{"id":484646,"date":"2026-05-11T06:10:16","date_gmt":"2026-05-11T06:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/484646\/"},"modified":"2026-05-11T06:10:16","modified_gmt":"2026-05-11T06:10:16","slug":"giovanni-ferrero-spero-che-nellaldila-ci-sia-un-barattolo-di-nutella-vivo-a-bruxelles-ci-trasferimmo-negli-anni-di-piombo-quando-dalla-chiesa-ci-avverti-del-rischio-rapimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/484646\/","title":{"rendered":"Giovanni Ferrero: \u00abSpero che nell\u2019aldil\u00e0 ci sia un barattolo di Nutella. Vivo a Bruxelles: ci trasferimmo negli anni di piombo, quando Dalla Chiesa ci avvert\u00ec del rischio rapimenti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Giovanni Ferrero in libreria con &#8220;Il discepolo&#8221;: \u00abUna storia ispirata a Caravaggio. Scrivo tra la notte e l&#8217;alba. Balzac \u00e8 il mio preferito. Immagino mio padre in paradiso con William Kellog. Vivo a Bruxelles, ci trasferimmo l\u00e0 negli anni di piombo: fu il generale Dalla Chiesa ad avvertirci del rischio di rapimenti\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Giovanni Ferrero, la prima domanda viene spontanea: essendo impegnato in un\u2019azienda non piccola, dove ha trovato il tempo di scrivere il suo ottavo romanzo?\u00a0<\/b><br \/>\u00abIl tempo non lo trovo, lo rubo. Ho l\u2019abitudine di alzarmi prestissimo, a un\u2019ora in cui il mondo non chiede ancora niente a nessuno. Ebbene, quell\u2019ora tra il buio e l\u2019alba \u00e8 mia. La scrittura abita quell\u2019ora crepuscolare da anni come un\u2019architettura parallela. Non una fuga dal lavoro. Piuttosto, un prepararsi alle attivit\u00e0. Ma il vero confronto con la pagina bianca avviene durante il fine settimana e le vacanze. Naturalmente, procedo lentamente, pubblicando ogni tre, quattro anni. D\u2019altronde, il lavoro assorbe al 90 per cento del tempo, e le priorit\u00e0 non cambieranno in futuro. Non si preoccupi: non ho paura dell\u2019essere etichettato come scrittore della domenica!\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando scrive? Come scrive? Al computer, alla scrivania?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abScrivo rigorosamente a mano, su quaderni, e poi trascrivo al computer. La penna e i suoi rituali impongono una lentezza riflessiva che il pensiero ringrazia. E l\u2019inchiostro sulla carta ha una sensualit\u00e0 incomparabilmente superiore allo schermo luminoso. Ma quel che pi\u00f9 conta \u00e8 avere una vista panoramica su un qualche scorcio di mondo, e la certezza della tranquillit\u00e0 per qualche ora. Scrivere in camere di hotel, in stanze chiuse, in uffici claustrofobici per me \u00e8 impossibile. So che \u00e8 un lusso, come lo \u00e8 qualsiasi attivit\u00e0 creativa. Molti scrittori sostengono che non sono loro a scegliere un luogo, \u00e8 il libro a scegliere. Non \u00e8 il mio caso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come prepara un romanzo? Cosa legge, cosa studia? Come ha preparato \u00abIl discepolo\u00bb?<\/b>\u00a0<br \/>\u00ab\u00c8 un processo di incubazione, quello narrativo, che si nutre di pi\u00f9 esperienze: l\u2019aneddotica di strada, la sfera fantasmatica dell\u2019immaginario, le letture. Per \u201cIl Discepolo\u201d sono tornato al Longhi&#8230;\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che tra l\u2019altro \u00e8 nato ad Alba.\u00a0<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. E poi alle biografie pi\u00f9 recenti di Caravaggio, ad articoli di giornale, a recensioni di galleristi e critici d\u2019arte. E sono andato nei luoghi: la Cappella Contarelli, San Luigi dei Francesi, Villa Borghese, Napoli. \u00c8 serendipico per eccellenza\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cio\u00e8?