{"id":487624,"date":"2026-05-13T00:53:17","date_gmt":"2026-05-13T00:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487624\/"},"modified":"2026-05-13T00:53:17","modified_gmt":"2026-05-13T00:53:17","slug":"intervista-a-stefano-boeri-che-finisce-il-suo-incarico-da-presidente-della-triennale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487624\/","title":{"rendered":"Intervista a Stefano Boeri che finisce il suo incarico da presidente della Triennale"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/stefano-boeri\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/stefano-boeri\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stefano Boeri<\/a><\/strong> a tutto campo in questa lunga intervista di fine incarico dopo 8 anni da presidente della Triennale di Milano. Parliamo di una istituzione che ha beneficiato di cambiamenti notevoli e strutturali, ha costruito una identit\u00e0, ha lavorato sul suo pubblico, si \u00e8 fatta piazza urbana, citt\u00e0 nella citt\u00e0 e \u2013 per dirla con Boeri \u2013 Scuola pubblica. <br \/>Nell\u2019intervista Boeri parla di tutto. Delle mostre, della gestione finanziaria, della governance, delle inchieste che lo hanno visto convolto, della percezione dell\u2019istituzione all\u2019estero. Accenna a come dovrebbe essere migliorato il Consiglio d\u2019Amministrazione, confessa chi avrebbe voluto come nuovo presidente (una persona che purtroppo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9) e spedisce un pensiero al nuovo vero presidente che \u00e8 in arrivo al suo posto.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palazzo-dellarte-facciata-c-triennale-milano-foto-gianluca-di-ioia-1024x683.jpg\" alt=\"Palazzo dell'Arte, facciata \u00a9 Triennale Milano. Foto Gianluca Di Ioia\" class=\"wp-image-1232101\"  \/>Palazzo dell\u2019Arte, facciata \u00a9 Triennale Milano. Foto Gianluca Di Ioia<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni hai ripetuto pi\u00f9 volte che la Triennale \u00e8 diventata \u201cpi\u00f9 internazionale\u201d. Su cosa misurare la veridicit\u00e0 di questa affermazione? La sensazione \u00e8 senza dubbio questa, ma come la possiamo certificare?<\/strong><br \/>Non ho da offrire una certificazione, ma una testimonianza diretta.<\/p>\n<p><strong>Beh non sar\u00e0 una certificazione ma ha il suo valore! Dimmi.<\/strong><br \/>Grazie al mio lavoro di architetto, ho la fortuna di girare il mondo. E se fino qualche anno fa ero pi\u00f9 conosciuto come \u201cil progettista del Bosco Verticale\u201d che come Presidente di Triennale Milano, negli ultimi tempi \u00e8 accaduto esattamente il contrario.<\/p>\n<p><strong>Mi domando se ne sei felice\u2026<\/strong><br \/>Ne sono felice!<\/p>\n<p><strong>Al di l\u00e0 del suo ruolo e della sua autorevolezza internazionale, mi pare che in questi anni la Triennale sia diventata ancor pi\u00f9 di quanto non lo fosse prima un luogo dei milanesi. Dove \u00e8 normale vedersi, incontrarsi, passare di frequente, tante volte nel corso dell\u2019anno\u2026<\/strong><br \/>Proprio cos\u00ec. Uno dei successi pi\u00f9 belli, che porter\u00f2 con me, sono le giovani coppie cosmopolite e le numerosissime famiglie con nonni e nipoti che sabato e domenica vengono in Triennale non per vedere una mostra, ma semplicemente perch\u00e9 \u201coggi si va in Triennale\u201d.<br \/>In totale sintonia con la nostra Direttrice Generale Carla Morogallo \u2013 e con l\u2019aiuto di Luca Cippelletti e del suo studio \u2013 abbiamo lavorato molto sulla natura di spazio di connessione tra il Parco Sempione e la citt\u00e0 che il nostro Palazzo ha avuto fin dalla sua costruzione, 93 anni fa. <\/p>\n<p><strong>Ci sono state delle riconquiste proprio in termini di spazi.