{"id":486962,"date":"2026-05-12T15:35:19","date_gmt":"2026-05-12T15:35:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486962\/"},"modified":"2026-05-12T15:35:19","modified_gmt":"2026-05-12T15:35:19","slug":"oriente-occidente-di-rampini-gli-oligarchi-usa-seguono-trump-a-pechino-ma-lamerica-maga-non-si-fida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/486962\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Gli oligarchi Usa seguono Trump a Pechino, ma l&#8217;America Maga non si fida"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Riecco gli Oligarchi<\/b>: sono loro il nerbo della delegazione americana che accompagna Donald <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/il-punto\/america-cina\/26_maggio_12\/la-vigilia-della-visita-di-trump-in-cina.shtml\" title=\"https:\/\/www.corriere.it\/il-punto\/america-cina\/26_maggio_12\/la-vigilia-della-visita-di-trump-in-cina.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Trump a Pechino per il vertice con Xi<\/a> Jinping. <b>L\u2019elenco<\/b> dei capitalisti, top manager e chief executive in trasferta al seguito del presidente americano, <b>\u00e8 impressionante<\/b>. Sono ben rappresentati BigTech con Apple Meta Cisco Tesla\/SpaceX Qualcomm Micron, i colossi della finanza come Citi Mastercard Visa Goldman Sachs, l\u2019industria aerospaziale con Boeing e GE, i fondi d\u2019investimento Blackrock Blackstone. <b>Ce n\u2019\u00e8 abbastanza per esibire la forza del capitalismo americano<\/b>:<b> l\u2019Unione europea non sarebbe in grado di schierare nulla di simile a questa potenza di fuoco<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un\u2019altra chiave di lettura \u00e8 che<b> questa delegazione rappresenta la \u00ablobby filocinese\u00bb<\/b>, sono tutti gruppi capitalistici che hanno interesse a mantenere <b>buoni rapporti con Xi.<\/b> Questo ricorda l\u2019altra faccia della medaglia: <b>il mito degli Oligarchi che governano l\u2019America si \u00e8 infranto un anno fa<\/b>. Dai dazi alle restrizioni sull\u2019immigrazione, <b>le politiche economiche di Trump non sono state allineate con gli interessi del grande capitalismo<\/b>, globalista per eccellenza. I turbo-capitalisti al seguito dell\u2019Air Force One cercheranno di pesare sul vertice perch\u00e9 smussi le asperit\u00e0 di una relazione conflittuale. In questa fase <b>Trump pu\u00f2 avere interesse ad ascoltarli un po\u2019<\/b> pi\u00f9 che in passato.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il vertice \u00e8 avvolto in un paradosso<\/b>: Stati Uniti e Cina restano avversari strategici, ma entrambi <b>hanno bisogno di congelare il conflitto<\/b>. Trump vuole tornare da Pechino con <b>un risultato visibile<\/b>: acquisti agricoli cinesi, ordini Boeing, investimenti selettivi (i capitali cinesi sono benvenuti per creare ricchezza e lavoro in America, ma non in settori strategici), un linguaggio comune sull\u2019intelligenza artificiale.<b> Xi vuole ottenere l\u2019estensione della <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_30\/usa-stati-uniti-tregua-xi-03f5bba9-3eff-4bbf-9af0-6435128d2xlk.shtml\" title=\"La tregua (e non la pace commerciale) tra Cina e Stati Uniti: cos\u00ec Xi ha guadagnato altro spazio di manovra\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">semi-tregua commerciale<\/a><\/b>, un allentamento di sanzioni e controlli tecnologici, e possibilmente <b>una posizione americana un po\u2019 meno favorevole a Taiwan<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pechino vede Trump come un\u2019occasione tattica<\/b>. Non perch\u00e9 lo consideri filocinese, ma perch\u00e9 lo giudica meno ideologico del Congresso, del Pentagono e della burocrazia americana. Dal segretario di Stato Marco Rubio fino alla maggioranza del Congresso (in questo caso bipartisan, repubblicani e democratici), con l\u2019inclusione delle forze armate e dell\u2019intelligence, <b>tutti i poteri forti americani sono pi\u00f9 ostili alla Cina rispetto a Trump e ai capitalisti che lo accompagnano<\/b>. Se Trump pu\u00f2 presentare un accordo come una vittoria personale, accetter\u00e0 cose che un\u2019amministrazione pi\u00f9 tradizionale eviterebbe.