{"id":486440,"date":"2026-05-12T08:42:13","date_gmt":"2026-05-12T08:42:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486440\/"},"modified":"2026-05-12T08:42:13","modified_gmt":"2026-05-12T08:42:13","slug":"israele-ha-interferito-con-i-voti-delleurovision","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486440\/","title":{"rendered":"Israele ha interferito con i voti dell\u2019Eurovision?"},"content":{"rendered":"<p>L<a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/eurovision-song-contest\/\" rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\">\u2018Eurovision Song Contest<\/a> 2026 si apre oggi a Vienna in un clima che va ben oltre le solite polemiche da televoto. A gettare un\u2019ombra sull\u2019edizione \u00e8 un\u2019inchiesta del<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2026\/05\/11\/world\/europe\/eurovision-israel-gaza-netanyahu.html\" rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\"> New York Times<\/a> costruita su documenti interni dell\u2019EBU, dati di voto non divulgati pubblicamente e pi\u00f9 di cinquanta interviste. Il quadro che emerge \u00e8 quello di una campagna governativa pluriennale condotta da Israele per trasformare la pi\u00f9 seguita competizione musicale al mondo in uno strumento di diplomazia pubblica, di soft power.<\/p>\n<p>Secondo il giornale americano, infatti, l\u2019impegno istituzionale israeliano attorno all\u2019Eurovision risale almeno al 2018 \u2013 l\u2019anno in cui il Paese vinse la gara \u2013 ma ha subito un\u2019accelerazione significativa dopo l\u2019inizio del conflitto a Gaza, quando in Europa si sono moltiplicate le pressioni per escludere Israele dalla competizione. In quel contesto, stando all\u2019inchiesta, il governo guidato da Benjamin Netanyahu avrebbe ritenuto che un buon risultato al concorso potesse dimostrare che il Paese conservava simpatie nel pubblico europeo, nonostante le proteste di piazza, le campagne di boicottaggio e le accuse di crimini di guerra.<\/p>\n<p>La spesa documentata supera il milione di dollari in attivit\u00e0 di marketing legate all\u2019Eurovision. Solo per l\u2019edizione 2024 di Malm\u00f6, in Svezia, sarebbero stati stanziati oltre 800.000 dollari specificamente per la \u00abpromozione del voto\u00bb, con fondi in parte riconducibili all\u2019ufficio hasbara di Netanyahu, la struttura governativa che gestisce la comunicazione pubblica di Israele all\u2019estero. Le campagne, sempre secondo il New York Times, comprendevano pubblicit\u00e0 multilingue coordinate tra ambasciate israeliane e gruppi pro-Israele attivi in Europa, con inviti espliciti a votare ripetutamente per i rappresentanti del Paese. Lo stesso Netanyahu, nel 2025, aveva pubblicato sui propri profili social un appello a votare venti volte \u2013 il massimo allora consentito dal regolamento \u2013 per Yuval Raphael, in gara per Israele.<\/p>\n<p>Uno dei dati pi\u00f9 discussi dell\u2019inchiesta riguarda la vulnerabilit\u00e0 strutturale del sistema di voto. Il New York Times ha calcolato che, in Spagna \u2013 dove i sondaggi registravano un\u2019ampia opposizione all\u2019operazione militare israeliana a Gaza \u2013 Raphael ha vinto il televoto con oltre 47 mila preferenze. Secondo l\u2019analisi del giornale, sarebbero stati sufficienti meno di 500 elettori coordinati, ciascuno al massimo dei venti voti disponibili, per garantirsi il primo posto nel Paese. La stessa dinamica, potenzialmente, si sarebbe potuta replicare in altri mercati. Detto questo, il New York Times precisa che non esistono prove dell\u2019utilizzo di bot o altri metodi illeciti per manipolare i risultati.<\/p>\n<p>Il direttore dell\u2019Eurovision, Martin Green, aveva gi\u00e0 riconosciuto in precedenza che la campagna israeliana del 2025 era stata \u00abeccessiva\u00bb, ma aveva escluso che avesse inciso sull\u2019esito finale, sia nell\u2019edizione vinta dalla Svizzera nel 2024 sia in quella del 2025, dove Raphael si era classificata seconda. Tuttavia, il New York Times sostiene che l\u2019EBU, l\u2019European Broadcasting Union, ha fornito alle emittenti partecipanti soltanto dati aggregati di alto livello, senza consentire un\u2019analisi approfondita dei flussi di voto.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019EBU n\u00e9 il quinto posto ottenuto da Eden Golan nel 2024, n\u00e9 quello raggiunto da Yuval Raphael nel 2025 sarebbero stati condizionati da tali campagne.<\/p>\n<p>La pressione accumulata ha comunque prodotto alcuni cambiamenti. Cinque Paesi \u2013 Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna e Slovenia \u2013 hanno scelto di non partecipare all\u2019edizione 2026 di Vienna. Con un voto a scrutinio segreto, le emittenti rimaste hanno approvato una modifica regolamentare che riduce da venti a dieci il numero massimo di voti per spettatore. Il cambiamento non sembra per\u00f2 aver prodotto gli effetti sperati: nelle scorse ore, l\u2019EBU ha emesso un avvertimento formale nei confronti di KAN, l\u2019emittente israeliana, dopo che il team di Noam Bettan \u2013 il rappresentante israeliano al 2026 \u2013 aveva diffuso video in pi\u00f9 lingue invitando il pubblico a votare dieci volte. I contenuti, ha comunicato l\u2019organizzazione, violano le nuove norme e sono stati rimossi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2018Eurovision Song Contest 2026 si apre oggi a Vienna in un clima che va ben oltre le solite&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":486441,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1444],"tags":[203,204,1537,90,89,253],"class_list":{"0":"post-486440","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tv","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-tv"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116560720490832348","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/486440","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=486440"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/486440\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/486441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=486440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=486440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=486440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}