{"id":485035,"date":"2026-05-11T12:01:15","date_gmt":"2026-05-11T12:01:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485035\/"},"modified":"2026-05-11T12:01:15","modified_gmt":"2026-05-11T12:01:15","slug":"stubb-leuropa-parli-con-putin-noi-e-gli-usa-un-rapporto-difficile-ma-possiamo-collaborare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485035\/","title":{"rendered":"Stubb: \u00abL\u2019Europa parli con Putin. Noi e gli Usa? Un rapporto difficile, ma possiamo collaborare\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Paolo Valentino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il presidente finlandese: \u00abWashington non ritirer\u00e0 i soldati dalle basi europee. Con Giorgia Meloni c\u2019\u00e8 chimica anche se abbiamo idee diverse\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">HELSINKI \u2013 <b>Presidente Stubb, ora che l\u2019Europa si \u00e8 assunta per intero il peso finanziario e militare del sostegno a Kiev, non dovrebbe anche lanciare una iniziativa diplomatica comune, che apra un canale di dialogo con Mosca e cerchi di proporre un piano che non sia nei termini punitivi voluti da Putin e assecondati dagli inviati di Trump?<\/b><br \/>\u00abCi sono tre scenari possibili: la guerra continua; si fa una tregua e poi un accordo di pace; una delle due parti collassa, probabilmente la Russia. Credo che l\u2019ipotesi di una pace non sia sul tavolo almeno per quest\u2019anno. Se la politica americana nei confronti di Russia e Ucraina non \u00e8 nell\u2019interesse dell\u2019Europa, come mi pare il caso, allora dobbiamo impegnarci direttamente. Si, \u00e8 tempo di iniziare a parlare con la Russia. Quando questo avverr\u00e0 non lo so. Abbiamo discusso con i leader europei su chi stabilir\u00e0 il contatto, non lo sappiamo ancora. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che tutto deve essere coordinato fra noi, soprattutto tra gli E5 (Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Polonia) con i nordici e i baltici, che sono sul confine. Se poi \u00e8 un inviato speciale o un gruppo di leader, lo vedremo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Alexander Stubb<\/b>, presidente della Finlandia, mi accoglie nel suo ufficio al primo piano del Presidentinlinna, il palazzo della Repubblica affacciato sul porto di Helsinki. Il giorno prima in queste stanze ha incontrato il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier, col quale ha parlato anche dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_maggio_02\/trump-ritiro-5mila-soldati-usa-germania-nato-ebda9c5e-da22-4b74-8752-86d17fbd6xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">annuncio di Donald Trump di voler ritirare 5 mila soldati dalla Germania<\/a> e, forse ancora pi\u00f9 importante, cancellare lo spiegamento di missili cruise sul territorio tedesco, che era stato deciso dall\u2019amministrazione Biden.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Presidente Stubb, c\u2019\u00e8 allarme in Europa. Lo scenario di un completo ritiro degli Stati Uniti non \u00e8 pi\u00f9 irrealistico. Saremmo in grado in grado noi europei di difenderci da soli da una Russia nuovamente aggressiva? Mark Rutte, il segretario generale della Nato, dice no. Lei ha detto pi\u00f9 volte s\u00ec. In che modo?<\/b><br \/>\u00abPrima osservazione, dobbiamo calmarci e abbassare la temperatura. Molta politica estera in questa fase viene fatta in pubblico, sui social media, mentre a volte \u00e8 meglio discutere i temi pi\u00f9 difficili in modo riservato e poi comunicarli in modo strategico. La deterrenza \u00e8 sempre fatta di due cose: capacit\u00e0 e comunicazione. Il paradosso \u00e8 che al momento facciamo la cosa giusta sulla prima, compreso l\u2019aumento delle spese militari, ma quella sbagliata sul piano della comunicazione. Non sono particolarmente preoccupato dall\u2019eventuale ritiro di 5 mila dei 37 mila soldati americani stanziati in Germania. Gli Stati Uniti non si ritireranno dall\u2019Europa, e sa perch\u00e9? Se vogliono proiettare il loro potere in regioni come il Medio Oriente, l\u2019Asia, l\u2019Africa, devono avere solide basi qui. Le truppe americane non sono i Europa per proteggerci, ma per consentire all\u2019America di essere potenza globale. Ma non c\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019Europa debba assumersi pi\u00f9 responsabilit\u00e0. Con Rutte siamo buoni amici, la Finlandia \u00e8 nella Nato da tre anni e quattro mesi e la nostra postura difensiva \u00e8 da sempre stata strutturata per difenderci dalla Russia da soli. La mia risposta \u00e8: se possiamo difenderci noi da soli, pu\u00f2 farlo anche la Nato\u00bb.