{"id":486680,"date":"2026-05-12T12:00:21","date_gmt":"2026-05-12T12:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486680\/"},"modified":"2026-05-12T12:00:21","modified_gmt":"2026-05-12T12:00:21","slug":"milano-lo-studente-della-bocconi-accoltellato-da-ragazzini-in-corso-como-ho-compassione-per-loro-li-abbraccio-ho-perso-le-gambe-non-la-voglia-di-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486680\/","title":{"rendered":"Milano, lo studente della Bocconi accoltellato da ragazzini in corso Como: \u00abHo compassione per loro, li abbraccio. Ho perso le gambe, non la voglia di vivere\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Davide Simone Cavallo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Pubblichiamo la lettera integrale di Davide Simone Cavallo, lo studente universitario di 22 anni che il 12 ottobre 2025 ha rischiato di morire dissanguato dopo essere stato accoltellato da 5 ragazzi (di cui tre minorenni) che volevano rapinarlo. Il bottino: 50 euro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;aggressione \u00e8 avvenuta all&#8217;alba del 12 ottobre 2025 in pieno centro a Milano, zona corso Como, fuori da uno dei locali pi\u00f9 frequentati dalla giovent\u00f9 milanese. <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_febbraio_19\/milano-lo-studente-della-bocconi-accoltellato-in-corso-como-a-giudizio-immediato-i-tre-aggressori-di-monza-allora-minorenni-b8807083-2f06-4e64-b772-58debc25fxlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Davide Simone Cavallo, 22enne studente della Bocconi, quella notte ha rischiato di morire dissanguato<\/a>: per una banconota da 50 euro \u00e8 stato aggredito, accoltellato e ridotto in fin di vita da un gruppo di cinque ragazzi giovanissimi, di cui tre minorenni. Davide, ragazzo sano e sportivo, quella notte ha riportato lesioni permanenti e ha perso l&#8217;uso delle gambe; ora sta affrontando un lungo e doloroso processo di riabilitazione. Insieme con gli atti del processo \u00e8 depositata questa lettera, in cui Davide descrive ci\u00f2 che ha provato quella notte, al risveglio in ospedale e nei mesi successivi, e ha parole di compassione e perdono per i suoi aggressori (Federico Berni).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A volte ancora la sento, la coltellata.<br \/><\/b> <br \/>All\u2019inizio i dolori erano troppi e non si distinguevano. Dopo giorni, quando si sono sedimentati, <b>\u00e8 rimasta quella sensazione, un dolore puntato<\/b>, una forte fitta ripetitiva dietro il fianco sinistro, quando penso a quel ragazzo picchiato per terra. <b>E, ogni volta, piango, come un bambino. <\/b>Io non lo ricordo, ma il mio corpo s\u00ec. Io non dovrei essere qui.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mi chiamo Davide Simone Cavallo, ho 22 anni e sono il ragazzo che \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_novembre_19\/22enne-bocconiano-milano-frasi-choc-banda-corso-como-speriamo-che-muoia-bro-social-3c1b22f0-3be7-4280-a593-da78f6c8dxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rapinato, aggredito e accoltellato la notte del 12 ottobre vicino a Corso Como<\/a>. Ci ho messo un po\u2019 a decidere di aprirmi ma, avvicinandosi la causa legale (20 maggio), sento sia arrivato il momento. <b>Non so bene da dove iniziare perci\u00f2 racconto un po\u2019 di me.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono un ragazzo di 22 anni a Milano.<b> Mi piace recitare e scrivere poesie<\/b>, sono anche discreto. Sono nato a Milano ma cresciuto davanti al mare, in Sicilia, praticamente sulla spiaggia. <b>Mi piace correre, saltare, ballare moltissimo, fare la verticale<\/b>, i tuffi, arrampicarmi sugli alberi, camminare sui muretti, scoprire posti nuovi. Viaggiare. Ho praticato 8 anni di ginnastica artistica e 6 di pallacanestro, insieme a corsi di danza e vari altri sport. Mai stato fermo un minuto, anche quando non mi allenavo. <b>Non ho mai dimenticato la gioia di una capriola<\/b>, la fierezza del riuscire a toccare il ferro con un salto, l\u2019invincibilit\u00e0 nel tagliare un traguardo dopo ore di corsa o di vincere una partita con i miei amici.