{"id":486762,"date":"2026-05-12T13:09:14","date_gmt":"2026-05-12T13:09:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486762\/"},"modified":"2026-05-12T13:09:14","modified_gmt":"2026-05-12T13:09:14","slug":"il-mio-violoncello-canta-danza-e-racconta-la-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486762\/","title":{"rendered":"\u201cIl mio violoncello canta, danza e racconta la libert\u00e0\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Per <strong>Ana Carla Maza<\/strong>, violoncellista, cantante e compositrice cubana, la musica \u00e8 un linguaggio universale, profondamente legato alla filosofia, che sa parlare a chiunque voglia ascoltare, indipendentemente dalle differenze culturali e storiche.<\/p>\n<p>Per questo, <strong>Ana Carla Maza<\/strong> ha portato il suo talento in oltre 25 Paesi con pi\u00f9 di 400 concerti, esibendosi in festival e club prestigiosi come Jazz \u00e0 Vienne, EFG London Jazz Festival e Blue Note Milano, condividendo il palco con leggende come Chucho Vald\u00e9s e affermandosi come una delle voci pi\u00f9 originali della scena internazionale.<\/p>\n<p>Il suo ultimo album s\u2019intitola <strong>Alamar<\/strong> che, come ci ha spiegato Ana Carla Maza, prende il nome dal quartiere sul mare dell\u2019Avana dove \u00e8 nata Ana Carla Maza, nell\u2019Edificio de los Chilenos, un luogo simbolico che, dopo il 1973, ospit\u00f2 rifugiati cileni, di cui oltre 180 bambini. Tra loro c\u2019erano anche suo padre e sua nonna e Ana Carla nacque proprio l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Partiamo dal tuo album Alamar. Che cosa ti ha ispirata e che cosa significa per te questo disco?<\/strong><br \/>La mia musica nasce dall\u2019incontro tra la formazione classica e il ritmo afrocubano. Come compositrice cubana, ho sviluppato un linguaggio molto personale, profondamente legato alla mia storia.<br \/>Alamar \u00e8 il quartiere dell\u2019Avana dove sono nata, ma \u00e8 anche un luogo simbolico per la mia famiglia: \u00e8 legato all\u2019esilio cileno di mio padre e di mia nonna, arrivati a Cuba dopo essere stati costretti a lasciare il Cile. Sono nata in un edificio che ha accolto molti bambini cileni esiliati. Con questo disco ho voluto trasformare in musica quella memoria: la memoria dell\u2019esilio, ma anche la gioia, l\u2019allegria e la vitalit\u00e0 che appartengono alla mia storia con Cuba.<\/p>\n<p><strong>Per te la musica \u00e8 un linguaggio universale?<\/strong><br \/>S\u00ec, assolutamente. La musica \u00e8 un linguaggio universale, ma per me \u00e8 anche una forma di vita, una filosofia. Il violoncello \u00e8 la mia voce: attraverso questo strumento esprimo emozioni, racconto ci\u00f2 che sento. Vengo da una famiglia di musicisti: in casa c\u2019\u00e8 sempre stata musica. La mia famiglia mi ha insegnato il rispetto per la musica, quasi come qualcosa di sacro. Ho studiato soprattutto a Parigi, dove la musica classica mi ha dato struttura, profondit\u00e0 e disciplina. Ma sono cresciuta a Cuba, dove la musica \u00e8 ovunque: Cuba mi ha dato energia, ritmo, vitalit\u00e0, danza e canto.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 hai scelto Parigi e l\u2019Europa per la tua formazione musicale?<br \/><\/strong>La musica classica europea, italiana, francese, tedesca, rappresenta una tradizione molto esigente e profonda. Allo stesso tempo Cuba \u00e8 la culla del latin jazz, della rumba, della salsa. Io vengo da un quartiere di rumberos, e mi affascinava questo contrasto: da una parte la forza del ritmo cubano, dall\u2019altra la profondit\u00e0 della musica classica. Attraverso questo viaggio ho cercato una mia identit\u00e0. Anche la mia idea di casa \u00e8 cambiata: casa, per me, \u00e8 il luogo in cui mi sento in pace, vicino al mare, alla natura, alla famiglia. La musica \u00e8 diventata la mia forma di libert\u00e0 e di connessione con la vita.<\/p>\n<p><strong>In Italia hai portato la tua musica in tour. Come \u00e8 stata accolta dal pubblico italiano?\u00a0<\/strong><br \/>Il pubblico italiano \u00e8 molto speciale: emotivo, diretto, caloroso. Nei concerti sento sempre una connessione molto forte. Sul palco c\u2019\u00e8 un\u2019esplosione di vita, una grande gioia.