{"id":485989,"date":"2026-05-12T01:11:26","date_gmt":"2026-05-12T01:11:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485989\/"},"modified":"2026-05-12T01:11:26","modified_gmt":"2026-05-12T01:11:26","slug":"il-parlamento-europeo-mette-ancora-nel-mirino-le-vpn-definendole-una-scappatoia-che-va-chiusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/485989\/","title":{"rendered":"Il Parlamento Europeo mette ancora nel mirino le VPN, definendole una scappatoia che va chiusa"},"content":{"rendered":"<p>Il Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo <a href=\"https:\/\/www.dday.it\/redazione\/57360\/t.co\/XKK8ACwgtf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">ha pubblicato un documento<\/a> che sta facendo discutere: nei paragrafi destinati all\u2019analisi sulla protezione dei minori online le VPN vengono ritenute <b>&#8220;una scappatoia nella legislazione che va chiusa&#8221;<\/b>. \u00c8 la prima volta che un organo di ricerca dell&#8217;UE inquadra esplicitamente le reti private virtuali non come strumenti di privacy, ma come un problema regolatorio da risolvere.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Virtual private networks <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/VPN?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">#VPN<\/a> are increasingly used to bypass online age verification.<\/p>\n<p>Protecting children online is a priority, with new rules being implemented requiring a minimum age for access to some services <\/p>\n<p>Read\ud83d\udc49 <a href=\"https:\/\/t.co\/XKK8ACwgtf\" rel=\"nofollow\">https:\/\/t.co\/XKK8ACwgtf<\/a><a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/DSA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">#DSA<\/a> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/EP_Justice?ref_src=twsrc%5Etfw\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">@EP_Justice<\/a> @FZarzalejos <a href=\"https:\/\/t.co\/kqzqTVGkRI\" rel=\"nofollow\">pic.twitter.com\/kqzqTVGkRI<\/a><\/p>\n<p>\u2014 European Parliamentary Research Service (@EP_EPRS) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/EP_EPRS\/status\/2051959573917929731?ref_src=twsrc%5Etfw\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">May 6, 2026<\/a>\n<\/p><\/blockquote>\n<p> &#13;<\/p>\n<p>Nel documento rilasciato dall\u2019EPRS si pu\u00f2 leggere tutto il ragionamento che ha portato a tale conclusione: nel Regno Unito, dopo che l&#8217;Online Safety Act \u00e8 entrato in vigore nel 2025 imponendo alle piattaforme di impedire ai minori l&#8217;accesso a contenuti dannosi, <b>met\u00e0 delle dieci app gratuite pi\u00f9 scaricate negli store britannici erano servizi VPN<\/b>. Un solo sviluppatore ha registrato un&#8217;impennata di download dell&#8217;1.800% nel primo mese.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>In Francia, dove Pornhub ha oscurato il proprio sito dopo l&#8217;introduzione della verifica dell&#8217;et\u00e0 obbligatoria, la risposta \u00e8 stata identica: <b>impennata di VPN<\/b>. <\/p>\n<p>La logica \u00e8 quindi semplice: <b>ogni volta che un legislatore alza un muro l\u2019uso della VPN diventa la scala per scavalcarlo.<\/b><\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>La soluzione proposta da alcuni, e sostenuta esplicitamente dalla Children&#8217;s Commissioner for England, \u00e8 imporre la verifica dell&#8217;et\u00e0 anche per accedere ai servizi VPN stessi ma \u00e8 un&#8217;idea che i provider e le associazioni per la privacy definiscono \u201cautolesionistica\u201d: l&#8217;unico modo per verificare che un utente sia adulto \u00e8 raccogliere e conservare dati anagrafici di tutti gli iscritti, costruendo di fatto un registro anagrafico degli utenti VPN che contraddice alla radice il motivo per il quale le VPN esistono. Tutelare la privacy delle persone.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il documento EPRS mette in luce un problema sul quale non si pu\u00f2 chiudere un occhio: <b>internet \u00e8 diventato un problema serio per i minori e la verifica dell&#8217;et\u00e0 per accedere a certi servizi rimane una sfida tecnica che nessuno ha ancora risolto<\/b>.