{"id":484884,"date":"2026-05-11T09:57:27","date_gmt":"2026-05-11T09:57:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/484884\/"},"modified":"2026-05-11T09:57:27","modified_gmt":"2026-05-11T09:57:27","slug":"il-ciclista-di-pozzaglio-che-ha-vinto-il-deserto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/484884\/","title":{"rendered":"Il ciclista di Pozzaglio che ha vinto il deserto"},"content":{"rendered":"<p>CREMONA &#8211;\u00a0<strong>Il deserto lo ha messo alla prova:<\/strong> \u00ab<strong>Piangevo dalla fatica<\/strong>\u00bb. Ma lo ha anche sorpreso \u00ab<strong>con le tante persone che mi hanno aiutato<\/strong>\u00bb. <strong>Piergiuseppe Mangiacotti, 34 anni, tecnico della Snam<\/strong>, \u00e8 tornato dal viaggio in sella alla sua bicicletta e in solitaria che lo ha portato da <strong>Pozzaglio<\/strong>, dove abita, a <strong>Dakar, capitale del Senegal<\/strong>.\u00a0<strong>4.410 chilometri in venti giorni<\/strong> per sfidare se stesso e la natura. E, allo stesso tempo, <strong>raccogliere fondi destinati alla scuola di un povero villaggio africano<\/strong>.\u00a0<strong>Questo \u00e8 il suo diario.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/0101-CremoSpe36_A0storie_di_gigio,ph01-1778432161372.jpg\" alt=\"\" width=\"660\"\/><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 stata l\u2019impresa che si immaginava? <\/strong><br \/>\u00abSinceramente me la immaginavo un po\u2019 pi\u00f9 impegnativa, ma solo per l\u2019aspetto del cibo e dell&#8217;acqua, che invece non mi sono mai mancati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 il deserto visto da una bici?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 stata un\u2019esperienza interiore pi\u00f9 che esteriore. Fuori, c\u2019\u00e8 poco che cambia: dune e sabbia, gialla o bianca. Dentro, invece, ho riflettuto molto. Il deserto mi ha impressionato per l\u2019attesa, non siamo pi\u00f9 abituati ad attendere. La nostra parte del mondo \u00e8 tutta veloce, praticamente non pensiamo pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 partito il 2 aprile. Come sono state le prime ore?<\/strong><br \/>\u00abPronti, via: vicino a Pavia ho incrociato un altro ciclista che si stava recando a Brian\u00e7on, ai piedi delle Alpi francesi. Abbiamo fatto insieme la strada sino alla salita del passo del Monginevro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tre giorni per arrivare a Barcellona.<\/strong><br \/>\u00abNiente di particolare a parte l\u2019ultima notte: ho dormito solo tre ore altrimenti non avrei potuto imbarcarmi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In nave fino a Tangeri, in Marocco, e da l\u00ec di nuovo sulla bicicletta.<\/strong><br \/>\u00abPer il primo dei miei nove giorni e i primi dei miei duemila e cinquecento chilometri nel deserto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con quale impatto?<\/strong><br \/>\u00abUn impatto duro a causa del forte vento, pi\u00f9 di lato che in senso contrario. Non potevo staccare le mani dal manubrio, avevo gli occhiali ma la sabbia mi picchiava addosso, sulla faccia, le braccia, le gambe\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nei video pubblicati su Instagram la si sente ripetere: prima o poi tutto questo finir\u00e0. Tentato di mollare?<\/strong><br \/>\u00abNo, mai. Affrontavo ogni giorno come fosse l&#8217;ultimo, davo tutto me stesso\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/0101-CremoSpe36_A0storie_di_gigio,ph04-1778432199420.jpg\" alt=\"\" width=\"440\"\/><\/p>\n<p><strong>Il momento pi\u00f9 difficile?<\/strong><br \/>\u00abIl primo giorno nel deserto con quel vento, il suo fruscio continuo, il rumore ininterrotto che rompeva le orecchie. Ho anche pianto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per la sabbia?<\/strong><br \/>\u00abNo, per la fatica. In certi tratti percorrevo solo 15-18 chilometri orari, meno, quindi, di quelli programmati per completare la tappa. Mi demoralizzavo, mi innervosivo, ero preoccupato: sarei riuscito a giungere a destinazione prima che calasse il sole? Cosa avrei fatto di notte, al buio nel deserto? Fortunatamente non \u00e8 successo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019erano le temperature?<\/strong><br \/>\u00abHanno toccato i 43 gradi. Un altro problema, specialmente quando ho dormito in una capanna, \u00e8 stato l\u2019assalto delle zanzare, grosse cos\u00ec: avevo portato l\u2019autan, ma gli faceva il solletico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dopo il Marocco, la Mauritania.<\/strong><br \/>\u00abIn Marocco si incontrano delle aree di servizio, anche se povere, diverse dalle nostre. In Mauritania, invece, non c\u2019\u00e8 niente. In una sorta di campeggio mi hanno indicato la doccia: un rubinetto con una tazzina d\u2019acciaio e acqua fredda. Quella parte del percorso \u00e8 stata complicata, anche mentalmente, ma sono stato bravo a pianificare dove fermarmi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Aveva detto di temere il tratto del Sahara mauritano caratterizzato dalla maggiore concentrazione di mine al mondo.