{"id":485697,"date":"2026-05-11T20:55:15","date_gmt":"2026-05-11T20:55:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485697\/"},"modified":"2026-05-11T20:55:15","modified_gmt":"2026-05-11T20:55:15","slug":"la-natura-come-archivio-vivente-claudio-costa-al-pav","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485697\/","title":{"rendered":"La natura come archivio vivente: Claudio Costa al Pav"},"content":{"rendered":"\n<p>A pi\u00f9 di trent\u2019anni dalla scomparsa, Claudio Costa (Tirana, 1942-Genova, 1995) torna al centro della riflessione critica con <strong>\u00abMetamagico\u00bb<\/strong>, una personale ospitata dal <strong>Pav-Parco Arte Vivente<\/strong> di Torino <strong>dal 16 maggio all\u201911 ottobre<\/strong>, in collaborazione con l\u2019Archivio Claudio Costa e C+N Gallery CANEPANERI. Curata da <strong>Marco<\/strong> <strong>Scotini<\/strong>, la mostra rilegge il nucleo pi\u00f9 radicale della ricerca dell\u2019artista negli anni Settanta, mettendo in luce una pratica che sfugge tanto alle definizioni dell\u2019Arte Povera quanto alle convenzioni dell\u2019antropologia visiva.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 che rappresentare la natura, Costa la assume come archivio vivente<\/strong>: un deposito di tracce biologiche e culturali da disseppellire attraverso il gesto artistico. Le sue opere (tavole, teche, installazioni, serie fotografiche) si collocano <strong>in una zona liminale tra reperto archeologico e dispositivo rituale<\/strong>, intrecciando paleontologia, etnografia e alchimia in quello che l\u2019artista definiva \u00abwork in regress\u00bb, un movimento a ritroso verso l\u2019origine dell\u2019umano.<\/p>\n<p>Il titolo dell\u2019esposizione riprende un lavoro del 1978 e allude a un pensiero \u00abmetamagico\u00bb che Scotini interpreta come alternativa alla razionalit\u00e0 modernista occidentale. In dialogo ideale con <strong>Gilles<\/strong> <strong>Deleuze<\/strong>, <strong>F\u00e9lix<\/strong> <strong>Guattari<\/strong> ed <strong>Ernesto de Martino<\/strong>, Costa concepisce il rito e il mito come strumenti conoscitivi, luoghi in cui arte e sciamanesimo condividono la stessa funzione di <strong>riscatto della presenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Artista appartato ma centrale nel panorama internazionale, Costa si forma tra Milano e Parigi, frequentando l\u2019Atelier 17 di S. W. Hayter e incontrando Marcel Duchamp, figura decisiva per il suo percorso. Dalla fine degli anni Sessanta lavora con materiali organici ed elementari come creta, cera, ossa, ardesia, terracotta, sviluppando una poetica autonoma che lo porter\u00e0 a partecipare a documenta 6 e a diverse edizioni della Biennale di Venezia.<\/p>\n<p>La mostra, realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Regione Piemonte, si articola in tre sezioni (\u00abAntropologia riseppellita\u00bb, \u00abIl Museo dell\u2019Uomo\u00bb e \u00abIl Museo di antropologia attiva di Monteghirfo\u00bb) confermando l\u2019attualit\u00e0 di una ricerca che aveva anticipato molte delle questioni oggi al centro del dibattito su ecologia, memoria del vivente e relazione tra arte ed ecosistema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A pi\u00f9 di trent\u2019anni dalla scomparsa, Claudio Costa (Tirana, 1942-Genova, 1995) torna al centro della riflessione critica con&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":485698,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-485697","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116557940407558610","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/485697","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=485697"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/485697\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/485698"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=485697"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=485697"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=485697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}