{"id":486223,"date":"2026-05-12T05:13:21","date_gmt":"2026-05-12T05:13:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486223\/"},"modified":"2026-05-12T05:13:21","modified_gmt":"2026-05-12T05:13:21","slug":"auto-elettriche-bloccate-da-remoto-in-cina-scoppia-il-caso-del-battery-locking-autonomia-crollata-da-500-a-300-km-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486223\/","title":{"rendered":"Auto elettriche bloccate da remoto: in Cina scoppia il caso del &#8220;battery locking&#8221;, autonomia crollata da 500 a 300 km &#8211; News"},"content":{"rendered":"<p>\n            Aggiornamenti OTA silenziosi avrebbero ridotto capacit\u00e0 utile, potenza di ricarica e chilometraggio reale di numerose vetture cinesi. Le autorit\u00e0 indagano, i costruttori smentiscono, i proprietari raccolgono le prove.\n        <\/p>\n<p>              11 maggio 2026<\/p>\n<p>Una nuova ombra\u00a0si allunga sul mercato dell&#8217;<strong>auto elettrica cinese<\/strong>, e questa volta non riguarda incendi o collisioni, ma qualcosa di pi\u00f9 sottile: l&#8217;idea che la propria vettura, una mattina qualunque, possa risvegliarsi diversa da com&#8217;era la sera prima. Pi\u00f9 lenta in ricarica, pi\u00f9 povera di autonomia, pi\u00f9 avara nei chilometri promessi al momento dell&#8217;acquisto. Senza un avviso, senza un consenso esplicito.<\/p>\n<p>A raccontarlo, in un&#8217;inchiesta che sta facendo molto rumore, \u00e8 stata <strong>China Media Group<\/strong>, l&#8217;emittente di Stato cinese, che ha dato voce a un numero crescente di automobilisti convinti di essere stati vittime di una pratica gi\u00e0 ribattezzata sui social con un&#8217;espressione che \u00e8 tutto un programma: &#8220;battery locking&#8221;, il blocco della batteria.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/50378655\/2000x\/xpeng-p7.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/xpeng-p7.jpg\" width=\"1920\" height=\"960\" alt=\"XPeng P7+\"\/><\/p>\n<p>                    XPeng P7+<\/p>\n<p>                                            XPeng<\/p>\n<p>            Quando l&#8217;aggiornamento toglie invece di aggiungere<\/p>\n<p>Il copione, secondo le testimonianze, si ripete con regolarit\u00e0. Una <strong>vettura NEV<\/strong> dichiarata in origine per circa 500 chilometri di percorrenza nel ciclo CLTC viene sottoposta a un <strong>aggiornamento OTA<\/strong> del software di bordo. Da quel momento, l&#8217;autonomia reale crolla, scivolando sotto la soglia psicologica dei 300 chilometri. Non solo, la <strong>ricarica rapida in corrente continua<\/strong>, che prima si esauriva in una quarantina di minuti, comincia a richiederne settanta. Tempi quasi raddoppiati, batterie che si comportano come se avessero invecchiato di colpo, indicatori di stato di salute che per\u00f2 continuano a segnalare valori superiori al 95%.<\/p>\n<p>Un proprietario intervistato ha raccontato un dettaglio rivelatore: prima della modifica, la sua auto riusciva ad accettare oltre 100 kWh in ricarica; dopo, si fermava intorno agli 80. L&#8217;autonomia, da una forchetta tra <strong>450 e 480 chilometri<\/strong>, era precipitata <strong>sotto i 400<\/strong>.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/50378645\/2000x\/ricarica-auto-elettriche-in-cina.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ricarica-auto-elettriche-in-cina.jpg\" width=\"1536\" height=\"865\" alt=\"Ricarica auto elettrica\"\/><\/p>\n<p>                    Ricarica auto elettrica<\/p>\n<p>            Il meccanismo dietro al sospetto<\/p>\n<p>A spiegare cosa accade davvero sotto il cofano \u00e8 stato il ricercatore <strong>Zhang Xiang<\/strong>, che ha descritto come le case costruttrici possano intervenire sul <strong>sistema di gestione della batteria<\/strong>, il famigerato BMS, modificando le soglie di carica e scarica. Tradotto in pratica significa restringere la finestra utile di energia, comprimere le correnti accettate dalle celle, smorzare i picchi di potenza in fase di ricarica veloce.