<\/strong><br \/>\u00abSi tratta di una strada normale, con l\u2019ultimo chilometro asfaltato e disseminato di buche. C\u2019erano cartelli ovunque sul pericolo mine, le si vedeva emergere dalla sabbia, una specie di sporgenza. Avevo paura, non ho mai rallentato, non ho girato video n\u00e9 scattato fotografie, ma solo pensato ad andare avanti\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/0101-CremoSpe36_A0storie_di_gigio,ph03-1778432219909.jpg\" alt=\"\" width=\"660\"\/><\/p>\n<p><strong>Un altro passaggio delicato era l\u2019attraversamento in barca del fiume al confine tra Mauritania e Senegal.<\/strong><br \/>\u00abLungo la strada che portava alla frontiera le donne mi urlavano contro, mi insultavano. Sono stato circondato da quattro uomini che mi hanno portato all\u2019ufficio della dogana per timbrare il passaporto. Ovviamente, ho dovuto pagare. Bisogna pagare ovunque, sia per entrare che per uscire da quei Paesi. In Mauritania, se non si \u00e8 residenti, le schede Sim del telefono sono vietate: io l\u2019ho acquistata da un poliziotto che ne teneva in mano una decina\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qualcosa del deserto che non si aspettava?<\/strong><br \/>\u00abIl grandissimo aiuto che ho ricevuto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da chi?<\/strong><br \/>\u00abDai camionisti che mi consentivano di pedalare in scia ai loro mezzi o dagli automobilisti che si sporgevano dai finestrini per passarmi cioccolatini, frutta e bottigliette d\u2019acqua. Avevo una scorta di acqua (un litro e mezzo nello zainetto e 75 centilitri nella borraccia) ma spesso non bastava\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i volti che non dimenticher\u00e0 mai?<\/strong><br \/>\u00abQuelli dei bambini che mi circondavano davanti ai negozi in cerca di monetine. Io chiedevo cosa potessi comprare per loro al posto del denaro. \u2018Yogurt\u2019, mi rispondevano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dakar, la meta finale.<\/strong><br \/>\u00abUn caos allucinante, una citt\u00e0 senza semafori, senza regole\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La parte solidale della sua impresa: quanto ha raccolto per la scuola del villaggio senegalese di Mbamalasone?<\/strong><br \/>\u00abNovemila euro, 2 euro al chilometro. I donatori sono stati in tutto 164 e il maggior contributo singolo ammonta a 1.064 euro, donato da un anonimo. Missione compiuta, obiettivo raggiunto\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/0101-CremoSpe36_A0storie_di_gigio,ph02-1778432232555.jpg\" alt=\"\" width=\"770\"\/><\/p>\n<p><strong>A cosa servir\u00e0 quel denaro?<\/strong><br \/>\u00abA ristrutturare la scuola. Grazie all&#8217;impegno del mio amico d&#8217;infanzia Khado (Khadim Gning, ndr), \u00e8 stato costruito il muro perimetrale per tenere lontano gli animali, ma le aule versano in condizioni pessime, alcune sono a rischio crollo, senza pavimento, porte e finestre\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando cominceranno i lavori?<\/strong><br \/>\u00abNon lo so, dipende da alcuni passaggi burocratici. Ma attraverso i miei canali aggiorner\u00f2 sull\u2019inizio e lo stato del cantiere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da Dakar \u00e8 andato a Mbamalasone: com\u2019\u00e8 stato accolto dai bambini?<\/strong><br \/>\u00abNon solo da loro, ma anche dai genitori, dagli insegnanti, dal preside e dalla tesoriera della scuola: con canti e balli, una festa. Hanno voluto vedere la mia bicicletta, io ho parlato al microfono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si sar\u00e0 commosso&#8230;<\/strong><br \/>\u00abPensavo che avrei pianto ma ho trattenuto le lacrime in segno di rispetto per quelle persone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E l\u2019accoglienza al rientro in Italia?<\/strong><br \/>\u00abParole di apprezzamento da Poggio Imperiale, il mio paese in provincia di Foggia a cui sono molto legato, dove abita mia madre ed \u00e8 sepolto mio padre, mancato due anni fa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E Pozzaglio?<\/strong><br \/>\u00abSilenzio, ma non ci faccio caso. Non mi interessano gli elogi, l\u2019importante \u00e8 aver raggiunto la cifra per sistemare la scuola\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019ha imparato da questa incredibile avventura?<\/strong><br \/>\u00abChe non siamo contenti di ci\u00f2 che abbiamo anche se forse \u00e8 gi\u00e0 troppo. In Africa i bambini di 6 anni camminano per chilometri e chilometri accompagnando la madre al pozzo mentre mi sembra che qui viviamo nel terrore di qualsiasi cosa. Stiamo cos\u00ec bene che siamo pavidi, privi di coraggio. Senza fare sacrifici si diventa degli zombie\u00bb.<\/p>\n<p>Del suo <strong>viaggio a scopo benefico<\/strong> <strong>Piergiuseppe Mangiacotti<\/strong> parler\u00e0 questa sera alle <strong>21<\/strong> al <strong>Cral di via Postumia<\/strong> in una serata organizzata dall\u2019<strong>associazione ciclistica C.C. Cremonese<\/strong>. La serata si intitola: <strong>\u2018Racconti di una Cremona Dakar in bici\u2019<\/strong>.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.laprovinciacr.it\/news\/cronaca\/576392\/il-piccolo-fisarmonicista.html\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/0101-CremoSpe34_A0fdszfdsf,ph02-1777818755127.jpg--il_piccolo_fisarmonicista.jpg\"\/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"CREMONA &#8211;\u00a0Il deserto lo ha messo alla prova: \u00abPiangevo dalla fatica\u00bb. 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