{"id":486225,"date":"2026-05-12T05:14:16","date_gmt":"2026-05-12T05:14:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486225\/"},"modified":"2026-05-12T05:14:16","modified_gmt":"2026-05-12T05:14:16","slug":"sul-bordo-del-precipizio-putin-prigioniero-della-sua-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486225\/","title":{"rendered":"Sul bordo del precipizio. Putin prigioniero della sua guerra"},"content":{"rendered":"<p>Esiste un momento, nelle guerre di logoramento, in cui la propaganda smette di essere uno schermo e diventa una prigione. Il potere che l\u2019ha costruita non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di abbatterla senza crollare insieme ad essa. Vladimir Putin sembra aver raggiunto quel momento. La <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/esteri\/2026\/05\/09\/news\/russia_cerimonia_vittoria-21878475\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">parata del 9 maggio 2026 a Mosca<\/a> \u2013 la prima in 81 anni senza carri armati, senza veicoli blindati, senza il tradizionale dispiegamento di forza che rendeva quella piazza Rossa la vetrina della potenza militare russa \u2013 non \u00e8 stata solo una concessione logistica dettata dalla minaccia dei droni ucraini. \u00c8 stata il simbolo involontario di uno Stato che ha iniziato a fare i conti con la propria fragilit\u00e0. La tregua di tre giorni, annunciata a sorpresa da Donald Trump l\u20198 maggio per consentire lo svolgimento delle celebrazioni e un primo scambio di prigionieri, ha fornito la cornice fragile di cui Mosca aveva bisogno: non per trattare, ma per guadagnare tempo.<\/p>\n<p>Per analizzare ci\u00f2 che sta accadendo attorno alla guerra in Ucraina in questa finestra di maggio 2026 bisogna tenere insieme almeno quattro dimensioni, che interagiscono in modo non lineare: l\u2019andamento militare sul campo, la crisi di sicurezza interna al Cremlino, la pressione economica generata dalla combinazione Iran-petrolio, e la manovra diplomatica con cui Putin sta cercando di aprire un canale diretto con l\u2019Europa. Ciascuna di queste dimensioni, presa isolatamente, racconta una storia parziale. Tutte insieme, descrivono un potere che non negozia da una posizione di forza, ma dal bordo del precipizio che prova a nascondere ai propri interlocutori.<\/p>\n<p><strong>Il campo di battaglia: la propaganda e i dati<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/understandingwar.org\/analysis\/russia-ukraine\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Institute for the Study of War<\/a> ha documentato nel mese di aprile 2026 una perdita netta di circa 116 chilometri quadrati di territorio controllato dalla Russia in Ucraina: il primo saldo negativo mensile registrato dall\u2019agosto 2024, quando l\u2019operazione ucraina in Kursk aveva costretto Mosca a una temporanea ritirata. Il dato va letto con le necessarie cautele metodologiche: non si tratta di una ritirata strategica lungo tutto il fronte, ma di ritiri tattici con entrambe le parti che testano le difese avversarie in punti diversi della linea di contatto. Tuttavia, il segnale di tendenza e inequivocabile.<\/p>\n<p>Il ritmo di avanzata russo si \u00e8 ridotto in modo significativo rispetto all\u2019anno precedente: nei primi quattro mesi del 2026 le forze russe hanno guadagnato in media 2,9 chilometri quadrati al giorno, contro i 9,76 del corrispondente periodo del 2025. Le cause di questo rallentamento sono diverse: contrattacchi terrestri ucraini, colpi ucraini a medio raggio sulle infrastrutture logistiche e di comando, e le interruzioni ai sistemi di comunicazione russi.