{"id":487928,"date":"2026-05-13T06:21:18","date_gmt":"2026-05-13T06:21:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487928\/"},"modified":"2026-05-13T06:21:18","modified_gmt":"2026-05-13T06:21:18","slug":"ritorno-al-tratturo-il-docufilm-con-elio-germano-sulle-aree-interne-il-molise-diventa-un-simbolo-tra-spopolamento-biodiversita-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/487928\/","title":{"rendered":"\u201cRitorno al Tratturo\u201d, il docufilm con Elio Germano sulle aree interne: il Molise diventa un simbolo tra spopolamento, biodiversit\u00e0 e futuro"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Patrizia Varone<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Diretto da Francesco Cordio e scritto con Filippo Tantillo, il film attraversa il tratturo molisano per raccontare comunit\u00e0, lavoro e difficolt\u00e0 quotidiane dei territori lontani dai grandi centri. La pellicola, prodotta da Own Air, sar\u00e0 anche presentata il 24 giugno al Parlamento Europeo di Bruxelles<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">&#8220;Dove l\u2019Abruzzo incontra il Molise, il cammino del tratturo ormai abbandonato si distende e percorre lungo un tratto di terra privo di alberi, una striscia di demanio pubblico di 110 metri di larghezza tra la statale e la linea di costa. Un luogo dismesso, dove sono visibili le tracce di un intenso sfruttamento e di un successivo abbandono, oggi dalla destinazione incerta, dimenticato dall\u2019intento ordinativo della civilt\u00e0 contemporanea, e ricolonizzato dal selvatico&#8221;. Sono parole de L\u2019Italia vuota di Filippo Tantillo, esperto di politiche del lavoro e dello sviluppo, si occupa della messa a punto di nuovi strumenti di ascolto del territorio e dei fenomeni sociali per Istituti di ricerca e universit\u00e0 italiane ed europee. <b>Filippo Tantillo \u00e8 il co-autore, insieme ad Elio Germano, Gemma Barbieri, montatrice, e Francesco Cordio, regista indipendente, del documentario Ritorno al Tratturo.<\/b>\u00a0\u00abDa una conversazione con Tantillo &#8211; racconta Cordio &#8211; \u00e8 nata l\u2019idea di realizzare un docufilm che raccontasse le aree interne del Bel Paese, quei territori che la politica chiama marginali, che invece sono luoghi dove si vive, si lavora e si sogna\u00bb.<\/p>\n<p>    Le difficolt\u00e0 delle aree interne<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le aree interne ospitano circa il 20% della popolazione italiana e rappresentano oltre la met\u00e0 dei comuni italiani di cui l\u201985% ha meno di 5.000 abitanti. Sono territori segnati da spopolamento, emigrazione giovanile, bassi tassi di natalit\u00e0, invecchiamento della popolazione mentre i servizi essenziali, come mobilit\u00e0, istruzione, sanit\u00e0, sono carenti. Permangono luoghi ricchi di cultura e risorse naturali che ne tratteggiano il potenziale sviluppo. \u00abL&#8217;ipotesi iniziale &#8211; rivela il regista &#8211; era di scegliere tre zone rappresentative del paese, una al nord, una al centro, una al sud o nelle isole, e costruire un racconto corale capace di restituire la complessit\u00e0 di quei tredici milioni di italiani che abita il 60% del territorio nazionale ma che resta quasi invisibile ai grandi media e alle grandi decisioni. Poi, osservando i dati, ascoltando le storie, percorrendo quei paesaggi, <b>ci siamo resi conto che una sola area interna, scelta bene, le racconta tutte. Non per genericit\u00e0, ma per profondit\u00e0. Le stesse dinamiche che svuotano i paesi molisani agiscono nelle Hautes-Alpes francesi, nella Castilla vaciada spagnola, nelle campagne rumene\u00bb. <\/b>Tanto pi\u00f9 sulle montagne arrotondate del Molise, attraversate per millenni da un flusso costante di animali ed esseri umani lungo il tratturo, un grande fiume verde largo un centinaio di metri e lungo centinaia di chilometri che per secoli ha messo in comunicazione le popolazioni d\u2019Europa con quelle del Mediterraneo. Un\u2019esperienza nomade che ne ha modellato profondamente l\u2019identit\u00e0.