{"id":487032,"date":"2026-05-12T16:30:10","date_gmt":"2026-05-12T16:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487032\/"},"modified":"2026-05-12T16:30:10","modified_gmt":"2026-05-12T16:30:10","slug":"trasparenza-retributiva-le-regole-dal-7-giugno-per-la-parita-salariale-di-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487032\/","title":{"rendered":"Trasparenza retributiva, le regole dal 7 giugno per la parit\u00e0 salariale di genere"},"content":{"rendered":"<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 30 aprile 2026, in via definitiva, il decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2023\/970 sulla <b>trasparenza retributiva<\/b>. Entrer\u00e0 in vigore il 7 giugno, ultima data utile prima della scadenza fissata da Bruxelles. Si applica a tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, e ai lavoratori subordinati (dirigenti inclusi, esclusi apprendisti, lavoratori domestici e intermittenti). Riguarda anche i candidati durante la fase di selezione.\n<\/p>\n<p>Stipendio obbligatorio negli annunci di lavoro<\/p>\n<p>Dal 7 giugno gli annunci dovranno indicare la <b>retribuzione iniziale<\/b> o la <b>fascia retributiva<\/b> prevista, calcolata su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere. Non dovranno pi\u00f9 essere presenti diciture come retribuzione commisurata all\u2019esperienza, formula particolarmente comune in Italia e che avvantaggia solo il datore di lavoro, basandosi su criteri soggettivi.<\/p>\n<p>Cambia anche un\u2019altra abitudine: i titolari di azienda non potranno pi\u00f9 chiedere a chi si presenta a un colloquio <b>quanto guadagnava prima<\/b>. Per Bruxelles la pratica fa da ancora alle disuguaglianze salariali: chi guadagnava poco continua a guadagnare poco, soprattutto tra le donne.<\/p>\n<p>I divieti si estendono anche ai soggetti esterni incaricati della selezione, come <strong>agenzie di collocamento<\/strong> e <strong>head hunter<\/strong>.<\/p>\n<p>Medie retributive e calcolo dello stipendio pubblici<\/p>\n<p>I dipendenti avranno il diritto di sapere su quali criteri sar\u00e0 effettuato il <b>calcolo dello stipendio<\/b> e quali sono i <b>livelli retributivi medi dei colleghi<\/b> che fanno lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, suddivisi per genere.<\/p>\n<p>Attenzione per\u00f2, non diventeranno pubbliche le buste paga individuali con tanto di nomi e cognomi. Le aziende saranno obbligate invece a fornire al lavoratore, su sua richiesta o volontariamente, delle <strong>medie aggregate<\/strong>. La risposta dovr\u00e0 arrivare entro due mesi.<\/p>\n<p>Il decreto vieta anche le clausole di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/video\/stipendi-via-segreto-salariale-cosa-cambia\/742305\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">segretezza sullo stipendio<\/a>: a nessun lavoratore potr\u00e0 essere impedito di rendere nota la propria retribuzione.<\/p>\n<p>Gender gap: non pu\u00f2 essere superiore al 5%<\/p>\n<p>Il decreto fissa una soglia massima per il <strong>divario retributivo di genere<\/strong> che emerge dalle medie aggregate: il <b>5%<\/b>. Un gap superiore deve essere giustificato dall\u2019azienda attraverso criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere.<\/p>\n<p>Se la motivazione non c\u2019\u00e8 o non basta, il datore di lavoro ha <b>6 mesi di tempo per correggere<\/b> la differenza. Scaduto quel termine senza risultati, scatta una <b>valutazione congiunta<\/b> con sindacati e Ispettorato del lavoro: si analizzano le ragioni del divario, la distribuzione per genere in ogni categoria, l\u2019impatto dei congedi parentali sulle retribuzioni e si definiscono le <strong>misure correttive<\/strong>.<\/p>\n<p>Quali sanzioni sono previste<\/p>\n<p>Tra queste, lo <a href=\"https:\/\/uiltucs.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/decreto-leg_direttiva-ue-970_2023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-doctype=\"\">schema del decreto<\/a> prevedeva in particolare la revisione dei sistemi di classificazione e inquadramento professionale per renderli <strong>neutri rispetto al genere<\/strong>. Non citava per\u00f2 sanzioni amministrative specifiche.