<\/strong><br \/>Con l\u2019apertura di \u201cCuore\u201d, la grande sala collegata all\u2019atrio e dedicata agli archivi, e la riconquista di tutto il piano a quota giardino (parte del quale era occupata fino a 3 anni fa da una discoteca a gestione privata), Triennale \u00e8 tornata ad essere una vera e propria piazza milanese: viva e imprevedibile nei suoi spazi dedicati alla natura, al cibo, alla musica, alle arti, alla meditazione, al gioco dei bambini e degli adulti. Anche perch\u00e9 nella sua spina centrale (atrio, Cuore, scalinate, patii, piano parco) \u00e8 aperta gratuitamente a tutti. Una citt\u00e0 nella citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 stato il fronte di impegno pi\u00f9 rilevante? Le mostre, la struttura, l\u2019Esposizione Internazionale, il Museo del Design?<\/strong><br \/>Sicuramente tre grandi Esposizioni Internazionali triennali che siamo riusciti a proporre come una vera e propria Trilogia. <\/p>\n<p><strong>Ti va di ripercorrere la trilogia?<\/strong><br \/>Nella prima (\u201c<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2019\/02\/broken-nature-a-milano-la-xxiiesima-esposizione-internazionale-della-triennale-le-anticipazioni\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2019\/02\/broken-nature-a-milano-la-xxiiesima-esposizione-internazionale-della-triennale-le-anticipazioni\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Broken Nature<\/a>\u201d curata nel 2019 da <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2019\/03\/broken-nature-intervista-paola-antonelli-triennale-milano\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2019\/03\/broken-nature-intervista-paola-antonelli-triennale-milano\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paola Antonelli <\/a>con il MoMA di New York) ci siano interrogati su come riparare i danni prodotti dall\u2019uomo sulla natura. <br \/>Nella seconda (\u201c<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2022\/07\/unknown-unknowns-23-triennale-milano\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2022\/07\/unknown-unknowns-23-triennale-milano\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Unknowun Unknowns \u2013 quello che non sappiamo di non sapere<\/a>\u201d, curata nel 2022 da Francis Ker\u00e8 e Ersilia Vaudo) abbiamo accolto la sfida inaspettata di una natura che improvvisamente si era manifestata come un micro-organismo dentro, non fuori, il corpo di milioni di noi. <br \/>Nella terza (\u201c<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/2025\/05\/24esima-triennale-milano\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/2025\/05\/24esima-triennale-milano\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Inequalities<\/a>\u201d, curata nel 2025 da un gruppo straordinario di scienziati e artisti internazionali con il supporto di tutti gli Atenei milanesi) abbiamo raccontato come la grande sfida della transizione ecologica sia inseparabile dal superamento graduale delle diseguaglianze sociali e di genere in quella porzione di natura che chiamiamo umanit\u00e0. <br \/>Mai come durante i sei mesi delle nostre Expo, ho percepito come un Museo possa oggi diventare una Scuola pubblica, capace di parlare a tutti.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/clay-corpus-theaster-gates-foto-alessandro-saletta-e-agnese-bedini-dsl-studio-c-triennale-milano-102.jpeg\" alt=\"Clay Corpus, Theaster, Gates. Foto Alessandro Saletta e Agnese Bedini - DSL Studio \u00a9 Triennale Milano\" class=\"wp-image-1232102\"  \/>Clay Corpus, Theaster, Gates. Foto Alessandro Saletta e Agnese Bedini \u2013 DSL Studio \u00a9 Triennale Milano<\/p>\n<p><strong>Sei stato nominato nel 2017. Sono \u2018solo\u2019 8 anni fa ma sembrano trenta per come sono evoluti i tempi. Basti pensare che hai dovuto condurre il museo negli anni della Pandemia\u2026<\/strong><br \/>Non potr\u00f2 mai dimenticare, nel marzo del 2020, la notizia del primo lockdown, durante la conferenza convocata per decidere il tema della nostra Expo. <br \/>La perdita, in quei due drammatici anni, di tanti amici carissimi che insieme a noi stavano partecipando al progetto di una nuova Triennale, si \u00e8 inscritta in modo indelebile nella mia vita. <br \/>Penso ancora con grande dolore alla morte di Lea Vergine e di Enzo Mari, un giorno dopo l\u2019inaugurazione della grande retrospettiva a lui dedicata (Enzo Mari by Hans Ulrich Obrist, curata dall\u2019allora Direttrice artistica Lorenza Baroncelli) e alla scomparsa nel marzo 2021 di Giovanni Gastel, un grande amico, incontrato proprio grazie a Triennale, a cui avrei voluto oggi lasciare il testimone.