{"id":484937,"date":"2026-05-11T10:39:25","date_gmt":"2026-05-11T10:39:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/484937\/"},"modified":"2026-05-11T10:39:25","modified_gmt":"2026-05-11T10:39:25","slug":"lezioni-cinesi-per-litalia-sullenergia-siamo-ultimi-in-europa-ma-possiamo-recuperare-rapidamente-in-3-mosse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/484937\/","title":{"rendered":"Lezioni cinesi per l&#8217;Italia: sull&#8217;energia siamo ultimi in Europa, ma possiamo recuperare (rapidamente) in 3 mosse"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">L&#8217;Italia \u00e8 allo stesso tempo tempo la grande economia europea con la quota pi\u00f9 bassa di fonti di energia pulita nella produzione elettrica e quella dal costo pi\u00f9 alto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 tratto dalla newsletter settimanale \u00abWhatever It Takes\u00bb di Federico Fubini. Per iscriversi questo \u00e8 il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">link<\/a>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;uomo che vedete nella foto qui sotto risponde al nome di <b>Wan Gang<\/b>. Non si direbbe, ma la storia         della sua vita contiene una lezione per tutti noi. Wan nasce a Shanghai         nel 1952, quando la Repubblica popolare cinese ha appena tre anni di         vita. <b>Fa parte della generazione travolta dalla         rivoluzione culturale maoista<\/b>. Ancora         adolescente viene di fatto deportato nella remota provincia rurale         dello Jilin. In seguito riuscir\u00e0 a laurearsi in un&#8217;universit\u00e0 forestale         della zona &#8211; da studente-lavoratore-soldato &#8211; per poi finalmente         tornare a Shanghai e specializzarsi in \u00abmeccanica         sperimentale\u00bb. Wan allora non lo sapeva, ma un giorno avrebbe         cambiato la storia economica. Quando ormai ha 32 anni, diventa un         cervello in fuga: avvia una tesi di dottorato in ingegneria in         un&#8217;universit\u00e0 della Bassa Sassonia e, quando consegue il diploma, non         ha voglia di tornare in Cina. Trova un posto all&#8217;Audi e rester\u00e0 l\u00ec per         dieci anni. Poi, nel duemila, la svolta: <b>Wan non         \u00e8 mai stato iscritto al partito, ma dalla Germania manda una lettera al         Consiglio di Stato di Pechino (cio\u00e8 al governo)<\/b>. Contiene una proposta         sotto un titolo non proprio sexy: \u00abRiguardo allo sviluppo di una         nuova energia pulita per l&#8217;automobile come linea di partenza per un         salto in avanti dell&#8217;industria automobilistica cinese\u00bb. <b>La sua         tesi \u00e8 che la Cina \u00e8 troppo indietro sulle auto a combustione interna,         dunque deve spiazzare l&#8217;Occidente con una nuova tecnologia: l&#8217;auto         elettrica. <\/b>Il Consiglio di Stato lo convoca, lo nomina \u00abscienziato         capo\u00bb di un nuovo progetto e pochi anni dopo diventa ministro alla         Scienza e Tecnologia: il primo non iscritto al partito a entrare nel         governo dagli anni &#8217;70. Wan Gang \u00e8 l&#8217;uomo         all&#8217;origine del predominio industriale cinese nell&#8217;auto elettrica.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Come ridurre le bollette? Lezioni cinesi per l'Italia: sull'energia ultimi in Europa, ma possiamo recuperare (rapidamente) in tre mosse\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0177209ddc5.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0177209ddc5.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa c&#8217;entra con l&#8217;Italia? Nulla. E proprio questo         \u00e8 il punto. Chiudete gli occhi e immaginatevi lo stesso da noi. Un perfetto outsider che scrive al governo perch\u00e9         ha un&#8217;idea. E non solo qualcuno legge la lettera e ne capisce il senso,         ma viene preso sul serio. Lo chiamano a Roma; gli offrono un ruolo, non un         titolo vuoto, e dopo pochi anni diventa ministro. Realizza la sua         visione. Senza aver frequentato salotti, senza essere mai stato         iscritto a nessun partito. Se fosse la trama di un film, verrebbe subito         scartata dai produttori di Cinecitt\u00e0. Inverosimile, lunare. Non fateci         perdere tempo.  <\/p>\n<p>Non ho simpatia per il regime cinese, cos\u00ec terribilmente         autoritario, ipernazionalista ed estrattivo a danno dei pi\u00f9 deboli in         patria e fuori. Ma quando persino un sistema del genere si dimostra pi\u00f9         flessibile del nostro, \u00e8 tempo di porsi qualche domanda. Di chiedersi,         ad esempio,         <b>perch\u00e9 l&#8217;Italia sia una cos\u00ec clamorosa anomalia internazionale nei         mercati dell&#8217;energia elettrica<\/b>. Vediamo.