong> una compatibilit\u00e0 con calzature 42-43. Ma le nuove carte non si fermano alla scena del crimine.<\/p>\n<p>Spunta anche il nome di <strong>Laura Barbaini<\/strong>. \u00c8 lei che da sostituto procuratore generale di Milano aveva sostenuto l\u2019accusa nell\u2019Appello bis contro <strong>Alberto Stasi<\/strong> e, nel 2016, ricevette gli atti della difesa che indicavano, invece,<strong> Andrea Sempio<\/strong> come potenziale assassino.<\/p>\n<p>un misterioso post-it <\/p>\n<p>Ed \u00e8 sempre lei che il 17 gennaio 2017 aveva inviato <strong>Mario Venditti<\/strong>, all\u2019epoca procuratore aggiunto di Pavia un documento di 16 pagine in cui sosteneva l\u2019innocenza di Sempio. <\/p>\n<p>Oltre a una possibile fuga temporale di notizie, (gi\u00e0 il 23 dicembre 2016, prima che la parte civile acquisisse formalmente gli atti l\u201911 gennaio 2017 sulla stampa compariva il nome di <strong>Sempio<\/strong>), il passaggio pi\u00f9 delicato riguarda la circolazione delle carte. Secondo la ricostruzione investigativa, anticipata ieri dalla Verit\u00e0, il materiale arrivato il 13 gennaio 2017 al generale<strong> Luciano Garofano<\/strong>, consulente della famiglia, non sarebbe partito dalla Procura di Pavia, ma forse proprio dalla Procura generale di Milano. I carabinieri, per\u00f2, non individuano la \u00abmanina\u00bb che avrebbe distribuito gli atti.<\/p>\n<p>In compenso riportano un\u2019intercettazione di <strong>Giuseppe Sempio<\/strong> (padre di Andrea), che descrive un presunto consiglio che la <strong>Barbaini<\/strong> avrebbe offerto alla famiglia: \u00abGliel\u2019ha consigliato &#8230; gliel\u2019ha consigliato la <strong>Barbaini<\/strong> di fare un esposto alla Procura generale di Milano [\u2026] perch\u00e9 la Procura di Pavia dipende &#8230; ecco [\u2026] se la Procura di Milano vede le cose che stanno andando in un senso che \u00e8 tutto tutto una cosa schifosa, pu\u00f2 intervenire, e dire a Pavia \u201ccosa state facendo?&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Nel fascicolo si fa cenno anche a <strong>Venditti<\/strong>, l\u2019ex procuratore aggiunto di Pavia che segu\u00ec l\u2019indagine su <strong>Sempio<\/strong> nel 2016-2017, poi archiviata. Oggi risulta indagato a Brescia nell\u2019inchiesta sulla presunta corruzione legata proprio a quell\u2019archiviazione. Nella nota dei carabinieri, <strong>Venditti<\/strong> compare in forma indiretta: <strong>Giuseppe Sempio<\/strong> riferisce che, nel 2017, l\u2019allora procuratore (che <strong>Sempio<\/strong> senior pensa sia in realt\u00e0 il gip) gli avrebbe detto \u00abquesta cosa finir\u00e0 presto\u00bb. \u00c8 un racconto de relato, dunque non una prova autonoma di un accordo o illecito, ma per gli investigatori contribuisce a descrivere il clima di quel primo fascicolo, perch\u00e9 in casa <strong>Sempio<\/strong> l\u2019archiviazione sembrava quasi attesa.<\/p>\n<p>il fratello <\/p>\n<p>Resta poi <strong>Marco Poggi<\/strong>, fratello di Chiara e testimone-chiave del contesto familiare e relazionale della vittima. Non \u00e8 indagato, ma nelle nuove carte assume un ruolo sensibile perch\u00e9 \u00e8 il punto di raccordo tra la casa di via Pascoli, il computer di Chiara e la comitiva di amici &#8211; compreso <strong>Sempio<\/strong> &#8211; che poteva frequentare la villetta. Sul video intimo della sorella con <strong>Stasi<\/strong>, Marco ha sempre sostenuto di non averlo mai visto: avrebbe solo trovato aperta una chat Msn sul computer di Chiara e intuito che la sorella stesse scaricando da Alberto un file dal contenuto privato. La nota, per\u00f2, rileva che gi\u00e0 nel 2007 Marco sembrava muoversi con familiarit\u00e0 tra foto, video, file, cd e materiali presenti sul computer della sorella.