{"id":48553,"date":"2025-08-15T06:53:11","date_gmt":"2025-08-15T06:53:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/48553\/"},"modified":"2025-08-15T06:53:11","modified_gmt":"2025-08-15T06:53:11","slug":"gatti-misfatti-pogandurain-non-mi-dice-niente-gia-rimpiango-teddy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/48553\/","title":{"rendered":"GATTI &#038; MISFATTI. POGANDURAIN NON MI DICE NIENTE, GIA\u2019 RIMPIANGO TEDDY"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per vincere il Tour \u00e8 bastato mezzo Po\u00adgacar. Dopo mezzo Tour, l\u2019aveva gi\u00e0 in banca.<\/strong> Questo mezzo<strong> era il solito Pogacar:<\/strong> forte fortissimo, ingordo, vorace, insaziabile, cannibale. Teddy, appunto. Cio\u00e8 come l\u2019abbiamo conosciuto qualche anno fa, come ha continuato a essere (e a migliorare) nel tempo. Qual\u00adcuno l\u2019ha amato proprio cos\u00ec, qualcuno proprio non l\u2019ha mai sopportato, ma indubbiamente era un Modo d\u2019essere e di vincere con la maiuscola, come ne capitano ogni mezzo secolo, come tutti sanno. Nep\u00adpure lui infallibile e invincibile, ma sicuramente il pi\u00f9 prossimo a qualcosa di simile.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2.<strong> Poi ha rassegnato le dimissioni. Si \u00e8 ritirato dalla corsa e ha mandato in strada l\u2019altro mezzo.<\/strong> Per me, incantato dal primo mezzo, uno choc. Nella seconda met\u00e0 del Tour, dopo la cronoscalata, diciamo sulle Alpi, ci siamo ritrovati davanti al triste spettacolo della re\u00adstaurazione. Il Pogacar che abbiamo conosciuto &#8211; qualcuno amato &#8211; in questi anni<strong> si \u00e8 misteriosamente riciclato in una grigia normalit\u00e0, la normalit\u00e0 che piace ai benpensanti conformisti e piccolo borghesi dello sport<\/strong>, ma s\u00ec, quelli che un vero campione non umilia mai gli avversari, un vero campione lascia qualcosa agli altri, un vero campione sa farsi gli amici in gruppo perch\u00e9 prima o poi tutto ti torna (come no, quando non vai pi\u00f9 sono tutti l\u00ec a lasciarti vincere), un vero campione non spreca energie, un vero campione deve imparare ad amministrarsi, eccetera eccetera. E cos\u00ec, a forza di dai-e-dai, questo partito della mediocrit\u00e0 ha stravinto, piegando e rovinando persino Teddy<strong>. L\u2019hanno definito cal\u00admo, lucido, riflessivo. Pen\u00adsan\u00addo di fargli dei complimenti.<\/strong><\/p>\n<p>Sulle Alpi poteva vincerle tutte, cos\u00ec mi aspettavo, cos\u00ec ci ave\u00adva abituati, invece <strong>abbiamo visto il grigio capo dell\u2019ufficio contabilit\u00e0,<\/strong> come piace tanto ai ragionieri delle ammiraglie e della liturgia tradizionale. Un mezzo Pogacar che sta a ruota, che lascia fare, che re\u00adgala a chi lo merita, che cura le amicizie, che non umilia, che sa amministrarsi e via con la litania del bravo campione tanto caro alla retorica dei po\u00adve\u00adretti.<strong> Nei miei 35 anni di grandi corse seguite dal vivo, ho visto un solo, vero, grande maestro di quest\u2019arte specifica, di questo modo d\u2019essere campione: Miguel Indurain.<\/strong> Lui s\u00ec sapeva quando vincere (la crono, poi molto poco), chi lasciar vincere, chi tenersi buo\u00adno, quante energie risparmiare. Ma era Indurain, un esemplare originale, grandissimo nel suo modo d\u2019essere, perch\u00e9 prima di tutto si conosceva bene e pi\u00f9 ancora conosceva i propri limiti, cos\u00ec da gestire il potere nel modo pi\u00f9 scaltro.<\/p>\n<p><strong>Ma Pogacar, ma Po\u00adga\u00adcar. Pogacar \u00e8 Teddy, \u00e8 un\u2019altra pasta, \u00e8 un\u2019altra cosa.<\/strong> Sap\u00adpia\u00admo a chi per doti naturali e temperamento \u00e8 uguale, non certo a Indurain. Vederlo In\u00addurain, all\u2019improvviso, magari per dimostrare ai detrattori di saper fare anche il bravo ragazzo, a me ha fatto un pessimo effetto. Non mi \u00e8 piaciuto proprio. Ho finito di stupirmi, di meravigliarmi, per sorbirmi il solito spartito di sempre, un prevedibile e scontato leader della corsa che conta le gocce di sudore, che cura le pubbliche relazioni, che calcola, che misura, che calcola, che misura.<\/p>\n<p><strong>Vado al televoto: caro Teddy, complimenti ancora una volta, ov\u00adviamente per il risultato, ma per me stavolta non vai oltre il 6-<\/strong>. Cos\u00ec non sei pi\u00f9 niente di speciale. Non emergi pi\u00f9 dalla normalit\u00e0. Diventi un campione qualunque, uno dei tanti. Certo da qui alla fine numericamente vincerai an\u00adcora molto, ma <strong>il Modo, il tuo Modo uguale a quello di Eddy, non si nota pi\u00f9. Non spicca e non stordisce.<\/strong> Spero che quel mezzo Tour alla Indurain resti un episodio, magari la dimostrazione a chi la sa lunga che se vuoi sai an\u00adche \u201camministrarti\u201d. Io, sinceramente,<strong> dopo aver visto Teddy, di un Pogacar cos\u00ec non so cosa farmene.<\/strong> Con\u00adti\u00adnuo a preferire la versione primitiva, quello che avrebbe vinto tutte le tappe alpine del Tour, per capirci quello che al Giro, con la maglia rosa gi\u00e0 tatuata addosso, andava continuamente all&#8217;attacco per il solo gusto di attaccare, di vincere, di divertire (chi la di\u00admentica quella meravigliosa tappa di Livigno). In altre pa\u00adrole, \u00e8 bastato mezzo Tour col bilancino del farmacista, mezzo Tour normalizzato, mezzo Tour di restaurazione dei vecchi e logori teoremi, per farmi rimpiangere quella che in tanti ti hanno rinfacciato come noia.<strong> Restituiscici quella noia, finch\u00e8 ce la fai.<\/strong>\n            <\/p>\n<p>da tuttoBICI di agosto\n            <\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per vincere il Tour \u00e8 bastato mezzo Po\u00adgacar. Dopo mezzo Tour, l\u2019aveva gi\u00e0 in banca. 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