{"id":485626,"date":"2026-05-11T20:00:17","date_gmt":"2026-05-11T20:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485626\/"},"modified":"2026-05-11T20:00:17","modified_gmt":"2026-05-11T20:00:17","slug":"da-brass-a-de-filippo-cerco-lamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485626\/","title":{"rendered":"\u00abDa Brass a De Filippo, cerco l\u2019amore\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Anna, sei nata il giorno di Capodanno, un giorno estremo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, proprio il primo gennaio, di pomeriggio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019eri da bambina?  <\/strong><\/p>\n<p>\u00abEro estroversa, gioiosa, inclusiva. Regalavo i miei giocattoli agli altri. Ho bellissimi ricordi\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Mamma e   pap\u00e0 avevano a che fare col mondo dello spettacolo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, io sono una borghese acquisita, sono figlia della working class. I miei non c\u2019entravano con lo spettacolo. Il lavoro che faccio l\u2019ho desiderato fin da piccola. Dopo il liceo ho sempre detto \u201candr\u00f2 a Roma per fare l\u2019attrice\u201d e cos\u00ec \u00e8 stato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Hai esordito a teatro a 8 anni\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMia madre aveva intuito molto presto questa mia passione e mi avvicin\u00f2 al teatro facendomi partecipare a compagnie amatoriali che rappresentavano opere di Eduardo De Filippo\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Studi liceali, accademia di teatro, perfezionamento alla Biennale di Venezia\u2026 Determinata.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abCredo che questo lavoro sia fatto soprattutto di studio e disciplina. Ad esempio, ora che sto aspettando la partenza di un progetto di teatro a settembre, studio molto le poesie, un esercizio di memoria, perch\u00e9 non \u00e8 semplice memorizzare un copione se non ti alleni continuamente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Titolo di questo spettacolo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuarant\u2019anni e non li dimostra, scritto da Titina e Peppino De Filippo. Il \u201cquarant\u2019anni e non li dimostra\u201d \u00e8 il mio personaggio, una donna che ha sempre vissuto accanto al padre   dedicandosi sempre alla famiglia e agli altri. A 40 anni scopre improvvisamente di esistere come donna e quindi anche con la possibilit\u00e0 dell\u2019amore\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il tuo primo film. Protagonista di <\/strong><strong>Monella<\/strong><strong> di Tinto Brass, del 1998.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn mio amico dell\u2019accademia una mattina port\u00f2 una foto mia con s\u00e9 perch\u00e9 il regista cercava la protagonista ma anche il suo fidanzato. And\u00f2 da Tinto o da un suo aiuto e come a volte succede lui non fu scelto ma fui scelta io perch\u00e9 cercava una \u201cLolita\u201d. Monella, storia scritta da Barbara Alberti e da Brass,  \u00e8 la trasposizione di Lolita, una ragazza giovane, spontanea, vitale, pi\u00f9 scugnizza che provocatrice\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lolita<\/strong><strong>, il romanzo di Nabokov\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsattamente. L\u2019esperienza fu bellissima,  Brass \u00e8 un grande regista. Ha attraversato varie fasi, quella blu, quella rossa, quella bianca, la fase politica, quella erotica\u2026\u00bb.    <\/p>\n<p><strong>Ricordiamo un suo stupendo e surreale film del 1964, con Alberto Sordi,<\/strong><strong> Il disco volante<\/strong><strong>, sempre attuale.