<\/p>\n<p>Il razionale ingegneristico esiste eccome. Limitare lo stress termico significa ridurre il rischio di <strong>runaway termico<\/strong>, la reazione a catena che porta agli incendi pi\u00f9 temuti dell&#8217;industria, e rallentare il degrado chimico delle celle. Il problema, come spesso accade quando si parla di software, sta nella forma pi\u00f9 che nella sostanza: agire sulla <strong>propriet\u00e0 altrui<\/strong> senza dichiararlo, senza chiedere il permesso.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/50378673\/2000x\/byd-colonnine-megawatt.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/byd-colonnine-megawatt.jpg\" width=\"1920\" height=\"1029\" alt=\"Stazione di ricarica BYD\"\/><\/p>\n<p>                    Stazione di ricarica BYD<\/p>\n<p>                                            BYD<\/p>\n<p>            Pechino stringe la morsa: arrivano le &#8220;quattro proibizioni&#8221;<\/p>\n<p>Il regolatore cinese non \u00e8 rimasto a guardare. A marzo, <strong>Ministero dell&#8217;Industria e dell&#8217;Information Technology<\/strong> e <strong>Amministrazione Statale per la Regolazione del Mercato<\/strong> hanno aggiornato la cornice normativa sugli aggiornamenti OTA, introducendo quelle che i media locali chiamano le <strong>&#8220;quattro proibizioni&#8221;<\/strong>: stop al battery locking non dichiarato, stop agli aggiornamenti silenziosi imposti senza informativa, stop all&#8217;uso degli OTA per aggirare richiami obbligatori.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi sono circolate voci, mai confermate ufficialmente, secondo cui alcuni costruttori sarebbero stati convocati dalle autorit\u00e0 e altri sottoposti a indagine formale. La <strong>China Association of Automobile Manufacturers<\/strong> ha smentito senza mezzi termini, parlando di ricostruzioni prive di fonti ufficiali e in contrasto con i fatti, posizione condivisa anche dai marchi tirati in causa.<\/p>\n<p>            Diritti dei consumatori e zone grigie<\/p>\n<p>Qui la questione si fa giuridicamente affascinante. Come ha sottolineato la giurista <strong>Zheng Fei<\/strong>, intervenire da remoto sui parametri di un veicolo senza il consenso del proprietario chiama in causa il diritto di propriet\u00e0, la tutela del consumatore e perfino la disciplina sui dati personali. Il nodo \u00e8 che le modifiche restano archiviate sui server cloud delle case, lontane dagli occhi e dagli strumenti del cliente medio.<\/p>\n<p>Il consiglio degli esperti \u00e8 pragmatico: disattivare l&#8217;<strong>installazione automatica degli OTA<\/strong>, conservare i log di ricarica e le versioni software, rivolgersi a periti indipendenti quando il dubbio diventa certezza.<\/p>\n<p>Resta una domanda che oltrepassa i confini cinesi e arriva dritta nelle nostre concessionarie: quando un&#8217;auto \u00e8 connessa alla rete del costruttore ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro, di chi \u00e8 davvero quella vettura? Di chi l&#8217;ha pagata, o di chi pu\u00f2 ridisegnarla con un comando da remoto mentre il proprietario dorme?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Aggiornamenti OTA silenziosi avrebbero ridotto capacit\u00e0 utile, potenza di ricarica e chilometraggio reale di numerose vetture cinesi. 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