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono una persona buona, per quanto non stia a me dirlo, voglio crederci. Amichevole con tutti, dal genio allo sbandato, dal poco di buono allo stupido: non trovo che nessuno meriti il mio disprezzo o la mia maleducazione. <b>Ho una famiglia numerosa che mi ama e degli amici che mi sanno vedere.<\/b> Studio Economia dell\u2019Arte in inglese, un corso di economia mirato ai prodotti culturali, musica, film, quadri, spettacoli.<br \/>Sono leale, curioso, gentile,<b> appassionato fino alle ossa di qualsiasi cosa la vita voglia regalarmi<\/b>, bello e brutto: mi piace cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ho avuto la fortuna di non finire praticamente mai in ospedale, mai ossa rotte o salute difficile, <b>un corpo perfettamente funzionante, bello e affidabile.<\/b> La mia agilit\u00e0 e riflessi sono invidiabili. Continuo a dire \u00absono\u00bb e non \u00aberano\u00bb perch\u00e9 non riesco ad accettare che siano perse dopo quello che mi \u00e8 successo. Non sarebbe giusto.<br \/><b>E io credo nelle cose giuste.<\/b><br \/>Perci\u00f2 mi sembra corretto raccontare come sia arrivato qui.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una stanza grigia, scura, macchinari attaccati alle pareti e un ragazzo vestito di azzurro che mi parla e dice \u00ab<b>Davide stai immobile, non ti spaventare<\/b>. Sei in ospedale, hai un tubo attaccato alla gola potresti farti male. Sei stato accoltellato, ti abbiamo operato\u00bb.<br \/>Che cosa \u00e8 successo? Dove sono? Perch\u00e9 mi sto svegliando qui? Che ore sono? Che giorno \u00e8?<br \/><b>Le gambe.<br \/><\/b>Non mi sento le gambe.<br \/>Perch\u00e9 non mi sento le gambe?<br \/>\u00abPerch\u00e9 non mi sento le gambe?\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>All\u2019inizio dissero che erano atrofizzate<\/b>, che sarebbe passato subito, che dovevo provare a muoverle: la destra un po\u2019 rispondeva, la sinistra no. Ma le ore passavano, i giorni, e nulla cambiava. A volte ancora me lo chiedo. Perch\u00e9? Che \u00e8 successo? Le vedo qui ma se provo a muoverle\u2026 a sentirle&#8230;<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Avevo due tubi nel petto che andavano uno sopra uno sotto i polmoni, e succhiavano via il sangue rimasto,  18 buchi sui polsi, qualcosa che non ho mai voluto toccare attaccato al collo e <b>farmaci molto forti nelle vene, insieme a sangue non mio.<\/b><br \/>Non mi sento le gambe, perch\u00e9?<br \/>Ancora me lo chiedo a volte, sapendo che quasi sicuramente non avr\u00f2 mai risposta\u2026<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I primi giorni in intensiva sono stati un inferno, non potevo muovere che un braccio, non potevo mangiare n\u00e9 bere, non sapevo che ore fossero, non vedevo il sole, <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_novembre_19\/milano-la-gang-di-ragazzi-normali-che-ha-massacrato-il-22enne-in-corso-como-gli-studi-le-famiglie-perbene-la-trasferta-da-monza-d4f949d5-e250-4054-a791-194dfe93cxlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">non ricordavo NIENTE degli ultimi 5 giorni della mia vita\u2026<\/a> pi\u00f9 ci pensavo pi\u00f9 diventava faticoso ricordar qualcosa di debole delle ultime due settimane. <b>Mi dissero che per un po\u2019 mi avevano dovuto legare le mani <\/b>perch\u00e9 tentavo di strappare i tubi, mi sentivo tutto intorpidito.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi la morte. Sentivo persone che stavano male e non potevo girarmi a guardarle, vedevo un signore davanti a me con un tubo in gola che muoveva febbrilmente le mani per aria e di tanto in tanto sembrava chiamasse la figlia. Io, in tutto questo,<b> ero imbottito di farmaci molto potenti: Fentanyl, Propofol, Morfina.