<\/p>\n<p><strong>Mari, Gastel\u2026 la pandemia del 2020\/2021 \u00e8 stata un colpo per la Triennale ma anche un colpo per Milano.<\/strong><br \/>La verit\u00e0 \u00e8 che in quei mesi Milano ha perso molti dei suoi migliori protagonisti, senza che mai questo lutto sia stato davvero ancora elaborato. Eppure anche allora Triennale \u00e8 sempre stata viva, accesa. La grande processione di scheletri curata da Romeo Castellucci (Grand Invit\u00e9 di Triennale Teatro) che, nella notte tra il 20 e il 21 novembre del 2021, partendo da Triennale aveva attraversato il centro di Milano, credo sia stata uno dei pochi momenti, insieme terribile e magnifico, di consapevolezza di quella tragedia. <\/p>\n<p><strong>Torniamo ora a quel 2017. Quali sono stati in questi anni gli elementi che vi hanno consentito di costruire un\u2019identit\u00e0 cos\u00ec robusta per questa istituzione?<\/strong><br \/>Il primo CdA (2018\/2022) ha affrontato con visione e coraggio alcune sfide ambiziose, che abbiamo superato razionalizzando la gestione finanziaria della Fondazione e della SRL e dandoci delle chiare linee guida di programmazione culturale. In questa opera ho avuto la fortuna di avere al fianco la nostra formidabile vice-presidente, Elena Vasco. E con lei tutti i membri dei due CdA, tra i quali voglio ricordare qui Roberto Maroni, la sua generosit\u00e0, il suo impegno con Triennale fino a pochi giorni prima di lasciarci.<br \/>Con i curatori scientifici (voglio ricordare: Umberto Angelini, Lorenza Baroncelli, Joseph Grima, Marco Sammicheli, Lorenza Bravetta, Damiano Gull\u00ec, Nina Bassoli) abbiamo in questi anni impostato un programma culturale che oltre alla Trilogia delle Expo internazionali che dicevamo prima prevedeva una sequenza di approfondimenti su alcune figure maieutiche del design e della creativit\u00e0 italiana della seconda met\u00e0 del \u2018900 (da Enzo Mari ad Alessandro Mendini, da Gae Aulenti a Andrea Branzi, e ancora Carlo Aymonino, Vico Magistretti, Giancarlo De Carlo, Angelo Mangiarotti, ma anche Elio Fiorucci, Saul Steinberg, Roberto Sambonet, <strong>Lella e Massimo Vignelli<\/strong>\u2026 fino ad arrivare a Francesco Clemente e Costantino Nivola, previsti per l\u2019autunno 2026), una grande fiducia nella potenza simbolica sprigionata dalla nostra collezione di oggetti del Design italiano (ben esplicitata nel nuovo allestimento del Museo del Design, inaugurato da Joseph Grima e poi curato negli ultimi 6 anni con grande intelligenza da Marco Sammicheli) e un\u2019attenzione costante alla geopolitica e alle sue intersezioni con l\u2019architettura e l\u2019arte internazionale.<br \/>Aggiungo che il Teatro di Triennale Milano, diretto da Umberto Angelini, recentemente insignito dal Governo francese del titolo di Cavaliere delle Arti, ha consolidato con il Festival Fog la vocazione di sensore delle nuove tendenze internazionali che negli anni Settanta e ottanta aveva caratterizzato il Teatro dell\u2019Arte.<br \/>Nel complesso abbiamo coltivato l\u2019intersezione tra linguaggi diversi ma sempre con una grande attenzione, quasi antropologica, alla biografia delle loro autrici e autori.