{"id":486514,"date":"2026-05-12T09:42:15","date_gmt":"2026-05-12T09:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486514\/"},"modified":"2026-05-12T09:42:15","modified_gmt":"2026-05-12T09:42:15","slug":"lintelligenza-artificiale-sta-cambiando-il-modo-di-scrivere-non-e-detto-che-sia-un-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486514\/","title":{"rendered":"L\u2019intelligenza artificiale sta cambiando il modo di scrivere, non \u00e8 detto che sia un male"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019intelligenza artificiale ha cominciato a cambiare il nostro modo di scrivere, e persino quello di parlare. Lo confermano alcuni studi condotti su ChatGPT. A rischio \u00e8 la diversit\u00e0 linguistica e culturale con l\u2019affermarsi di una sorta di nuovo standard espressivo modellato su inglese e cinese. Nonostante l\u2019IA sia stata addestrata a scrivere come gli esseri umani, i grandi modelli linguistici sviluppati da start-up come OpenAI o Anthropic hanno finito per appiattire e togliere imprevedibilit\u00e0: ognuno di noi scrive in maniera diversa, pi\u00f9 o meno bene, ripetendo alcune forme lessicali, preferendo una parola a un\u2019altra. Differenziandosi, insomma. Almeno finora. \u00a0<\/p>\n<p>I ricercatori sono persino giunti all\u2019identificazione di alcuni vocaboli ricorrenti che tradiscono\u00a0il ricorso all\u2019intelligenza artificiale.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Negli ultimi quarant\u2019anni, dalla diffusione di massa dei pc in poi, le tecnologie che utilizziamo hanno semplificato la vita quotidiana ma con una rinuncia progressiva a molte competenze. Con il computer si \u00e8 persa la scrittura a mano, fino alla reintroduzione in Paesi come Francia, Stati Uniti e da ultima la Svezia, del \u201ccorsivo\u201d nei programmi scolastici; le calcolatrici hanno disabituato ai calcoli manuali, il Gps ha annullato le capacit\u00e0 di orientamento e oggi quasi nessuno saprebbe arrivare nel luogo prefissato con l\u2019uso di mappe e stradario; con i social media \u00e8 precipitata la soglia di attenzione media. Adesso l\u2019intelligenza artificiale mette a rischio la stessa capacit\u00e0 di esprimersi con parole proprie.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Alla University of Southern California,\u00a0un\u00a0gruppo\u00a0di\u00a0ricercatori\u00a0ha\u00a0analizzato\u00a0riviste scientifiche, articoli di giornale e post sui social rilevando un calo evidente nella diversit\u00e0 degli stili di scrittura\u00a0dal\u00a0lancio di ChatGPT\u00a0in poi.\u00a0\u00abL\u2019adozione diffusa di modelli linguistici complessi (LLM)\u00a0come assistenti alla scrittura\u00a0\u2013 si legge nell\u2019abstract del loro studio \u2013 \u00e8 collegata a un\u00a0evidente declino della diversit\u00e0 linguistica e culturale, con la prevalenza dell\u2019inglese e del cinese\u00bb.\u00a0A risultati simili \u00e8 giunto anche uno studio\u00a0del Max Planck Institute for Human Development di Berlino: qui i\u00a0ricercatori hanno analizzato\u00a0740.249 ore di discorsi umani tratti da video accademici su YouTube o da podcast, e hanno rilevato un aumento esponenziale nell\u2019uso di parole che ChatGPT genera pi\u00f9 spesso di altre, come \u201capprofondire\u201d, \u201ccomprendere\u201d o \u201cmeticoloso (naturalmente nella loro forma inglese), con l\u2019obiettivo di comprendere se i modelli di IA possono plasmare la cultura umana e denunciando \u00abi rischi di una manipolazione su larga scala\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.axios.com\/2026\/05\/02\/ai-changing-writing-speaking\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Interpellato da Axios<\/a> sull\u2019argomento\u00a0Alex Mahadevan, responsabile dei corsi di intelligenza artificiale del Poynter Institute for Media Studies, ha detto di avere gi\u00e0 nostalgia della \u00abbuona cattiva scrittura\u00bb, quella in cui un testo \u00e8 scritto cos\u00ec male da coinvolgerti per la sua spontaneit\u00e0 rispetto ai testi corretti grammaticalmente ma \u00abprivi di anima\u00bb generati dall\u2019IA. Mahadevan, soprattutto, ha raccontato di un suo pregiudizio, che in realt\u00e0 lo accomuna a molti, quello di evitare sempre pi\u00f9 spesso vocaboli o segni ortografici che sono ormai ritenuti \u201cspia\u201d del ricorso ai Chatbot, come i trattini lunghi: \u00abHo iniziato a chiedermi \u201cnon \u00e8 che qualcuno penser\u00e0 che l\u2019abbia scritto con l\u2019intelligenza artificiale?