{"id":488293,"date":"2026-05-13T11:26:13","date_gmt":"2026-05-13T11:26:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/488293\/"},"modified":"2026-05-13T11:26:13","modified_gmt":"2026-05-13T11:26:13","slug":"appartenenti-alla-forze-dellordine-esfiltravano-abusivamente-e-vendevano-dati-su-calciatori-attori-e-cantanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/488293\/","title":{"rendered":"Appartenenti alla forze dell&#8217;ordine esfiltravano abusivamente e vendevano dati su calciatori, attori e cantanti"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Nel grande mercato delle vacche dei <strong>dossier e delle informazioni riservate<\/strong>, l\u2019accesso abusivo a un sistema informatico per avere notizie da banche dati \u2018chiuse\u2019, e per scoprire dettagli su contenziosi, precedenti penali, pendenze economiche altrui, <strong>costava dai 6 ai 25 euro<\/strong>. Lo ha scoperto la Procura di Napoli guidata da <strong>Nicola Gratteri<\/strong>, che ha coordinato un\u2019indagine della Squadra Mobile di Napoli diretta da <strong>Mario Grassia<\/strong> sui pubblici ufficiali infedeli che gestivano e alimentavano questo business. Tra gli indagati esponenti delle <strong>forze<\/strong> <strong>dell\u2019ordine<\/strong>, dell\u2019<strong>agenzia<\/strong> <strong>delle entrate<\/strong>, dell\u2019<strong>Inps<\/strong>, di <strong>Poste<\/strong> <strong>Italiane<\/strong>. Tra le vittime gente famosa: personaggi dello <strong>spettacolo<\/strong>, <strong>cantanti<\/strong>, <strong>calciatori<\/strong>. C\u2019erano almeno <strong>10 agenzie di investigazioni<\/strong> che si rivolgevano a loro, per poi vendere le info ai loro clienti. Le parti offese sono migliaia. La rete del business era ampia e diffusa, con ramificazioni tra Napoli, Roma, Ferrara, Belluno e Bolzano, i luoghi dove all\u2019alba sono state eseguite trenta misure cautelari: <strong>4 in carcere<\/strong>, <strong>6 ai domiciliari<\/strong>, 19 obblighi di dimora. Misure chieste dalla sezione \u2018sicurezza dei sistemi informatici\u2019 per i reati di di<strong> associazione per delinquere<\/strong> finalizzata all\u2019<strong>accesso abusivo<\/strong> ai sistemi informatici, <strong>corruzione<\/strong> e <strong>rivelazione di segreto<\/strong> d\u2019ufficio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il costo degli accessi abusivi era indicato in un <strong>file<\/strong> <strong>excel<\/strong> rintracciato durante una <strong>perquisizione<\/strong>. Dipendeva dal tipo di accertamento: se, per esempio, fatto sulla banca dati riservata alle forze dell\u2019ordine, o su quelle dell\u2019Inps o dell\u2019Agenzia delle entrate, o delle Poste (due loro direttori di filiale sono indagati). Nelle sue indagini la procura partenopea ha agito in coordinamento con la Procura nazionale antimafia diretta da <strong>Giovanni Melillo<\/strong> \u2013 pm <strong>Antonello Ardituro<\/strong> \u2013 e si \u00e8 rivolta ai colleghi di Milano per uno scambio di informazioni sul caso <strong>Equalize<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In conferenza stampa Gratteri ha spiegato il modus operandi: \u201cEsfiltravano dalle banche dati, attraverso accessi abusivi, informazioni riservate di calciatori, su imprenditori, gente dello spettacolo, cantanti e attori e venduto queste informazioni ad alcune agenzie\u201d. \u201cC\u2019era un tariffario\u201d ed erano rappresentanti delle forze dell\u2019ordine che attraverso accessi abusivi compiuti utilizzando le loro password, \u201cesfiltravano dalle banche dati informazioni riservate per rivenderle\u201d. In due anni sono stati <strong>730mila gli accessi<\/strong> alle banche dati riservate eseguiti da <strong>due<\/strong> <strong>agenti<\/strong> <strong>infedeli<\/strong>, 600mila uno e 130mila l\u2019altro, nessuno dei quali giustificato da esigenze di servizio. Proprio da questo \u201cmassivo accesso\u201d, ha spiegato il coordinatore della pool cyber-crime della Procura partenopea, <strong>Vincenzo<\/strong> <strong>Piscitelli<\/strong>, \u201c\u00e8 partita l\u2019indagine\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Postale e delle Comunicazioni Campania Basilicata e Molise e il coordinamento della Procura partenopea, ha portato alla luce l\u2019esistenza e l\u2019operativit\u00e0 di una <strong>strutturata organizzazione<\/strong> <strong>criminale<\/strong>, ramificata in tutta Italia, finalizzata alla corruzione di Pubblici Ufficiali con lo scopo di acquisire illegalmente informazioni e dati sensibili che finivano per essere oggetto di <strong>compravendita<\/strong>. \u201cIl mercato delle informazioni \u00e8 ancora vivissimo\u201d, sottolinea il pm Vincenzo Piscitelli, titolare del fascicolo con il pm <strong>Claudio Onorati<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sottolinea il procuratore Gratteri: \u201cSe un privato vuole conoscere notizie su un cantante, un calciatore, magari perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un contenzioso in atto, le informazioni per me sono preziose. Hanno un costo, un valore, e vengono vendute. Siamo riusciti a sequestrare <strong>un server<\/strong> che convogliava questi dati. Le agenzie si rivolgono illecitamente a questi soggetti e le vendono\u201d.\u201c\u00c8 un vanto per la Procura di Napoli aver istituto un pool per i reati cyber \u2013 sottolinea il procuratore Gratteri \u2013 luned\u00ec pomeriggio sono stato a Cesena dove ho parlato con i nuovi ispettori specializzati solo in indagini informatiche. Ringrazio il capo della polizia per aver creato questa nuova scuola\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel grande mercato delle vacche dei dossier e delle informazioni riservate, l\u2019accesso abusivo a un sistema informatico per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":488294,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-488293","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","18":"tag-ultime-notizie-italia","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","21":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116567027779459131","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/488293","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=488293"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/488293\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/488294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=488293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=488293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=488293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}