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Molti si chiedono se la Nato esista ancora in quanto deterrente credibile. Molte ipotesi vengono fatte su come l\u2019Europa debba difendersi: l\u2019autonomia strategica, la Nato europea, l\u2019avanguardia di Paesi volenterosi. Lei cosa pensa?<\/b><br \/>\u00abChe politica estera, sicurezza e difesa vanno insieme. Non \u00e8 mai uno o l\u2019altro, \u00e8 sempre entrambi: Nato e Unione europea, difesa nazionale e difesa comune. Se si vuole una divisione del lavoro, ogni Paese \u00e8 responsabile per la propria difesa, la Nato per quella collettiva, l\u2019articolo 5 per intenderci. L\u2019Unione europea \u00e8 responsabile del finanziamento e di rendere possibile che i Paesi europei della Nato rafforzino le loro capacit\u00e0. Dal vertice di Ankara usciranno un rinnovato impegno ad arrivare al 5% di spese per la difesa e una Nato pi\u00f9 europea e pi\u00f9 forte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E cosa facciamo con l\u2019articolo 47.2 del Trattato, che prevede la difesa collettiva nell\u2019Ue?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8\u00a0pi\u00f9 forte dell\u2019articolo 5 ma ha meno sostanza dietro. Ma ripeto: non dobbiamo aspettarci che gli Usa si ritirino, non dobbiamo spingerli a farlo, non \u00e8 nell\u2019interesse di nessuno. Dovremmo arrivare a un 50\/50 nella divisione del fardello. La deterrenza Nato si basa su forze convenzionali, missili e ombrello nucleare. Non vedo gli americani ritirare quest\u2019ultimo perch\u00e9 le armi nucleari russe sono puntate su New York e Washington\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Appunto, gli europei non dovrebbero avere una propria deterrenza nucleare per scoraggiare un attacco atomico russo contro le nostre citt\u00e0, come sostenuto da Macron?<\/b><br \/>\u00abAnche qui, \u00e8 entrambe le cose. L\u2019offerta della Francia di estendere il suo ombrello nucleare all\u2019Europa \u00e8 benvenuta e va considerata. Ma sono anche contento che gli Usa stiano modernizzando il loro arsenale atomico. Lo facciamo per scongiurarne l\u2019uso. Siamo in una situazione dove per la prima volta in mezzo secolo non c\u2019\u00e8 alcun accordo di limitazione delle armi nucleari. Russia e America hanno 1.500 testate a testa, la Cina ne ha 600 ma arriver\u00e0 a mille nel 2030. Abbiamo bisogno di un nuovo accordo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le dice spesso che la Finlandia offre un buon modello di cultura della Difesa per il resto d\u2019Europa, con il servizio di leva obbligatorio, le esercitazioni continue, l\u2019alta spesa militare. Ma la Finlandia ha una storia particolare e oltre 1.300 chilometri di frontiera con la Russia, \u00e8 un piccolo Paese, anche se fiero e valoroso. Com\u2019\u00e8 possibile trasferire la sua esperienza ai grandi Paesi? Del riarmo tedesco per esempio si dice: s\u00ec, ma i tedeschi saranno poi pronti a combattere?<\/b><br \/>\u00abNon pretendiamo certo che il nostro modello di \u201cdifesa comprensiva\u201d sia automaticamente imitato altrove. Ma occorre capire che la guerra moderna si combatte con strumenti diversi: commercio, tariffe, attacchi cyber, sabotaggi alle installazioni energetiche. Io voglio dire che dobbiamo prepararci meglio, come facciamo noi. Ma non c\u2019\u00e8 bisogno che tutti siano come la Finlandia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel suo libro, \u00abIl Triangolo del Potere\u00bb, pubblicato in Italia da Marsilio, lei descrive il confronto in atto per la governance globale tra il Global West, il Global East a guida cinese e il Global South. Ma esiste ancora l\u2019Occidente globale ora che Trump ha fatto degli Usa un egemone predatore, attacca senza distinguere alleati e avversari, ed \u00e8 meno ostile verso Russia e Cina di quanto non lo sia verso Europa e Canada?