<\/b> Non potevo chiudere gli occhi perch\u00e9 vedevo, sentivo cose, non potevo aprirli perch\u00e9 un essere nero, strano, con solo gli occhi e nessuna bocca mi si avvicinava di tanto in tanto, passo dopo passo, e io non potevo muovermi, non potevo scappare, non potevo girarmi dall\u2019altro lato senza farmi male, <b>distoglievo lo sguardo di botto, immobile, sperando sparisse ma lo sentivo l\u00ec,<\/b> lo sapevo l\u00ec: avevo paura.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una paura matta, tremenda, indescrivibile, la pi\u00f9 profonda che abbia mai provato, una paura che ti fa sbarrare gli occhi al buio, tremare e rompere la voce, ogni secondo, ogni attimo; ero fuori pericolo? S\u00ec, credo di s\u00ec ma<b> era come se la morte mi fosse rimasta addosso<\/b>, mi girasse attorno mentre non guardavo, sapendo che non sarei potuto andarmene anche se mi avesse accarezzato. <b>Una paura fuori da ogni immaginazione, volevo la mamma<\/b>, cercavo mia mamma. Continuavo a piangere senza potermi fermare, le lacrime scendevano mentre gli infermieri mi parlavano e gli operatori sanitari mi pulivano e spostavano. Sapevo che stava arrivando qualcosa, il corpo sentiva la paura di quello che era iniziato.<br \/>GIORNI. Giorni e giorni di paura. Potr\u00f2 muovermi? Potr\u00f2 camminare? Potr\u00f2 fare pip\u00ec? Che cosa sta succedendo? Perch\u00e9 mi fa male?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa che non tutti sanno, le problematiche che una lesione midollare pu\u00f2 causare non si circoscrivono al non muovere. Vanno dal non sentire al non riuscire a urinare o sentire le parti intime, <b>fitte casuali, ferite da immobilit\u00e0 (piaghe da decubito)<\/b> lente a guarire per la circolazione ridotta, non sapere dove sono le gambe e spasmi involontari, ripetitivi e dolorosi.<br \/>Le mie giornate da 6 mesi a questa parte<b> la mattina iniziano con tubi, pillole e medicazioni<\/b>, per finire con punture, scarichi e contrazioni involontarie.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi i tamponi, prelievi, esami alle 6 del mattino, le notti insonni fra fastidi e rumori, l\u2019ansia costante, gli aghi, l\u2019iniezione giornaliera, le infezioni, le piccole operazioni, il catetere fisso, le fitte, <b>gli spasmi i dolori gli antibiotici, la noia, i pianti<\/b>, il provare inutilmente a spiegare come stessi, le visite, i messaggi senza risposta, i medicinali e quanto mi davano alla testa, le ruote. Sempre, ovunque: le ruote. Non potevo alzarmi quasi mai perch\u00e9 non reggevo, quindi ovunque andassi, c\u2019erano due ruote. E nonostante questo <b>stavo in reparto con persone che avevano bisogno di una macchina per RESPIRARE<\/b>, quindi della mia situazione non potevo fare altro che essere grato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">So che sembra un po\u2019 fuori contesto raccontare tutto ci\u00f2, ma voglio far passare il concetto:<b> questa \u00e8 la mia vita<\/b>. Non una favola, n\u00e9 un qualcosa di astratto e distante. La mia mattina e la mia sera sono state queste cose, giorno dopo giorno, su un letto di ospedale, aspettando.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_febbraio_19\/milano-lo-studente-della-bocconi-accoltellato-in-corso-como-a-giudizio-immediato-i-tre-aggressori-di-monza-allora-minorenni-b8807083-2f06-4e64-b772-58debc25fxlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le cose vanno cos\u00ec a causa di 5 ragazzini arrabbiati col mondo.<\/a> Non mi nasconder\u00f2 dietro un dito. Quando ho saputo della loro et\u00e0, a parte l\u2019incredulit\u00e0, mi si \u00e8 fatto pesante il cuore: <b>mi dispiace per ogni giorno che passano in galera, mi dispiace davvero<\/b>. Sono troppo giovani per non vivere il mondo. E nonostante questo, lo ero anch\u2019io. Persino adesso, <b>possono usare le proprie gambe, sentirle attaccate al corpo, fare sport<\/b>. Non \u00e8 scontato. Ormai lo so.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La cosa pi\u00f9 dura di tutte \u00e8 forse che in tutto ci\u00f2, io, per come sono fatto, <b>quella sera, avrei teso loro la mano.