{"id":484261,"date":"2026-05-10T22:47:24","date_gmt":"2026-05-10T22:47:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/484261\/"},"modified":"2026-05-10T22:47:24","modified_gmt":"2026-05-10T22:47:24","slug":"a-venezia-esiste-una-galleria-divisa-in-due-da-un-canale-e-la-puoi-devi-attraversare-in-barca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/484261\/","title":{"rendered":"A Venezia esiste una galleria divisa in due da un canale. E la puoi (devi) attraversare in barca"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel sistema globale delle gallerie, dove lo spazio espositivo tende a standardizzarsi tra white cube e architetture riconvertite, la galleria Beatrice Burati Anderson fa, in senso positivo, la diversa: uno spazio meravigliosamente e fisicamente diviso da un canale. Le due sedi veneziane, attive tra Corte Petriana e Calle de la Madonna, si fronteggiano ai lati opposti del Rio de la Madoneta. Non sono semplicemente contigue. Sono separate da un elemento infrastrutturale che a Venezia \u00e8 quotidiano, ma che qui viene assunto come parte integrante del progetto espositivo. L\u2019acqua non \u00e8 sfondo. \u00c8 distanza, tempo, attraversamento.<\/p>\n<p>Il passaggio da uno spazio all\u2019altro avviene in barca. Questo dato, apparentemente logistico, ridefinisce la natura stessa della visita. Il pubblico non si muove pi\u00f9 in continuit\u00e0, ma attraversa una soglia reale. Il tempo dell\u2019esperienza si dilata, si interrompe, si riorganizza. La mostra si costruisce tra due punti, e il tragitto diventa parte del contenuto. Con \u201cAlbedo\u201d di Giovanni Ozzola, curato da Giorgio Galotti e Shen Qilan, questo dispositivo trova una formulazione compiuta. Il progetto \u00e8 concepito come un organismo unitario distribuito su due ambienti distinti. Il primo spazio introduce una serie di lavori che attivano la percezione, tra cui Dust on my memories e l\u2019installazione video Matteo, visibile da una porta d\u2019acqua e pensata per orientare lo sguardo verso l\u2019altra sponda.<\/p>\n<p>L\u2019opera non si esaurisce nello spazio interno. Si estende verso l\u2019esterno, utilizza l\u2019apertura architettonica come inquadratura e costruisce una relazione visiva con l\u2019altra sede. Il canale diventa una linea di tensione. Il visitatore \u00e8 chiamato a completare il percorso attraversandolo. Nel secondo spazio, pi\u00f9 ampio e immerso in una luce controllata, la mostra si ricompone in una costellazione di fotografie e interventi che lavorano su orientamento, segnale, percezione. La luce naturale che filtra dalle porte d\u2019acqua introduce una variabile instabile. L\u2019interno e l\u2019esterno non sono pi\u00f9 separati.\u00a0<\/p>\n<p>Fin dalla sua apertura nel 2017, nello spazio trecentesco di Corte Petriana, la Burati Anderson ha lavorato su una relazione non convenzionale con l\u2019architettura veneziana: pavimenti in sabbia, travi storiche, ambienti non neutralizzati. La seconda sede, inaugurata nel 2021, completa il dispositivo introducendo una dialettica tra due ambienti differenti ma interdipendenti. Nel contesto veneziano, dove la Biennale tende a occupare e neutralizzare gli spazi in funzione della mostra, questo approccio agisce in direzione opposta. Non adatta lo spazio all\u2019opera, ma costruisce l\u2019opera a partire dalla specificit\u00e0 del luogo. La citt\u00e0 entra nel lavoro, non come tema, ma come struttura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel sistema globale delle gallerie, dove lo spazio espositivo tende a standardizzarsi tra white cube e architetture riconvertite,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":484262,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-484261","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116552718385831462","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/484261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=484261"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/484261\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/484262"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=484261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=484261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=484261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}