<\/p>\n<p>Le perdite umane russe hanno raggiunto soglie che nessuna propaganda pu\u00f2 nascondere indefinitamente. Le stime convergenti di intelligence occidentali indicano oltre 1,2 milioni di perdite complessive tra morti, feriti e dispersi dall\u2019inizio dell\u2019invasione. Sono numeri che si traducono in una crisi di reclutamento strutturale: l\u2019esercito russo fatica da mesi a mobilitare nuove truppe, ricorrendo sempre pi\u00f9 aggressivamente a reclutamenti universitari, con soldati meno addestrati e meno efficaci rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che va letta la narrazione della \u201cguerra prossima alla fine\u201d che Putin ha scelto di lanciare a sorpresa durante la conferenza stampa del 9 maggio. Parlando ai giornalisti dopo la parata del Giorno della Vittoria, il presidente russo ha dichiarato di ritenere che il conflitto in Ucraina stia \u201cvolgendo al termine\u201d e si \u00e8 detto pronto a discutere nuovi assetti di sicurezza in Europa. La domanda analitica cruciale e: si tratta di una convinzione fondata sulle condizioni reali del campo di battaglia, o di una mossa di posizionamento preventivo dettata da pressioni di natura economica e interna? I dati suggeriscono con forza la seconda ipotesi.<\/p>\n<p>                    <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/guest\/memorial-italia\/2026\/04\/24\/news\/dronizzazione_senza_militarizzazione_lezione_per_leuropa_dalleconomia_di_guerra_ucraina-21756008\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                            <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/055853891-760097f9-8d35-4386-ba3c-7c463da06c0a.jpg\" alt=\"Dronizzazione senza militarizzazione. Lezione per l'Europa dall'economia di guerra ucraina\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                    <\/a><\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/guest\/memorial-italia\/2026\/04\/24\/news\/dronizzazione_senza_militarizzazione_lezione_per_leuropa_dalleconomia_di_guerra_ucraina-21756008\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dronizzazione senza militarizzazione. Lezione per l&#8217;Europa dall&#8217;economia di guerra ucraina<\/a><\/p>\n<p>    di\u00a0<\/p>\n<p>            <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/autori\/memorial_italia\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Memorial Italia<\/a><\/p>\n<p><strong>La paranoia del Cremlino: minacce esterne e paura del tradimento<\/strong><\/p>\n<p>La decisione di non esporre alcun mezzo militare pesante alla parata del 9 maggio e stata presa in larga misura a causa della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/esteri\/2026\/05\/04\/news\/lucraina_usa_i_droni_per_avvicinarsi_alla_pace-21837087\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">minaccia dei droni ucraini<\/a>\u00a0a lungo raggio, sempre pi\u00f9 efficaci nel colpire obiettivi in profondit\u00e0 nel territorio russo. Tuttavia, sarebbe riduttivo interpretare le misure di sicurezza senza precedenti adottate attorno a Putin come la semplice risposta a una minaccia esterna. I rapporti di intelligence europea dipingono un quadro assai pi\u00f9 inquietante. Dal marzo 2026 il Cremlino \u00e8 in \u201cstato di allerta\u201d riguardo al \u201crischio di una congiura o di un tentativo di colpo di stato contro il presidente\u201d. In particolare, Putin teme l\u2019uso di droni per un possibile attentato da parte di membri dell&#8217;\u00e9lite politica russa. Il nome che appare nel rapporto di un\u2019agenzia di intelligence europea come \u201cpotenziale attore destabilizzante\u201d \u00e8 quello di <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/esteri\/2026\/05\/05\/news\/putin_teme_lex_amico_shoigu_la_controfferta_di_zelensky_per_la_tregua-21844090\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sergei Shoigu<\/a>, gi\u00e0 ministro della Difesa e attuale segretario del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>La crisi di sicurezza interna ha radici concrete: l\u2019uccisione del tenente generale Fanil Sarvarov a Mosca ha scatenato un conflitto di attribuzioni tra i \u201csiloviki\u201d sulle responsabilit\u00e0 delle lacune nel sistema di sicurezza, in una riunione in cui Putin ha dovuto personalmente calmare i partecipanti.