{"id":488020,"date":"2026-05-13T07:42:13","date_gmt":"2026-05-13T07:42:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/488020\/"},"modified":"2026-05-13T07:42:13","modified_gmt":"2026-05-13T07:42:13","slug":"mission-compie-40-anni-ascesa-e-caduta-fede-e-fallimento-nel-film-di-roland-joffe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/488020\/","title":{"rendered":"\u00abMission\u00bb compie 40 anni: ascesa e caduta, fede e fallimento nel film di Roland Joff\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Filippo Mazzarella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Momenti visivi vertiginosi e la celebre colonna sonora di Ennio Morricone<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 16 maggio 1986 \u00e8 in concorso al festival di Cannes (lo vincer\u00e0; e da noi sar\u00e0 distribuito solo a ottobre), Mission\/The Mission, secondo film del <b>discontinuo regista Roland Joff\u00e9<\/b> dopo il (troppo) celebrato Urla del silenzio\/The Killing Fields (1984).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se l\u2019esordio raccontava la tragedia cambogiana attraverso un linguaggio nervoso e quasi documentaristico, fatto di <b>corpi trascinati nel caos<\/b> di una Storia inafferrabile, l\u2019opera seconda compie un movimento radicalmente diverso: Joff\u00e9 tenta infatti di far assumere al proprio cinema <b>la forma di una liturgia<\/b>, grazie a immagini che non rappresentano pi\u00f9 soltanto degli eventi, ma li consacrano e li trasfigurano, esponendoli a una <b>dimensione spirituale<\/b> che convive parallelamente a quella materiale.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019azione si svolge nel 1767, <\/b>ai confini contesi<b> <\/b>tra impero spagnolo e portoghese: tra le foreste e le cascate dell\u2019Iguaz\u00fa, <b>il gesuita padre Gabriel<\/b> (Jeremy Irons) raggiunge una comunit\u00e0 di Guaran\u00ed ostile agli europei e riesce a <b>conquistarne la fiducia<\/b> dando vita a una missione destinata a diventare luogo di <b>convivenza e protezione<\/b> dei nativi dalla schiavit\u00f9 e dalle violenze dei coloni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nello stesso periodo, <b>il mercenario Rodrigo Mendoza<\/b> (Robert De Niro), trafficante di schiavi, dapprima uccide in duello il fratello Felipe (Aidan Quinn), colpevole di <b>amare la donna che lui desiderava sposare<\/b>, poi si lascia consumare dal rimorso finch\u00e9 proprio Gabriel non lo convince a <b>espiare la propria colpa<\/b> attraverso il sacrificio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mendoza segue cos\u00ec i missionari oltre le cascate, trascinando con s\u00e9 una pesante rete piena delle armi della sua vita passata; e saranno proprio i Guaran\u00ed a <b>liberarlo simbolicamente da quel fardello<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da quel momento,<b> Rodrigo cambia radicalmente,<\/b> entra nell\u2019ordine dei Gesuiti e si mette <b>al servizio della missione<\/b>. Nel tempo, le comunit\u00e0 diventano autonome e prospere, capaci di sottrarre i Guaran\u00ed alla norma coloniale; ma poich\u00e9 proprio questa indipendenza <b>le rende intollerabili<\/b> agli occhi delle monarchie europee, con il trattato di Madrid del 1750 alcune vengono cedute al Portogallo e <b>condannate allo smantellamento<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il cardinale Altamirano (Ray McAnally), inviato dal Vaticano per gestire la crisi, comprende <b>l\u2019ingiustizia della situazione<\/b>; ma finisce per piegarsi alle pressioni politiche e ordinare l\u2019abbandono delle terre.