{"id":489129,"date":"2026-05-13T23:33:18","date_gmt":"2026-05-13T23:33:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/489129\/"},"modified":"2026-05-13T23:33:18","modified_gmt":"2026-05-13T23:33:18","slug":"petrolio-calano-le-scorte-globali-e-aumentano-i-prezzi-50-da-prima-della-guerra-in-medio-oriente-le-previsioni-per-i-prossimi-mesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/489129\/","title":{"rendered":"Petrolio, calano le scorte globali e aumentano i prezzi: +50% da prima della guerra in Medio Oriente, le previsioni per i prossimi mesi"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Fausta Chiesa<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Le scorte globali di petrolio crollate di 246 milioni di barili dall&#8217;inizio della guerra in Medio Oriente. Il mercato petrolifero in deficit fino all&#8217;ultimo trimestre: il report intitolato \u00abColmando il gap\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Scende tutto nel mercato mondiale del petrolio:<b> scorte, produzione, raffinazione (e di conseguenza i prodotti come benzina e gasolio)<\/b> e anche la domanda. Lo prevede l\u2019ultimo\u00a0\u00abOil market report\u00bb pubblicato oggi, 13 maggio, dall\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia e che si intitola\u00a0\u00abColmando il gap\u00bb.\u00a0Secondo i dati preliminari del report mensile, le scorte globali di petrolio si sono ridotte di 129 milioni di barili a marzo e di ulteriori 117 milioni di barili ad aprile. \u00abLe scorte mondiali di petrolio &#8211; scrive l\u2019Aie &#8211; si stanno riducendo a un ritmo record, mentre i Paesi importatori devono far fronte a interruzioni senza precedenti delle forniture dal Medio Oriente\u00bb. L<b>e scorte globali di petrolio sono crollate complessivamente di 246 milioni di barili dall&#8217;inizio della guerra<\/b>, con perdite ben pi\u00f9 consistenti se si escludono i volumi accumulati a terra e sulle petroliere bloccate nel Golfo.\u00a0Il calo \u00e8 pari a -378 milioni di barili se si considerano le quantit\u00e0 di petrolio stoccate nei Paesi del Medio Oriente, che non riescono pi\u00f9 a esportare la produzione, e il petrolio stoccato sulle navi bloccate nel Golfo. <b>Le scorte mondiali, che ammontavano a 8,2 miliardi di barili prima dell&#8217;inizio della guerra in Medio Oriente, sono ora pari a 7,9 miliardi di barili.<\/b><\/p>\n<p>    Prezzi del petrolio, +50% da fine febbraio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo l\u2019Aie, il rapido esaurimento delle riserve, in un contesto di continue interruzioni,<b> potrebbe preannunciare futuri picchi dei prezzi. <\/b>Che, per l\u2019appunto, sono l\u2019unica cosa che nel mercato del greggio non scende, con il Brent di Londra oggi sopra 107 dollari al barile rispetto ai <b>67 dollari di met\u00e0 febbraio &#8211; poco prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente &#8211;<\/b> e il Wti di New York sopra 101 dollari rispetto ai 63 dollari di met\u00e0 febbraio.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Meno offerta e produzione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oltre alle scorte stanno calando e sono <b>previste in calo anche l\u2019offerta e la produzione.<\/b> L&#8217;offerta globale di petrolio \u00e8 diminuita di ulteriori 1,8 milioni di barili al giorno ad aprile scendendo a 95,1 milioni di barili: da febbraio in un mondo che consuma circa 105 milioni di barili al giorno (ma ne consumer\u00e0 un po\u2019 meno a causa della crisi) l\u2019offerta \u00e8\u00a0\u00abcorta\u00bb di\u00a0 una decina di milioni di barili al giorno. La produzione dei Paesi del Golfo, colpiti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, \u00e8 risultata inferiore di 14,4 milioni di barili al giorno rispetto ai livelli prebellici. I paesi asiatici, privati del petrolio mediorientale, hanno importato maggiori quantit\u00e0 di petrolio dal bacino atlantico (Brasile, Stati Uniti, Venezuela), che impiega pi\u00f9 tempo per arrivare a destinazione.\u00a0Ipotizzando una graduale ripresa dei flussi attraverso lo Stretto a partire da giugno, l&#8217;Aie prevede che l&#8217;offerta globale di petrolio diminuir\u00e0 in media di 3,9 mln b\/d nel 2026, raggiungendo i 102,2 mln b\/d.