\u201d\u00bb. \u00a0<\/p>\n<p>Sul rischio del\u00a0sopravvento della lingua inglese e su quello della standardizzazione\u00a0si \u00e8 interrogato anche Giuseppe Antonelli, uno dei massimi linguisti italiani, professore ordinario a Pavia e\u00a0autore del recente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815394880\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">\u201cAlfabit\u201d<\/a>\u00a0per il Mulino\u00a0(il libro\u00a0viene presentato al Salone del libro di Torino questo gioved\u00ec, <a href=\"https:\/\/www.salonelibro.it\/programma-eventi\/litaliano_digitale_dagli_sms_allia\/18567\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">14 maggio<\/a>). \u00abL\u2019intelligenza artificiale lavora in inglese e poi ritraduce in italiano \u2013 dice Antonelli \u2013 Ho chiesto per il mio libro a quattro diversi Chatbot qual era la loro lingua madre, hanno risposto che\u00a0non\u00a0ne\u00a0hanno. Nei fatti, per\u00f2,\u00a0la lingua che usano\u00a0\u00e8 l\u2019american\u00a0english, questo comporta un maggior numero di interferenze, in particolare nelle reggenze verbali: per esempio, l\u2019uso di \u201callucinare\u201d in una forma transitiva che non \u00e8 dell\u2019italiano. Il rischio \u00e8 che a lungo andare ci si abitui a queste interferenze, ma dobbiamo dirci che \u00e8 cos\u00ec da tempo, l\u2019influenza dell\u2019inglese era gi\u00e0 molto forte prima dell\u2019avvento dell\u2019intelligenza artificiale\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Antonelli invita a non enfatizzare troppo i risultati di questi studi, ritenendo nell\u2019ordine delle cose che alcune parole diventino pi\u00f9 di moda di altre. \u00abPotrei citare un\u2019altra ricerca \u2013 continua \u2013 secondo la quale i modelli linguistici realizzati in Italia fanno pi\u00f9 errori, potendo disporre di meno potenza di calcolo e fondi per l\u2019addestramento rispetto ai colossi americani\u00bb. Cosa diversa \u00e8 invece quella della standardizzazione. <\/p>\n<p>Il linguista dell\u2019universit\u00e0 di Pavia nel ragionare sul tema ha coniato il termine IA-taliano per definire la lingua usata dai Chatbot. \u00abConsidero l\u2019italiano di ChatGPT un modello ormai di riferimento, appena sotto quello scolastico e sopra quello giornalistico, perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0. Abbiamo affidato alle macchine la scrittura di testi ufficiali, dai temi del liceo ai verbali, alle relazioni, ne abbiamo fatto uno standard: parola che in linguistica \u00e8 sinonimo di norma\u00bb. Con una conclusione che pu\u00f2 anche sorprendere: la lingua delle macchine \u00e8 preferibile a quella che ha preso il sopravvento con i social: digitata non scritta, frammentata, velocizzata. \u00abI testi costruiti con l\u2019IA hanno un esordio, uno svolgimento e una fine, paradossalmente stanno riportando in auge un modello di scrittura pi\u00f9 tradizionale\u00bb sostiene Antonelli. <\/p>\n<p>Resta il problema di fondo:\u00a0l\u2019uomo perderebbe un\u2019altra competenza se a scrivere e parlare al suo posto fossero\u00a0le macchine.\u00a0Uno scenario che i dati disponibili\u00a0avvicinano a grande velocit\u00e0.\u00a0Secondo un sondaggio della <a href=\"https:\/\/www.brookings.edu\/articles\/how-are-americans-using-ai-evidence-from-a-nationwide-survey\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Brookings Institution<\/a>, citato da Axios, l\u2019anno scorso il trentadue per cento delle piccole imprese statunitensi utilizzava gi\u00e0 l\u2019intelligenza artificiale per il servizio clienti e la comunicazione (figurarsi i colossi industriali), mentre per un\u2019altra ricerca condotta su sessantacinquemila articoli apparsi online, erano stati solo il quarantotto per cento quelli redatti dall\u2019uomo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abAnche chi non usa l\u2019intelligenza artificiale, comincia a scrivere in modo pi\u00f9 simile agli LLM\u00bb, avverte Morteza Dehghani, l\u2019esperta di scienze cognitive che ha guidato lo studio californiano. Una deriva pericolosa. \u00abL\u2019uomo pensa attraverso il linguaggio, elabora scrivendo e parlando \u2013 conclude Antonelli \u2013, delegare a una macchina, magari limitarsi a un taglia e cuci, sarebbe come rinunciare a pensare. Seguo la trasformazione della lingua italiana da trent\u2019anni, per\u00f2, e ogni volta che mi sembrava di aver capito, qualcosa ha finito per sorprendermi\u00bb.\u00a0 \u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019intelligenza artificiale ha cominciato a cambiare il nostro modo di scrivere, e persino quello di parlare. 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