<\/b><br \/>Gli avrei chiesto come andava la serata, che facevano, se avessi potuto veramente aiutarli l\u2019avrei fatto. Perch\u00e9 sono fatto cos\u00ec. E perch\u00e9 sembrano 5 ragazzi come altri, che volevano divertirsi, <b>con cui sarei potuto essere AMICO<\/b>. Non sembravano questo mio penoso futuro, non sembravano cattivi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E, invece, eccomi qui, a combattere ogni giorno per la qualit\u00e0 dei prossimi anni della mia vita, a cercare di recuperare il pi\u00f9 possibile, <b>concentrarmi, lavorare, motivarmi, pazientare.<\/b><br \/>Tutto ci\u00f2 che mi sono riguadagnato \u00e8 grazie a Dio, i dottori, le mie persone e me stesso. I problemi neurologici non \u00abguariscono\u00bb solamente. Si compensano. <b>Il mio sistema non deve ricreare tessuti interrotti (impossibile per il midollo), ma aggirarli<\/b>, riapprendere nuove strade per fare le cose, risvegliare le parti intorpidite. Come si impara a fare il giocoliere io devo reimparare a muovermi. <b>Ogni movimento ripreso \u00e8 frutto della mia voglia di vivere e forza di volont\u00e0<\/b>. Un gesto mi sta costando anni della mia vita, dolore e una quantit\u00e0 di forza inimmaginabile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tuttavia, provo a capire.<br \/>Conosco la rabbia di un\u2019et\u00e0, la frustrazione del vivere in un mondo troppo grande per noi, quel dolore immotivato frutto del non capire e non capirsi, e inevitabilmente, non essere capiti.<br \/><b>Non odio. Dovrei farlo, credo, sarebbe logico, ma non mi riesce. <\/b>L\u2019odio non \u00e8 logico, e manco io. A volte penso che il mio cuore ha gi\u00e0 perdonato un po\u2019 quello che mi \u00e8 stato fatto, perch\u00e9<b> so come si sentono i responsabili, o almeno mi piace pensarlo<\/b>, quanto probabilmente ne soffrano, quanto \u00e8 facile fare cazzate immense quando ci si perde. Se sei veramente in grado di metterti nei panni di chi dovresti odiare, forse, sei in grado anche di <b>perdonare<\/b>. E qualche parte dentro di me, che non voleva finisse cos\u00ec, lo ha fatto. <b>Ho compassione per loro e li abbraccio.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">D\u2019altronde, la cosa che meno sopporto \u00e8 la stessa per cui pi\u00f9 devo ringraziare:<b> sono stato costretto ad essere grato delle cose pi\u00f9 piccole<\/b>. Un passo, un movimento che fino a ieri era normale finalmente riacquisito dopo mesi di lavoro, una notte senza svegliarmi, un po\u2019 di sole. Fa un po\u2019 strano a volte, <b>sentirmi particolarmente allegro per una doccia<\/b>, ma non \u00e8 male.<br \/>Il cuore perdona, il corpo invece, ancora, aspetta. Sta fermo e non capisco se ha paura o soffre. <b>Non so quando e se riuscir\u00f2 a perdonare fisicamente<\/b>, a lasciare andare il ricordo di quella sensazione. Spero di s\u00ec un giorno. Come andare avanti senn\u00f2?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fino ad allora, ho un corpo nuovo, con una sensibilit\u00e0 diversa, che vuole essere scoperto. Le lesioni incomplete generano variazioni e riduzioni dei segnali sensoriali, il che significa che <b>magari muovi, ma non senti se hai qualcosa sotto il piede<\/b>, o se ti stanno toccando la coscia, o altro. Semplicemente <b>\u00e8 come se met\u00e0 del tuo corpo fosse un fantasma<\/b>. Vedi, intuisci che sta accadendo qualcosa, ma non provi niente. Significa per me dover anche trovare un modo nuovo di approcciare il rapporto con altri. Ho 22 anni, voglio vivere la mia vita a pieno, fare esperienze, giocare a basket o qualsiasi cosa mi vada. <b>Scoprire la mia sessualit\u00e0, amare una persona, sentirmi toccato se toccato<\/b>, gioire del mio corpo. Come devo gestire, giorno dopo giorno, negli anni, cose simili? Che effetto avr\u00e0? Che dovrei fare io ora?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sembra mi sia stata strappata met\u00e0 della vita in un colpo solo, mi sento di levitare nel mio stesso corpo, stretto da nodi, non riesco a riempirmi.<b> Ero veloce, modestamente agile, bravo in tutti gli sport<\/b>, ne andavo fiero, mi faceva sentire sicuro.