{"id":491326,"date":"2026-05-15T07:55:17","date_gmt":"2026-05-15T07:55:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491326\/"},"modified":"2026-05-15T07:55:17","modified_gmt":"2026-05-15T07:55:17","slug":"luca-carboni-nel-periodo-della-malattia-mi-sono-allontanato-dalla-musica-sparare-canzoni-damore-e-la-mia-unica-arma-la-popolarita-ho-un-limite-psicofisico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491326\/","title":{"rendered":"Luca Carboni: \u00abNel periodo della malattia mi sono allontanato dalla musica. Sparare canzoni d&#8217;amore \u00e8 la mia unica arma. La popolarit\u00e0? Ho un limite psicofisico\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Paolo Giordano<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il cantautore dialoga con Paolo Giordano per l&#8217;uscita dell&#8217;autobiografia \u00abLuca non parlava mai\u00bb: la malattia, i sentimenti, Dalla e Jovanotti, la moglie Marina. \u00abMio padre era contrario alla propriet\u00e0 privata, alla fine non aveva nulla da lasciarci: la sua eredit\u00e0 pi\u00f9 importante sono i suoi diari\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNon amo molto parlare, ancora meno parlare di me\u00bb. Esordisce cos\u00ec <b>Luca Carboni<\/b>. Non lo fa per parafrasare il titolo del suo libro, Luca non parlava mai. N\u00e9 tantomeno per spocchia. Semmai sta porgendo delle scuse anticipate, per quando si trover\u00e0 a esitare nelle risposte, a dubitare di quello che ha appena detto, a lasciare una frase a met\u00e0 seguita da un lungo silenzio. Eppure il libro lo ha scritto, e nel libro parla proprio di s\u00e9. Della sua vita, della sua musica, delle persone che lungo il percorso lo hanno cambiato. Il progetto \u00e8 nato dopo la malattia, un tumore polmonare per cui \u00e8 stato curato, prima con la chemio poi chirurgicamente. E il racconto inizia da l\u00ec, dall\u2019ospedale, dalle infusioni della mattina insieme agli altri pazienti, che diventano malgrado le ritrosie una comunit\u00e0. Come se ci fosse un legame diretto fra l\u2019esperienza terrorizzante eppure cos\u00ec ordinaria del cancro, e la carriera eccezionale di cantautore.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abNel periodo della malattia mi sono allontanato dalla musica\u00bb mi dice. \u00abHo lavorato sulla pittura e sul disegno. Mi davano consolazione, anche perch\u00e9 richiedevano meno energie.<\/b> Nel frattempo meditavo, ascoltavo audiolibri. Nemmeno dopo l\u2019intervento, quando mi sono tornate un po\u2019 di forze, l\u2019istinto \u00e8 stato di riprendere il disco lasciato in sospeso. Ho invece coinvolto Luca Beatrice per esporre i miei quadri. Nel costruire la mostra, intitolata Rio Ari O, lui mi ha spinto ad allargare lo sguardo, a tirare fuori anche tutto il resto di me, i bloc-notes, gli appunti, le liste che ora si trovano all\u2019inizio dei capitoli. Schizzi, disegni, tentativi di romanzi. Fogli sparsi, compresi quelli che avevo abbandonato nella vecchia casa e che mio padre aveva conservato con cura\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il libro mantiene una traccia di questa origine frammentaria. Non \u00e8 un\u2019autobiografia in senso classico. Non si avverte, ad esempio, quell\u2019aura di predestinazione cos\u00ec comune nei resoconti di que- sto tipo. Qui tutto \u00e8 pervaso dal pudore, eppure i sentimenti filtrano. Il pi\u00f9 commovente \u00e8 proprio la tenerezza del padre di Luca, che ha annotato, nei suoi diari, tutto ci\u00f2 che il figlio faceva, come uomo e come artista.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abMio padre era contrario alla propriet\u00e0 privata (non ha mai posseduto una casa). Alla fine non aveva niente da lasciarci, solo piccoli oggetti. La sua eredit\u00e0 pi\u00f9 importante sono i suoi diari. <\/b>La ricchezza di sguardo che aveva su di me, e che trapela da quegli appunti, l\u2019aveva per tutti e cinque noi fratelli, e anche per i suoi genitori. Nella stessa pagina trovavi scritto: \u201cLuca concerto a Bologna\u201d, \u201cElisabetta operata al gomito\u201d poi \u201cesame di fisica trenta e lode\u201d su mio fratello maggiore. Sapevamo di questa sua attivit\u00e0, ma abbiamo avuto accesso ai diari solo quando abbiamo iniziato ad accudirlo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Leggendo il libro, ricomponendo i frammenti, si ha l\u2019immagine di una vita al riparo da grandi dolori, da lacerazioni, anche da tormenti artistici troppo acuti. Con l\u2019unica eccezione della malattia, che ha comunque avuto un esito positivo. Mi sono chiesto se sia andata veramente cos\u00ec <b>la vita di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/24_dicembre_24\/luca-carboni-intervista-2024-95310f03-f421-41ea-8b1f-3c03a76ccxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Luca Carboni<\/a><\/b>, o se sia una scelta di racconto. \u00abIn effetti non ho vissuto grandi traumi o sofferenze, nemmeno crisi creative profonde. Semmai ho rimandato, quando non mi sentivo pronto. Mi sono preso molto tempo, infatti in quarant\u2019anni ho realizzato pochi dischi in confronto ad altri.