{"id":490717,"date":"2026-05-14T21:56:23","date_gmt":"2026-05-14T21:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/490717\/"},"modified":"2026-05-14T21:56:23","modified_gmt":"2026-05-14T21:56:23","slug":"intervista-a-maja-malou-lyse-lartista-del-padiglione-danese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/490717\/","title":{"rendered":"Intervista a Maja Malou Lyse, l\u2019artista del Padiglione Danese"},"content":{"rendered":"<p>Alla <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arte-contemporanea-2\/2026\/05\/biennale-secondo-pratesi\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arte-contemporanea-2\/2026\/05\/biennale-secondo-pratesi\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Biennale Arte 2026<\/a> il <strong>Padiglione Danese <\/strong>presenta Things to Come, il progetto di <strong>Maja Malou Lyse<\/strong> (Danimarca, 1993) curato da <strong>Chus Mart\u00ednez<\/strong>. \u00c8 un lavoro che entra in una zona molto precisa del presente, dove pornografia, biotecnologia, desiderio e cultura visuale non funzionano pi\u00f9 come territori separati, ma come parti dello stesso sistema di produzione dell\u2019immaginario. A Venezia questa ricerca prende una forma pi\u00f9 esposta: una grande installazione video sviluppata con DIS, materiali provenienti da Cryos, la pi\u00f9 grande banca del seme al mondo, performer dell\u2019industria pornografica e un intervento che ingloba l\u2019architettura del padiglione. Non tanto una provocazione, dunque, quanto un dispositivo di attrito tra diversi regimi della visibilit\u00e0. Ne abbiamo parlato con l\u2019artista.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come18-1024x724.jpg\" alt=\"Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni\" class=\"wp-image-1232502\"  \/>Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<\/p>\n<p><strong>Intervista a Maja Malou Lyse, l\u2019artista del Padiglione Danese<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il titolo, \u201cThings to Come\u201d, suggerisce attesa, proiezione, forse anche inquietudine. Che cosa significa dentro la tua pratica?<\/strong><br \/>L\u2019estate scorsa ho avuto una piccola ossessione per vecchi film e romanzi di fantascienza. Mi interessava il modo in cui la cultura usa le immagini in movimento per rappresentare ci\u00f2 che non conosce. C\u2019\u00e8 qualcosa di molto umano nel <strong>trasformare in estetica la paura dell\u2019ignoto<\/strong>: aiuta a elaborarla. Quando ho trovato Things to Come, un film degli Anni Trenta, ho capito subito che quello era il titolo giusto. Anche il mio progetto guarda a un momento sospeso, a un mondo che si sta rompendo e ricomponendo attraverso la tecnologia. C\u2019\u00e8 quell\u2019idea di qualcosa di aperto, non ancora definito. Ma c\u2019\u00e8 anche un doppio senso piuttosto evidente, e mi piaceva molto. Considerando che nel lavoro compaiono performer porno e seme proveniente da una banca del seme, mi sembrava perfetto.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>Nel tuo lavoro tornano spesso desiderio, autorappresentazione, cultura digitale, corpi e politiche della visibilit\u00e0. Che cosa cambia quando questi temi entrano nello spazio di un padiglione nazionale alla Biennale di Venezia?<\/strong><br \/>Finora ho lavorato soprattutto con piattaforme basate sulle immagini e fuori dagli spazi espositivi tradizionali: televisione, giornali, riviste, festival. Venezia \u00e8 una delle mie prime grandi presentazioni personali dentro un\u2019istituzione artistica. All\u2019inizio immaginavo qualcosa di pi\u00f9 disperso, pi\u00f9 vicino ai media, poi ho deciso di lavorare davvero con il formato del padiglione.<\/p>\n<p><strong>Puoi dirci di pi\u00f9?<\/strong><br \/>Un aspetto importante riguarda i performer del film, che sono celebri pornostar. La Biennale di Venezia riceve circa un milione di visitatori in sette mesi. \u00c8 pi\u00f9 o meno quello che Pornhub riceve in dodici minuti e mezzo. Per me quei performer portano con s\u00e9 una storia del corpo e della politica delle immagini che continuo a interrogare nel mio lavoro. Molti artisti hanno usato immagini pornografiche, ma \u00e8 meno frequente lavorare direttamente con i performer e con l\u2019infrastruttura di quell\u2019industria. Allo stesso tempo stavo lavorando con Cryos e con i loro scienziati. Mi interessa proprio questo: <strong>l\u2019arte come spazio in cui mondi diversi possono incontrarsi e collidere<\/strong>.<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come04.jpg\" data-pswp-width=\"2048\" data-pswp-height=\"1448\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"543\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come04-768x543.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni\"  \/>                        1 \/ 4<br \/>\n                        Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come17.jpg\" data-pswp-width=\"2048\" data-pswp-height=\"1448\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"543\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come17-768x543.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni\"  \/>                        2 \/ 4<br \/>\n                        Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come20.jpg\" data-pswp-width=\"2048\" data-pswp-height=\"1448\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"543\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come20-768x543.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni\"  \/>                        3 \/ 4<br \/>\n                        Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come13.jpg\" data-pswp-width=\"2048\" data-pswp-height=\"1448\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"543\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come13-768x543.