<\/p>\n<p>Il passaggio pi\u00f9 delicato arriva nei giorni del lutto. Quando al cimitero, lontano dai genitori, Marco chiede a <strong>Stasi<\/strong> se abbia scatti o filmati di Chiara, precisando per\u00f2 di non volere le \u00abcose intime\u00bb. Dunque, doveva sapere che esisteva materiale riservato della coppia. E, infatti, secondo la ricostruzione, <strong>Stasi<\/strong> avrebbe confermato l\u2019esistenza del video, spiegando di non averne parlato ai genitori Poggi.<\/p>\n<p>In questa chiave si inserisce la presunta \u00abcommistione\u00bb tra famiglia Poggi e quella di <strong>Sempio<\/strong>. <strong>Angela Taccia<\/strong>, legale di Andrea e gi\u00e0 legata alla vecchia comitiva, avrebbe rilanciato la versione delle visite a casa Poggi per giocare alla Playstation. <strong>Rita Preda<\/strong> lo riferisce a Marco il 15 marzo 2025. Lui conferma, ma ridimensiona: venivano \u00abogni tanto\u00bb, non \u00abdue o tre volte a settimana\u00bb. Il punto \u00e8 delicato: se <strong>Sempio<\/strong> avesse frequentato spesso la villetta, eventuali tracce avrebbero potuta essere pregresse. Se quel ricordo si rafforza solo dopo le nuove prove, diventa una versione utile alla difesa. Lo stesso schema, secondo i carabinieri, emerge il 14 maggio 2025 quando Marco auspica un intervento \u00abal di fuori\u00bb della Procura di Pavia e Giuseppe richiama la segnalazione alla Procura generale di Milano. Per gli investigatori, non \u00e8 solo diffidenza verso la pista Sempio, ma il tentativo di \u00abbloccare l\u2019indagine\u00bb.<\/p>\n<p>                Sempio adorava il Mostro di Parigi<\/p>\n<p>Scrive con ossessione, riempie agende, quaderni, file Word. Al punto che i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, nell\u2019informativa riassuntiva di 300 pagine che riscrive il giallo di Garlasco, dedicano ai suoi scritti un intero capitolo. Il capitolo pi\u00f9 oscuro. Quello che entra nell\u2019intimit\u00e0 di <strong>Andrea Sempio <\/strong>rastrellando le tracce che l\u2019unico indagato per l\u2019omicidio di <strong>Chiara Poggi<\/strong> sembra, incurante, aver lasciato in giro. Naviga tra serial killer, stupri, autopsie, decapitazioni. Guarda pornografia estrema. Si taglia. Si brucia il torace \u00abperch\u00e9\u00bb gli piace, ammette in uno scritto, \u00absuperare i limiti\u00bb.<\/p>\n<p>Il mosaico \u00e8 stato costruito dagli investigatori mettendo insieme file sequestrati, cronologie di navigazione, contenuti Cloud e documenti trovati nel suo computer. Non \u00e8 una diagnosi. \u00c8 un viaggio attraverso una mente che gli stessi investigatori descrivono come attratta dalla violenza, dalla morte e perfino dalla figura di un \u00abmostro\u00bb. Quella di <strong>Issei Sagawa<\/strong>, \u00abil Mostro di Parigi\u00bb, il giapponese che nel 1981 stupr\u00f2, uccise e mangi\u00f2 una studentessa olandese, <strong>Ren\u00e9e Hartevelt<\/strong>, una vicenda analizzata in un file Word da 626 pagine, creato il 19 giugno 2014, e trovato nel pc di <strong>Sempio<\/strong>. Non contiene un semplice riassunto di cronaca nera, n\u00e9 valutazioni processuali. Appare come una narrazione macabra da cui traspare una sorta di empatia: \u00abPenso a <strong>Sagawa<\/strong>&#8230; il \u201cMostro di Parigi\u201d&#8230; mai fatto del male a una mosca, mai fatto a botte\u2026 una vita dedicata alla letteratura\u00bb. <strong>Sempio<\/strong> sembra immedesimarsi. La donna entra in casa. <strong>Sagawa<\/strong> sa che lo respingerebbe. Sa che \u00abfinite le poesie, lei se ne andr\u00e0 e lui non l\u2019avr\u00e0 mai\u00bb. E allora, \u00abper cristallizzare quell\u2019attimo e fermare il tempo&#8230; le spara in testa\u00bb. Da l\u00ec il testo precipita in un romanticismo malato. \u00abLa bacia, finalmente. La bacia tutta. La accarezza, trema. Il cuore gli scoppia in gola, ora lei \u00e8 sua\u00bb. Poi, la svolta inquietante: \u00abAllora, preso dalla paura che quell\u2019attimo finisca senza che lei faccia parte di lui&#8230; la mangia\u00bb. Il passaggio successivo \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 disturbante di tutto il documento: \u00abNon aveva mai avuto fantasie cannibalistiche&#8230; ma il cuore gli dice di mettere in bocca ci\u00f2 che non potr\u00e0 avere per tutta la vita, perch\u00e9 solo in questo modo saranno una cosa sola per sempre\u00bb. Alla fine, \u00absi pulisce la bocca con il suo perizoma come tovagliolino\u00bb. Le valutazioni dell\u2019improvvisato scrittore horror sono queste: \u00abNon so voi&#8230; ma io, pur rendendomi conto della gravit\u00e0 dell\u2019omicidio, ci vedo una storia d\u2019amore, di un romanticismo intensissimo\u00bb.