{"id":490921,"date":"2026-05-15T00:44:16","date_gmt":"2026-05-15T00:44:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/490921\/"},"modified":"2026-05-15T00:44:16","modified_gmt":"2026-05-15T00:44:16","slug":"hantavirus-ecdc-e-ministero-nessun-allarme-epidemico-ma-emerge-quello-dellinfodemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/490921\/","title":{"rendered":"Hantavirus, Ecdc e ministero: &#8216;Nessun allarme epidemico&#8217;. Ma emerge quello dell&#8217;infodemia"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 15 maggio \u2013\u00a0 Si susseguono con cadenza pressoch\u00e9 quotidiana i messaggi rassicuranti delle autorit\u00e0 sanitarie nazionali e internazionali relativamente alla possibilit\u00e0 di focolai epidemici provocati dall\u2019hantavirus.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-83201 alignleft\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/schillaci-3.jpeg\" alt=\"\" width=\"110\" height=\"145\"  data-\/>A ribadire non c\u2019\u00e8 nessun allarme al riguardo \u00e8 stato ancora una volta il ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci<\/strong> (nella foto), che nella risposta al Question time alla Camera in merito ai rischi di diffusione dell\u2019Andes in Italia e all\u2019efficacia del nuovo piano pandemico e del Servizio sanitario nazionale rispetto alla possibile evoluzione dei contagi, ha detto con chiarezza che \u201ci cittadini devono stare tranquilli, l\u2019Hantavirus si conosce e monitoriano. Non \u00e8 il Covid. Qualcuno, in maniera autolesionistica, ha detto che eravamo fermi. Non \u00e8 cos\u00ec, c\u2019\u00e8 stata risposta concreta, tempestiva e coordinata. Emaneremo altre indicazioni se e quando le evidenze scientifiche lo diranno\u201d. <img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-83200 alignright\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/spiteri-Ecdc.jpg\" alt=\"\" width=\"92\" height=\"144\"\/><\/p>\n<p>Ma a ribadire che il\u00a0 focolaio di hantavirus scoppiato sulla nave Mv Hondius pone \u201cun rischio molto basso per il pubblico indistinto\u201d,\u00a0dato che, \u201cse tutti seguiremo le linee guida sulla quarantena, eviteremo ulteriori trasmissioni\u201d del virus ha provveduto anche\u00a0<strong>Gianfranco Spiteri<\/strong>, capo della sezione Global Epidemic Intelligence and Health Security dell\u2019Ecdc europeo (nella foto), \u00a0nel corso di un briefing con la stampa online da Stoccolma,<\/p>\n<p>La direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, <strong>Pamela Rendi-Wagner,<\/strong> riconosce che si tratta comunque di una \u201csituazione molto complessa\u201d, dato che \u201ccoinvolge 23 diverse nazionalit\u00e0\u201d e che il \u201cperiodo di incubazione\u201d della malattia \u00e8 molto lungo, \u201cfino a 6 settimane\u201d.<\/p>\n<p><strong>Andreas Hoefer<\/strong>, esperto di microbiologia ed epidemiologia molecolare, spiega che \u201ctutte le sequenze\u201d ottenute finora \u201csono identiche\u201d, cosa che indica l\u2019origine del focolaio da \u201cun evento singolo di trasmissione da animale a uomo\u201d, una zoonosi.<\/p>\n<p><strong>Gli ultimi dati Oms e le ipotesi sul \u201cpaziente zero\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Intanto l\u2019Oms, nel suo ultimo rapporto rilasciato il 14 maggio, informa che i casi di hantavirus segnalati al 13 maggio sono in totale 11, \u201cinclusi 3 decessi (tasso di mortalit\u00e0 del 27%). Otto casi sono stati confermati in laboratorio come infezione da virus Andes, due sono probabili e un caso rimane non conclusivo ed \u00e8 in fase di ulteriori accertamenti\u201d.<\/p>\n<p>Quello rilasciato ieri dall\u2019agenzia sanitaria dell\u2019Onu \u00e8 il terzo bilancio sul cluster di hantavirus diffuso a dalla notifica \u2013 il 2 maggio scorso \u2013 di casi di grave malattia respiratoria a bordo della nave da crociera Mv Hondius. Dal report precedente pubblicato l\u20198 maggio, precisa l\u2019Oms \u201csono stati segnalati altri due casi confermati in Francia e Spagna\u201d, oltre al \u201crisultato non conclusivo per un caso negli Stati Uniti. Tutti i casi riguardavano passeggeri della nave\u201d precisa l\u2019Oms. E da qui partono tutte le ipotesi in ordine a chi possa essere il \u201cpaziente zero\u201d che ha innescato il focolaio epidemico. Quella pi\u00f9 accreditata, sulla base delle informazioni disponibili, \u00e8 che il primo a contrarre l\u2019infezione, prima di imbarcarsi, sia stato un passeggero rimasto esposto a roditori roditori sulla terraferma. Le indagini sono in corso per chiarire le circostanze e la fonte del focolaio, in collaborazione con le autorit\u00e0 di Argentina e Cile, dove il virus Andes \u00e8 endemico, ma le fonti di informazione hanno gi\u00e0 riportato l\u2019identit\u00e0 di quelli che potrebbero essere i principali indiziati. Si tratta del settantenne ornitologo olandese<strong> Leo Schilperoord<\/strong> e di sua moglie Mirjam, 69 anni, anche lei ammalatasi e deceduta pochi giorni dopo il marito, Avrebbero contratto l\u2019infezione\u00a0 durante la visita in una discarica a cielo aperto vicino ad Ushuaia, nella Terra del Fuoco, dove si erano recati per vedere gli uccelli rari, al termine di un viaggio di cinque mesi in Sud America concluso con l\u2019imbarco sulla nave da crociera MV Hondius, dove avrebbero appunto innescato il focolaio. Le evidenze attuali, compresa l\u2019analisi preliminare delle sequenze genetiche, suggeriscono una successiva trasmissione inter-umana a bordo della nave, con sequenze virali quasi identiche tra i diversi pazienti.