<b> Ora devo concentrarmi per non far cedere le ginocchia quando sto su<\/b>.<b> Dove sono io? Sono questo ormai?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Avrei voluto scoprire qual era il massimo che potevo raggiungere, e non sar\u00e0 mai pi\u00f9 possibile.<b> In qualunque modo sarebbe andata la mia vita <\/b>se non avessi subito un\u2019aggressione che ha causato un\u2019ischemia midollare a livello dorsale a 21 anni, <b>io non lo potr\u00f2 mai sapere<\/b>. <b>Il ragazzo che correva e saltava e ballava non esiste pi\u00f9<\/b> se non nella mia immaginazione e in quel che riesce questo nuovo corpo. Questo sono io adesso.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non l\u2019ho deciso io, non posso cambiarlo, mi fa un male cane ogni istante che passo cos\u00ec e a temere per il mio futuro, ma non posso farci niente.<br \/>Nella realt\u00e0 delle cose<b> a me non \u00e8 mai importato chi esattamente ha sferrato la coltellata.<\/b> Nel momento stesso in cui mi hanno iniziato a picchiare nessuno aveva gi\u00e0 pi\u00f9 a cuore la mia incolumit\u00e0, <b>sono diventato un oggetto, un palloncino da scoppiare per gioco. <\/b>\u00c8 difficile razionalizzare una cosa del genere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inoltre, per quanto contento che non tutti i coinvolti si siano dati alla violenza, <b>non sono d\u2019accordo con la giustificazione del \u00abero lontano, non potevo fare niente\u00bb.<\/b> Proprio chi \u00e8 amico degli aggressori \u00e8 forse l\u2019unico capace di fare qualcosa senza prenderle al posto della vittima. Chiss\u00e0 che con un \u00abRAGAZZI CHE FATE LASCIATELO IN PACE!\u00bb nessuno di noi sarebbe stato qui a parlarne.<br \/><b>Se avessi visto quella scena dal di fuori sarei intervenuto, con intelligenza.<\/b> Ma anche a costo di rimetterci: nessuno merita di passare quello che ho vissuto. Penso che il mondo sarebbe un posto migliore cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Io, quella sera, volevo solo tornare a casa, mettermi a dormire<\/b> e svegliarmi la mattina dopo come tutti i giorni. Invece sono qui a farmi forza, a cercare di dare un senso a quel che un senso non ne ha, a rimettere insieme i pezzi del mondo, crudele ma prezioso, che mi \u00e8 rimasto. A tentare di trovare una placidit\u00e0 che mi permetta di andare avanti e guardare in faccia i responsabili dopo tutto questo. E mi trovo spesso a chiedermi perch\u00e9 debba vivere tutto ci\u00f2<b>, perch\u00e9 debba domandarmi quanti soldi valga una vescica, quanti anni di galera il mio sesso<\/b>, quanti mesi un passo. Quanto \u00e8 grande il pezzo di cielo che mi tocca scambiare con loro? A 22 anni, da dove dovrei cominciare?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non lo so, e fortunatamente non sta a me rispondere a queste domande. Ma <b>non posso iniziare a mettere da parte sogni adesso. Mi rifiuto.<\/b><br \/>Per questo metto tutto me stesso in ogni attimo di lavoro, di vita, di <b>guarigione; la mia concentrazione, speranza e forza sono tutte riposte l\u00ec,<\/b> insieme alle paure e i dubbi. Non riesco a scinderli ma so che un lato sar\u00e0 pi\u00f9 forte dell\u2019altro se lo nutro, lo accolgo, lo sprono.<b> Se anche lontanamente \u00e8 possibile riuscire, perch\u00e9 non io? <\/b>Risparmiamoci le congratulazioni per la forza, la grande resilienza. <b>Il punto \u00e8: avevo altra scelta? No. <\/b>Queste cose non lasciano scelta. <b>O ci credi veramente di uscire, o marcisci, fino a non riconoscerti pi\u00f9.<br \/>Vorrei evitare.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tralascio l\u2019aspetto pi\u00f9 vitale e che forse pi\u00f9 mi strugge: la mia <b>famiglia<\/b>.<b> Gli anni che hanno perso i miei nonni<\/b> quando hanno saputo dell\u2019accaduto, il dolore fisico e mentale dei miei <b>genitori<\/b>, i pianti dei miei <b>amici<\/b>, lo sguardo e la sofferenza di mio <b>FRATELLO<\/b>, le preghiere, la rabbia e la paura di tutte le persone che mi amano. Le ore spese in ospedale, i viaggi, il lavoro che i miei hanno bruscamente interrotto,<b> l\u2019immensa frustrazione del non potermi aiutare direttamente e a volte nemmeno capire<\/b>, il vedermi irritato furioso depresso, incapace di alzarmi, di parlare a volte.