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Il Molise set del docufilm ed esempio di complessit\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cos\u00ec il Molise, spesso citato come metafora dell&#8217;oblio, \u00e8 diventato il set e il soggetto di Ritorno al Tratturo, dal 29 aprile al cinema. <b>Questa regione, la seconda pi\u00f9 piccola d&#8217;Italia per numero di abitanti, quella che ha perso tra il 2014 e il 2024 circa il 6,3% della sua popolazione nelle aree interne, \u00e8 anche il luogo dove coesistono storie capaci di parlare a tutta Europa<\/b>. Elio Germano, di origini molisane, nel documentario ha sostenuto il ruolo di guida narrativa, che accompagna nei luoghi, conosce le persone, sa come stare in ascolto, e in questa funzione, restituisce anche quella tensione tra appartenenza e distanza che \u00e8 il filo sottile di tutto il film. L\u2019attore si \u00e8 fatto carico anche della parte pi\u00f9 politica del documentario. \u00c8 lui, infatti, a leggere i dati, a contestualizzare le storie nei numeri, a tradurre in linguaggio accessibile la complessit\u00e0 delle politiche per le aree interne. \u00abLe grafiche che accompagnano questa lettura &#8211; spiega Cordio &#8211; sono costruite con un&#8217;estetica che evoca i caratteri tipografici e le animazioni di Ritorno al futuro, il film di Robert Zemeckis del 1985, con un gioco di parole che \u00e8 anche il manifesto di Ritorno al tratturo. Il documentario, infatti, \u00e8 un&#8217;opera sul presente, inverte la direzione del viaggio, non si torna indietro nel tempo, si torna a un passo, a un ritmo, a una misura delle cose. Il tratturo come via lenta, come alternativa alla velocit\u00e0 che ha svuotato questi luoghi. Il tratturo come metafora di un&#8217;economia e di una cultura che possono ancora stare in piedi, a patto di non trattarle come fanno le grandi aziende agricole, con le stesse normative, gli stessi obblighi, gli stessi controlli pensati per scale completamente diverse. La scelta di affidare la dimensione politica a un attore, dunque, non \u00e8 casuale. In questi territori la politica si percepisce lontana, astratta, spesso ostile. Una voce umana, riconoscibile, capace di emozione, ha pi\u00f9 possibilit\u00e0 di essere ascoltata\u00bb.<\/p>\n<p>    Le tematiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le persone che compaiono nel documentario, incontrate durante il viaggio attraverso il tratturo, hanno parlato di mobilit\u00e0 e leggerezza, manualit\u00e0 e ricerca dell&#8217;essenziale e, nel loro fare quotidiano, hanno cura di questi luoghi bellissimi e custodiscono quella biodiversit\u00e0 da cui dipende il futuro della nostra specie. \u00abUno dei nodi pi\u00f9 dolorosi che il film affronta &#8211; continua il regista &#8211; riguarda il peso normativo che grava su chi sceglie di fare impresa nelle aree interne. Chi coltiva pochi ettari, chi alleva qualche decina di animali, chi trasforma in casa il latte del giorno o custodisce semi antichi si trova ad affrontare lo stesso apparato burocratico di una grande azienda agricola o di un allevamento intensivo. Stesse leggi, stessi obblighi, stessi controlli. Nessuna proporzione. Fare impresa nelle aree interne vuol dire affrontare montagne di carte, prima ancora di seminare la prima pianta o mungere la prima capra. E intorno, servizi essenziali che scarseggiano con la farmacia aperta due giorni a settimana, la posta uguale, la benzina che finisce e il distributore pi\u00f9 vicino a chilometri di distanza. Eppure il Molise ha a disposizione centinaia di milioni di euro per lo sviluppo delle aree interne, fondi nazionali, europei, Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), strategie regionali. Soldi per scuole, sanit\u00e0, mobilit\u00e0, imprese, cultura. Sono opportunit\u00e0 reali, potenziali trasformazioni da attivare. La domanda che il film pone, senza rispondere, \u00e8 semplice: riusciremo a farli diventare vita, lavoro, comunit\u00e0?\u00bb<\/p>\n<p>    La presentazione al Parlamento europeo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Contadini, allevatori, artigiani, piccoli imprenditori, librai, ristoratori, camminatori. Da soli resistono. Insieme, crescono. Le reti locali che emergono nel film non sono soltanto scambi economici, ma alleanze che danno voce, forza e futuro ai territori. \u00c8 in mandria che si fanno le cose, come dice qualcuno nel film con la semplicit\u00e0 delle verit\u00e0 pi\u00f9 profonde.<br \/><b>Il documentario, ha la responsabilit\u00e0 di essere esso stesso una rete, connette storie che altrimenti resterebbero isolate, mette in dialogo voci che non si sentirebbero mai, restituisce a chi vive in questi luoghi la dignit\u00e0 di una narrazione che li riguarda davvero.