<\/b><br \/>\u00abSe lo scrivessi oggi, parlerei di rettangolo del potere, nel senso che l\u2019Occidente globale sarebbero Usa ed emisfero occidentale, mentre l\u2019Occidente che difende l\u2019ordine liberale sarebbe ora il Nord Globale, anche se mi rendo conto che in Italia e altri Paesi questo potrebbe essere problematico. Ma il resto dello schema tiene. La questione \u00e8 che ci sono due opzioni: multilateralismo, cio\u00e8 cooperazione e rispetto delle regole, o multipolarit\u00e0, cio\u00e8 rapporti transattivi tra poli di potere. Chi saranno i nostri amici per avere un ordine multilaterale? Io penso ai Paesi del Sud globale come India, Arabia Saudita, Nigeria, Kenya, Sud Africa, Brasile, Messico\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma questi Paesi sono un gruppo per modo di dire, agiscono in sottogruppi spesso in conflitto tra di loro. Il Sud Globale non \u00e8 omogeneo.<\/b><br \/>\u00abCerto, \u00e8 cos\u00ec, guardi al Consiglio di Cooperazione del Golfo o all\u2019Asean divisi al loro interno. Ma c\u2019\u00e8 un comune denominatore: vogliono il multilateralismo, vogliono una voce e un posto a tavola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma \u00e8 possibile ancora tenere insieme l\u2019Occidente?<\/b><br \/>\u00abIn questo momento \u00e8 difficile a causa della politica estera degli Stati Uniti, che da un lato \u00e8 ideologica e Maga e dall\u2019altra \u00e8 America First. Il modo di proiettare potenza degli Usa oggi \u00e8 molto diverso: valori molto a destra, interessi solo finanziari e azione solitaria, non chiedono pi\u00f9 a nessuno. Ma ci sono temi su cui Europa e America possono lavorare insieme: difesa, rompighiaccio, tecnologia. Abbiamo visioni diverse su clima, commercio e istituzioni internazionali\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il premier canadese Mark Carney parla apertamente di rottura, lei dice transizione.<\/b><br \/>\u00abCon Carney stiamo lavorando a un articolo congiunto per mettere insieme questi due concetti e trovare una sintesi comune\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Hanno fatto bene i leader europei a rifiutarsi di dare una mano agli Usa in Iran?<\/b><br \/>\u00abLa reazione europea sull\u2019Iran viene dal fatto che Trump non ci ha consultati prima di lanciare l\u2019attacco. Ora dobbiamo lavorare per ridurre la tensione. Ci siamo incontrati con cinquanta Paesi per delineare cosa si pu\u00f2 fare una volta che le ostilit\u00e0 saranno cessate. Ora speriamo che americani e iraniani trovino una soluzione, un cessate il fuoco sostenibile. Sembrano vicini. A quel punto ogni iniziativa che possa riaprire lo Stretto di Hormuz deve vedere impegnata anche l\u2019Europa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel suo libro lei parla della necessit\u00e0 di una riforma radicale dell\u2019Onu. Propone di ampliare di almeno 5 membri permanenti il Consiglio di Sicurezza, di abolire il diritto di veto e di sospendere i Paesi che violano la Carta. Cita, ad esempio, il caso della Russia dopo l\u2019attacco all\u2019Ucraina. Ma allora nell\u2019Onu riformata, anche gli Usa avrebbero dovuto essere sospesi dopo l\u2019attacco all\u2019Iran?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8\u00a0una buona domanda. Vengo da un Paese che crede fortemente in un mondo guidato dalle regole. E queste devono essere rispettate. Altrimenti cadiamo nel mondo di Tucidide: il forte fa quello che pu\u00f2 e i deboli soffrono quanto devono. La mia idea \u00e8 che i diritti di voto del Paese che viola la Carta debbano essere sospesi, specie se \u00e8 nel Consiglio di Sicurezza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma parliamo della riforma dell\u2019Onu da decenni, si far\u00e0 mai?<\/b><br \/>\u00abSiamo a un punto decisivo. Se anche una o due delle mie cinque proposte di riforma venisse approvata sarebbe gi\u00e0 un grande risultato. Molto dipender\u00e0 dal prossimo segretario generale, chiunque sar\u00e0 dovr\u00e0 intestarsi uno degli attuali conflitti globali, lanciando una mediazione. Oggi non vediamo l\u2019Onu da nessuna parte. Abbiamo avuto grandi esempi di segretari generali in passato come U Thant e Kofi Annan, che ebbero il coraggio di agire, occuparono lo spazio a disposizione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 uno dei pochi leader che hanno buoni rapporti con Donald Trump.<\/b><br \/>\u00abAnche Giorgia Meloni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>S\u00ec, ma anche a causa del Papa i rapporti ora si sono un po\u2019 guastati.