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abCerto. E La vacanza (1971, ndr) con la Redgrave e Franco Nero\u2026\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Tra i molti film in cui hai partecipato, <\/strong><strong>E dopo cadde la neve<\/strong><strong>, di Donatella Baglivo, del 2005, sul terremoto dell\u2019Irpinia del 1980. All\u2019epoca  avevi meno di due anni&#8230;<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abNon so perch\u00e9 ma ho un preciso ricordo di quel terremoto. Mi ricordo che stavo mangiando le \u201cpatate di zucchero\u201d, sai quelle americane, che mi piacciono da morire. Ricordo che mia madre mi stava imboccando e disse \u201candiamo\u201d. Io piangevo sulle scale perch\u00e9 volevo finirle, un ricordo che, nonostante fossi piccolissima, mi \u00e8 sempre rimasto. Ho un ricordo proprio della scossa e dovemmo scappare. Donatella Baglivo, che \u00e8 una documentarista, ha voluto raccontare quel fatto attraverso immagini vere e ricostruzioni di fiction\u00bb. <\/p>\n<p><strong>In <\/strong><strong>L\u2019amore buio<\/strong><strong>, del 2010, regia di Antonio Capuano, fai la parte dell\u2019analista di Irene, una ragazza violentata da suoi coetanei.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abVolevo lavorare con Antonio Capuano da sempre, l\u2019ho proprio inseguito. Poi qualcuno mi disse \u201cAntonio sta preparando un film\u201d. In quel periodo mi trovavo a Napoli e lo incontrai a piazza del Ges\u00f9. Gli dissi \u201cstai preparando un film? Mi avevi promesso che mi avresti chiamata e non me lo dici?\u201d. Lui mi guard\u00f2 e mi propose un ruolo quasi come fosse uno scambio di contrabbando, \u201cteng\u2019 na\u2019 psicologa, a vuo\u2019 fa\u2019?\u201d. Dissi s\u00ec. Il film si divideva come si divide Napoli, la parte alta e la parte bassa. Io ero la psicologa di questa ragazzina di Posillipo che praticamente \u00e8 un\u2019altra citt\u00e0, i quartieri sulla collina, con queste ville sul mare, mentre la Napoli del centro storico, dei Quartieri Spagnoli, \u00e8 quella che pulsa, diciamo popolare, anche se vivere oggi nel centro storico di Napoli non se lo possono permettere tutti. Non so se si sente, sta uscendo il mio caff\u00e8\u2026\u00bb. <\/p>\n<p><strong>In effetti un po\u2019 si sente, peccato non arrivi il profumo\u2026<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abQuesta ragazzina viene violentata da un gruppo di minorenni, ma poi si innamora del suo aguzzino, un ragazzino di 17 anni che le scrive lettere dal carcere. Nasce una storia d\u2019amore assurda, particolare. Credo che Capuano volesse raccontare la forza dell\u2019amore che riesce a superare anche una cosa cos\u00ec drammatica. L\u2019amore \u00e8 l\u2019atto pi\u00f9 rivoluzionario di questa terra. Puoi pure essere Elon Musk ma quando arriva ti stende. Non te lo puoi comprare, non lo puoi inventare, non puoi decidere quando arriva e non c\u2019\u00e8 niente che possa fermare una cosa cos\u00ec enorme, anche quando arriva tra due adulti che magari non sono liberi e quell\u2019amore diventa struggente e doloroso. \u00c8 come arrivasse uno tsunami, mi viene da dire che l\u2019amore non guarda in faccia nessuno. Penso che oggi avere qualcuno che ti vuole veramente bene sia l\u2019unica forma di salvezza\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Sei credente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono credente, s\u00ec, molto credente, sono cristiana, quando posso vado in chiesa, credo in Dio e in Ges\u00f9 Cristo\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Da quanto tempo vivi a Roma?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDa 28 anni ma torno spesso a Napoli, l\u00ec ci sono i miei genitori. Sono nata a Castellammare di Stabia in clinica, ma sono cresciuta a Napoli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come la vedi questa stupenda citt\u00e0 che \u00e8 Napoli?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi anni ha ritrovato un\u2019energia, una centralit\u00e0 culturale, anche un orgoglio nuovo, un turismo che fa paura, pi\u00f9 curiosit\u00e0 verso la sua identit\u00e0 ma, accanto alla bellezza enorme e alla creativit\u00e0, ci sono ancora fragilit\u00e0 sociali molto forti e forse \u00e8 proprio questo che continua a renderla cos\u00ec viva e difficile da raccontare davvero. Cambia continuamente ma resta sempre la stessa, ti seduce e ti ferisce\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Roma, invece, come la descrivi?