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abIl punto di arrivo non coincide mai con le premesse di partenza. Caravaggio, che personifica l\u2019archetipo del genio maledetto per eccellenza, mi ha sempre affascinato. Ma l\u2019idea che ne avevo prima del Discepolo \u00e8 molto distante da quella che ho adesso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abAlla fine avevo dovuto arrendermi all\u2019evidenza: non c\u2019era nessun enigma da risolvere. La porta era solo una porta. E io ero prigioniero\u00bb. Il libro comincia cos\u00ec. Il prigioniero \u00e8 il protagonista, Ernest Hamilton. Ossessionato da Caravaggio. Perch\u00e9?\u00a0<\/b><br \/>\u00abAnche Ernest \u00e8 un pittore, ma dionisiaco. Celebra l\u2019esistenza nei cromatismi cangianti delle sue tele multicolore. La sua arte \u00e8 solare, un inno alla vita, sinfonia e slancio di positivit\u00e0. E vede nelle opere del Merisi per la prima volta uno specchio della propria opacit\u00e0. Caravaggio \u00e8 un genio lacerato, capace di violenza brutale e di una dolcezza disarmante. E Hamilton scopre di avere in s\u00e9 il proprio Caravaggio, qualcosa di luminoso e oscuro al contempo che lo interroga. Attraverso il maestro del Tenebrismo ricompone il mondo, integrandovi non solo la luce ma anche le tenebre. Attraverso il trauma e la sofferenza, diventa un artista pi\u00f9 completo e maturo, rispetto all\u2019esteta narcisista che era. Una sorta di maturit\u00e0 consapevole per una creazione che rifletta la vita, che non si limiti a sublimarla in semplice oggetto di degustazione estetica\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"il discepolo libro giovanni ferrero\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a00f2ddd4ca2.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a00f2ddd4ca2.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abUna postura da condannato a morte\u00bb, lei scrive. In effetti Caravaggio pass\u00f2 la vita a sfuggire al boia. Aveva l\u2019ossessione di dipingere teste mozzate, e spesso la testa mozzata, ad esempio quella di Golia, era la sua. <\/b>\u00abLa sua intuizione pi\u00f9 tragica e al contempo pi\u00f9 lucida, perch\u00e9 dopo l\u2019uccisione di un uomo per sua mano, il Tommasoni, a causa della bolla papale di condanna a morte, aveva sempre il proprio collo sotto la lama. \u00c8 una richiesta di grazia. L\u2019arte non come trionfo, ma come supplica\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei immagina il ritrovamento di un quadro perduto di Caravaggio, che incrocia una storia ambientata nella Roma di oggi. Ma chi \u00e8 il protagonista, Ernest Hamilton?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abUn pittore anglosassone eccentrico e scostante, un dandy boh\u00e8mien dignitosamente dissoluto, un nobile decaduto e senza futuro. Ma pure un personaggio capace di guardare l\u2019Italia da fuori, con quella lucidit\u00e0 un po\u2019 fredda e sorniona che noi italiani non possiamo avere, e di vivere una deriva esistenziale sempre in sospensione fra realt\u00e0 ed immaginario. Insomma, un inetto del quotidiano; ma un artista vero\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E Tatiana?\u00a0\u00abPelle candida, occhi allungati, eleganza discreta&#8230;\u00bb.<\/b>\u00a0<br \/>\u00ab\u00c8 il contrappeso, la figura sfuggente e misteriosa che non si lascia narrare. Lascio al lettore lo spazio per immaginarla, nel suo fascino conturbante di femme fatale dell\u2019Est Europa\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei immagina un nuovo Pontefice, Papa Anatolio, che per \u00abrianimare una Chiesa ormai agonizzante\u00bb decide di \u00abrinsaldare il sodalizio tra fede e arte\u00bb. E commissiona una grande mostra su Caravaggio. Come ha pensato la figura di questo Papa? E come mai quel nome, Anatolio?