{"id":485066,"date":"2026-05-11T12:27:12","date_gmt":"2026-05-11T12:27:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485066\/"},"modified":"2026-05-11T12:27:12","modified_gmt":"2026-05-11T12:27:12","slug":"cremazioni-business-rosso-delle-coop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485066\/","title":{"rendered":"Cremazioni, business rosso delle coop"},"content":{"rendered":"<p>Il business della morte esiste. E, ovviamente, \u00e8 un mestiere necessario, ma anche un mondo attorno al quale ruotano interessi e intrecci che impattano sul mondo della politica. In che modo? Nella Bologna targata Pd c&#8217;\u00e8 &#8220;Bologna Servizi Cimiteriali&#8221;, una societ\u00e0 controllata al 51% dal Comune ma partecipata per il 49% da SPV (o socio privato). Ma questi ultimi sono a loro volta partecipati all&#8217;86% da CIMS (Cooperativa intersettoriale montana di Sassoleone), vicina all&#8217;area dem. Una filiera che, numeri alla mano, ha puntato in modo consistente sulle cremazioni per allargare il volume. E, infatti, le cifre di &#8220;Bologna Servizi Cimiteriali&#8221; non sono irrisorie. Nel 2022, la societ\u00e0 ha chiuso il bilancio con 13 milioni di euro di fatturato e quasi 3 milioni di utile. Nel 2024 il fatturato \u00e8 leggermente sceso ma l&#8217;utile \u00e8 rimasto alto: 1,4 milioni. Il socio privato, cio\u00e8 nei fatti Cims, incassa una quota fissa per ogni singola cremazione. Quindi, pi\u00f9 le cremazioni aumentano, pi\u00f9 Cims guadagna. Secondo i dati presenti nell&#8217;esposto di FdI a prima firma di Stefano Cavedagna, europarlamentare e prima consigliere comunale, con 15.803 cremazioni, soltanto nel 2022, Cims avrebbe incassato 400mila euro. Il che va correlato al dato secondo cui, a fronte di circa 5mila decessi annui a Bologna, l&#8217;obiettivo resti quello di arrivare a 18mila cremazioni annue. Con tutto quello che il target comporta in termini di crescita economica, di impiego di risorse e impatto ambientale. Anche perch\u00e9 per ogni cremazione ci vuole circa un&#8217;ora e, stando alle oltre che hanno dichiarato, vorrebbe dire che i tre forni dovrebbero lavorare senza sosta. E, in aggiunta, c&#8217;\u00e8 una discrepanza di decine di migliaia di decessi: in che modo viene quindi colmata? Le salme provengono da cittadine limitrofe? L&#8217;esposto presenta infatti il paradosso in questione: chi arriva da altre citt\u00e0 paga meno il servizio rispetto ai cittadini bolognesi grazie alle convenzioni estremamente concorrenziali stipulate dalla societ\u00e0 controllata dal Comune. A intervenire su questo punto sono i soci privati, che hanno a loro volta siglato contratti con terzi che si occupano del trasporto delle salme. Questo perch\u00e9 il contratto tra le due parti, ovvero Cims (che \u00e8 un socio privato) e Bsc, prevede i servizi che vanno erogati e tra questi c&#8217;\u00e8, appunto, quello delle cremazioni. Cims, in quanto socio, prende sia una parte dell&#8217;utile che una quota su ogni cremazione. Ma nel 2023 c&#8217;\u00e8 stato un incremento della quota percepita da Svp su ogni cremazione, avendo loro notato un aumento delle pratiche effettuate. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto con effetto retroattivo, partendo dalla stipula del contratto, 21 dicembre 2022. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>A rispondere circa lo scopo \u00e8 FdI, secondo cui tutto ruoterebbe attorno all&#8217;aumento dei numeri, dunque dei guadagni. Tanto che l&#8217;attuale chiusura dei forni (elemento che sta generando una vera emergenza), dicono i meloniani, potrebbe dipendere dal ritmo incessante che avrebbe per un lungo periodo previsto di cremare anche fuori dall&#8217;orario canonico. &#8220;A nostro avviso &#8211; dice a Il Giornale Cavedagna &#8211; l&#8217;attivit\u00e0 massiva e continua di cremazione per far fare pi\u00f9 soldi alla cooperativa potrebbe aver portato a danneggiare gli impianti, alla insolubrit\u00e0 dell&#8217;aria e al blocco&#8221;. E a notare l&#8217;anomalia sono gli stessi dipendenti di Bologna Servizi Cimiteriali e di Bologna Servizi Funerari che, secondo una lettera di cui Il Giornale \u00e8 in possesso, denunciano come, dopo un iniziale assestamento &#8220;i rapporti tra soci e, conseguentemente, la vita dell&#8217;azienda \u00e8 sensibilmente peggiorata&#8221;. Dopo aver elencato tutti i punti critici chiedono che si torni alla normalit\u00e0: &#8220;I cimiteri di Bologna, la storia di Bologna, i cittadini di Bologna e per ultimi anche i lavoratori meritano altro. Riportare al centro del villaggio ci\u00f2 che veramente conta, ovvero qualit\u00e0 del servizio, economicit\u00e0 del servizio, etica del servizio. I dipendenti chiedono che il Comune di Bologna riprenda il controllo della sua Societ\u00e0 partecipata che \u00e8 di propriet\u00e0 del Comune e svolge servizi essenziali che non possono essere in balia di un privato&#8221;.\n<\/p>\n<p> A unirsi alla denuncia \u00e8 Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Bologna: &#8220;Indispensabile che le autorit\u00e0 facciano chiarezza sul business milionario dei forni crematori e sulla gestione del servizio cimiteriale, anche alla luce delle segnalazioni dei dipendenti Bsc progressivamente messi ai margini&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il business della morte esiste. 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