{"id":487732,"date":"2026-05-13T02:41:15","date_gmt":"2026-05-13T02:41:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487732\/"},"modified":"2026-05-13T02:41:15","modified_gmt":"2026-05-13T02:41:15","slug":"semiha-berksoy-in-mostra-allistanbul-modern","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487732\/","title":{"rendered":"Semiha Berksoy in mostra all\u2019Istanbul Modern"},"content":{"rendered":"<p>Come molti, non conoscevo <strong>Semiha Berksoy<\/strong>, ma una mostra in corso all\u2019<strong>Instanbul Modern fino al 6 settembre <\/strong>ne riscopre la figura. Lo spirito eclettico dell\u2019artista si evince gi\u00e0 dalla locandina di <strong><a href=\"https:\/\/www.istanbulmodern.org\/en\/exhibitions\/semiha-berksoy-aria-of-all-colors\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Aria of All Colors<\/a><\/strong> \u2013 questo il titolo dell\u2019esposizione con oltre 200 opere -, da cui emerge la figura stilizzata di una colorata donna di inizio secolo, con un grande cappello e un\u2019avvolgente pelliccia.<\/p>\n<p><strong>Il ritratto della madre come amuleto<\/strong><\/p>\n<p>Nata a Istanbul nel 1911, da una pittrice e da un contabile che si dilettava nella poesia, Semiha perse la madre a soli sette anni a causa dell\u2019influenza spagnola. Questo tragico avvenimento la accompagner\u00e0 per il resto della sua esistenza, divenendo anche un topos nella sua espressione artistica \u2013 non a caso la sua opera pi\u00f9 celebre \u00e8 <strong>My Mother the Painter Fatma Saime<\/strong>, rimasto nella collezione di famiglia di Berksoy, ma presente in ogni sua mostra in giro per il mondo, come fosse un amuleto.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"706\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/galerist-semiha-berksoy-my-mother-the-painter-fatma-saime-1965-706x1024.webp.webp\" alt=\"Semiha Berksoy: l\u2019artista turca che ha reso la sua vita un\u2019opera totale\" class=\"wp-image-1231564\"  \/>Semiha Berksoy, My Mother The Painter Fatma Saime, 1965<\/p>\n<p><strong>L\u2019arte totale di Semiha Berksoy<\/strong><\/p>\n<p>Semiha ha praticato l\u2019\u201darte totale\u201d, come ha scritto la storica dell\u2019arte <strong>Deniz Turker<\/strong>, che l\u2019ha definita \u201ccelebre soprano drammatico, pittrice, scultrice, attrice, costumista e artista performativa\u201d. Dopo aver frequentato il conservatorio, a soli vent\u2019anni fece infatti il suo esordio cinematografico come protagonista nel primo film sonoro nella storia del cinema turco, interpretando, tra l\u2019altro, una femminista. Era il 1931.<\/p>\n<p>Questo debutto le diede lo slancio per trasferirsi a Berlino e perfezionare i suoi studi canori, rendendola la prima cantante lirica turca ad affermarsi sulle scene europee. Torn\u00f2 in patria per contribuire alla fondazione del teatro dell\u2019opera di Ankara, interpretando Tosca, Madame Butterfly, Il Trovatore, Fidelio. Di queste esperienze ha lasciato traccia anche nelle sue opere pittoriche, cui \u00e8 dedicata la sala centrale rossa della mostra.<\/p>\n<p>Oltre ai dipinti, ci sono anche abiti di scena, bozzetti, filmati d\u2019epoca, racconti da lei firmati e persino l\u2019anta di un frigorifero su cui Semiha tratteggi\u00f2 il ritratto della figlia <strong>Zeliha<\/strong>, nata dal matrimonio con <strong>Erc\u00fcment Siyavu\u015fgil<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lo stile infantile e la \u201clinea del destino\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il suo stile \u00e8 estremamente grafico: dal tratto veloce e dai colori vivaci, i soggetti prediletti sono amici e persone di spicco dell\u2019ambiente culturale turco, oltre, come detto, alla figura materna, che vengono delineati in maniera semplice e quasi infantile, ma non priva di dettagli e simbolismi.<\/p>\n<p>Tra questi elementi spicca una riga orizzontale, che attraversa molti dipinti. \u201cLa decisa linea nera, che compare nella maggior parte dei dipinti di Berksoy, non vuole evocare la morte, bens\u00ec la vita terrena e ultraterrena\u201d, spiega sempre Turker. Si tratta della linea del destino, memento di come fatti e avvenimenti abbiano inciso sul percorso esistenziale dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Semiha ha infatti vissuto la rivoluzione politica e culturale del suo paese, ma anche una sorta di ostracismo da parte dell\u2019intellighenzia turca, che ha influenzato il suo temperamento e, in parte, stimolato la sua produzione pittorica. La sua vocazione per l\u2019arte l\u2019ha indotta a trasformare la sua camera da letto in una vera e propria installazione, in parte ricreata nella mostra e ha fatto s\u00ec che calcasse le scene fino a pochi anni prima della sua morte, avvenuta nel 2004 all\u2019et\u00e0 di 93 anni. In una delle sale di Aria of All Colors, \u00e8 infatti proiettata la sua ultima commovente esibizione, che la vede cantare distesa su un sof\u00e0, con abiti e trucco di scena.<\/p>\n<p><strong>La riscoperta di Berksoy<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni recenti il settore sta riscoprendo il lascito di Berskoy, tanto che 26 dei suoi dipinti sono stati esposti alla <strong>51\u00aa Biennale di Venezia nel 2005<\/strong> e recentemente \u00e8 apparsa alla<strong> <a href=\"https:\/\/www.labiennale.org\/it\/arte\/2024\/ritratti\/semiha-berksoy\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">60\u00aa Biennale di Venezia nel 2024<\/a><\/strong>. La mostra attualmente in corso a Istanbul \u00e8 stata preceduta inoltre da una retrospettiva completa intitolata <strong>Singing in Full Color<\/strong>, ospitata <strong>all\u2019Hamburger Bahnhof \u2013 Nationalgalerie der Gegenwart<\/strong> nel 2025.<\/p>\n<p>Dopo aver ammirato le opere di Berksoy si ha l\u2019impressione di essere stati al cospetto di un\u2019artista a tutto tondo \u2013 molto simile all\u2019approccio della <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/frida-kahlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Kahlo<\/a><\/strong> \u2013 che ha reso la sua vita un\u2019opera totale, in maniera schietta, genuina, a volte anche sfrontata, non per provocare, ma per un\u2019indole creativa ed espressiva incontenibile. Nei volti da lei impressi, cos\u00ec semplici, eppure tanto profondi, aleggia l\u2019animo di una visionaria, intriso di una cultura turca squisitamente cosmopolita, che non rinneg\u00f2 mai s\u00e9 stessa, in barba al giudizio altrui.<\/p>\n<p>Roberta Pisa<\/p>\n<p><strong>Semiha Berksoy: Aria of All Colors<\/strong><br \/>Dal 22 gennaio al 6 settembre 2026\u00a0<br \/>ISTANBUL MODERN<br \/>K\u0131l\u0131\u00e7 Ali Pa\u015fa Mahallesi, Tophane Iskele Caddesi<br \/>No:1\/1 34433 Beyo\u011flu-\u0130stanbul<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come molti, non conoscevo Semiha Berksoy, ma una mostra in corso all\u2019Instanbul Modern fino al 6 settembre ne&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":487733,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-487732","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116564963783288433","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487732","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=487732"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487732\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/487733"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=487732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=487732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=487732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}