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un po\u2019 strega. Quando ci sono me ne vorrei andare e quando non ci sono mi manca da morire. Per me \u00e8 stata il luogo della trasformazione. Sono arrivata qua a 18 anni. Qui sono diventata una donna, qui \u00e8 nata mia figlia, a Napoli ci sono le radici, l\u2019istinto, l\u2019infanzia, la parte pi\u00f9 emotiva di me. A Roma ho imparato la resistenza. Non ti regala niente subito, ti mette alla prova, ti costringe ad avere molta pazienza, ti obbliga a una disciplina enorme, ti costringe anche alla capacit\u00e0 di stare nella solitudine, ma allo stesso tempo ti d\u00e0 una libert\u00e0 enorme perch\u00e9 dentro Roma convivono mondi completamente diversi, politica, spiritualit\u00e0, borghesia, periferie, ma non ti costringe a diventare romano, ti insegna ad affrontare la complessit\u00e0 e anche a stare dentro la storia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vuoi dirci della tua situazione sentimentale attuale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo una figlia di 23 anni, Sara, si sta laureando in storia dell\u2019arte a Venezia, vive e studia l\u00e0 e per questo frequento tantissimo Venezia. \u00c8 molto colta, mi insegna anche cose che non so\u2026 In questo momento ho un compagno e sono molto innamorata\u00bb.    <\/p>\n<p><strong>Nel docu-drama Rai del 2017, <\/strong><strong>Paolo Borsellino. Adesso tocca a me<\/strong><strong>,  hai interpretato Agnese Borsellino, la moglie del giudice. Cosa ti ha dato questa esperienza?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abSono entrata nella parte di una donna realmente esistita,   gi\u00e0 questo per me era una responsabilit\u00e0 enorme, entrare nella vita di una donna che ha attraversato il dolore con una dignit\u00e0 impressionante. Viveva quotidianamente la paura, l\u2019attesa, il peso di quella situazione. Per me non era importante imitare Agnese Borsellino ma restituirle la sua umanit\u00e0, soprattutto la sua forza silenziosa. Sul copione appuntai che non cercava la scena, il protagonismo. Immaginai cosa significa amare qualcuno con la costante paura di perderlo. Ho cercato di raccontare non solo il suo dolore dopo la strage ma anche la sua quotidianit\u00e0, fumava tantissimo, lui le faceva gli scherzi telefonici. Camminavo per Palermo nelle strade che lei frequentava, facevo la spesa nei negozi dove andava lei\u2026\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Il tuo primo lavoro in teatro. Protagonista di <\/strong><strong>Un amore<\/strong><strong> di Dino Buzzati, regia di Giulio Bosetti, del 1998.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abL\u2019incontro con Giulio Bosetti \u00e8 stato una grande scuola. Eleganza particolare, \u00e8 stato uno dei grandi del nostro teatro. La scrittura di Dino Buzzati, c\u2019\u00e8 sempre dentro un\u2019inquietudine, un mistero, un\u2019attesa. Tra l\u2019altro questa rappresentazione la feci subito dopo il film di Brass. Antonio Salines, che \u00e8 stato un grande attore, faceva un personaggio in Monella. Disse a Bosetti: \u201cLa ragazza protagonista potrebbe essere la tua Laide\u201d. Ricordo che a Tinto non fece piacere che Bosetti &#8211; mi port\u00f2 il romanzo di Buzzati, storia di un amore completamente sbilanciato che per lui diventa ossessione, molto attuale &#8211; venisse sul set per conoscere la sua attrice. Questo non l\u2019ho mai raccontato a nessuno\u00bb.   <\/p>\n<p><strong>Gli uomini di oggi appaiono un po\u2019 fragili.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPenso che ci si difenda molto e ci si ascolti poco. Non amo la guerra tra i sessi. Uomini e donne devono trovare un dialogo meno ideologico, meno basato sul potere. Credo che gli uomini che oggi sanno mostrarsi umani abbiano molto pi\u00f9 fascino. Questi sono gli uomini che mi interessano. L\u2019autenticit\u00e0 richiede molto pi\u00f9 coraggio. E questo vale anche per le donne. Tutti abbiamo bisogno delle stesse cose, essere compresi, amati, rispettati e sentirci visti, porca miseria\u00bb. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Anna, sei nata il giorno di Capodanno, un giorno estremo\u2026 \u00abS\u00ec, proprio il primo gennaio, di pomeriggio\u00bb. 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