{"id":487706,"date":"2026-05-13T02:14:16","date_gmt":"2026-05-13T02:14:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487706\/"},"modified":"2026-05-13T02:14:16","modified_gmt":"2026-05-13T02:14:16","slug":"le-ambigue-indeterminatezze-dinamiche-di-huyghe-alla-fondation-beyeler-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487706\/","title":{"rendered":"Le ambigue indeterminatezze dinamiche di Huyghe alla Fondation Beyeler"},"content":{"rendered":"\n<p>A Basilea <strong>la Fondation Beyeler ospita, dal 24 maggio al 13 settembre, la prima personale di Pierre Huyghe<\/strong> (1962), con <strong>nuove opere, film recenti e una selezione di lavori precedenti<\/strong>, a cura di <strong>Mouna Mekouar<\/strong> e <strong>Anne Stene<\/strong>. L\u2019artista parigino da pi\u00f9 di vent\u2019anni concepisce le proprie esposizioni come <strong>finzioni speculative<\/strong>, da cui emergono modalit\u00e0 alternative di esistenza: le forme viventi ed inerti, i materiali biologici e le tecnologie sono legati da interrelazioni e costantemente soggetti a processi di apprendimento, mutamento ed evoluzione. Ne risultano realt\u00e0 e situazioni dinamiche, pensate nel trascorrere del tempo e nell\u2019imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Concepita per la Fondation Beyeler, la mostra \u00e8 <strong>un allestimento site specific<\/strong> in cui tutte le opere e gli spazi che le circondano costituiscono una soglia ambigua. Attraverso l\u2019interazione di opere in continua evoluzione, nelle quali si combinano immagini in movimento, suono, oggetti, organismi viventi e apprendimento automatico, <strong>l\u2019esposizione si sviluppa seguendo i ritmi di\u00a0\u00abApnea\u00bb<\/strong>\u00a0(2026). <strong>Un organo respiratorio artificiale, raccolto sott\u2019acqua, respira a un ritmo umano<\/strong>. La sua membrana oscilla come se fosse in apnea e detta i tempi alle opere circostanti. Aria, suono e vibrazioni impercettibili circolano attraverso le pareti, fino a desincronizzarsi o interrompersi, formando uno spazio di respirazione condiviso che permea l\u2019intera esposizione.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera <strong>\u00abAlchimia\u00bb<\/strong>\u00a0(2026) <strong>un verme (che simboleggia l\u2019inconscio umano) \u00e8 collocato sulla soglia di una porta<\/strong>. Animato dal respiro, mormora e vibra nella materia circostante, dando vita a una sorta di polifonia. Privato di aria, vacilla e si contorce. Anche quest\u2019opera, come \u00abApnea\u00bb, rappresenta la respirazione come forza fisica e simbolica capace di plasmare la nostra esperienza.<\/p>\n<p><strong>\u00abLiminals\u00bb\u00a0(2026), l\u2019ultimo film di Huyghe,\u00a0si sviluppa come un mito contemporaneo<\/strong>, simulando una condizione non umana ed esplorando l\u2019incertezza (\u00abUno stato liminale, una danza incessante della materia\u00bb, la definisce l\u2019artista). Una figura antropomorfa, svuotata e senza volto, emerge da stati mutevoli e cerca di esistere in una realt\u00e0 al di l\u00e0 del tempo e dello spazio. Il film si domanda se sia possibile relazionarsi a una tale realt\u00e0 e quali condizioni possano rendere possibile la percezione simultanea di molteplici stati dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p><strong>Un grande cancello chiuso,\u00a0\u00abAdversary\u00bb\u00a0(2026), ha la funzione di una soglia<\/strong>: l\u2019opera \u00e8 al contempo immagine simbolica e punto di accesso a ci\u00f2 che si trova oltre. Un\u2019immagine mentale, generata da un\u2019interazione creativa fra uomo e macchina, si sostanzia in una porta a bassorilievo. Fra tutte le possibili immagini mentali, una soltanto viene scelta ed eseguita. <strong>In\u00a0\u00abCamata\u00bb\u00a0(2024), delle macchine sembrano compiere un rituale sconosciuto su uno scheletro non sepolto<\/strong> rinvenuto nel deserto di Atacama, in Cile. Privo di linearit\u00e0, di un inizio o di una fine, il film \u00e8 continuamente rimontato in tempo reale grazie all\u2019impiego di sensori integrati nello spazio espositivo.<\/p>\n<p><strong>La mostra alla Fondation Beyeler invita i visitatori a immergersi in un \u00absoulscape\u00bb, un paesaggio dell\u2019anima<\/strong>: un mondo interiore composto da molteplici temporalit\u00e0, voci e stati. Una polifonia che si apre a momenti di contraddizione e spaesamento, facendoci riflettere sulla nostra condizione di esseri ibridi, senza gerarchia tra finzione e realt\u00e0, tra vivente e artificiale, tra umano e non umano.<\/p>\n<p>Nelle parole dell\u2019artista, \u00able finzioni sono veicoli che ci danno accesso ad altri mondi possibili, a un\u2019immaginazione controfattuale. Tali finzioni, separate da ci\u00f2 che \u00e8 noto, libere da vincoli temporali e spaziali, sono aperte alla speculazione, a strade non ancora percorse. Ci permettono di esperire noi stessi dall\u2019esterno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Basilea la Fondation Beyeler ospita, dal 24 maggio al 13 settembre, la prima personale di Pierre Huyghe&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":486597,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-487706","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116564857081969821","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=487706"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487706\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/486597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=487706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=487706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=487706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}