{"id":4882,"date":"2025-07-24T07:05:17","date_gmt":"2025-07-24T07:05:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/4882\/"},"modified":"2025-07-24T07:05:17","modified_gmt":"2025-07-24T07:05:17","slug":"europa-donna-oltre-mille-adesioni-a-campagna-per-accesso-equo-a-screening-seno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/4882\/","title":{"rendered":"Europa Donna, &#8216;oltre mille adesioni a campagna per accesso equo a screening seno&#8217;"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-text\" id=\"\">Ha gi\u00e0 raccolto oltre mille firme, a un mese dall&#8217;avvio, la campagna nazionale &#8216;La fortuna costa, la sfortuna di pi\u00f9&#8217;, promossa da Europa Donna Italia e attiva fino a ottobre. E&#8217; un segno dell&#8217;interesse e della crescente consapevolezza delle donne dell&#8217;importanza della prevenzione senologica, sottolinea l&#8217;associazione. Nel nostro Paese &#8211; ricorda Europa Donna in una nota &#8211; oggi ci sono cittadine &#8216;fortunate&#8217; perch\u00e9 risiedono nelle poche Regioni (appena 6 su 20) che hanno adottato la piena estensione della fascia d&#8217;et\u00e0 dello screening mammografico dai 45 ai 74 anni, e cittadine &#8216;sfortunate&#8217; perch\u00e9 abitano in Regioni in cui tale estensione \u00e8 solo parzialmente attiva o non lo \u00e8 del tutto. Il programma di screening per la prevenzione del cancro al seno, infatti, in alcune Regioni inizia a 45 anni e in altre solo dai 50, in alcune arriva fino ai 69 anni e in altre si estende fino ai 74. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Sono disparit\u00e0 che non possiamo accettare &#8211; dichiara Rosanna D&#8217;Antona, presidente di Europa Donna Italia &#8211; perch\u00e9 disattendono le linee guida europee che, fin dal 2017, chiedono di ampliare la fascia di et\u00e0 dello screening mammografico dai 45 ai 74 anni. Queste disomogeneit\u00e0, inoltre, creano disuguaglianze che si traducono in possibilit\u00e0 di salute, e di salvezza, negate a oltre 2 milioni di donne nel nostro Paese. Per queste ragioni abbiamo avviato la campagna &#8216;La fortuna costa, la sfortuna di pi\u00f9&#8217;. Il fatto che in appena 4 settimane abbiamo raccolto oltre mille adesioni conferma quanto il tema sia sentito dalle donne. Porteremo la loro voce alle istituzioni nazionali e regionali &#8211; assicura &#8211; perch\u00e9 il diritto alla prevenzione del tumore che pi\u00f9 le colpisce sia uguale per tutte&#8221;. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">La campagna rester\u00e0 attiva sul sito di Europa Donna Italia fino a ottobre, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. A campagna conclusa i risultati saranno presentati a Roma in una sede istituzionale e, a seguire, nelle Regioni che devono ancora attuare o completare l&#8217;ampliamento dello screening dove sono previste azioni di advocacy mirate dirette ai decisori istituzionali. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Con oltre 53.600 nuove diagnosi registrate nel 2024 &#8211; evidenzia Paola Mantellini, direttrice dell&#8217;Osservatorio nazionale screening &#8211; in Italia il tumore al seno si conferma il pi\u00f9 frequentemente diagnosticato tra le donne e, purtroppo, anche il pi\u00f9 frequente per mortalit\u00e0. Se viene intercettato agli esordi, per\u00f2, tutto cambia: si pu\u00f2 curare con terapie meno invasive e pi\u00f9 efficaci, interventi chirurgici pi\u00f9 conservativi e una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi che nel nostro Paese supera ormai il 90%. Per questo lo screening pu\u00f2 essere un salvavita, e l&#8217;estensione della sua fascia di et\u00e0, come anche documentato dalle linee guida europee e italiane, \u00e8 cruciale per garantire maggiore quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di vita. Per questo motivo \u00e8 importante, inoltre, dare una formalizzazione a questa proposta introducendo l&#8217;ampliamento nei livelli essenziali di assistenza, facilitando quindi l&#8217;allargamento anche nelle Regioni in cui vigono i piani di rientro&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Il programma di screening mammografico organizzato &#8211; afferma Silvia Deandrea, presidente della Federazione delle associazioni degli screening oncologici e del Gruppo italiano screening mammografico &#8211; chiama periodicamente le donne a effettuare una mammografia, garantendo che l&#8217;esame venga eseguito in modo totalmente gratuito, secondo parametri certificati di qualit\u00e0 ed efficacia. Le immagini radiologiche sono interpretate &#8216;in doppio cieco&#8217; da 2 radiologi indipendenti, per massimizzare l&#8217;accuratezza diagnostica, e i centri in cui viene svolto lo screening sono direttamente collegati alle Breast Unit, strutture multidisciplinari specializzate che assicurano una presa in carico tempestiva e completa in caso di diagnosi&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Ampliare la fascia di et\u00e0 in cui lo screening viene garantito &#8211; osserva D&#8217;Antona &#8211; rappresenta certamente un costo per il Servizio sanitario nazionale, ma non farlo sarebbe un clamoroso autogol. A pagarne le conseguenze sarebbero in primo luogo le donne, private della possibilit\u00e0 di intercettare per tempo una malattia che, se diagnosticata precocemente, pu\u00f2 essere curata. Ma a perdere \u00e8 anche l&#8217;intera collettivit\u00e0: investire nella prevenzione significa infatti evitare i costi, ben pi\u00f9 alti, che si sosterrebbero a curare tumori scoperti in fase avanzata a causa di diagnosi tardive. Ci teniamo a sottolineare che, quando parliamo di costi, non ci riferiamo solo a quelli economici, ma anche a quelli sociali, lavorativi, psicologici e, non ultimi, affettivi: quando una donna si ammala &#8211; conclude &#8211; tutto il sistema di relazioni e affetti intorno a lei ne \u00e8 colpito&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ha gi\u00e0 raccolto oltre mille firme, a un mese dall&#8217;avvio, la campagna nazionale &#8216;La fortuna costa, la sfortuna&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4883,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-4882","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4882","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4882"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4882\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}