<\/p>\n<p>L\u2019arresto dell\u2019ex primo vice di Shoigu, Ruslan Tsalikov, il 5 marzo, \u00e8 stato interpretato come una violazione degli accordi informali di garanzia per le \u00e9lite, indebolendo la posizione di Shoigu e aumentando la probabilit\u00e0 che egli stesso possa diventare bersaglio di indagini penali. Il\u00a0<a href=\"http:\/\/government.ru\/en\/department\/115\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">FSO<\/a>\u00a0ha installato sistemi di videosorveglianza nelle abitazioni di cuochi, fotografi e guardie del corpo. Al personale che lavora in prossimit\u00e0 di Putin e stato vietato l\u2019utilizzo di telefoni cellulari con accesso a internet, nonch\u00e9 l\u2019uso di mezzi pubblici. Agenti del servizio sono stati posizionati lungo il fiume Mosca per rispondere a possibili attacchi con droni.<\/p>\n<p>Questa chiusura progressiva segnala qualcosa di pi\u00f9 profondo di una risposta tattica alla minaccia esterna. Un potere che si sente sicuro non presidia il fiume che attraversa la propria capitale. Un leader che controlla solidamente le \u00e9lite non deve far sorvegliare i cuochi dei propri collaboratori. La paranoia di Putin non \u00e8 una patologia personale: e il riflesso fedele dello stato di salute di un sistema di potere che ha cominciato a perdere la fiducia dei propri componenti.<\/p>\n<p>                    <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/esteri\/2026\/05\/05\/news\/putin_teme_lex_amico_shoigu_la_controfferta_di_zelensky_per_la_tregua-21844090\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                            <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/121929862-38b92016-3d90-4ea0-91a8-69176011aa55.jpg\" alt=\"I sospetti su Serghei Shoigu. Putin andava a caccia con lui, ora teme di finire preda\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                    <\/a><\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/esteri\/2026\/05\/05\/news\/putin_teme_lex_amico_shoigu_la_controfferta_di_zelensky_per_la_tregua-21844090\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">I sospetti su Serghei Shoigu. Putin andava a caccia con lui, ora teme di finire preda<\/a><\/p>\n<p>    di\u00a0<\/p>\n<p>            <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/autori\/lorenzo_santucci\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lorenzo Santucci<\/a><\/p>\n<p><strong>Il nodo energetico: il petrolio come variabile strategica<\/strong><\/p>\n<p>Per comprendere le scelte di Putin bisogna fare i conti con una variabile che spesso viene trattata separatamente dal piano militare e diplomatico, ma che in realt\u00e0 ne costituisce il substrato materiale: il prezzo del petrolio. Il bilancio federale russo del 2026 e stato costruito su un\u2019assunzione di prezzo del greggio Ural a 59 dollari al barile, con un deficit programmato di 3,8 trilioni di rubli. Prima che la guerra Usa-Israele-Iran deflagrasse a fine febbraio, quella stima appariva ottimistica.<\/p>\n<p>In febbraio 2026, i dati dell&#8217;Agenzia Internazionale per l\u2019Energia mostravano entrate russe da esportazioni di petrolio e derivati calate a soli 9,5 miliardi di dollari \u2013 il livello pi\u00f9 basso dall\u2019inizio della guerra in Ucraina. Nello stesso mese, i volumi di esportazione erano scesi a 6,6 milioni di barili al giorno. Combinando l\u2019inasprimento delle sanzioni secondarie, l\u2019abbassamento del price cap G7 a 46 dollari al barile e le operazioni ucraine sui terminal petroliferi del Baltico e del Mar Nero, la Russia si trovava sull\u2019orlo di una recessione conclamata, con il Pil in contrazione nei primi mesi del 2026 e una previsione Fmi di crescita annua dello 0,8%.<\/p>\n<p>La guerra in Medio Oriente ha temporaneamente interrotto questa spirale discendente. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile, fornendo a Mosca un\u2019inaspettata boccata d\u2019ossigeno finanziaria. Tuttavia, il \u201cregalo\u201d si \u00e8 rivelato meno generoso di quanto le aspettative iniziali suggerissero. Nei primi quattro mesi del 2026, il bilancio russo ha ricevuto dall\u2019oil-and-gas revenue 2,3 trilioni di rubli \u2013 il 38,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il bonus di aprile ha superato di soli 21 miliardi di rubli il livello base, \u201csignificativamente al di sotto delle previsioni\u201d secondo gli economisti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/economia\/2026\/04\/28\/news\/emirati_lasciano_opec-21795457\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l&#8217;uscita degli Emirati Arabi Uniti dall\u2019Opec+<\/a> assume un significato strategico. Gli Emirati \u2013 terzo produttore Opec dopo Arabia Saudita e Iraq \u2013 hanno lasciato il cartello con l\u2019ambizione di portare la produzione a 5 milioni di barili al giorno entro il 2027. L\u2019uscita degli Emirati rimuove dall\u2019Opec uno dei pochi detentori di capacit\u00e0 di riserva significativa, indebolendo strutturalmente la capacit\u00e0 del cartello di difendere un price floor (prezzo minimo).