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dalla musica sono sempre entrato e uscito. Ogni volta cercavo di dimenticare tutto e di ripartire da capo. Per questo i miei dischi sono cos\u00ec diversi fra loro\u00bb. Il libro \u00e8 anche un catalogo di incontri decisivi. Fra tutti, come ci si aspetta, giganteggia quello con <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/22_febbraio_26\/lucio-dalla-fidanzate-uomini-bugie-6e47e3dc-9673-11ec-ae45-371c99bdba95.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lucio Dalla<\/a>, che per primo ha incoraggiato Carboni a cantare i pezzi che scriveva. L\u2019ingresso di Dalla in scena \u2013 coricato su un frigorifero dei gelati \u2013 \u00e8 puramente romanzesco. \u00abSento ancora l\u2019esigenza di ascoltare la musica di Lucio. Soprattutto del Lucio cantautore. Come \u00e8 profondo il mare, Dalla e Lucio Dalla. Ma anche il Qdisc, dove c\u2019era Telefonami tra vent\u2019anni. Che poi \u00e8 la fase in cui l\u2019ho conosciuto. Era appena diventato orfano. Dopo la morte di sua madre gli era venuto fuori tutto. Era illuminato\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se dovesse scegliere una canzone di Dalla, una sola, da spedire come messaggio nello spazio?<\/b>\u00a0\u00abForse L\u2019anno che verr\u00e0. O Anna e Marco. Quelle che avevano una vocazione popolare comunque. Perch\u00e9 per Lucio era importante arrivare a tutti. Essere semplice pur rispettando le sue esigenze intellettuali\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E se dovesse sceglierne una sua, di Luca Carboni, da spedire nello spazio per farsi capire da una civilt\u00e0 aliena?<\/b> \u00ab\u00c8 difficile. Ho sempre portato avanti due anime, quella pi\u00f9 drammatica e quella pi\u00f9 ironica. Bisognerebbe mettere insieme almeno Farfallina e Ci vuole un fisico bestiale\u00bb. Nel libro, tuttavia, compare una sintesi efficace della sua poetica: \u00abIo, attraverso l\u2019amore, cerco di raccontare tantissime cose. Sparare canzoni d\u2019amore \u00e8 l\u2019unica, vera, grande arma che ho a disposizione\u00bb. Avevo intuito questo aspetto della sua scrittura \u2013 cantare di amore per parlare del mondo \u2013 ascoltando, a vent\u2019anni, Mi ami davvero. L\u00ec, il contrasto fra la verit\u00e0 della persona amata e la falsit\u00e0 circostante \u00e8 esplicito. Ma l\u2019amore delle canzoni pop \u00e8 quasi sempre quello iniziale, giovanile, l\u2019amore-innamoramento. Mentre Carboni ha una storia coniugale lunga e stabile. \u00abMa l\u2019amore riserva sempre delle sorprese! Dopo molti anni ti scopri ancora all\u2019inizio di qualcosa. Emergono lati di te e dell\u2019altra persona che non sapevi. Anche da grandi pu\u00f2 capitare all\u2019improvviso di sentirsi come I ragazzi che si amano di Pr\u00e9vert\u00bb. Fa una pausa molto lunga, come allontanandosi dietro un pensiero, forse valutando se condividerlo. Poi, adombrato, dice solo: \u00abMi sono perso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Il nuovo libro di Luca Carboni\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli chiedo quanto sua moglie, Marina Vanni<\/b>, sia stata presente nel suo percorso artistico. Dal libro non \u00e8 cos\u00ec chiaro. Prevale una continua istanza di protezione, di lei e della loro privacy. \u00abIo ho sempre fatto quello che sentivo, per\u00f2 lei era sempre l\u00ec vicino. \u00c8 stata anche una giudice, con cui avevo l\u2019esigenza di confrontarmi, pur senza censure. Prima di avere un figlio vivevamo tutta la musica in due, con la sensazione che la musica stessa ci tenesse legati. Praticamente eravamo una band. Quando abbiamo fatto il tour con <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/24_novembre_24\/jovanotti-intervista-5a8cec23-8d16-4b9a-846f-ca5c91beexlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lorenzo (Jovanotti<\/a>, nel 1992), lui trovava strano che ci fosse sempre Marina con noi. Mi aveva detto: non vedo l\u2019ora di avere una dimensione simile alla tua. E poi gli \u00e8 successo, con Francesca\u00bb. Nel libro Carboni racconta i suoi esordi come l\u2019emergere di una soggettivit\u00e0 nuova. Gli anni ottanta, il crollo dei grandi sistemi di pensiero, il rigetto delle ideologie, la fine della storia eccetera. I cantanti, forse per la prima volta, si concentravano sul proprio vissuto personale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuando ho cominciato avevo l\u2019impressione di essere molto individualista rispetto agli artisti che mi avevano preceduto. In realt\u00e0, oggi so che non raccontavo davvero di me, quanto della mia gene- razione. Di un\u2019emozione collettiva. Mi muovevo insieme agli altri. Il pop \u00e8 un\u2019esperienza condivisa che alcuni riescono a sintetizzare in una voce. Non \u00e8 un caso che la sua storia sia fatta dai giovani. Quando diventi adulto cambia. Non sei pi\u00f9 uno \u201ccontro\u201d.<b> