{"id":48681,"date":"2025-08-15T08:26:10","date_gmt":"2025-08-15T08:26:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/48681\/"},"modified":"2025-08-15T08:26:10","modified_gmt":"2025-08-15T08:26:10","slug":"big-food-investe-negli-integratori-e-inganna-i-consumatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/48681\/","title":{"rendered":"Big food investe negli integratori e inganna i consumatori"},"content":{"rendered":"<p>Le grandi <strong>aziende<\/strong> <strong>alimentari<\/strong>, spesso specializzate nella produzione di <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2024\/12\/06\/zuccheri-e-stregoni-cosi-big-food-ci-fara-schiavi-di-ultra-cibi\/7793586\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dannosi <strong>cibi ultra processati<\/strong>,<\/a> stanno investendo sempre di pi\u00f9 nella commercializzazione degli <strong>integratori alimentari<\/strong> sostenendo che abbiano effetti benefici per la salute. Ma si tratta di claim spesso non supportati da evidenze scientifiche e in violazione delle <strong>normative sulla pubblicit\u00e0<\/strong> dell\u2019<strong>Unione europea, <\/strong>che traggono in inganno i consumatori. Lo rivela un\u2019analisi sul mercato dei <strong>Paesi Bassi<\/strong> condotta dall\u2019Investigative Desk, un gruppo di giornalisti specializzati, e pubblicata sul sito di giornalismo investigativo Follow the Money.<\/p>\n<p>Al centro dell\u2019indagine ci sono <strong>Nestl\u00e9<\/strong> e <strong>Unilever<\/strong>, colossi del settore. Le due multinazionali promuovono l\u2019idea, smentita dagli scienziati, che per stare in salute basti un barattolo di integratori. Il mercato sta diventando del resto sempre pi\u00f9 redditizio: nel <strong>2024<\/strong>, il giro d\u2019affari europeo degli integratori alimentari \u00e8 stato valutato pi\u00f9 di <strong>87 miliardi di euro<\/strong> e secondo le previsioni superer\u00e0 i <strong>124 miliardi<\/strong> entro il <strong>2030<\/strong>.<\/p>\n<p>Capsule, compresse o caramelle gommose: in qualsiasi forma siano venduti, gli integratori stanno spopolando come un vero e proprio <strong>stile di vita<\/strong>, grazie soprattutto agli <strong>influencer<\/strong> che li commercializzano sui social. Il messaggio \u00e8 passato da \u201csalute come assenza di malattia\u201d a \u201csalute come stile di vita\u201d, ha dichiarato nel 2022 ai proprio azionisti <strong>Jostein Solheim<\/strong>, CEO Health and Wellbeing di Unilever. La fetta di consumatori pi\u00f9 in crescita, poi, \u00e8 quella delle generazioni pi\u00f9 giovani: \u201cEntro il <strong>2040<\/strong>, il <strong>58% del consumo<\/strong> previsto di vitamine, minerali e integratori proverr\u00e0 dai <strong>millennial<\/strong> e dalla <strong>Gen Z<\/strong>\u201c, spiega l\u2019inchiesta. Nestl\u00e9 grazie ai suoi investimenti nel settore nel 2024 ha <strong>raddoppiato<\/strong> il <strong>fatturato<\/strong> 2020 della sua divisione Health Science, passando da 3,5 miliardi di euro a oltre 7 miliardi.<\/p>\n<p>Tuttavia, la pubblicizzazione degli integratori da parte di queste aziende avviene in maniera <strong>fuorviante<\/strong> e spesso in contrasto con la normativa Ue, che si applica ovunque il prodotto sia pubblicizzato: dall\u2019etichetta ai social media. A met\u00e0 maggio un organismo di autoregolamentazione istituito dall\u2019industria olandese degli integratori ha analizzato le dichiarazioni presentate per 437 prodotti per individuare se fossero coerenti con le regole europee. Quasi la <strong>met\u00e0<\/strong>, 212, sono risultate in <strong>contrasto<\/strong>, mentre anche quelle in regola contenevano comunque indicazioni fuorvianti.<\/p>\n<p>Tra gli integratori di Unilever disponibili nei Paesi Bassi, 68 dei 72 prodotti riportavano indicazioni non autorizzate sulla confezione o nella pubblicit\u00e0. Dei 354 prodotti Nestl\u00e9, invece, 115 riportavano affermazioni che non erano state autorizzate, come \u201csupporta un sangue sano\u201d o \u201caiuta a mantenere un livello di <strong>colesterolo<\/strong> adeguato\u201d. 18 prodotti Nestl\u00e9 riportavano persino dichiarazioni mediche, riservate ai farmaci, come \u201cha propriet\u00e0 <strong>antinfiammatorie<\/strong>\u201c. L\u2019analisi ha rivelato anche che 24 integratori alimentari sono stati pubblicizzati con dichiarazioni che suggeriscono che il prodotto pu\u00f2 prevenire, trattare o curare malattie, in violazione delle regole Ue.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 puro <strong>inganno<\/strong> del consumatore\u201d, ha detto <strong>Renger Witkamp<\/strong>, professore di nutrizione e salute all\u2019<strong>Universit\u00e0 di Wageningen<\/strong>, commentando l\u2019analisi. \u201cSe mangi e vivi in modo sano, non c\u2019\u00e8 motivo di prendere tutti questi extra\u201d. Solo in casi specifici, come quando le persone sono vegane, incinte o assumono determinati farmaci, gli integratori potrebbero essere utili. Tutto per\u00f2 suggerisce alle aziende di investire in questo settore. I giornalisti di The Investigative Desk hanno rivelato che la maggior parte delle grandi aziende europee dell\u2019alimentare sta investendo in trattamenti per malattie comunemente legate a diete malsane. I loro prodotti contribuiscono al problema, poi loro stesse vendono la \u201ccura\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le grandi aziende alimentari, spesso specializzate nella produzione di dannosi cibi ultra processati, stanno investendo sempre di pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":48682,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-48681","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48681"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48681\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}