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_maggio_11\/trump-xi-vertice-3t-buchi-neri-129cceb8-449e-4273-8827-69092b762xlk.shtml\" title=\"Trump-Xi, le carte del vertice di mercoled\u00ec: le \u00ab3 T\u00bb richieste dalla Cina, il disappunto per il caos Usa e i \u00abbuchi neri\u00bb che Pechino cerca di nascondere\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il dossier pi\u00f9 delicato \u00e8 Taiwan<\/a><\/b>. Xi potrebbe tentare di chiedere <b>a Trump una modifica del linguaggio americano<\/b>: non pi\u00f9 solo \u00abnon sosteniamo l\u2019indipendenza di Taiwan\u00bb, ma una formula pi\u00f9 vicina a \u00abci opponiamo all\u2019indipendenza\u00bb oppure \u00abnon ci opponiamo alla riunificazione pacifica\u00bb. Sarebbe un cambiamento verbale, ma nella diplomazia dello Stretto le parole sono deterrenza. <b>Pechino potrebbe anche cercare vincoli sulle vendite americane di armi a Taipei<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proprio per prevenire critiche americane, il Parlamento taiwanese ha approvato l\u20198 maggio un bilancio supplementare per la difesa pari a 25 miliardi di dollari Usa: meno dei 40 miliardi richiesti dal governo, ma abbastanza per s<b>egnalare a Washington che Taipei non intende scaricare sugli Stati Uniti il peso della propria sicurezza<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul piano economico, il vertice dovrebbe produrre <b>pi\u00f9 simboli che svolte<\/b>. Ci sono attese su acquisti cinese di derrate agricole, aerei Boeing. Forse un meccanismo bilaterale per individuare settori \u00abnon sensibili\u00bb aperti a commercio e investimenti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una novit\u00e0 potenziale riguarda<b> l\u2019intelligenza artificiale<\/b>. Washington e Pechino stanno valutando colloqui ufficiali per<b> evitare che la competizione AI diventi l\u2019equivalente digitale di una corsa agli armamenti<\/b>. Tra gli obiettivi realistici: canali di comunicazione, scambio limitato di informazioni su incidenti o abusi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sullo sfondo <b>pesa la guerra in Iran<\/b>. La Cina dipende dalla stabilit\u00e0 energetica del Golfo e teme il protrarsi di un conflitto che aumenta i costi di petrolio, raffinati e chimica. Al tempo stesso,<b> la crisi conferma la sua strategia di sicurezza energetica<\/b>: diversificazione, elettrificazione, carbone, rinnovabili, stoccaggi, forniture via terra da Russia e Asia centrale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il risultato pi\u00f9 probabile \u00e8 una tregua gestita<\/b>: nessuna pace strategica, nessun direttori G2 per governare il mondo, ma un congelamento utile. <b>Trump potr\u00e0 dire <\/b>di avere ottenuto acquisti, investimenti e un canale sull\u2019AI. <b>Xi potr\u00e0 dire<\/b> di avere riportato il presidente americano a Pechino e forse di avere rimesso Taiwan al centro del negoziato. Un rischio, \u00e8 che la formula pi\u00f9 importante su Taiwan venga pronunciata in una stanza ristretta, magari in un colloquio a due. In quel caso il vertice non sarebbe ricordato per i Boeing o la soia, ma per <b>poche parole su Taiwan capaci di cambiare l\u2019equilibrio dell\u2019Asia<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Contro un vertice \u00abtroppo\u00bb conciliante, e contro gli interessi degli Oligarchi, <b>si \u00e8 gi\u00e0 aperto un fuoco di sbarramento dall\u2019altra anima dell\u2019America trumpiana, il mondo MAGA<\/b>. Una parte del mondo conservatore sta cercando di correggere quella che considera un\u2019<b>ambiguit\u00e0 strategica dell\u2019attuale presidente americano<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019economista <b>Oren Cass<\/b>, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/26_aprile_03\/un-anno-fa-fazi-trump-bilancio-d94ed962-8f54-4a83-991c-702193c8dxlk.shtml\" title=\"Un anno fa i dazi di Trump. E ora la destra Maga ha nostalgia di \u00abquel\u00bb Donald\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un teorico del protezionismo America First<\/a>, sostiene che <b>Trump