<\/b> \u00c8 un atto politico, nel senso pi\u00f9 nobile del termine, prima ancora che artistico: raccontare questi luoghi, questi percorsi, come un seme di un futuro ancora tutto da costruire. &#8220;In anni in cui sembra pi\u00f9 facile immaginare la fine del mondo che il superamento di un sistema economico che produce ricchezze immense per pochissimi e miseria per tutti gli altri, abbiamo bisogno di utopie positive, senza negarci le difficolt\u00e0, di sguardi lunghi, di persone reali cariche di umanit\u00e0&#8221;, scrive Francesco Cordio. <br \/>Prodotto e distribuito da Alfredo Borrelli e Lorenzo Borrelli di Own Air, Ritorno al Tratturo \u00e8 dedicato a Melina, una donna che, come tanti negli anni del secondo dopoguerra, abbandon\u00f2 con la famiglia l\u2019aspra terra molisana per andare a realizzarsi in citt\u00e0 ma che, negli anni, ha sempre mantenuto un legame profondo con le origini, sia da insegnante che da mamma e infine da nonna. <br \/>Melina come il Molise, la parte per il tutto, il pi\u00f9 piccolo per il pi\u00f9 grande. La comunit\u00e0 per la societ\u00e0, sempre. Il 24 giugno il regista Francesco Cordio e il co-autore Filippo Tantillo presenteranno Ritorno al Tratturo al Parlamento Europeo a Bruxelles.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-12T17:09:09+02:00\">12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 17:09)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Patrizia Varone Diretto da Francesco Cordio e scritto con Filippo Tantillo, il film attraversa il tratturo molisano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":487929,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[4111,5649,6208,5270,1018,51992,9063,2382,8809,21572,36127,293,8624,3844,2225,37209,931,8076,177268,122,4933,1644,728,5376,3669,41461,11599,20056,83812,203,31823,3085,3889,271237,9435,271235,454,1250,271236,96892,1148,1251,3264,271238,271239,25370,204,1537,90,627,89,7364,271240,57285,3203,8588,59488,34594,1521,64426,271241,13409,122721,271242,8111,63688,271243,4979,477,4396,976,1918,1989,5210,1447,635,104096,614,7301,3675,271233,301,1360,1324,150385,3645,67965,2183,2685,3002,271234,3185,35171,271232],"class_list":{"0":"post-487928","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-abitanti","9":"tag-affrontare","10":"tag-air","11":"tag-animali","12":"tag-aree","13":"tag-aree-interne","14":"tag-ascolto","15":"tag-attore","16":"tag-autore","17":"tag-biodiversita","18":"tag-borrelli","19":"tag-bruxelles","20":"tag-capace","21":"tag-centinaia","22":"tag-chilometri","23":"tag-complessita","24":"tag-comunita","25":"tag-controlli","26":"tag-cordio","27":"tag-cose","28":"tag-costruire","29":"tag-cultura","30":"tag-dati","31":"tag-difficolta","32":"tag-distanza","33":"tag-docufilm","34":"tag-documentario","35":"tag-elio","36":"tag-elio-germano","37":"tag-entertainment","38":"tag-essenziali","39":"tag-europa","40":"tag-europeo","41":"tag-europeo-bruxelles","42":"tag-filippo","43":"tag-filippo-tantillo","44":"tag-film","45":"tag-francesco","46":"tag-francesco-cordio","47":"tag-germano","48":"tag-giugno","49":"tag-grandi","50":"tag-impresa","51":"tag-impresa-aree","52":"tag-impresa-aree-interne","53":"tag-interne","54":"tag-intrattenimento","55":"tag-it","56":"tag-italia","57":"tag-italiani","58":"tag-italy","59":"tag-luoghi","60":"tag-melina","61":"tag-metafora","62":"tag-metri","63":"tag-mobilita","64":"tag-molise","65":"tag-montagne","66":"tag-movies","67":"tag-obblighi","68":"tag-obblighi-controlli","69":"tag-origini","70":"tag-own","71":"tag-own-air","72":"tag-parlamento","73":"tag-parlamento-europeo","74":"tag-parlamento-europeo-bruxelles","75":"tag-parole","76":"tag-politica","77":"tag-politiche","78":"tag-popolazione","79":"tag-quei","80":"tag-racconta","81":"tag-raccontare","82":"tag-reali","83":"tag-regista","84":"tag-restituisce","85":"tag-ricerca","86":"tag-riguarda","87":"tag-ritorno","88":"tag-ritorno-tratturo","89":"tag-sanita","90":"tag-scelta","91":"tag-servizi","92":"tag-servizi-essenziali","93":"tag-set","94":"tag-spopolamento","95":"tag-stare","96":"tag-storie","97":"tag-sviluppo","98":"tag-tantillo","99":"tag-terra","100":"tag-territori","101":"tag-tratturo"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=487928"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487928\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/487929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=487928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=487928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=487928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}