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando i Guaran\u00ed rifiutano di lasciare S\u00e3o Miguel das Miss\u00f5es, il conflitto esplode: Gabriel e Rodrigo scelgono di <b>restare accanto agli indigeni<\/b>, ma il primo incarna un\u2019idea di <b>resistenza pacifica<\/b> mentre il secondo \u00e8 convinto che la situazione possa essere <b>affrontata soltanto con le armi<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I Guaran\u00ed organizzano cos\u00ec una <b>disperata resistenza<\/b> contro gli eserciti ispano-portoghesi e la guerriglia nella foresta rallenta inizialmente gli invasori; ma la superiorit\u00e0 militare europea finir\u00e0 presto per <b>travolgere la missione<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mendoza cadr\u00e0, mentre Gabriel <b>affronter\u00e0 il massacro<\/b> guidando in processione donne e bambini con l\u2019ostensorio tra le mani, fino a essere ucciso a sua volta. Il villaggio sar\u00e0 distrutto; e soltanto alcuni bambini riusciranno a fuggire lungo il fiume, portando con s\u00e9 un violino, <b>ultimo frammento di un mondo ormai cancellato<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Scritto da Robert Bolt<\/b> (sceneggiatore, nientemeno<b>,<\/b> che di Il dottor \u017divago, 1965, di David Lean), Mission \u00e8 un film costruito interamente sulla<b> tensione tra ascesa e caduta, salvezza e distruzione, fede e fallimento<\/b>; dove la foresta sudamericana trascende il semplice scenario esotico <b>per farsi spazio morale e teologico<\/b>, territorio sospeso in cui il sacro entra in collisione diretta con il potere politico, il colonialismo, l\u2019economia e la morte.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il film<b> si ispira a<\/b> <b>eventi storici reali<\/b> legati alle conseguenze del trattato di Madrid e alla guerra guaranitica combattuta tra il 1754 e il 1756, ma non si limita alla ricostruzione; organizza anzi il proprio discorso come <b>un\u2019epifania della contraddizione<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I gesuiti, incarnati dalla figura mite e ostinata di padre Gabriel, sono sia \u00abportatori di luce\u00bb sia, inevitabilmente, <b>ingranaggi di un sistema che li supera e li tradisce<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E la loro missione (ossia civilizzare, proteggere e &#8211; soprattutto &#8211; convertire) si rivela presto come <b>operazione ambigua<\/b>, cui fa da controcanto la figura di Mendoza: mercenario, schiavista e fratricida, il personaggio metaforizza il peccato che prende coscienza di s\u00e9 e <b>tenta una redenzione impossibile<\/b> tra allegorie penitenziali plateali (la salita lungo le cascate con il peso delle armi legate al corpo) e interrogativi &#8211; retorici &#8211; sottintesi (\u00e8 davvero possibile redimersi internamente a un <b>sistema produttore di violenza<\/b>?) che il film affida innanzitutto alla forma.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Joff\u00e9 costruisce infatti il film come un <b>continuo slittamento tra armonie e dissonanze<\/b>, anche grazie al lavoro musicale di Ennio Morricone con il celebre (ma anche insistito) tema dell\u2019<b>oboe che funge da contronarrazione<\/b>: dove le immagini mostrano il conflitto, la musica tenta una &#8211; impossibile &#8211; riconciliazione che non cancella la tragedia ma la rende <b>ancor pi\u00f9 insopportabile<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ovviamente, il nucleo \u00abpolitico\u00bb del film (ancor oggi attuale) \u00e8 pi\u00f9 laterale rispetto alla <b>magniloquenza della narrazione<\/b>: perch\u00e9 le autorit\u00e0 ecclesiastiche e politiche si muovono all\u2019interno di un sistema simbolico che, come sempre,<b> giustifica la violenza<\/b> alla stregua di necessit\u00e0 storica e conseguenza logica, mentre<b> il confronto finale<\/b> tra le due forme opposte di resistenza (quella armata di Mendoza e quella pacifista di Gabriel) diventa giocoforza <b>una frattura all\u2019interno dello stesso concetto di Fede<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma anche se la scrittura (afflitta da parecchie debolezze, tra le quali la tendenza alla semplificazione e personaggi sempre pi\u00f9<b> funzionali al dispositivo<\/b> che alla reale costruzione psicologica) non \u00absceglie\u00bb, sottolineando come entrambe le vie <b>siano al contempo necessarie e insufficienti<\/b>, resta il dubbio che il regista finisca anche qui (come accadeva in Urla del silenzio, pur in quel caso con un impianto pi\u00f9 \u00abtestimoniale\u00bb) per <b>sublimare il martirio<\/b>, trasformando una sconfitta storica e politica concreta in <b>un\u2019estasi morale<\/b> cos\u00ec potente da rischiare, almeno in parte, di <b>neutralizzare l\u2019orrore ideologico<\/b> che vorrebbe denunciare.