<\/b> \u00abAnatolio significa oriente, aurora. Ho immaginato un Pontefice colto, progressista e moderno, ma dietro le quinte\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il potere ecclesiastico e la necessit\u00e0 del rinnovamento della Chiesa ritornano pi\u00f9 volte nei suoi romanzi. Ha conosciuto Papa Francesco? Che impressione ha del primo anno di pontificato di Leone?\u00a0<\/b><br \/>\u00abNo, non ho mai avuto il privilegio di incontrare Papa Francesco. Su Papa Leone \u00e8 presto per dare giudizi, ma il primo anno mi pare segnato da una pacatezza voluta, dal tentativo di ricucire pi\u00f9 che di rompere. Non \u00e8 poco, soprattutto per i tempi che stiamo attraversando\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dal libro emerge una passione per l\u2019arte. \u00c8 un interesse che riesce a coltivare? Quali sono le mete dei suoi viaggi?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abTutto il contrario di quello che richiederebbe un pellegrinaggio artistico: mare, relax, cucina, famiglia e amici. E la mattina sino all\u2019una riservata per scrivere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come trova la Roma di oggi?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLa trovo pi\u00f9 stanca, pi\u00f9 disordinata di vent\u2019anni fa. O forse sono solo io ad essere invecchiato. Eppure, non meno bella. L\u2019unica capitale al mondo in cui un cantiere stradale pu\u00f2 scoprire un tempio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nei suoi romanzi sentiamo echi di letture classiche \u2014 Hemingway, Conrad \u2014 ma anche del thriller internazionale, compreso Dan Brown. Quali sono i libri della sua formazione? E quelli che oggi tiene sul comodino?\u00a0<\/b><br \/>\u00abMi sono formato su Dostoievskij, che ritengo il pi\u00f9 grande psicologo di ogni tempo. E poi i grandi anglosassoni: Conrad, Woolf, Wilde. Ho un debole pure per la letteratura francese: Hugo, Zola, Maupassant e, beninteso, Balzac, ai miei occhi il pi\u00f9 grande di tutti. Sul comodino c\u2019\u00e8 lui. Lo stesso Dostoievskij se lo faceva tradurre, tanto era appassionato dalla Comedie Humaine\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I romanzi non si possono raccontare. Si pu\u00f2 discutere dei temi che sollevano. Uno di questi \u00e8 la fede. Lei crede in Dio?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abCredo come si crede da adulti, con lunghi silenzi, qualche dubbio, e momenti di certezza che arrivano per vie inattese. Le fede \u00e8 un cammino\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come immagina l\u2019aldil\u00e0?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abMi piace pensarlo come a un compimento del nostro percorso terreno, non come un altrove; una continuazione, non un vuoto e un\u2019assenza. Ma voler descrivere quel che rimane un mistero \u00e8 la peggior presunzione e la peggior poesia. E spero vi si trovi un barattolo di Nutella\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8 il primo ricordo della sua vita?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLe Langhe in autunno, una nebbia bassa e un odore, quello inconfondibile della nocciola tostata\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E il primo ricordo che ha di suo padre, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/15_febbraio_14\/addio-michele-ferrero-papa-nutella-aveva-89-anni-fab7af3c-b476-11e4-9e87-eea8b5ef37a3.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Michele?\u00a0<\/a><\/b><br \/>\u00abNe ho migliaia. \u00c8 sempre in me. Un padre esemplare, meritevole di stima, e un imprenditore straordinario, di cui non si pu\u00f2 non avere ammirazione. Sempre con un prodotto. Per lui, il prodotto era una persona: andava ascoltato. Ora lo immagino parlare con un altro imprenditore visionario in paradiso, William Kellogg: che coppia!