<\/p>\n<p>    Fuori dalle medie<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In che senso l&#8217;Italia \u00e9         un&#8217;anomalia? <b>Guardate all&#8217;importanza nel gas nella produzione di         elettricit\u00e0. L&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;economia pi\u00f9 dipendente da         questa materia prima<\/b>: pi\u00f9 di Paesi che ne hanno         talmente tanta &#8211; Norvegia o Stati Uniti &#8211; che la vendono in tutto il         mondo. Ecco quanto vale la quota         del gas nel mix elettrico nelle varie aree (ai <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/web-only\/z\/wa27t0550rh604?uid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d&amp;txnid=297b0a21-905d-4018-a23a-ccae33bde7b1&amp;mid=e15fabf0-c272-4375-a03b-aa102aebbfd3&amp;utid=54e33523-d5da-4f6c-adb8-c5cdeb30b16d-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-05-11T04%3A03%3A00Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=1445&amp;bsft_lx=3\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">dati<\/a> pi\u00f9         aggiornati):<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">* ITALIA 47,2%<\/p>\n<p>* Africa 42%<\/p>\n<p>* Stati Uniti 40% <\/p>\n<p>* Olanda 34,8%<\/p>\n<p>* OCSE 30,8%<\/p>\n<p>* media mondiale 21,7%<\/p>\n<p>* Spagna 21%<\/p>\n<p>* Ungheria 20,5%<\/p>\n<p>* Germania 16,5%<\/p>\n<p>* Unione europea 16,6%<\/p>\n<p>* Asia 16%<\/p>\n<p>* Francia 3%<\/p>\n<p>* Norvegia 0,5%<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ora, i casi sono due. O c&#8217;\u00e8         qualcosa che noi in Italia abbiamo capito e tutto il resto del mondo         no, oppure c&#8217;\u00e8 qualcosa che tutto il resto del mondo ha capito e noi         no. Ci\u00f2 che il resto del mondo ha capito, con ogni verosimiglianza, \u00e8         che una dipendenza eccessiva dal gas genera prezzi elettrici in         media pi\u00f9 alti ed espone di pi\u00f9 a choc improvvisi ad         ogni crisi geopolitica (si \u00e8 visto nel 2022 con la Russia e con la         guerra del Golfo).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che in effetti sia cos\u00ec lo         confermano i dati degli ultimi mesi, qui         sotto riassunti dal think tank indipendente Energy Square         (che in proposito organizza un convegno a Firenze venerd\u00ec).<\/p>\n<p>    L\u2019Europa ci ha notato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;anomalia italiana \u00e8 cos\u00ec         vistosa che comincia a non passare inosservata.<\/b> Pochi giorni fa il         <b>capoeconomista della Banca centrale europea, Philip Lane<\/b>, ha pubblicato         una tabella che parla da s\u00e9. L&#8217;Italia \u00e8 allo stesso tempo tempo la         grande economia europea con la quota pi\u00f9 bassa di fonti di energia         pulita nella produzione elettrica e quella dal costo pi\u00f9 alto.         Sotto la tabella di Philip Lane.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Come ridurre le bollette? Lezioni cinesi per l'Italia: sull'energia ultimi in Europa, ma possiamo recuperare (rapidamente) in tre mosse\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a017520c9e6f.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a017520c9e6f.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se         volessimo fotografare il problema ancora pi\u00f9 precisamente, qui         sotto si vede quanto l&#8217;Italia sia in realt\u00e0 in ritardo         sulle economie alle quali ci paragoniamo: misurata         per abitante, la nostra capacit\u00e0 di produzione di energia da solare o         eolico non solo \u00e8 pi\u00f9 che dimezzata rispetto alla Spagna o alla         Germania (la nuvolosissima Germania produce pi\u00f9 solare dell&#8217;Italia),         ma l&#8217;Italia cresce pi\u00f9 lentamente. Ogni anno restiamo un po&#8217; pi\u00f9         indietro. Va riconosciuto all&#8217;attuale governo che negli ultimi tre anni         le installazioni di turbine eoliche e soprattutto pannelli fotovoltaici         sono salite da una capacit\u00e0 di un Gigawatt all&#8217;anno a oltre sette         (sette Gigawatt coprono il 2,5% dei consumi elettrici italiani, mentre         la quota di sole e vento oggi vale il 30% dei consumi). Ma gi\u00e0 nel 2025         le nuove installazioni sono state meno dell&#8217;anno prima, eppure         dovrebbero crescere di un po&#8217; pi\u00f9 del doppio del loro ritmo attuale per         centrare gli obiettivi dello stesso Piano nazionale del governo         sull&#8217;energia (Pniec). <\/p>\n<p>Il centro studi Energy         Square mostra le conseguenze di questo stato di cose. <b>Non solo ne         soffre il manifatturiero, soprattutto 2,4 milioni di persone nel         Paese vivono in condizioni di povert\u00e0 energetica<\/b>, con punte vicine al         20% in Calabria e in Puglia e il 10% in Piemonte.         &#8220;Povert\u00e0 energetica&#8221; significa non poter far funzionare il         riscaldamento, l&#8217;aria condizionata o gli elettrodomestici in modo da         avere un tenore di vita dignitoso. Com&#8217;\u00e8 possibile che un Paese del G7         lo accetti?<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Come ridurre le bollette? Lezioni cinesi per l'Italia: sull'energia ultimi in Europa, ma possiamo recuperare (rapidamente) in tre mosse\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a01759e1f2ac.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a01759e1f2ac.png\"\/><\/p>\n<p>    Guelfi contro altri guelfi, contro ghibellini<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui         devo concentrarmi un momento sugli italiani. Non siamo noti per il         nostro spirito unitario, diciamo. Ma se pensate che il referendum sulla         giustizia o i cortei del 25 Aprile siano divisivi, non vi siete mai         trovati in un dibattito sull&#8217;energia. Il problema qui non \u00e8 tanto che         le contrapposizioni siano feroci: nuclearisti a tutti i costi contro         assolutisti delle rinnovabili, contro industria delle fonti fossili.         Ciascuno pensa di avere la soluzione in tasca e che tutti gli altri         stiano barando o siano stupidi. <b>Il problema \u00e8 che tutti (o         troppi) sono indisponibili a considerare le ragioni altrui, determinati         a estremizzare le proprie e ciascuna parte <\/b>\u00e8 impegnata soprattutto a         torturare i dati finch\u00e9 non confessano la verit\u00e0 pi\u00f9 adatta alla         proprie idee. Un dibattito di questo tipo genera solo         entropia, confusione e paralisi. E nella paralisi trionfa la dipendenza         dal gas, che contribuisce a costi elettrici fra i pi\u00f9 alti al         mondo.  <\/p>\n<p>Immagino         gi\u00e0 la reazione di alcuni al leggere che ci sarebbe una relazione di         causa-effetto fra i ritardi sulle rinnovabili e la la povert\u00e0         energetica in Italia. Non so che \u00e8 sempre tutto molto pi\u00f9         complicato di cos\u00ec? E che l&#8217;aumento delle rinnovabili presuppone         investimenti in nuove reti di trasmissione e distribuzione dell&#8217;energia,         dai costi cos\u00ec alti da rendere preferibile il nucleare o addirittura il         gas? Non so che il nucleare, se mai ci si arrivasse in Italia, annuncia         presunti costi pi\u00f9 bassi delle rinnovabili?<\/p>\n<p>    Pochi punti fermi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Risparmio         agli incolpevoli lettori la selva di cifre in cui ciascuno sceglie         le proprie per vincere la battaglia di giornata. Mi         limito a stabilire pochi punti su cui tutti dovremmo essere d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>1) <b>Lo status         quo \u00e8 perdente per l&#8217;Italia, dunque va cambiato.<\/b><\/p>\n<p>2) <b>Il nucleare potr\u00e0 fornire         energia nelle ore del giorno nelle quali le rinnovabili non lo fanno<\/b>         (non sempre batte il sole, non sempre tira il vento e non tutta la         produzione si pu\u00f2 accumulare). Ma non ci sono al momento riscontri         verificati di costi particolarmente bassi, al contrario,         mentre serviranno almeno sei o sette anni &#8211; nel migliore e pi\u00f9         improbabile dei casi &#8211; per arrivare ai primi &#8220;piccoli reattori         nucleari&#8221; di prossima generazione. Oggi operano solo in Russia e         in Cina. La societ\u00e0 appena costituita allo scopo da aziende a controllo         pubblico in Italia \u00e8 ancora in una (lunga) fase di studio. Altri         potenziali fornitori privati sono gi\u00e0 stati scoraggiati da governo e         parastato. Personalmente spero che l&#8217;Italia si doti di         nucleare civile, ma temo aiuter\u00e0 gli italiani della prossima         generazione. Non di questa. <\/p>\n<p>3)<b>Solare e eolico sono i frutti pi\u00f9 in basso nella         pianta, quelli che si possono cogliere per primi per         affrontare i problemi di oggi<\/b>. Quelli che costano meno: allungare le         ore durante le quali solare ed eolico determinano il prezzo         dell&#8217;energia significa ridurre le bollette. Ci\u00f2 richiede investimenti         nella rete elettrica, ma lo stesso varrebbe per l&#8217;energia di qualunque         fonte. Le reti hanno sempre bisogno di manutenzione e potenziamento. Il         Paese che spende di pi\u00f9 su di esse \u00e8 quello che fa meno rinnovabili,         gli Stati Uniti. <\/p>\n<p>Se non crediamo a noi         stessi, crediamo almeno a Philip Lane della Bce, che mostra il         confronto \u00ablivellato\u00bb. Ossia, considerando tutti i costi per         tutte le fonti di energia. Ovunque il solare e l&#8217;eolico costano meno         delle fonti fossili pi\u00f9 a buon mercato (vedi         sotto). E ci\u00f2 \u00e8 senz&#8217;altro vero anche in confronto al         nucleare.