<\/p>\n<p><strong>Report UniPi, contenuti online su hantavirus\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/strong><strong>aumentati del 500%, il vero rischio \u00e8 l\u2019infodemia<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>Ma, al di l\u00e0 di tutte le rassicurazioni, il gran parlare degli ultimi giorni sull\u2019hantavirus \u2013 comprensibile, soprattutto dopo Covid \u2013 qualche conseguenza ha gi\u00e0 cominciato a produrla: la produzione di contenuti online legata al virus \u00e8 infatti aumentata del 500% negli ultimi sette giorni monitorati. Sebbene in questa fase non si riscontrino ancora filoni strutturati di misinformazione o campagne di disinformazione organizzate nel nostro Paese, il sistema rileva i primi inequivocabili segnali di una deriva infodemica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-83202 alignleft\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rizzo-UNIPI.jpg\" alt=\"\" width=\"103\" height=\"145\"\/>Ad analizzare la situazione informativa nel periodo 6-12 maggio \u00e8 il Risp, Report infodemico per la sanit\u00e0 pubblica prodotto dal Pisa Public Health Research Lab dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa, diretto da <strong>Caterina Rizzo<\/strong> (nella foto), professore ordinario del Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle Nuove tecnologie in Medicina e Chirurgia e coordinato da <strong>Cesare Buquicchio,<\/strong> direttore scientifico del progetto CreSP \u2013 Comunicazione del rischio in emergenza per la Sanit\u00e0 Pubblica,\u00a0 e realizzato da<strong> Francesco Gesualdo, Veronica Bartolucci<\/strong> e <strong>Diana Romersi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il report, riferisce un comunicato, fotografa tre tendenze principali: un riflesso condizionato alimentato dalla memoria del Covid-19 che genera una forte polarizzazione sui social media e sfiducia immediata verso esperti e istituzioni;\u00a0 una crescente pressione dei media generalisti, i quali, alla ricerca di engagement, tendono a sovradimensionare la reale portata epidemiologica dei contagi attuali; la tendenza dei profili creator di lifestyle e generalisti a usare hantavirus in chiave ironica o attraverso i \u201cmeme\u201d, decontestualizzando l\u2019informazione sanitaria per generare visibilit\u00e0 personale.<\/p>\n<p>\u201cIn questo scenario, l\u2019attivit\u00e0 di social listening non \u00e8 solo un esercizio di monitoraggio, ma uno strumento per identificare le azioni prioritarie di comunicazione del rischio e contrasto alla disinformazione da mettere in atto\u201d si legge nella nota del Risp. \u201c\u00c8 prioritario identificare e colmare tempestivamente i vuoti informativi che emergono dalla discrepanza tra l\u2019elevato volume di ricerche da parte dei cittadini (sintomi, mappe di diffusione, rischi occupazionali) e la limitata disponibilit\u00e0 di contenuti informativi ufficiali e basati sulle prove scientifiche\u201d.<\/p>\n<p>La nota osserva anche che a fronte di una sovrabbondante produzione di contenuti online, la comunicazione social del Ministero della Salute nel periodo osservato si limita a un solo post su hantavirus che rimanda alla sezione FAQ del sito del dicastero. Da qui un rilievo critico: \u201cLa storia delle recenti emergenze sanitarie insegna che ogni spazio lasciato vuoto dalla comunicazione istituzionale viene rapidamente colonizzato da narrative distorte\u201d si legge nella nota diffusa dal Risp, che conclude ricordando che \u201cagire sui segnali precoci qui delineati \u00e8 fondamentale per prevenire la cristallizzazione di nuove distorsioni narrative nel dibattito pubblico\u201d. Che \u00e8 un po\u2019 come dire che il rischio di possibili derive infodemiche va contrastato con decisione, invitando implicitamente chi pu\u00f2 (e deve) fare qualcosa a farlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 15 maggio \u2013\u00a0 Si susseguono con cadenza pressoch\u00e9 quotidiana i messaggi rassicuranti delle autorit\u00e0 sanitarie nazionali e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":490922,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[737,13583,272676,72623,263789,239,1537,90,89,1315,2972,272677,9895,23657,272678,272679,240,32906,272680,77970],"class_list":{"0":"post-490921","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-aumento","9":"tag-contenuti","10":"tag-deriva-infodemica","11":"tag-ecdc","12":"tag-hantavirus","13":"tag-health","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-online","18":"tag-pericolo","19":"tag-pisa-public-health-research-lab","20":"tag-question-time","21":"tag-rassicurazioni","22":"tag-reporta","23":"tag-risp","24":"tag-salute","25":"tag-schillaci","26":"tag-spiteri","27":"tag-universita-pisa"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116575827990002297","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/490921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=490921"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/490921\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/490922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=490921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=490921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=490921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}