{"id":489880,"date":"2026-05-14T10:52:14","date_gmt":"2026-05-14T10:52:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/489880\/"},"modified":"2026-05-14T10:52:14","modified_gmt":"2026-05-14T10:52:14","slug":"la-cina-dellauto-si-prende-leuropa-la-strategia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/489880\/","title":{"rendered":"La Cina dell&#8217;auto si prende l&#8217;Europa: la strategia"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 preoccupazione nel Vecchio Continente per la crescita esponenziale dei colossi dell\u2019automotive con gli occhi a mandorla e se un nemico non puoi batterlo, l\u2019unica soluzione \u00e8 fartelo amico. Bruxelles con i suoi proclami green ha steso in passato un tappeto rosso al proliferare di tantissimi nuovi marchi che hanno puntato sull\u2019elettrico. Grazie alle terre rare e al know-how consolidato sulle batterie sono iniziati a sbucare come funghi <strong>nuovi brand in Cina.<\/strong><\/p>\n<p>Pechino ha finanziato la crescita con una strategia che si \u00e8 rivelata vincente. Sul mercato locale oggi spopolano auto elettrificate all\u2019avanguardia che, subito dopo, acquisiscono appeal a livello internazionale. Da Geely a MG passando per Chery, BYD, Dongfeng e Leapmotor si moltiplicano i prodotti di successo cinesi in Europa. Il boom delle<strong> proposte low cost <\/strong>sta determinando un sostanzioso calo di immatricolazioni per i costruttori storici, mettendo all\u2019angolo la nostra industria di componentistica.\n<\/p>\n<p>Il piano di espansione cinese<\/p>\n<p>Dopo aver indebolito la concorrenza, l\u2019armata rossa starebbe avanzando con l\u2019obiettivo di mettere le mani sugli impianti europei, anche per evitare i dazi. Gli investimenti colossali fatti per le auto elettriche dai principali Gruppi, come <strong>Volkswagen e Stellantis<\/strong>, non hanno reso e anche nel primo trimestre 2026 non hanno superato il 19,4% del mercato nell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Ora l\u2019interesse dei colossi cinesi \u00e8 focalizzato sull\u2019apertura o l\u2019acquisizione di stabilimenti in Italia e in Spagna, sfruttando la crisi. I produttori del Paese del Dragone Rosso potrebbero legittimamente avvantaggiarsi di una situazione che ha creato anni fa Bruxelles stessa. In base a quanto afferma Reuters, le Nazioni dello Spazio economico europeo e la Svizzera avrebbero stanziato finora quasi <strong>200 miliardi di euro<\/strong> per lo sviluppo della tecnologica elettrica su quattro ruote.<\/p>\n<p>Ora vi baster\u00e0 fare un giro nei quartieri delle vostre citt\u00e0 per capire che c\u2019\u00e8 qualcosa che non quadra. Il piano di una transizione green per ora \u00e8 fallito miseramente, e i soldi destinati alla filiera delle batterie, con lo scopo di ridurre la dipendenza dalla Cina, hanno creato l\u2019effetto opposto. Il Gigante asiatico oggi produce<strong> l\u201980% degli accumulatori<\/strong> realizzati nel mondo e il trend non sembra in grado di invertirsi a stretto giro.<\/p>\n<p>Il boom di auto asiatiche<\/p>\n<p>Se un tempo gli europei erano scettici sulla tecnologia cinese, anche a causa della crisi economica, negli ultimi anni si \u00e8 registrato uno stravolgimento. In tanti hanno cominciato a incuriosirsi e a sceglierle. Nel primo trimestre 2026 le proposte cinesi si sono prese <strong>l\u20198% del mercato europeo<\/strong>, raddoppiando il risultato dello stesso periodo del 2025. Se a questi si vanno a sommare i successi commerciali giapponesi e coreani vi renderete conto che l\u2019Oriente sta vincendo a mani basse la sfida.<\/p>\n<p>Con l\u2019obiettivo di costruire nuove fabbriche o acquisirne gi\u00e0 esistenti sul territorio occidentale, i major cinesi si potranno espandere senza limiti per sfuggire anche alla morsa dei dazi imposti sulle vetture elettriche costruite in patria e poi esportate nell\u2019Ue. Non solo i colossi come <strong>BYD<\/strong> stanno sviluppando EV di estrema qualit\u00e0, ma anche vetture ibride che rappresentano il presente e il futuro della nostra industria delle quattro ruote.<\/p>\n<p>Fari puntati su Italia e Spagna<\/p>\n<p>Per ora il Paese iberico \u00e8 quello preferito dai produttori cinesi, anche grazie a un costo dell\u2019energia elettrica tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, dovuto dall\u2019utilizzo di fonti rinnovabili con una copertura ormai oltre il 60% del fabbisogno. Secondo l\u2019agenzia Reuters, il <strong>Gruppo Geely<\/strong> avrebbe definito una alleanza con Ford per acquisire una delle tre aree dello stabilimento di Almussafes, nei pressi di Valencia. Dovrebbe essere costruita la citycar E2, ibrida e full electric, gi\u00e0 lanciata in Cina con il nome di EX2.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>Leapmotor<\/strong>, in grande espansione alle nostre latitudini, avrebbe trovato un accordo con il Gruppo Stellantis, proprietario del 21% della start-up, per la produzione dell\u2019utilitaria 100% elettrica <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/leapmotor-t03-van-autocarro-n1-prezzo\/325139\/\" data-doctype=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">T03<\/a> nello stabilimento polacco di Tychy fino all\u2019aprile 2025. Ora le mire si spostano a Saragozza, dove verr\u00e0 introdotta una nuova linea dedicata al SUV elettrico o ibrido range extender B10 di Leapmotor e al suo gemello a marchio Opel.