{"id":487051,"date":"2026-05-12T16:49:13","date_gmt":"2026-05-12T16:49:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487051\/"},"modified":"2026-05-12T16:49:13","modified_gmt":"2026-05-12T16:49:13","slug":"erik-gronwall-bad-bones","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487051\/","title":{"rendered":"ERIK GR\u00d6NWALL &#8211; Bad Bones"},"content":{"rendered":"<p>                <img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/erik-gronwall-bad-bones-2026-500x500.jpg\" class=\"attachment-band-image size-band-image wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/>                <\/p>\n<p>voto<br \/><b>7.0<\/b><\/p>\n<ul class=\"album-details\">\n<li>Band:<br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/band\/erik-gronwall\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ERIK GR\u00d6NWALL<\/a>                     <\/li>\n<li>Durata: 00:34:55<\/li>\n<li>Disponibile dal: 22\/05\/2026<\/li>\n<li>Etichetta: <\/li>\n<li>\n                                Greenwall Entertainment\n                            <\/li>\n<\/ul>\n<p>\n                            Streaming non ancora disponibile.\n                        <\/p>\n<p>La storia del rock \u00e8 costellata di cantanti che, ad un certo punto della loro carriera, decidono di voler raccontare il prprio percorso o di fare qualcosa di assolutamente personale: \u00e8 ci\u00f2 che \u201cBad Bones\u201d, primo disco solista di Erik Gr\u00f6nwall, ex cantante di H.E.A.T. e Skid Row, si ripropone di fare, in trentaquattro minuti di hard rock scanzonato e divertente, dietro al quale si nasconde per\u00f2 un significato decisamente profondo.<br \/>Se conoscete Gr\u00f6nwall, infatti, saprete che qualche anno ha dovuto affrontare una lotta contro la leucemia, da cui \u00e8 uscito curato ma profondamente cambiato. Appena poco dopo aver subito il trapianto di midollo osseo, il Nostro \u00e8 entrato negli Skid Row, dai quali si \u00e8 separato qualche anno dopo alla ricerca di un altro significato nella propria carriera, per ora trovato nell\u2019accompagnare Michael Shenker nel suo tour celebrativo con i pezzi degli U.F.O.<\/p>\n<p>L\u2019album \u00e8 quindi una sorta di racconto di tutto ci\u00f2 attraverso cui il cantante \u00e8 passato in questa fase della propria vita: lo stesso titolo richiama in qualche modo la malattia, seppur raccontando tutto con estrema ironia e con quel tipico hard rock svedese a cui le orecchie di molti ascoltatori sono abituati.<br \/>Sin da \u201dBorn To Break\u201d ci troviamo di fronte a un lotto di canzoni che si prestano benissimo ad essere suonate anche dal vivo e, pur non avendo la carica bombastica di certi dischi dove Gr\u00f6nwall ha cantato, risultano piacevoli e in bilico fra rock e momenti pi\u00f9 blueseggianti, come nella ballatona \u201cWho\u2019s The Winner\u201d o nella direttissima \u201cLost For Life\u201d, anche se i momenti migliori sono i brani pi\u00f9 cadenzati come l\u2019ottima \u201cTwisted Lullaby\u201d.<br \/>Da notare che tutti gli strumenti classici, come i violini, sono stati suonati per davvero e non campionati, rendendo ai brani che li contengono una accezione pi\u00f9 realistica e sonoramente tridimensionale, mentre, come ci ha raccontato il cantante stesso in una intervista di prossima pubblicazione, alcuni artisti, amici e colleghi, hanno aiutato l\u2019ugola d\u2019oro del cantante nel suo intento: citiamo in particolare Jona Tee, tastierista degli H.E.A.T., accreditato per il lavoro di scrittura dell\u2019album.<br \/>Siamo di fronte a composizioni molto semplici e dagli ottimi arrangiamenti, i quali, seppur non paragonabili ad altri album pi\u00f9 ambiziosi a cui il cantante ha lavorato, mantengono una loro precisa direzione artistica e faranno felici i fan di Gr\u00f6nwall in quanto artista a s\u00e8 stante, mettendo forse un po\u2019 pi\u00f9 in secondo piano le esperienze con le diverse formazioni in cui ha cantato: la tripletta finale, in particolare, ci sembra in qualche modo emblematica nel raccontare la sua uscita dalla malattia e la sua scalata per rimettere in moto la carriera, passando dall\u2019hard\u2019n\u2019heavy cadenzato di \u201cHell\u201d e concludendosi con la ballad \u201cWritten in the Scars\u201d, quasi un monito del cantante verso se stesso.<\/p>\n<p>In conclusione, \u201cBad Bones\u201d \u00e8 un buon disco di hard rock svedese, come ce ne sono molti l\u00e0 fuori, ben prodotti e suonati: la possibilit\u00e0 che Gr\u00f6nwall ha avuto, di curare tutto nei minimi dettagli senza nessuna etichetta che gli dicesse cosa dovesse fare (la Greenwall Entertainment \u00e8 sua) si sente molto bene, specialmente dopo qualche ascolto, trasformando questo album in una specie di autobiografia.<br \/>Eppure, nonostante una indiscutibile qualit\u00e0 buona per musica e produzione, il disco scivola via un po\u2019 troppo facilmente, difettando forse di quel briciolo di energia, grinta e ispirazione necessari per farlo \u2018rimanere\u2019 nel cuore (e negli stereo) di chi \u00e8 appassionato del genere.<br \/>In attesa quindi di una seconda parte, non possiamo che consigliare questo disco a chi ha gi\u00e0 dimestichezza con il cantante e con la sua storia: se volevate un racconto intimo e personale da parte dell\u2019ugola d\u2019oro svedese, sarete sicuramente accontentati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"voto7.0 Band: ERIK GR\u00d6NWALL Durata: 00:34:55 Disponibile dal: 22\/05\/2026 Etichetta: Greenwall Entertainment Streaming non ancora disponibile. 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