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni\"  \/>                        4 \/ 4<br \/>\n                        Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<\/p>\n<p><strong>Puoi descrivere pi\u00f9 concretamente il progetto che presenti a Venezia?<\/strong><br \/>La presentazione \u00e8 composta da due lavori principali. Il primo \u00e8 una grande installazione video a tre canali sviluppata insieme a DIS. Il film \u00e8 stato girato in parte dentro <strong>Cryos<\/strong>, la pi\u00f9 grande banca del seme al mondo, che ha sede anche nella mia citt\u00e0 natale, Aarhus, e in parte in uno studio di effetti speciali a New York. Abbiamo lavorato con un cast di performer molto noti dell\u2019industria pornografica. Il film tiene insieme una dimensione clinica e una pi\u00f9 costruita, quasi cinematografica, mescolando ambienti scientifici e fantasia.<br \/>Il secondo lavoro \u00e8<strong> pi\u00f9 scultoreo<\/strong>. \u00c8 composto da contenitori per il trasporto dell\u2019azoto provenienti da Cryos, quelli usati per conservare e spedire il seme. All\u2019interno c\u2019\u00e8<strong> seme donato ma scartato<\/strong> a causa della bassa motilit\u00e0, quindi sperma considerato non riuscito. Nei contenitori sono inseriti anche piccoli schermi LED che mostrano materiali tratti da Sperm Racing, un nuovo sport legato alla manosfera.<\/p>\n<p><strong>Il Padiglione Danese ai Giardini ha un forte peso storico e simbolico. Come hai affrontato quell\u2019architettura?<\/strong><br \/>Devo ammettere che non ero mai entrata nel Padiglione Danese prima di ricevere l\u2019invito. Durante il primo sopralluogo mi sono sentita molto intimidita. Ho pensato: che cosa ci faccio qui? Ho relativamente poca esperienza con opere pensate per lo spazio fisico, quindi era un confronto importante. In quel periodo lavoravo dal mio studio a Times Square, con tutti quei billboard davanti agli occhi. L\u2019installazione \u00e8 stata influenzata da quel rapporto tra schermi e architettura. Ho lavorato molto da vicino con Common Accounts e insieme abbiamo sviluppato opere integrate nel padiglione. Non volevo usare l\u2019edificio come sfondo, ma come parte attiva del progetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/metalocuscommon-accountsmaja-malou-lysethings-to-come090-1024x724.jpg\" alt=\"Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni\" class=\"wp-image-1232507\"  \/>Maja Malou Lyse e Common Accounts, Things to Come, Padiglione della Danimarca, 61\u00b0 Biennale di Venezia. Ph: Ugo Carmeni<\/p>\n<p><strong>L\u2019importante curatrice Chus Mart\u00ednez cura il padiglione. In che modo il vostro dialogo ha inciso sul progetto?<\/strong><br \/>Quando sono stata nominata dalla Danish Arts Foundation mi \u00e8 stata posta una condizione precisa: scegliere una <strong>curatrice internazionale<\/strong>. Lavorare con lei \u00e8 stato importante. Porta esperienza e rigore, e ha reso il progetto pi\u00f9 preciso. \u00c8 anche molto brava a riportarmi a terra quando comincio a perdermi. Veniamo da generazioni diverse e non sempre pensiamo nello stesso modo, ma proprio questa differenza \u00e8 stata produttiva. Lo stesso vale per DIS e per Common Accounts: \u00e8 davvero uno sforzo condiviso.<\/p>\n<p><strong>La Biennale accentua spesso la tensione tra complessit\u00e0 artistica e visibilit\u00e0 pubblica. Come pensi che il padiglione terr\u00e0 insieme intimit\u00e0, spettacolo e critica?<\/strong><br \/>\u00c8 una tensione molto reale. Da una parte vuoi portare a Venezia il lavoro pi\u00f9 ambizioso e complesso che hai fatto finora. Dall\u2019altra sai che ti misuri con un pubblico stanco, sovraccarico, bombardato di immagini. Per me \u00e8 sempre stato importante che il l<strong>avoro parlasse anche fuori dal sistema dell\u2019arte<\/strong>. In questo senso Venezia \u00e8 il posto giusto. Non so se piacer\u00e0 a tutti, ma so che non annoier\u00e0 nessuno.<\/p>\n<p>Nel progetto di Maja Malou Lyse il punto non \u00e8 la provocazione in s\u00e9, categoria ormai troppo debole per spiegare lavori che operano davvero sulle infrastrutture dell\u2019immagine. Il punto \u00e8 piuttosto <strong>l\u2019attrito tra sistemi di visibilit\u00e0 diversi<\/strong>: quello del porno, quello della scienza, quello dell\u2019arte contemporanea, quello della rappresentazione nazionale. Things to Come sembra nascere proprio l\u00ec, in quella zona dove il futuro non appare come una promessa limpida, ma come un <strong>campo gi\u00e0 saturo di desiderio, controllo, riproduzione e spettacolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Antonino La Vela<\/p>\n<p>Venezia \/\/ fino al 22 novembre 2026<br \/>Things to Come. Maja Malou Lyse \u2013 61\u00b0 Biennale Arte di Venezia. Padiglione Danese<br \/>GIARDINI DELLA BIENNALE \u2013 Viale Trento, 1260<br \/><a href=\"https:\/\/prohelvetia.ch\/it\/whats-on\/il-padiglione-svizzero-alla-61-esposizione-internazionale-darte-la-biennale-di-venezia-2026\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alla Biennale Arte 2026 il Padiglione Danese presenta Things to Come, il progetto di Maja Malou Lyse (Danimarca,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":490718,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-490717","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116575167931150369","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/490717","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=490717"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/490717\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/490718"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=490717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=490717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=490717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}