<\/p>\n<p>La realt\u00e0 attuale \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 complessa di un semplice \u201cshock da offerta\u201d ribassista. Con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso, il Brent si \u00e8 mantenuto sopra i 118 dollari al barile, con la chiusura dello stretto che continua a rappresentare il principale driver dei prezzi nel breve termine. Il vero rischio per Mosca si concretizzerebbe in uno scenario preciso: un accordo tra Washington e Teheran che comporti la riapertura dello stretto. In quel caso, l\u2019Iran tornerebbe a esportare milioni di barili sui mercati asiatici, in concorrenza diretta con il greggio russo, proprio mentre gli Emirati aumentano la propria produzione. E lo spettro di questo scenario che rende urgente per Putin trovare un accordo politico prima che la finestra petrolifera si chiuda.<\/p>\n<p><strong>La mossa di Schr\u00f6der e la diplomazia della divisione<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec, alla conferenza stampa successiva alla parata del Giorno della Vittoria, Putin ha indicato l\u2019ex cancelliere tedesco <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/esteri\/2026\/05\/10\/news\/parlare_con_putin_senza_schroeder_ue_al_test_della_scelta_dellinviato-21885235\/?ref=HHTP-BH-I21851906-P1-S5-L\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gerhard Schr\u00f6der<\/a> come il suo mediatore preferito per i potenziali colloqui diplomatici tra Russia ed Europa. \u201cDi tutti i politici europei, preferirei trattare con Schr\u00f6der\u201d, ha dichiarato Putin.<\/p>\n<p>La scelta non \u00e8 casuale. L\u2019ex cancelliere \u2013 in carica dal 1998 al 2005 \u2013 \u00e8 stato per anni al centro di polemiche per i suoi legami con l\u2019industria energetica russa, avendo ricoperto la carica di presidente del consiglio di amministrazione di Nord Stream 2 AG, sussidiaria di Gazprom. La sua posizione di advocacy per la cooperazione energetica con Mosca gli \u00e8 costata un isolamento crescente all\u2019interno del suo stesso partito, l\u2019Spd (socialdemocratico). Questa \u00e8 precisamente la caratteristica che lo rende utile a Putin: non la credibilit\u00e0 come mediatore imparziale, ma la capacit\u00e0 di incrinare il fronte europeo.<\/p>\n<p>La Germania, sotto Frierdich Merz, ha risposto con freddezza. Il governo tedesco ha definito le dichiarazioni di Putin parte di \u201cuna serie di offerte fittizie e della sua nota strategia ibrida\u201d, aggiungendo che \u201cla Germania e l\u2019Europa non si lasceranno dividere\u201d. I funzionari tedeschi hanno sottolineato che qualsiasi futuro colloquio con Mosca dovrebbe essere strettamente coordinato con Kiev e con gli Stati membri Ue. La proposta Schr\u00f6der \u00e8 un tentativo di speculare sulla divisione europea: offrire a Berlino l\u2019illusione di un ruolo speciale che agisca come cavallo di Troia per frammentare la posizione comune europea.<\/p>\n<p>La risposta europea alla mossa di Putin non \u00e8 arrivata solo sul piano retorico. Quattro giorni prima della conferenza stampa del Cremlino, il Consiglio dell\u2019Unione Europea ha adottato una decisione che permetter\u00e0 all\u2019Ue di diventare membro fondatore del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l\u2019Ucraina, con l\u2019obiettivo di perseguire i vertici politici e militari russi responsabili della decisione di avviare e condurre la guerra.<\/p>\n<p><strong>Lo scenario previsionale: tre ipotesi<\/strong><\/p>\n<p>Mettendo insieme tutti questi elementi si delineano tre possibili scenari futuri.