<br \/>Ecco: erano e sono linee programmatiche certamente discutibili e parziali, ma chiare e ben definite. <br \/>Mi azzardo a dire che l\u2019identit\u00e0 di un\u2019istituzione culturale si consolida anche, se non proprio grazie, a quanto di rilevante si ha il coraggio di escludere dalla propria programmazione. <br \/>Senza una selezione, a volte crudele, dei programmi e dei temi non si riesce infatti a dotarsi di quell\u2019identit\u00e0 distintiva che, soprattutto in una condizione di costante competizione, resta l\u2019ingrediente basilare della reputazione internazionale di un\u2019istituzione come Triennale Milano. <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gae-aulenti-foto-alessandro-saletta-dsl-studio-c-triennale-milano-1024x683.jpg\" alt=\"Gae Aulenti. Foto Alessandro Saletta - DSL Studio \u00a9 Triennale Milano\" class=\"wp-image-1232103\"  \/>Gae Aulenti. Foto Alessandro Saletta \u2013 DSL Studio \u00a9 Triennale Milano<\/p>\n<p><strong>Vorrei chiederti due tendenze del periodo post-Covid. Come hai visto il livello di coinvolgimento dei pubblici (sia in termini di numeri sia guardando proprio alla tua sensazione) e come sei riuscito o hai contribuito a coinvolgere sponsor e partner per sostenere l\u2019istituzione. Insomma come sono andati i numeri di pubblico e di bilancio.<\/strong><br \/>Il dopo-Covid \u00e8 stato un momento di rinascita e rilancio per le istituzioni culturali, un periodo di apertura a nuovi pubblici. Una tendenza che poi si \u00e8 stabilizzata e che tuttavia Triennale ha saputo valorizzare. Dal 2022 ad oggi abbiamo avuto pi\u00f9 di 3 milioni di visitatori, la gran parte dei quali sotto i 35 anni e con una percentuale alta di pubblico internazionale. Insomma pi\u00f9 giovani e pi\u00f9 stranieri.<br \/>Dal punto di vista finanziario, Triennale Milano \u00e8 oggi un\u2019istituzione solida, guidata con visione e grande equilibrio gestionale dalla Direttrice Generale Carla Morogallo, con un patrimonio cresciuto di 6 milioni e un fatturato annuo medio di 20 milioni di euro. <\/p>\n<p><strong>In particolare modello di governance della fondazione ha aiutato?<\/strong><br \/>Il modello di una Fondazione di partecipazione ci consente di aver aumentato notevolmente i contributi pubblici (che oggi raggiungono il 43% del totale) senza perdere l\u2019orientamento imprenditoriale e privatistico che caratterizza Triennale Milano. <\/p>\n<p><strong>A proposito di sponsor privati. Forse qualche volta \u2013 specie durante alcune edizioni del Salone \u2013 si \u00e8 un po\u2019 esagerato nel mettersi a loro disposizione?<\/strong><br \/>Nel 2018, abbiamo deciso con il nostro CdA che il rapporto con finanziatori privati \u2013 sia quelli interessati a sostenerci come istituzione che quelli invece promotori di un evento specifico \u2013 sarebbe avvenuto solo sulla base della loro condivisione della nostra programmazione culturale. <br \/>Le eccezioni, come \u00e8 accaduto durante le Design week o per i molti eventi commerciali che ci hanno permesso di raccogliere importanti risorse, sono sempre state esplicite; mai c\u2019\u00e8 stata confusione tra i progetti promossi da Triennale Milano e sostenuti dai privati \u2013 e i progetti promossi da privati e ospitati a pagamento nel nostro palazzo. <br \/>Se Triennale Milano oggi ha una reputazione importante nel mondo, \u00e8 proprio perch\u00e9 la sua identit\u00e0 culturale, le sue scelte di programmazione sono state sempre chiare; certo discutibili ma sempre tra loro coerenti. <br \/>Del resto questa scelta identitaria ci ha permesso di inaugurare una partnership internazionale inedita con la Fondazione di una grande azienda privata francese \u2013 Cartier e Fondation Cartier pour l\u2019Art Contemporain \u2013 raggiunta partendo dalla condivisione dettagliata di un articolato programma di mostre e eventi. Mostre che oggi, come molte altre prodotte da Triennale Milano (Enzo Mari, Alessandro Mendini, Pittura Italiana..) girano il mondo. <\/p>\n<p><strong>Ci sono stati dei cambiamenti davvero molto significativi anche nella struttura del Palazzo. Alcuni li abbiamo gi\u00e0 accennati, ma vorrei tornarci perch\u00e9 lasci un edificio molto diverso da come l\u2019hai preso. <\/strong><br \/>Nel 2018, con il CdA e con la direzione artistica di Lorenza Baroncelli, avevamo coniato lo slogan \u201cBack to Muzio\u201d, ovvero l\u2019intenzione di tornare a far riviere la magica composizione di spazi vuoti di dimensioni e altezze diverse che Giovanni Muzio aveva saputo creare nel 1933. Un\u2019architettura in prima approssimazione rigida e monumentale, eppure capace di offrire una incredibile flessibilit\u00e0 nell\u2019uso dei suoi spazi.