<br \/>Allo stesso tempo, oltre a essere interprete, sono anche compositrice e produttrice. Ho scelto di produrre la mia musica per restare libera e mantenere il controllo della mia visione artistica. Non \u00e8 sempre facile, soprattutto per una donna nell\u2019industria musicale. Spesso si sente il bisogno di dimostrare la propria capacit\u00e0, di essere riconosciute non solo per l\u2019immagine, ma come musiciste, compositrici, creatrici. Con il tempo ho trovato un equilibrio pi\u00f9 naturale e oggi mi sento libera e autentica nell\u2019esprimere la musica che sento.<\/p>\n<p><strong>Ci sono artiste che ti hanno ispirata o con cui ti piacerebbe collaborare?<\/strong><br \/>S\u00ec, molte donne mi hanno ispirata. Ho avuto maestre e mentori importanti, sia a Cuba sia a Parigi. Penso a figure come Omara Portuondo, per la sua eleganza, la profondit\u00e0 e la forza interpretativa. Penso anche a Violeta Parra, compositrice cilena straordinaria, per la sua autenticit\u00e0 e il suo impegno artistico.<br \/>Mi interessa collaborare con artisti che abbiano una visione forte, una poesia, qualcosa di artigianale e autentico. Per me non \u00e8 una questione di nomi, ma di connessione artistica.<\/p>\n<p><strong>La tua musica mescola generi diversi. Come vivi questa contaminazione?<\/strong><br \/>Per me la mescolanza dei generi \u00e8 qualcosa di naturale. Non la vedo come una fusione costruita, ma come un linguaggio che nasce da me. Dentro di me convivono mondi diversi: la musica classica, Cuba, i ritmi latini, l\u2019Europa.<br \/>Il violoncello \u00e8 il punto centrale: \u00e8 uno strumento libero, capace di attraversare generi e culture. Nella mia musica entra nel ritmo, nel corpo, nella danza. Ho sempre sognato un violoncello libero, virtuoso ma latino, un violoncello che canta e che danza.<\/p>\n<p><strong>Possiamo dire, quindi, che la tua musica \u00e8 un\u2019espressione della tua anima?<\/strong><br \/>S\u00ec, \u00e8 un\u2019espressione della mia anima e della mia persona. Nasce dalle mie emozioni, dalla mia storia: Cuba, il Cile, Parigi, l\u2019Europa, i viaggi, i concerti, la diversit\u00e0 culturale.<br \/>Quando suono non penso solo alla tecnica: la tecnica deve essere al servizio dell\u2019anima e dell\u2019emozione. Sono una persona curiosa, sensibile, amo la natura, leggere, riflettere. Cuba mi ha dato perseveranza. Sul palco c\u2019\u00e8 esplosione, ma la composizione richiede solitudine, tranquillit\u00e0 e profondit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>A proposito di riflessione: qual \u00e8 il pensiero filosofico che senti pi\u00f9 vicino?<\/strong><br \/>Mi interessa molto la filosofia. Le mie canzoni parlano d\u2019amore e di gioia, ma propongono anche un modo di vivere la vita. Amo leggere Marco Aurelio ed Epitteto: il pensiero stoico mi parla molto. Mi interessa l\u2019idea di lavorare su s\u00e9 stessi, trovare equilibrio, accettare ci\u00f2 che non possiamo controllare e restare presenti. C\u2019\u00e8 un legame molto forte tra filosofia e musica: entrambe cercano una verit\u00e0, un\u2019essenza.<\/p>\n<p><strong>Dopo Alamar, stai gi\u00e0 lavorando a nuovi brani o a nuovi progetti?<\/strong><br \/>S\u00ec, sto lavorando a un progetto molto importante per me: Alamar Symphonic Suite. Sar\u00e0 un disco sinfonico, una nuova tappa del mio percorso anche come compositrice. Voglio approfondire ancora di pi\u00f9 il rapporto con la musica classica, mantenendo per\u00f2 il mio linguaggio e la mia identit\u00e0.<br \/>Mi interessa portare il violoncello in una dimensione ancora pi\u00f9 ampia. \u00c8 un progetto che richiede tempo, ma mi entusiasma moltissimo. Inoltre torner\u00f2 in concerto in Italia il 19 luglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per Ana Carla Maza, violoncellista, cantante e compositrice cubana, la musica \u00e8 un linguaggio universale, profondamente legato alla&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":486763,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,203,6272,204,1537,90,89,1539],"class_list":{"0":"post-486762","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-entertainment","11":"tag-interviste","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116561770491442238","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/486762","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=486762"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/486762\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/486763"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=486762"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=486762"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=486762"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}