\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Al funerale di suo fratello <a href=\"https:\/\/torino.corriere.it\/economia\/19_marzo_01\/ferrero-70-anni-fa-moriva-pietro-papa-nutella-b53fc678-3c2c-11e9-8da9-1361971309b1.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pietro<\/a>, nel Duomo di Alba, lei disse una frase che mi colp\u00ec molto: \u00abTu credevi in un valore che domani non conter\u00e0 pi\u00f9 nulla e gi\u00e0 oggi \u00e8 tenuto in conto da pochi, l\u2019onest\u00e0\u00bb.<\/b>\u00a0<b>Che cosa intendeva dire?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abPietro era cos\u00ec: una cortesia totale verso la vita, e l\u2019idea che la parola dovesse coincidere con la cosa fatta. Mentre il mondo oggi sta scivolando verso un\u2019altra grammatica. Quella dell\u2019apparire, non dell\u2019essere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ora se n\u2019\u00e8 andata anche sua madre, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/26_febbraio_12\/maria-franca-fissolo-vedova-ferrero-nutella-intervista-0718e926-413d-40f9-8a35-2537ce135xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Maria Franca<\/a>. Che ricordo ha di lei?<\/b> \u00abMia madre era una donna di un\u2019eleganza interiore rarissima, discreta e capace di una tenacia silenziosa. \u00c8 stata un punto di riferimento per noi tutti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Adesso il capofamiglia \u00e8 lei, Giovanni. Come vede il futuro dell\u2019azienda? <\/b>\u00abIl futuro dell\u2019azienda \u00e8 scritto nella sua identit\u00e0: una grande impresa, un grande sforzo collettivo, dei grandi talenti, che continua a pensarsi a lungo termine. Cresceremo con disciplina, ma senza tradire ci\u00f2 che siamo. La continuit\u00e0 non \u00e8 conservazione, stasi; \u00e8 la capacit\u00e0 di restare riconoscibili nei cambiamenti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si temeva che il baricentro della Ferrero venisse spostato da Alba. Invece \u00e8 accaduto il contrario, la ricerca, la mente dell\u2019azienda si sono concentrate ad Alba. Perch\u00e9 ha fatto questa scelta?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abPerch\u00e9 Alba non \u00e8 la sede sentimentale, la radice identitaria, il retroterra storico. Alba \u00e8 il cervello produttivo, l\u00ec ci sono il know how e la competenza di prodotto. Il cuore pulsante che irrora il nostro sistema sanguigno. Ne siamo fieri\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I critici per\u00f2 ricordano che la sede della Ferrero \u00e8 all\u2019estero, e anche lei ha la residenza all\u2019estero. Cosa risponde?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLa sede legale \u00e8 uno strumento giuridico, non un sentimento, n\u00e9 tantomeno un portato valoriale, un costrutto identitario. Ferrero \u00e8 italiana per cultura, stile, provenienza, estro creativo. \u00c8 quello che conta\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche lei per\u00f2 ha la residenza all\u2019estero.\u00a0<\/b><br \/>\u00abNegli anni di piombo per paura dei rapimenti \u2014 fu il generale Dalla Chiesa ad avvertire mio padre \u2014 ci trasferimmo a Bruxelles, dove sono cresciuto, vivo e pago le tasse\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come vede il futuro del nostro Paese? Denatalit\u00e0, delocalizzazioni, impoverimento del ceto medio: l\u2019Italia sembra non avere pi\u00f9 fiducia in s\u00e9 stessa.\u00a0<\/b><br \/>\u00abL\u2019Italia ha smesso di pensarsi come Paese in costruzione. \u00c8 questa, credo, la radice di molti suoi problemi. La denatalit\u00e0 \u00e8 un sintomo: non si fanno pi\u00f9 figli quando non si crede pi\u00f9 nel futuro. Eppure nei territori, nelle universit\u00e0, l\u2019energia c\u2019\u00e8 ancora, \u00e8 viva e vibrante. Forse manca il racconto collettivo, che riannodi i fili. Fare sistema, ecco. Il governo si sta adoperando molto in questo senso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa consiglierebbe a un diciottenne? Cosa studiare, quali esperienze fare?