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 13 si limitava a rinviare all\u2019<a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-11;198\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-doctype=\"\">articolo 41 del Codice delle Pari Opportunit\u00e0<\/a>, che prevede l\u2019intervento del giudice attraverso:<\/p>\n<ul>\n<li>ordine di cessare il comportamento discriminatorio;<\/li>\n<li>risarcimento del danno;<\/li>\n<li>piano di rimozione degli ostacoli al lavoro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per arrivarci, per\u00f2, serve un <strong>accertamento giudiziario di discriminazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Non esiste invece una multa per chi non pubblica la fascia retributiva nell\u2019annuncio, non risponde entro 2 mesi alla richiesta del lavoratore o non comunica i dati di reporting nei tempi previsti. \u00c8 il punto su cui diverse associazioni hanno espresso perplessit\u00e0 durante le audizioni parlamentari.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 aspettare la <strong>pubblicazione in Gazzetta Ufficiale<\/strong> o ulteriori decreti per quantificare eventuali <strong>sanzioni<\/strong> contro le aziende discriminatorie.<\/p>\n<p>Report sulle retribuzioni in base al numero di dipendenti<\/p>\n<p>Gli obblighi base della direttiva (stipendio negli annunci, divieto di chiedere la retribuzione precedente, criteri retributivi accessibili, diritto a conoscere le medie per genere) valgono per tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione. Cambiano per\u00f2 il<strong> grado di dettaglio<\/strong> e gli adempimenti aggiuntivi a seconda del numero di dipendenti.<\/p>\n<p>Le imprese <b>fino a 49 dipendenti<\/b> non sono tenute a comunicare i criteri di progressione economica. Il diritto del lavoratore a conoscere i livelli retributivi medi resta, ma le modalit\u00e0 con cui fornire quei dati saranno definite da un decreto del ministro del Lavoro: l\u2019obiettivo \u00e8 evitare che in contesti piccoli si risalga alle buste paga dei singoli colleghi.<\/p>\n<p>Le imprese <b>tra 50 e 99 dipendenti<\/b> hanno tutti gli obblighi di trasparenza senza semplificazioni, compresi i criteri di progressione economica. Restano per\u00f2 fuori dal reporting periodico e dalla valutazione congiunta in caso di gap superiore al 5%.<\/p>\n<p>Il <b>reporting periodico<\/b> scatta <strong>dai 100 dipendenti in su<\/strong>. Le imprese dovranno comunicare dati dettagliati sul divario retributivo di genere (medio, mediano, per componenti variabili, per quartili) con queste tempistiche:<\/p>\n<ul>\n<li>ogni anno dal 2027 se hanno oltre 250 dipendenti;<\/li>\n<li>ogni 3 anni dal 2027 se hanno tra i 150 e i 249 dipendenti;<\/li>\n<li>ogni 3 anni dal 2031 se hanno tra i 100 e i 149 dipendenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A vigilare sull\u2019intera architettura sar\u00e0 un <b>organismo di monitoraggio<\/b> istituito presso il Ministero del Lavoro, che comunicher\u00e0 con gli altri dicasteri, l\u2019Istat, il Cnel, l\u2019Inapp e le parti sociali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 30 aprile 2026, in via definitiva, il decreto legislativo che recepisce&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":487033,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,7,15,270832,17197,270830,270831,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-487032","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-parita-salariale","17":"tag-stipendi","18":"tag-trasparenza-retributiva","19":"tag-trasparenza-salariale","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","22":"tag-ultime-notizie-italia","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","25":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116562560754499399","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=487032"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487032\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/487033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=487032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=487032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=487032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}