<\/p>\n<p> I sistemi attuali come l\u2019autodichiarazione, la stima dell\u2019et\u00e0 e la verifica documentale sono tutti aggirati con facilit\u00e0 dai minori spesso pi\u00f9 abili dei genitori quando si tratta di usare un computer o uno smartphone. Uno studio citato nel documento rileva che il 94% dei bambini danesi ha un account social media prima dei 13 anni e che nel Regno Unito bambini dagli otto anni in su risultano aver fatto accesso a contenuti pornografici online.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Ricordiamo che anche la Commissione Europea ha rilasciato un\u2019app ufficiale di verifica dell&#8217;et\u00e0, presentandola come strumento privacy-preserving, ma poche settimane dopo il lancio si \u00e8 scoperto che l&#8217;app conservava immagini biometriche in posizioni non cifrate e presentava vulnerabilit\u00e0 che avrebbero consentito agli utenti di aggirare i controlli. Quello che chiede la regolamentazione non \u00e8 facile al giorno d\u2019oggi da implementare tecnicamente.<\/p>\n<p>L\u2019app europea per la verifica dell\u2019et\u00e0 \u00e8 \u201ctecnicamente pronta\u201d. Ma non rispetta il GDPR<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.dday.it\/redazione\/57129\/lapp-europea-per-la-verifica-delleta-e-tecnicamente-pronta-ma-non-rispetta-il-gdpr\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai all&#8217;approfondimento<\/a><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n<b>Le VPN nel mirino da pi\u00f9 fronti: da Piracy Shield alla Corte di Giustizia<\/b>&#13;<\/p>\n<p>La pressione sulle VPN non riguarda solo la tutela dei minori: in Italia, lo sappiamo, AGCOM ha esteso Piracy Shield ai provider VPN e ai DNS pubblici gi\u00e0 nel febbraio 2025, chiedendo loro di bloccare i contenuti audiovisivi piratati entro trenta minuti dalla segnalazione.<\/p>\n<p> Quando Cloudflare si \u00e8 rifiutata di conformarsi, l&#8217;autorit\u00e0 le ha inflitto una multa da oltre 14 milioni di euro pari all&#8217;1% del fatturato globale 2024, questo per non aver disabilitato la risoluzione DNS e il routing del traffico verso domini e indirizzi IP identificati come fonti di streaming pirata. La questione \u00e8 ancora pendente. <\/p>\n<p>In Francia e Spagna i tribunali <b>hanno emesso ordini diretti contro NordVPN, ExpressVPN e ProtonVPN<\/b> su richiesta di Canal+ e LaLiga, ritenendole &#8220;partecipanti attivi&#8221; nella catena della pirateria per il solo fatto di pubblicizzare la capacit\u00e0 di bypassare restrizioni geografiche. ProtonVPN ha resistito sollevando questioni di giurisdizione, ma i tribunali hanno respinto i ricorsi. In Spagna un tribunale di Cordoba ha emesso gli ordini di blocco senza nemmeno consentire ai provider di presentare una difesa. <\/p>\n<p>In questo contesto si inserisce anche la sentenza pi\u00f9 attesa dell\u2019anno: avevamo raccontato come la Corte di Giustizia UE debba pronunciarsi su un caso apparentemente tecnico, ovvero sui diritti del Diario di Anna Frank e sul geoblocking applicato da un sito belga per rispettare il copyright olandese. <\/p>\n<p>Se qualcuno aggira un blocco geografico con una VPN, chi \u00e8 responsabile: Il publisher, il provider VPN o l&#8217;utente? L&#8217;Avvocato Generale Rantos ha gi\u00e0 pubblicato la sua opinione non vincolante: le VPN sono strumenti neutri, il provider non risponde dell&#8217;uso che ne fa l&#8217;utente, e aggirare un geoblocking non costituisce di per s\u00e9 una violazione del diritto d&#8217;autore. <\/p>\n<p>La sentenza finale, attesa entro fine 2026, potrebbe ribaltare o confermare questa posizione, ridisegnando il quadro giuridico in cui si muovono tutti i casi aperti in Europa: <b>una VPN \u00e8 uno strumento neutro o un complice?<\/b><\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo ha pubblicato un documento che sta facendo discutere: nei paragrafi destinati&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":485990,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-485989","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116558947364849910","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/485989","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=485989"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/485989\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/485990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=485989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=485989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=485989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}