<br \/><b>Quello che \u00e8 stato fatto alla mia famiglia, quello che si \u00e8 rischiato di far loro passare, quello \u00e8 imperdonabile.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I miei genitori potrebbero adesso essere senza un figlio, soli, in casa, senza speranze, con mio fratello traumatizzato a vita, senza un ospedale dove trovarmi, un vuoto incolmabile perenne e nulla, assolutamente nulla, da fare per star meglio. <b>Sarei rimasto nel cuore dei miei amici come quel caro ragazzo<\/b> a cui volevano bene che non hanno mai potuto veder crescere, non avrei mai finito di studiare, scelto un lavoro, ora non sarei qui a scrivere. <b>Non avrei avuto un effetto sul mondo<\/b>. Un centimetro pi\u00f9 a destra, qualche minuto di pi\u00f9, un\u2019altra sottile lama che mi recideva qualcosa e nessuno avrebbe mai saputo di me dalla mia bocca, visto i miei occhi. Non ci sarebbe nessuno dietro queste parole.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dunque, ci tengo infine a dire, a costo di essere macabro, una cosa che facilmente ci si scorda. Una cosa forse difficile da ascoltare, ma il cui solo senso \u00e8 essere ricordata, ogni istante. L\u2019unica cosa che mi dia un senso a quanto accaduto: <b>io, fino a ieri, ero voi. Ciascuno di voi. Non ero diverso.<\/b> Fino a ieri camminavo per la strada cantando, andavo al parco, mi svegliavo, col sorriso o meno e vivevo la mia vita.<b> Fino a ieri tutto era \u00abnormale\u00bb, scontato, abitavo il mio corpo e non pensavo alle cose a cui penso oggi.<\/b> Nessuno mi aveva detto che sarei finito cos\u00ec, non un segnale, un messaggio: un giorno ti svegli, la tua vita \u00e8 cambiata e non puoi farci nulla. Per questo <b>ogni giorno penso di non aver ballato abbastanza, abbracciato abbastanza<\/b>, rincorso, saltato, viaggiato, toccato, sentito, vissuto, amato abbastanza. E me lo ripeto, a non finire. Cosa sar\u00e0 mai abbastanza? Beh, io non lo so\u2026 Ma spero che ciascuno di voi se lo possa chiedere ogni attimo della sua vita, ogni momento di indecisione, ogni volta che non sai se buttarti o meno, se ballare o no. <b>Non ve lo viene a dire nessuno che un giorno finisce, signori. Non c\u2019\u00e8 promemoria.<\/b><br \/>A sorpresa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un giorno perdi parti di te fino a ieri scontate e inizi a cercarle,<\/b> perch\u00e9 cos\u00ec siamo noi, e pur non trovandole continui, per mesi, anni magari.<br \/>Sembra terribile ma <b>\u00e8 proprio per questo motivo che tutto ci \u00e8 cos\u00ec prezioso, ci \u00e8 cos\u00ec caro: \u00e8 a tempo.<\/b><br \/>Perci\u00f2 se mi rivedessi prima dell\u2019aggressione, senza dubbio, direi: \u00ab<b>Vivi, il pi\u00f9 possibile, fai del bene, viaggia, ama quanto pi\u00f9 puoi, lascia andare il male<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Con tutta la rabbia che provo ci si potrebbe riempire un oceano<\/b>, le parole non bastano per descrivere dentro. \u00c8 inevitabile, dovr\u00f2 conviverci per un po\u2019. <b>Nonostante questo, non per rabbia, dolore o vendetta ho recuperato il possibile, <\/b>cos\u00ec come non per paura o inumana resistenza sono sopravvissuto quella notte, no. Fu qualcosa di strano e diverso, non ricordo quasi nulla ma <b>quando mi svegliai era come se lo sapessi, che volevo vivere, che amavo quel braccio libero che mi era rimasto<\/b> e la garza bagnata datami da un\u2019OSS per inumidirmi le labbra: avevo voglia di cantare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Senza motivo. Per me, non per altri, non sono nemmeno particolarmente bravo peraltro. Ma sono convinto che quel piccolo, lieve aggancio alla vita vera, mi abbia tenuto qui. \u00c8 servito da memento del fatto che voglio ardentemente fare delle cose nella vita, e non intendo rinunciarvi.