{"id":490137,"date":"2026-05-14T14:16:14","date_gmt":"2026-05-14T14:16:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/490137\/"},"modified":"2026-05-14T14:16:14","modified_gmt":"2026-05-14T14:16:14","slug":"la-fotografia-di-giovanni-ghirardi-trasforma-i-luoghi-in-reticoli-astratti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/490137\/","title":{"rendered":"La fotografia di Giovanni Ghirardi trasforma i luoghi in reticoli astratti"},"content":{"rendered":"\n<p>Non le architetture spettacolari del passato e nemmeno quelle di tante archistar di oggi, pensate per stupire ma spesso destinate a diventare un d\u00e9ja-vu a pochi anni dall\u2019inaugurazione: quelle scelte da <strong>Giovanni Ghirardi<\/strong> per farne l\u2019oggetto della sua ricerca artistica sono architetture che stanno quotidianamente sotto i nostri occhi distratti, oppure sono spazi dismessi (e dimessi, marginali) o, ancora, sono interni dimenticati e corrosi del nostro passato prossimo industriale (come il soffitto della \u00abFabbrica di ceramiche a Vietri\u00bb, 2025, che sotto il suo obiettivo diventa una composizione astratta), oppure sono immagini di luoghi al tempo stesso desolati ed emotivamente travolgenti, come Kolmanskop, un tempo prospera citt\u00e0 coloniale tedesca, costruita negli anni Venti nel deserto del Namib e presto abbandonata, quando le miniere diamantifere si esaurirono, poi diventata un luogo fantasma invaso dalla sabbia portata dal vento del deserto nelle stanze di quei \u00abgusci\u00bb svuotati di vita. Di tutti questi luoghi Ghirardi (nato a Milano nel 1969, avvocato in un famoso studio legale internazionale e, insieme, fotografo di valore) estrae e astrae la struttura formale, trasformandoli di volta in volta in reticoli astratti (come \u00abGotham (San Francisco)\u00bb, 2022, e \u00abVigentino, Milano\u00bb, 2025), o in immagini ambigue, di non immediata decifrazione (\u00abMarriot Marquis, Atlanta\u00bb, 2024), oppure ancora (per gli interni abbandonati) facendone delle reliquie della memoria. Sempre rigorosamente deserte di ogni presenza umana.<\/p>\n<p>Il solco in cui si muove Ghirardi \u00e8 quello tracciato da maestri come <strong>Luigi Ghirri<\/strong> e <strong>Gabriele Basilico<\/strong>, una dimensione che abita con evidente familiarit\u00e0 di spirito ma al tempo stesso con originalit\u00e0 di sguardo, dando vita a partiture formali di assoluto rigore e (parrebbe un ossimoro) di sorprendente forza emozionale.<\/p>\n<p>Quaranta sue fotografie di spazi urbani e industriali, con un focus sulle immagini stranianti della Namibia, sono esposte <strong>dal 15 maggio al 4 luglio<\/strong> a <strong>Milano<\/strong> da <strong>Still Fotografia<\/strong> (via Zamenhof 11) nella mostra <strong>\u00abGiovanni Ghirardi. Altre architetture\u00bb<\/strong> curata da <strong>Alessandro Curti <\/strong>e<strong> Alessio Fusi<\/strong>, da cui emerge una profondit\u00e0 di sguardo fatta, sempre, di tempi lunghi, dal momento dello scatto, frutto di un\u2019analisi affilata dei rapporti proporzionali e dell\u2019incidenza della luce, fino alla stampa delle opere, che Ghirardi realizza di persona. Cos\u00ec come, da qualche tempo, realizza personalmente le cornici (lo faceva spesso, con i suoi dipinti, anche Giacomo Balla, e anche lui le considerava parti inscindibili dell\u2019opera stessa). Lo scrive Alessandro Curti nel libro (Grafiche Antiga) che accompagna la mostra: \u00abIn un panorama saturo di immagini veloci, Ghirardi sceglie un tempo dilatato, rigoroso, lavora per sottrazione [&#8230;]. I suoi lavori recuperano la dimensione tecnica e artigianale su cui tradizionalmente la fotografia si fonda. Nelle sue opere, le cornici non giocano semplicemente un ruolo di completamento estetico, ma sono parti integranti di ciascuna fotografia\u00bb.<\/p>\n<p>Il ricavato di alcune delle opere esposte sar\u00e0 devoluto a <strong>Jackfruit<\/strong>, un\u2019istituzione che assicura l\u2019istruzione e la salute a bambini dell\u2019area subsahariana in condizioni di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non le architetture spettacolari del passato e nemmeno quelle di tante archistar di oggi, pensate per stupire ma&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":489828,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-490137","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116573358463860307","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/490137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=490137"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/490137\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/489828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=490137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=490137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=490137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}