<br \/>In tutti questi anni, lo confesso, abbiamo soprattutto lavorato per sottrazione, togliendo aggiunte, superfetazioni e allestimenti che, seppur spesso di qualit\u00e0, avevano tolto all\u2019architettura di Muzio la sua magica versatilit\u00e0.<br \/>Cos\u00ec si spiegano l\u2019apertura di Cuore, il ridisegno del piano aperto sul Parco, la \u201cpulizia\u201d delle sue curve e dei due grandi spazi cubici.<br \/>Una sottrazione che ha permesso la ricostruzione (dopo uno smontaggio filologico da parte dai restauratori di Triennale) di \u201cCasa Lana\u201d di Ettore Sottsass al primo piano del palazzo: una \u201cmacchina del tempo\u201d che i Musei di tutto il mondo ci invidiano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palazzo-dellarte-giardino-c-triennale-milano-foto-gianluca-di-ioia-1024x683.jpg\" alt=\"Palazzo dell'Arte, giardino \u00a9 Triennale Milano. Foto Gianluca Di Ioia\" class=\"wp-image-1232104\"  \/>Palazzo dell\u2019Arte, giardino \u00a9 Triennale Milano. Foto Gianluca Di Ioia<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 stata la cosa pi\u00f9 difficile in questi otto anni?<\/strong><br \/>Forse proprio lasciare adesso? Ma va benissimo cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 stata invece la cosa che avresti assolutamente voluto fare e non sei riuscito?<\/strong><br \/>Avrei voluto, a proposto di \u201cBack to Muzio\u201d, riaprire lo spazio dell\u2019Impluvium verso il cielo \u2013 e riportarlo alla sua originale dimensione di grande \u201cvuoto\u201d verticale, dove oggi potrebbero essere ospitati, appoggiati o sospesi, sculture e modelli di dimensione eccezionale. Un altro progetto non realizzato era di ristabilire un contatto tra Triennale la Torre Branca di Gio Ponti, nate insieme nel 1933, concordando con la propriet\u00e0 un uso della Torre anche come antenna di una RadioTriennale che parla al mondo.<\/p>\n<p><strong>Effettivamente c\u2019\u00e8 un ruolo \u2018urbanistico\u2019 della Triennale. Con uno sguardo all\u2019area del vallo di fronte all\u2019ingresso e all\u2019area alle spalle del Parco Sempione\u2026<\/strong><br \/>Certo, ma mi azzardo a dire che questo ruolo andrebbe esteso ancor pi\u00f9, proprio in uno spirito \u201ctriennale\u201d. <br \/>Sogno un futuro in cui Adi (Associazione del Disegno Industriale) e Triennale riescano a fondersi, con la sede dell\u2019Adi dove si concentra la collezione del Design, il palazzo di Muzio per le grandi esposizioni e Palazzo Dugnani (incredibilmente oggi ancora non utilizzato) per le sperimentazioni, la ricerca e la formazione. <br \/>Una vera e \u201curbanistica\u201d Triennale Milanese.<\/p>\n<p><strong>La Triennale \u00e8 un\u2019istituzione ibrida, dove convivono Ministero, Comune di Milano e partner privati. Ritieni che la governance dell\u2019ente sia ottimale o si possa migliorare?<\/strong><br \/>Mi piacerebbe venisse creato un posto fisso nel CdA per gli Atenei milanesi. A rotazione. <\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 anche la circostanza di un presidente che deve lavorare senza stipendio. Io la considero una follia, tu?<\/strong><br \/>Anche io. Per\u00f2\u2026<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2?