<b> Perch\u00e9 amo vivere e questo mondo. AMARE mi ha spinto dove sono. <\/b>Se non amassi le mie gambe, anche dopo quanto gli \u00e8 successo, non sarei riuscito a muoverle. <b>Se non amassi il mondo, che, posso capire, pu\u00f2 sembrare un posto orribile, non ci sarei mai voluto tornare.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per quanto riguarda<b> i ragazzi responsabili,<\/b> mi auguro facciate qualcosa di costruttivo di questo periodo, so che \u00e8 difficile, ma non abbiamo altra scelta. <b>Abbiate piet\u00e0 di voi stessi, non lasciatevi definire da quello che \u00e8 successo. Non siete perduti<\/b>. Potete fare ancora tante cose belle nella vita. Non smettete di crederci, io con voi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ringrazio <\/b>pi\u00f9 di tutti <b>il cielo, la mia famiglia e i miei amici. Ma poi i dottori<\/b> che mi hanno salvato la vita<b>, i fisioterapisti, i terapisti occupazionali, gli infermieri, gli operatori sociosanitari, i miei compagni di reparto<\/b>, gli autisti di ambulanze, gli addetti alle mense, gli amici con cui ho condiviso la stanza, le signore delle imprese di pulizie che lavoravano negli ospedali e chiunque si sia preso cura di me in questi mesi, anche un secondo, anche soltanto sfamandomi o ordinandomi camera. Ricordo tutti i vostri nomi, lo sapete. <b>Grazie alle ragazze che hanno chiamato i soccorsi, al sistema giudiziario e gli agenti e ispettori <\/b>che hanno collaborato al caso. Grazie ai conoscenti, agli sconosciuti e tutti coloro che hanno pregato per me, di cuore. Grazie a mia madre e mio padre, mie colonne, e a mio fratello, che, seppur pi\u00f9 giovane, si dimostra sempre pi\u00f9 grande di me. Grazie alla mia seconda famiglia, l\u2019<b>Unit\u00e0 Spinale dell\u2019Ospedale Niguarda<\/b>, dove ho reimparato a vivere.<b> Grazie agli 8 donatori inconsapevoli, il cui sangue mi ha fatto battere il cuore<\/b> quando c\u2019era bisogno, e alle mie dottoresse, Alessandra e Annalisa. E un grazie speciale a Lina, Jessica e Sara. In particolare, per\u00f2, grazie Angelica, la prima ad avermi fatto vedere che<b> ero ancora in grado di stare in piedi da solo. <\/b>Mi hai salvato pi\u00f9 della vita.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Grazie alla luce.<br \/>Quando la notte \u00e8 pi\u00f9 pesante del solito e sento aleggiare nell\u2019aria quella fatidica domanda:<b> \u00abPerch\u00e9 a me?\u00bb, un po\u2019 sorrido.<\/b> A ciascuno viene fatto ingiustamente un po\u2019 di male nella vita, io sono solo pi\u00f9 palese di altri. E in fin dei conti, son contento che sia capitato a me e non a persone che amo, o chiunque altro. <b>Sapevo sin dal principio che, per come sono, non mi sarei fatto avvelenare il cuore, e non \u00e8 da tutti.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forse al contrario,<b> non mi sono mai sentito tanto vivo e nuovo quanto dopo aver visto la morte in faccia.<\/b> Sono grato di ogni istante, perch\u00e9 ho capito una cosa: per quanto difficile sia la vita, non mi fa paura. Non esiste motivo di temerla. <b>Ho paura della mia morte, non della mia vita<\/b>. L\u2019unica realt\u00e0 davvero in grado di offrire salvezza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mi chiamo Davide Simone Cavallo, 6 mesi fa sono stato accoltellato e ho quasi perso me stesso e l\u2019uso delle gambe. <b>Sono un ragazzo come altri, solo pi\u00f9 fortunato, forse, e un po\u2019 ferito. <\/b>Non mi sono mai arreso e oggi sono qui.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_milano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Milano<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=41&amp;intcmp=IIIcolonna_NL_CorMilano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-12T11:42:11+02:00\">12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 11:42)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Davide Simone Cavallo Pubblichiamo la lettera integrale di Davide Simone Cavallo, lo studente universitario di 22 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