<\/p>\n<p>Presso l\u2019impianto Stellantis di Villaverde, a Madrid, verr\u00e0 attribuito il lancio di un nuovo modello Leapmotor, in produzione dalla prima met\u00e0 del 2028. La propriet\u00e0 di questo impianto passer\u00e0 alla joint venture Leapmotor International, controllata al<strong> 51% da Stellantis<\/strong>. Inoltre, la factory di Barcellona appartenuta fino al 2021 a Nissan \u00e8 stata rilevata da una societ\u00e0 creata tra il costruttore spagnolo Ebro e il major cinese Chery, in cui rientrano i brand Omoda e Jaecoo. Zhu Shaodong, CEO di Chery per l\u2019Unione Europea, ha annunciato che si punter\u00e0 su una produzione annuale di 150.000 veicoli entro il 2029, con il SUV <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/dati-statistiche\/omoda-5-vendite-italia-mercato-globale\/315759\/\" data-doctype=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Omoda 5<\/a> in prima linea.<\/p>\n<p>Con la presentazione del nuovo <strong>piano industriale Stellantis<\/strong>, l\u2019amministratore delegato Antonio Filosa spiegher\u00e0 nel dettaglio tutte le strategie. Gli ultimi rumor parlano di cessioni di stabilimenti, con l\u2019impianto italiano di Cassino che sarebbe finito nel mirino del colosso cinese <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/dongfeng-modelli-salone-auto-torino-2025\/296422\/\" data-doctype=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dongfeng<\/a>. A seguito del rinvio delle produzioni delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, la fabbrica \u00e8 in affanno con appena 19.364 unit\u00e0 prodotte lo scorso anno, marcando un calo del -27,9% rispetto al 2024.<\/p>\n<p>Le prospettive dell\u2019Europa<\/p>\n<p>Andrea Bartolomeo, direttore di MG Italia, ha spiegato che \u201cla nuova<strong> fabbrica europea di Saic<\/strong>, gruppo cinese proprietario di MG, sar\u00e0 in Spagna. L\u2019annuncio arriver\u00e0 nelle prossime settimane\u201d. Si parla della cittadina di Ferrol, presso La Coru\u00f1a, dove potrebbe essere costruito un nuovo impianto con una capacit\u00e0 produttiva stimata in 120.000 unit\u00e0 all\u2019anno.<\/p>\n<p>Si tratta di una vera e propria invasione, incominciata con lo <strong>stabilimento di BYD<\/strong> di Szeged in Ungheria, per evitare i dazi. Le aziende cinesi cominceranno a lavorare negli impianti europei sino a una capacit\u00e0 produttiva massima di circa 50.000 esemplari all\u2019anno, per poi puntare su strutture di assemblaggio da 100.000 unit\u00e0, mentre gli impianti a pieno regime raggiungeranno livelli di capacit\u00e0 di circa<strong> 300.000 unit\u00e0.<\/strong> Un metodo espansionistico che se dovesse funzionare trasformerebbe radicalmente i nostri vetusti parchi auto. In seguito, con il boom delle proposte cinesi, le nostre aziende si potranno inserire come fornitori, contando sul fattore logistico, grazie a una maggiore vicinanza e per garantire dei tempi di consegna pi\u00f9 rapidi.<\/p>\n<p>Aspettiamoci in Europa una rete di societ\u00e0 orientali di componentistica che metter\u00e0 la parola fine a tantissime nostre realt\u00e0 gi\u00e0 in crisi. Nel corso del 2025 le importazioni di componenti di origine cinese nel Vecchio Continente hanno toccato gli<strong> 8 miliardi di dollari<\/strong>, quasi il doppio rispetto a tre anni fa. Oramai il dado \u00e8 tratto e nei prossimi anni assisteremo a uno stravolgimento senza precedenti storici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 preoccupazione nel Vecchio Continente per la crescita esponenziale dei colossi dell\u2019automotive con gli occhi a mandorla e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":489881,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[181,14,8,23472,1537,90,89,7,23473,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-489880","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-auto-elettriche","9":"tag-cronaca","10":"tag-headlines","11":"tag-immatricolazione-auto","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-news","16":"tag-normative-e-sentenze","17":"tag-notizie","18":"tag-notizie-di-cronaca","19":"tag-notizie-principali","20":"tag-notiziedicronaca","21":"tag-notizieprincipali","22":"tag-titoli","23":"tag-ultime-notizie","24":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","25":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","26":"tag-ultimenotizie","27":"tag-ultimenotiziedicronaca","28":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116572556204661333","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/489880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=489880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/489880\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/489881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=489880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=489880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=489880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}