<\/b><br \/>\u00abIo sono protestante, ma il Papa mi piace\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma \u00e8 ancora possibile avere buoni rapporti con Trump?<\/b><br \/>\u00abGuardi, la diplomazia \u00e8 fatta di due cose. Una sono i rapporti da Stato a Stato: valori, interessi, geografia, cultura, storia. Noi siamo alleati con gli Usa. La seconda sono i rapporti personali, che tipo di relazioni riesci a forgiare con un altro leader. Per esempio, ho incontrato Giorgia Meloni in una conferenza di pace sull\u2019Ucraina in Svizzera due anni fa. Mi sono presentato a lei parlando in italiano, le ho raccontato del mio lavoro all\u2019Istituto universitario europeo a Firenze. C\u2019\u00e8 stata subito chimica. Lei mi piace molto. Comunichiamo spesso, abbiamo molti contatti, cerchiamo di trovare soluzioni. Veniamo da diverse prospettive ideologiche, ma non \u00e8 un problema\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E con Trump?<\/b><br \/>\u00abIl nostro rapporto \u00e8 iniziato su un campo da golf. Da allora siamo rimasti in contatto. Ma l\u2019idea che io abbia un\u2019influenza su di lui \u00e8 sbagliata. Cerco di lavorare con Trump su Ucraina, Nato e bilateralmente. Sull\u2019Ucraina se lo convinco di una cosa su dieci, sono felice. Sulla Nato se le cose restano stabili sono felice. Sul bilaterale se noi compriamo sessantaquattro F-35 e lui compra undici rompighiaccio da noi sono felice. Abbiamo personalit\u00e0 diverse, certo. Ma il mio lavoro da presidente della Finlandia \u00e8 di cercare di interagire con quello degli Stati Uniti, sia quando sono d\u2019accordo con lui, sia quando non lo sono. A volte gli dico chiaramente che non mi piace quella cosa. Lui reagisce anche in modo forte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pensa che la presidenza Trump ponga un pericolo alla democrazia americana?<\/b><br \/>\u00abMi preoccupa che l\u2019America sia un Paese molto polarizzato. Il linguaggio e la retorica usati sono incendiari. E glielo dice uno che \u00e8 molto filoamericano. Ho studiato negli Stati Uniti, ho studiato la Costituzione americana, ho letto quasi tutti i Federalist Papers e sono un convinto sostenitore della separazione dei poteri e dei checks and balances. Certo che sono preoccupato quando vedo pressioni politiche sulla Federale Reserve o sulla Corte suprema. Ma la democrazia americana sta funzionando, i giudici, le corti fanno il loro lavoro. Le fondamenta di una democrazia sono la libert\u00e0 e lo Stato di diritto. Quando una di queste \u00e8 in discussione c\u2019\u00e8 un problema. Dobbiamo anche ricordarci che la democrazia \u00e8 una forma di governo molto giovane nella storia umana, quella di maggior successo. Ma \u00e8 complicata e bisogna lavorarci ogni giorno. Se un leader come me inizia a contestare la libert\u00e0 dei media, quello \u00e8 un vulnus alla democrazia, se prendo decisioni fuori dal quadro legale, \u00e8 una sfida alla democrazia. Qualcuno deve poter controllare il mio potere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 stato nel gabinetto di Romano Prodi al tempo in cui era presidente della Commissione europea.<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, e le racconto anche un aneddoto che riguarda me e il Corriere della Sera. All&#8217;inizio del millennio avevamo aperto la prima chat diretta del presidente della Commissione con i cittadini europei, era il 2001. Eravamo noi collaboratori, sulla base delle indicazioni del presidente, a rispondere a suo nome. Un giorno arriva la domanda su qual era la nostra posizione rispetto ai fatti del G8 di Genova. Io, in un lampo di follia, scrissi: fate l\u2019amore, non fate la guerra. Non so come, ma la cosa il giorno dopo fin\u00ec sulle pagine del Corriere: \u00abProdi: fate l\u2019amore non la guerra!\u00bb. Quella mattina, Romano venne nel mio ufficio tutto contento. \u201cFantastico, fantastico\u201d, ripeteva\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-11T11:38:23+02:00\">11 maggio 2026 ( modifica il 11 maggio 2026 | 11:38)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Paolo Valentino Il presidente finlandese: \u00abWashington non ritirer\u00e0 i soldati dalle basi europee. 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