<\/strong><br \/>Per\u00f2 nella follia si apprezza anche la libert\u00e0 di azione. Totale anche perch\u00e9 in nessun modo negoziabile. <br \/>Penso alla grande scalinata grondante di sangue realizzata da Filippo Teoldi e Midori Hasuike che per sei lunghi mesi, in tempo reale, ha messo in scena il conteggio inaccettabile delle vittime di Gaza e del 7 ottobre 2023. Siamo stati l\u2019unica istituzione culturale europea che ha avuto il coraggio di mettere al centro del suo spazio l\u2019enormit\u00e0 di questa tragedia. <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/471-days-filippo-teoldi-e-midori-hasuike-foto-alessandro-saletta-e-agnese-bedini-dsl-studio-c-trienn.jpeg\" alt=\"471 Days, Filippo Teoldi e Midori Hasuike. Foto Alessandro Saletta e Agnese Bedini - DSL Studio \u00a9 Triennale Milano\" class=\"wp-image-1232105\"  \/>471 Days, Filippo Teoldi e Midori Hasuike. Foto Alessandro Saletta e Agnese Bedini \u2013 DSL Studio \u00a9 Triennale Milano<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni sei stato costretto a svolgere il tuo ruolo con la tua immagine parzialmente messa in discussione da alcune inchieste giudiziarie. Sicuramente tutto si risolver\u00e0 per il meglio, ma nel frattempo non deve essere stato facile. Come l\u2019hai vissuta?<\/strong><br \/>Con grande fiducia, ma anche grande rabbia. <\/p>\n<p><strong>Dentro l\u2019istituzione per\u00f2 mi sembra che avevi tutti dalla tua parte\u2026<\/strong><br \/>Devo dire che in Triennale ho ritrovato costantemente la stima e la riconoscenza per il mio lavoro che in altre istituzioni con cui ho lavorato, comprese quelle politiche, si erano di colpo \u201cassentate\u201d. <\/p>\n<p><strong>A brevissimo avremo un nuovo presidente. Adopera questa intervista per dirgli qualcosa che non sia solo un semplice e scontato augurio di buon lavoro.<\/strong><br \/>\u201cCaro Presidente, la risorsa principale di un\u2019istituzione, lo sai bene, sono le donne e gli uomini che lavorano al tuo fianco. L\u2019et\u00e0 media di chi lavora in Triennale, a partire dai mediatori di \u2018ask me\u2019, \u00e8 di 37 anni. Molti di loro, a partire dalla giovane Direttrice Generale che ha iniziato qui con uno stage, sono cresciuti vivendo il loro lavoro come una passione, amando questi spazi e questa istituzione. <br \/>Insomma: l\u2019energia che troverai in Via Alemagna 6\u2026 \u00e8 unica\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come qualsiasi istituzione seria di caratura internazionale, la Triennale ha impostato il suo programma con anticipo. Per cui lascerai in eredit\u00e0 delle mostre e degli eventi anche dopo la fine del tuo mandato. Ci anticipi qualcosa?<\/strong><br \/>Oltre ad una grande mostra di Francesco Clemente, la sequenza dei protagonisti che hanno fatto grande, anche lavorando all\u2019estero, la cultura e l\u2019arte italiana si completer\u00e0 a ottobre con la pi\u00f9 grande retrospettiva mai realizzata sulla vita e le opere di Costantino Nivola. Artista, scultore, architetto, grafico, nato in un piccolo paese della Sardegna e Newyorkese di adozione, Nivola per me \u00e8 da tempo una fonte costante di ispirazione. La curer\u00e0 Cecilia Alemani con allestimento di Alessandro Floris. <\/p>\n<p><strong>E dopo le anticipazioni sull\u2019istituzione che hai presieduto fino a ieri, anticipaci qualcosa su Stefano Boeri. Tornerai al 100% in studio? Oppure ci sono altri progetti?<\/strong><br \/>Gio Ponti diceva che la produttivit\u00e0 creativa, nel campo dell\u2019architettura, agisce come un moltiplicatore, mai come un limite.<\/p>\n<p>Massimiliano Tonelli<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Stefano Boeri a tutto campo in questa lunga intervista di fine incarico dopo 8 anni da presidente della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":487625,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-487624","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116564539154077862","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=487624"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487624\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/487625"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=487624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=487624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=487624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}