<\/p>\n<p>    La domanda di petrolio\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;Aie prevede che la domanda mondiale di petrolio si contrarr\u00e0 di 420 mila barili al giorno su base annua nel 2026, attestandosi a <b>104 milioni di barili al giorno<\/b>, ovvero 1,3 milioni di barili al giorno in meno rispetto alle previsioni prebelliche. Il calo maggiore si registrer\u00e0 nel secondo trimestre, con una diminuzione di 2,45 milioni di barili al giorno. I <b>settori petrolchimico e aeronautico <\/b>sono attualmente i pi\u00f9 colpiti, ma l&#8217;aumento dei prezzi e le misure di contenimento della domanda, oltre che una minor spinta dell\u2019economia, avranno un<b> impatto sempre maggiore sul consumo di carburanti.<\/b> Anche perch\u00e9, in questo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_maggio_01\/geopolitica-petrolio-ricatto-734248b7-2b37-4416-a315-406c29bf9xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">choc energetico che non tutti i Paesi soffrono allo stesso modo (qui l\u2019analisi di Danilo Taino)<\/a>, anche la raffinazione sta producendo meno.\u00a0<\/p>\n<p>    La raffinazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La lavorazione di greggio nelle raffinerie, che <b>secondo l\u2019Aie croller\u00e0 di 4,5 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre del 2026 a 78,7 milioni di barili al giorno<\/b> e di 1,6 milioni di barili al giorno per l&#8217;intero 2026, raggiungendo quota 82,3 milioni di barili al giorno. <b>Il motivo? I danni alle infrastrutture, le restrizioni alle esportazioni e la minore disponibilit\u00e0 di materie prime. <\/b>\u00abLe raffinerie &#8211; commenta l\u2019Agenzia guidata da Fatih Birol -si stanno adattando alla crisi, con l&#8217;emergere di nuovi flussi commerciali per compensare la perdita delle esportazioni di prodotti del Golfo\u00bb.<\/p>\n<p>    Mercato in deficit fino ad almeno il quarto trimestre<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSebbene la domanda possa tornare a crescere verso la fine dell&#8217;anno se si raggiunger\u00e0 un accordo per porre fine alla guerra che consenta la graduale ripresa dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz a partire dal terzo trimestre del 2026, come ipotizzato in questo rapporto, <b>\u00e8 probabile che l&#8217;offerta si riprenda pi\u00f9 lentamente<\/b>. Di conseguenza, il mercato petrolifero rimarr\u00e0 in deficit fino all&#8217;ultimo trimestre dell&#8217;anno\u00bb, si legge nell&#8217;editoriale del rapporto, intitolato &#8220;Colmando il gap&#8221;. Con le scorte globali di petrolio gi\u00e0 in calo a livelli record, \u00e8 <b>probabile un&#8217;ulteriore volatilit\u00e0 dei prezzi in vista del periodo di picco della domanda estiva<\/b>. <a href=\"https:\/\/borsa.corriere.it\/news\/133_2026-05-12_TLB\/?intcmp=News_correlate_nd_251125_corriere_ss_COR_Borsa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Hsbc\u00a0ha rivisto al rialzo le previsioni sul prezzo del petrolio Brent\u00a0per il 2026<\/a>, portando la stima media a 95 dollari al barile.\u00a0<\/p>\n<p>    Il calcolo degli extra-profitti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo i dati raccolti dall&#8217;osservatorio sui <b>profitti petroliferi di Transport &amp; Environment le raffinerie e la distribuzione sono destinati a realizzare 4 miliardi di euro<\/b> di extraprofitti a spese degli automobilisti italiani, come conseguenza del conflitto in Medio Oriente. Le attivit\u00e0 di downstream hanno gi\u00e0 fruttato circa 800 milioni di euro di profitti extra dall\u2019attacco statunitense-israeliano all\u2019Iran. Il profitto delle aziende oil&amp;gas: gasolio +46 centesimi, benzina +24 centesimi dallo scoppio del conflitto. I prezzi del petrolio sono aumentati rapidamente dallo scoppio del conflitto il 28 febbraio.<b> Nella settimana precedente il 13 aprile, i prezzi medi alla pompa in Italia avevano raggiunto i 2,15 euro al litro per il gasolio e i 1,78 euro al litro per la benzina<\/b> (dopo aver toccato gli 1,82 euro al litro in marzo). Riempire un serbatoio da 55 litri di gasolio costava oltre 26 euro in pi\u00f9 rispetto a prima dell\u2019inizio del conflitto. <b>L\u2019industria petrolifera, a oggi, ricava 46 centesimi al litro sull\u2019aumento medio dei prezzi del gasolio rispetto ai livelli pre-conflitto<\/b>, mentre lo Stato italiano continua a stanziare fondi per mitigare il costo dei carburanti alla pompa. Per la benzina, lo stesso ricavo da parte delle compagnie petrolifere \u00e8 di 24 centesimi.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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