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Come ridurre le bollette? Lezioni cinesi per l'Italia: sull'energia ultimi in Europa, ma possiamo recuperare (rapidamente) in tre mosse\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0176cec474f.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0176cec474f.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    Cosa si pu\u00f2 fare (in concreto)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un         altro aspetto tipico del vuoto tribalismo italiano \u00e8 che tutti         invocano riforme profondissime(meno chi beneficia dello status quo).         Tutti accusano gli altri di essere \u00abideologici\u00bb. Si parla di         autorizzazioni del fotovoltaico impossibili per colpa della \u00abburocrazia\u00bb. O del fanatismo dei verdi. <b>Si danno le colpe         all&#8217;\u00abEuropa\u00bb, anche se in Europa nessuno ha i problemi         dell&#8217;Italia.<\/b><\/p>\n<p>Tutto         ci\u00f2 distrae dalle poche cose che si possono fare subito per ridurre le         bollette tra qualche mese. Ne ho parlato con due esperti che hanno         idee concrete. Il primo si chiama Antonio         Volpin, \u00e8 un advisor indipendente e siede nel consiglio         d&#8217;amministrazione del grande gruppo di elettricit\u00e0 e gas di Singapore         SP Group. Il secondo \u00e8 Massimo Marengo di         Albasolar, un impresa di Cuneo che installa fotovoltaico e sistemi di         accumulo nelle imprese (Marengo \u00e8 anche responsabile per l&#8217;energia         della Confederazione italiana della piccola e media industria privata).         Marengo \u00e8 parte interessata, ma ha delle proposte.<\/p>\n<p>1) <b>Volpin fa presente che gi\u00e0         oggi esistono autorizzazioni gi\u00e0 concesse per installare 20 Gigawatt di         rinnovabili e tra breve saranno di pi\u00f9<\/b>. Entro l&#8217;anno potrebbero         esserci permessi per coprire quasi il 10% del fabbisogno italiano,         riducendo di molti miliardi la bolletta del gas. Per         far partire questi impianti, servono aste promosse dal governo (le         cosiddette Fer-X e Fer-Z). Basta farle. Gi\u00e0, ma quando si fanno?<\/p>\n<p>2)         <b>Oggi le fasce orarie in vigore sul costo dell&#8217;elettricit\u00e0 riflettono un         mondo che non esiste pi\u00f9, nota Volpin<\/b>. Grazie al solare le ore centrali         della giornata avrebbero i prezzi reali pi\u00f9 bassi, ma la struttura         tariffaria tradizionale in vigore fa s\u00ec che proprio durante il giorno         sui consumatori gravino i costi pi\u00f9 alti. Basterebbe         che l&#8217;autorit\u00e0 per l&#8217;energia (Arera) adeguasse la struttura delle         tariffe orarie alla realt\u00e0 dell&#8217;energia di oggi, per far         risparmiare miliardi a famiglie e imprese. Gi\u00e0, ma l&#8217;Arera         quando lo fa? <\/p>\n<p>3)         <b>Marengo propone di liberalizzare tutti gli impianti di solare e         batterie, anche a terra, se connessi ad aziende in attivit\u00e0.<\/b> Aumenterebbe         l&#8217;autoconsumo a prezzi bassissimi. E l&#8217;energia in pi\u00f9         potrebbe alimentare il parco auto e camion elettrici delle         imprese. <\/p>\n<p>Certo non \u00e8 tutto e non         basta. Ma \u00e8 qualcosa di possibile, concreto e in tempi brevi. L&#8217;Italia         \u00e8 il secondo Paese manifatturiero d&#8217;Europa, il quarto esportatore al         mondo nel 2025, ma ha un modello di energia novecentesco.         Non corrisponde alle necessit\u00e0 di oggi di avere costi pi\u00f9 bassi e pi\u00f9         autonomia strategica. Ma se un ingegnere emigrato in         Germania scrivesse una lettera a Roma con qualche consiglio per dare         una mano, qualcuno la aprirebbe?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il feedback dei         lettori \u00e8 importante, la vostra \u00abraccomandazione\u00bb pure. Se         questa newsletter vi \u00e8 piaciuta, dite agli amici di abbonarsi! 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