<\/p>\n<p>Il primo \u2013 quello che Putin sta cercando attivamente di costruire \u2013 \u00e8 il congelamento negoziato asimmetrico: un accordo che permetta a Mosca di presentare come vittoria un cessate il fuoco che consolida i guadagni territoriali russi, anche al costo di significative concessioni sulle questioni di governance nelle aree contese. In questa ipotesi, l\u2019apertura a Schr\u00f6der serve a creare un canale diretto con l\u2019Europa che bypassa sia Kiev che Washington, sfruttando la stanchezza europea e la tendenza dell\u2019amministrazione Trump a privilegiare soluzioni rapide sulla qualit\u00e0 del processo. La finestra temporale di questo scenario \u00e8 stretta: Putin ha bisogno di chiudere prima che un eventuale accordo Usa-Iran faccia crollare i prezzi del petrolio.<\/p>\n<p>Il secondo scenario \u00e8 l\u2019escalation controllata come tattica negoziale: Putin usa le minacce di escalation \u2013 inclusi possibili attacchi missilistici massivi su Kyiv, come trapelato dopo la tregua del 9 maggio \u2013 per accelerare la disponibilit\u00e0 europea a trattare a condizioni meno sfavorevoli per Mosca. \u00c8 gi\u00e0 emerso che Putin avrebbe informato Washington della possibilit\u00e0 di un attacco missilistico massiccio sul centro di Kyiv qualora l\u2019Ucraina avesse tentato di disturbare le celebrazioni del Victory Day, ottenendo in cambio l\u2019intermediazione americana della tregua. Questa dinamica di ricatto-compensazione pu\u00f2 diventare un modello ricorrente.<\/p>\n<p>Il terzo scenario, meno probabile nel breve, ma strutturalmente pi\u00f9 plausibile nel medio termine, \u00e8 la crisi interna russa che precede o accompagna un accordo: se i prezzi del petrolio dovessero scendere significativamente a seguito di un accordo iraniano, se le perdite militari accelerassero, e se la spirale di misure repressive sulle \u00e9lite continuasse a erodere i patti di lealt\u00e0 informale su cui si regge il sistema putiniano, la traiettoria verso un\u2019instabilit\u00e0 interna diventerebbe concreta. Non necessariamente un golpe \u2013 i golpe nei sistemi di potere personalizzato sono eventi rari e difficili da coordinare \u2013 ma una crisi di legittimit\u00e0 che si manifesta in modo caotico e imprevedibile.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina \u00e8 entrata nella sua fase pi\u00f9 pericolosa non perch\u00e9 la Russia stia vincendo, ma perch\u00e9 Putin sta perdendo abbastanza lentamente da poter ancora scegliere i tempi e le modalit\u00e0 della propria uscita. Un sistema che teme i droni sul fiume Mosca, che sorveglia i propri cuochi, che riporta alla ribalta un ex cancelliere di 82 anni come ambasciatore di pace non \u00e8 un sistema che negozia da una posizione di forza. Ma \u00e8 un sistema che sa ancora come creare l\u2019illusione di farlo. Ed \u00e8 esattamente questa illusione che l\u2019Europa deve imparare a smontare con pazienza analitica, senza cedere n\u00e9 alla stanchezza n\u00e9 all\u2019urgenza artificiale che Mosca sta cercando di costruire attorno al tavolo negoziale.<\/p>\n<p>Il Victory Day senza carri armati \u00e8 stato il momento pi\u00f9 onesto che Putin abbia offerto al mondo in quattro anni di guerra. Vale la pena ascoltarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Esiste un momento, nelle guerre di logoramento, in cui la propaganda smette di essere uno schermo e diventa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":486226,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-486225","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116559902784938703","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/486225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=486225"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/486225\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/486226"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=486225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=486225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=486225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}