<\/p>\n<p>E infine la domanda che sembra attraversare tutta la narrazione: \u00ab\u00c8 cattivo? \u00c8 un mostro?\u00bb. Lo scritto si chiude con questa frase: \u00abDiventer\u00e0 un mostro. Lo tratteranno da mostro e nessuno prover\u00e0 a capirlo. Saranno solo tutti d\u2019accordo sul puntargli il dito. Diverso! Assassino! Mostro!\u00bb. Per gli investigatori queste pagine rivelano un certo \u00abinteresse\u00bb dell\u2019indagato \u00abverso i predatori sessuali\u00bb. Ma non \u00e8 questa l\u2019unica apparente devianza. L\u2019informativa cita \u00abnumerose navigazioni Internet\u00bb che mostrerebbero \u00abun suo interesse per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i cadaveri e la decapitazione, l\u2019esame autoptico e i fenomeni cadaverici\u00bb. E annota anche l\u2019apertura di link legati a fatti di cronaca su \u00abstupro\u00bb e \u00abviolenza sessuale\u00bb. Legati, in alcuni casi, anche a materiale pornografico. Nel computer di <strong>Sempio <\/strong>vengono trovati \u00abvari video porno della categoria Bdsm (Bondage e disciplina, dominazione e sottomissione, sadismo e masochismo, ndr)\u00bb. Alcune di queste foto sono state stampate e trasmesse dai carabinieri ai magistrati. Insieme alle valutazioni sul \u00abkiller instinct\u00bb, l\u2019istinto killer, che viene definito in un appunto come \u00abuna sega mentale per condizionare i soldatini all&#8217;aggressivit\u00e0 a comando\u00bb. Poche righe dopo, per\u00f2, l\u2019indagato distingue la \u00abcattiveria\u00bb dall\u2019istinto \u00abpredatorio\u00bb con cui \u00abper esempio\u00bb, si legge nell\u2019appunto, \u00abuno pu\u00f2 prendere una donna con la forza perch\u00e9 la desidera\u00bb. Scrive <strong>Sempio<\/strong>: \u00abNell\u2019istinto predatorio non c\u2019\u00e8 l\u2019intenzione di nuocere, ma solo di prendere. Prendere cibo, sesso, soldi. Qualsiasi cosa. Ma la morte della vittima non \u00e8 altro che un eventuale effetto collaterale\u00bb. Sullo stesso tema c\u2019\u00e8 anche un altro passaggio: \u00abQuando parlo di istinto predatorio non ci vedo nemmeno aggressivit\u00e0, ma uno scopo. In alcuni animali l\u2019istinto predatorio si manifesta attraverso il gioco o attraverso l\u2019istinto di rincorrere tutto ci\u00f2 che corre\u00bb. Accanto a queste considerazioni compare anche un\u2019analisi profonda della sua stessa vita in terza persona. Dal bullismo subito a scuola, quando da \u00abdark\/satanista\u00bb, cos\u00ec si definisce, \u00abfinisce in mezzo e viene preso in giro per tutto il primo anno\u00bb. <strong>Sempio <\/strong>ammette di \u00abodiare quel periodo\u00bb e di aver \u00abiniziato a bere\u00bb per \u00abevadere\u00bb. \u00c8 in quella fase che avrebbe cominciato \u00aba tagliarsi e a bruciarsi\u00bb. Ricorda, riferendosi a s\u00e9 stesso in terza persona: \u00abSi riempie braccia e petto di cicatrici\u00bb. Poco dopo riflette: \u00abHa problemi, certo\u00bb. E prima di giustificarsi (\u00abC\u2019\u00e8 da dire che \u00e8 stato maltrattato un bel po\u2019\u00bb), nella ricostruzione dei periodi neri della sua vita, annota ancora una frase che ora stride con il capo d\u2019imputazione: \u00abNon vuole fare del male a nessuno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La nuova inchiesta su Andrea Sempio non aggiunge soltanto un altro nome al delitto di Garlasco. 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