{"id":487530,"date":"2026-05-12T23:36:29","date_gmt":"2026-05-12T23:36:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487530\/"},"modified":"2026-05-12T23:36:29","modified_gmt":"2026-05-12T23:36:29","slug":"invece-di-inseguire-referendum-fallimentari-i-sindacati-dovrebbero-guardare-il-diavolo-veste-prada-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487530\/","title":{"rendered":"Invece di inseguire referendum fallimentari, i sindacati dovrebbero guardare \u201cIl Diavolo veste Prada 2\u201d"},"content":{"rendered":"<p>In uno dei luoghi pi\u00f9 simbolici dell\u2019arte rinascimentale, il Cenacolo Vinciano, si consuma uno dei dialoghi pi\u00f9 schietti e tristemente attuali del secondo \u201cIl Diavolo veste Prada 2\u201d, reso ancor pi\u00f9 vivo dagli sguardi a met\u00e0 tra l\u2019addolorato e lo schifato della temibile direttrice di Runway, Miranda Priestly. I protagonisti di questo dialogo sono Miranda Priestly e Benji Barnes, il fidanzato miliardario di Emily Charlton, l\u2019ex assistente numero uno nel primo film, che decide, non senza pressioni famigliari, di acquistare la prestigiosa rivista di moda Runway per la sua Emily. La notizia arriva alla meno temibile Miranda, confusa dal mondo, che non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso di qualche anno fa, ma decisa a tenere il suo posto.<\/p>\n<p>Dunque, Miranda Priestly, proprio davanti al capolavoro che Leonardo da Vinci fin\u00ec dopo quattro anni di lavoro e genialit\u00e0, cerca di far comprendere al (forse) futuro proprietario di Runway quanto sia importante continuare a valorizzare, e a far lavorare, le persone che hanno fatto crescere la rivista. <\/p>\n<p>\u00abUna persona con le mie competenze ti sar\u00e0 utile\u00bb, dice Miranda a Barnes. La risposta del miliardario somigliante a Jeff Bezos, investito da una stralunatezza particolare e da un\u2019avversione a guardare le persone in faccia mentre gli parlano, preferendo lo schermo del telefono, dovrebbe far riflettere ogni sindacalista: \u00abCon l\u2019intelligenza artificiale non sar\u00e0 necessario nemmeno pi\u00f9 fare gli shooting\u00bb.<\/p>\n<p>Riserver\u00f2 per un altro articolo la risposta che \u00e8 stata data a questo personaggio, ma la domanda che ci arriva dal mondo dell\u2019editoria \u00e8 questa: cosa ce ne facciamo delle persone se, con una macchina, posso tagliare i costi, risparmiare sulle consulenze esterne, sui fotografi, sugli spostamenti?<\/p>\n<p>Cosa ce ne facciamo delle persone se le riviste non vengono pi\u00f9 comprate, come Nigel, assistente fidato di Miranda, ricorda all\u2019inizio del film dicendo:\u00abOggi le persone non acquistano la rivista, oggi scrollano il nostro sito\u00bb. Ovviamente questo discorso \u00e8 applicabile ad altri settori lavorativi, ma qui c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 sottile da indagare in questo tempo che ci resta da vivere.<\/p>\n<p>Per decenni abbiamo pensato all\u2019automazione come a qualcosa che riguardava solamente catene di montaggio, logistica e produzione. Oggi, invece, il salto \u00e8 pi\u00f9 radicale. L\u2019intelligenza artificiale entra nel territorio che consideravamo intoccabile: l\u2019immaginazione, il pensiero, la visione, l\u2019intuizione. Tutti questi elementi, che rendono l\u2019essere umano vitale e libero, vengono schiacciati dal sogno industriale che si compie: costi marginali prossimi allo zero, produzione infinita, adattabilit\u00e0 totale. Non pi\u00f9 stagioni, ma flussi continui di immagini e di stili. Non pi\u00f9 attese, immediatezza. Ma davvero una rivista pu\u00f2 essere assemblata da una macchina artificiale?<\/p>\n<p>Davvero manterrebbe la stessa qualit\u00e0, che non risiede solo nella persona che prende le decisioni finali, ma nella capacit\u00e0 di ogni lavoratore che mette impegno in quel lavoro? Pensiamo alla creazione del set per lo shooting, al fotografo che, grazie ad anni di studio e passione, riesce a trovare la giusta inquadratura, fino alla modella che, Dio solo sa che fatica possa fare a essere cos\u00ec bella.<\/p>\n<p>Emily Charlton vuole conquistare la direzione editoriale spodestando la potente Miranda; vuole, cio\u00e8, il diritto di definire lo sguardo del pubblico. Barnes, invece, vede una macchina: un brand, un database, una piattaforma scalabile. Ma una cultura \u2013 e s\u00ec, la moda lo \u00e8: pensate a come Coco Chanel liber\u00f2 il corpo delle donne, rendendo i diritti praticabili attraverso i vestiti \u2013 pu\u00f2 sopravvivere se diventa infrastruttura?<\/p>\n<p>Il lavoro creativo diverr\u00e0 solo un meccanismo di produzione di standard, come ci ricordava Walter Benjamin ne \u201cL\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica\u201d? Se tutto \u00e8 riproducibile sistematicamente, il valore non sta pi\u00f9 nella produzione. Se tutto \u00e8 accessibile, il valore non sta pi\u00f9 nell\u2019accesso. Si sposta, dunque, la catena dei valori. Il lusso non \u00e8 pi\u00f9 ci\u00f2 che \u00e8 raro perch\u00e9 difficile da produrre, ma ci\u00f2 che \u00e8 raro perch\u00e9 umano: imperfetto, situato, non replicabile.<\/p>\n<p>Resta, per\u00f2, il problema: il mercato del lavoro \u00e8 pronto a questi cambiamenti? I sindacati, invece di perdere tempo in referendum fallimentari, si stanno preparando a tutelare tutte quelle persone che rimarranno senza lavoro, in quanto alcune aziende, per ragioni di profitto, preferiranno una macchina?<\/p>\n<p>Certo, i rapporti sull\u2019intelligenza artificiale di Microsoft parlano di \u00abassistenza\u00bb, non di \u00absostituzione\u00bb, ma diciamoci la verit\u00e0: visto il costo del lavoro, in particolare in alcuni Paesi, quanto ci metteranno le aziende a inserire una macchina che riduce il lavoro eliminando due dipendenti su quattro?Inoltre, saremo pronti a tutelare, soprattutto, chi con la creativit\u00e0 ci lavora senza andare incontro a una svalutazione?<\/p>\n<p>Non ho risposte, al momento, ma domande. Una su tutte, sempre ai sindacati: vogliamo usare i soldi degli iscritti per dei think tank che ci aiutino a comprendere questo mondo capovolto, o ci si imbarcher\u00e0 in altri referendum fallimentari?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In uno dei luoghi pi\u00f9 simbolici dell\u2019arte rinascimentale, il Cenacolo Vinciano, si consuma uno dei dialoghi pi\u00f9 schietti&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":487531,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-487530","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116564235969899796","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=487530"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487530\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/487531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=487530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=487530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=487530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}