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abImpari l\u2019inglese in modo fluente, abbia conoscenze digitali e di computer science, viaggi e si faccia una visione internazionale, non solo turisticamente. Si annuncia un periodo storico in cui saranno gli algoritmi a farci vincere. Societ\u00e0, modelli competitivi, sistema bancario, istituzioni: tutti dovranno investire nelle nuove tecnologie. Purtroppo l\u2019Europa \u00e8 un po\u2019 in ritardo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Appunto, gli algoritmi. L\u2019intelligenza artificiale distrugger\u00e0 il lavoro intellettuale? O ci migliorer\u00e0?<\/b>\u00a0<br \/>\u00ab\u00c8 un tema centrale per ridisegnare l\u2019architettura del futuro. Gli studi indicano che l\u2019AI sui lavori ripetitivi white collars solo negli Stati Uniti potr\u00e0 rimpiazzare met\u00e0 dei posti di lavoro nei prossimi cinque anni. Le big tech (open AI, Meta, Google) hanno investito trecento miliardi quest\u2019anno per accelerare l\u2019AI. Per me, deve essere confinata al potenziamento della prestazione, non alla sostituzione dell\u2019umano\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In Ferrero come fate?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abAbbiamo affidato l\u2019uso dell\u2019AI a comitati etici. Nessun posto di lavoro verr\u00e0 sostituito dall\u2019intelligenza artificiale. La useremo, ma solo per potenziare la produttivit\u00e0; non per sostituire l\u2019uomo. A tutto campo e in tutte le funzioni aziendali\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sta dicendo che nella sua azienda nessuno perder\u00e0 il lavoro?\u00a0<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 cos\u00ec. Al centro rester\u00e0 l\u2019uomo. L\u2019AI sar\u00e0 usata in una logica di potenziamento, non in una logica sostituiva. Ma \u00e8 una nostra scelta; le regole mancano. Le autorit\u00e0 di governo devono legiferare su questo; altrimenti presto sar\u00e0 troppo tardi. In America si \u00e8 gonfiata una bolla speculativa che vale il 2, 3 per cento del Pil, e ora sono tutti contenti, perch\u00e9 oggi si vince tutti; ma domani si rischia una crisi sociale gravissima\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Altri suoi romanzi sono ambientati in Africa: come mai ne \u00e8 cos\u00ec affascinato? \u00c8 in Africa il futuro dell\u2019umanit\u00e0?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abL\u2019Africa \u00e8 il continente pi\u00f9 giovane al mondo, e la giovinezza \u00e8 sempre futuro. Ferrero ha relazioni profonde con il continente, a cominciare dalle filiere del cacao. Ma la ricchezza di culture, anche tribali, e etniche \u00e8 indescrivibile. Oltre alla presenza della natura primigenia. \u00c8 l\u00ec che il Novecento \u00e8 gi\u00e0 finito per davvero\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La Ferrero \u00e8 in tutto il mondo. Che prospettive vede, non tanto per il gruppo, che va benissimo, quanto per il mondo? Il cambio climatico la preoccupa?\u00a0<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 la grande questione della nostra epoca. Per noi, \u00e8 una questione quotidiana: filiere agricole, energia. Sono preoccupato, ma non rassegnato, anche se la Carta di Parigi non \u00e8 stata rispettata. Si pu\u00f2 fare ancora molto, a fronte di una sfida in cui non si ha il lusso dell\u2019essere disfattisti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-11T08:01:06+02:00\">10 maggio 2026 ( modifica il 11 maggio 2026 | 08:01)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo Giovanni Ferrero in libreria con &#8220;Il discepolo&#8221;: \u00abUna storia ispirata a Caravaggio. 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