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Visivamente, tuttavia, resta <b>un\u2019opera con momenti vertiginosi<\/b>, soprattutto grazie alla fotografia di Chris Menges (premiata con l\u2019Oscar) che trasforma la natura in <b>presenza quasi metafisica e testimone silenziosa<\/b> di una tragedia che la precede e la supera; ma anche questa <b>aspirazione all\u2019assoluto<\/b> contribuisce a spingere tutto verso<b> confini rischiosi e declamatori<\/b>, come sempre accade quando la tensione figurativa al sublime slitta nell\u2019<b>estetizzazione della sofferenza<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla fine, ci\u00f2 che resta (ed \u00e8 in fondo bastevole) non \u00e8 una risposta, ma (giustamente) un\u2019immagine: quella di <b>un mondo in cui la fede non redime<\/b>, la giustizia non arriva e la Storia continua a produrre vittime con implacabile regolarit\u00e0. Malgrado la <b>presenza impercettibile di una grazia<\/b> che forse non salva, ma resiste.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-11T13:09:27+02:00\">13 maggio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Filippo Mazzarella Momenti visivi vertiginosi e la celebre colonna sonora di Ennio Morricone Il 16 maggio 1986&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":488021,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[19997,10246,7961,28193,163119,788,2770,29557,6749,5337,931,1080,394,26263,26264,203,12028,626,9646,6934,271331,9443,454,50869,2498,8030,64764,271329,12272,5235,955,204,1537,90,89,271330,5382,32509,102154,147227,271332,1351,4003,17333,26265,1521,1573,3608,78448,4396,332,8158,2895,21912,635,14352,14412,1434,13284,213145,32851,271333,12285,835,2099,786,337,1567,8406,34998,21731,3282,628,9500,21794,271334,18642,271335,271336,1467],"class_list":{"0":"post-488020","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-abbandono","9":"tag-ancor","10":"tag-armi","11":"tag-ascesa","12":"tag-ascesa-caduta","13":"tag-bambini","14":"tag-caduta","15":"tag-cascate","16":"tag-celebre","17":"tag-compie","18":"tag-comunita","19":"tag-confini","20":"tag-conflitto","21":"tag-ennio","22":"tag-ennio-morricone","23":"tag-entertainment","24":"tag-entra","25":"tag-eventi","26":"tag-fallimento","27":"tag-fede","28":"tag-fede-fallimento","29":"tag-figura","30":"tag-film","31":"tag-foresta","32":"tag-forma","33":"tag-gabriel","34":"tag-gesuiti","35":"tag-guarani","36":"tag-immagini","37":"tag-impossibile","38":"tag-interno","39":"tag-intrattenimento","40":"tag-it","41":"tag-italia","42":"tag-italy","43":"tag-joffe","44":"tag-madrid","45":"tag-mendoza","46":"tag-mercenario","47":"tag-mission","48":"tag-mission-film","49":"tag-missione","50":"tag-momenti","51":"tag-morale","52":"tag-morricone","53":"tag-movies","54":"tag-opera","55":"tag-padre","56":"tag-padre-gabriel","57":"tag-politiche","58":"tag-politico","59":"tag-presenza","60":"tag-presto","61":"tag-radicalmente","62":"tag-regista","63":"tag-rende","64":"tag-resistenza","65":"tag-resta","66":"tag-robert","67":"tag-rodrigo","68":"tag-roland","69":"tag-roland-joffe","70":"tag-se","71":"tag-silenzio","72":"tag-sistema","73":"tag-situazione","74":"tag-soprattutto","75":"tag-storia","76":"tag-storica","77":"tag-supera","78":"tag-tensione","79":"tag-tenta","80":"tag-the","81":"tag-tragedia","82":"tag-trattato","83":"tag-trattato-madrid","84":"tag-urla","85":"tag-urla-silenzio","86":"tag-vertiginosi","87":"tag-violenza"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/488020","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=488020"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/488020\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/488021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=488020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=488020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=488020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}