continua a vedere il rapporto con la Cina soprattutto come una disputa commerciale<\/b>: squilibri, dazi, deficit, accesso al mercato. Secondo Cass e gli ambienti di American Compass, <b>il problema \u00e8 molto pi\u00f9 profondo<\/b>. Non esiste alcuna possibilit\u00e0 di una relazione economica \u00abequilibrata\u00bb tra Washington e Pechino, perch\u00e9<b> le due economie funzionano secondo logiche incompatibili<\/b>. Da un lato c\u2019\u00e8 un capitalismo misto, aperto e variegato come quello americano; dall\u2019altro un sistema diretto dal Partito comunista, capace di mobilitare credito, tecnologia, sussidi e capacit\u00e0 industriale come strumenti geopolitici.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019idea di<b> un \u00abgrande compromesso\u00bb<\/b> tra America e Cina sarebbe dunque, secondo questa scuola di pensiero, <b>un\u2019illusione pericolosa<\/b>. Ogni apertura concessa a Pechino finirebbe per<b> rafforzare un avversario sistemico<\/b> che utilizza il commercio non come terreno neutrale di cooperazione, ma come leva di dipendenza e coercizione. \u00c8 il cuore della critica MAGA che accompagna Trump a Pechino: <b>non basta negoziare promesse di acquisti. La vera questione \u00e8 come ridurre la vulnerabilit\u00e0 strategica accumulata dagli Stati Uniti<\/b> dopo quarant\u2019anni di globalizzazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A molti critici <b>Trump appare troppo accomodante verso Xi<\/b> dopo la tregua concordata al summit di Busan (Corea del Sud) nell\u2019ottobre scorso. Quella tregua pose fine a una spirale di escalation commerciale e tecnologica che aveva raggiunto livelli pericolosi. Nel corso del 2025 gli Stati Uniti avevano imposto nuovi dazi e restrizioni; la Cina aveva risposto mostrando il proprio potere sulle terre rare e sui magneti permanenti, settori nei quali domina soprattutto nella raffinazione e nella lavorazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fu un momento rivelatore. <b>Washington scopr\u00ec fino a che punto la propria base industriale dipendesse da forniture cinesi<\/b> essenziali per difesa, elettronica, automotive, droni e tecnologie avanzate. <b>La Cina dimostr\u00f2 di possedere una capacit\u00e0 di ritorsione pi\u00f9 sofisticata dei semplici dazi<\/b>. Pechino poteva colpire il cuore stesso delle supply chain americane.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per il mondo MAGA la tregua dell\u2019ottobre scorso \u00e8 accettabile solo come una pausa tattica necessaria per guadagnare tempo<\/b>, mentre gli Stati Uniti cercano di ricostruire capacit\u00e0 produttive perdute. Servono anni per ricostruire filiere industriali, miniere, impianti di raffinazione, capacit\u00e0 manifatturiere e reti tecnologiche alternative. L\u2019amministrazione sta costruendo un\u2019architettura di contenimento multilivello nei confronti della Cina.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non solo dazi, dunque, ma una lenta trasformazione regolatoria e industriale dello Stato americano.<b> Un fronte riguarda i minerali critici<\/b>. Washington sta cercando di spezzare il monopolio cinese sulle terre rare attraverso incentivi industriali, accordi con paesi alleati e investimenti nella raffinazione domestica.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un altro fronte passa attraverso i nuovi accordi commerciali conclusi dagli Stati Uniti con partner asiatici ed europei<\/b>. Includono clausole che costruiscono una sorta di Grande Muraglia economica attorno alla Cina: norme contro l\u2019eccesso di capacit\u00e0 produttiva che l\u2019industria cinese rovescia sui mercati altrui, controlli sugli investimenti. <b>\u00c8 una strategia che mira a impedire che la sovrapproduzione cinese distrugga ulteriormente l\u2019industria occidentale<\/b>.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-12T14:16:37+02:00\" content=\"2026-05-12\">12 maggio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Riecco gli Oligarchi: sono loro il nerbo della delegazione americana che accompagna Donald Trump a Pechino per 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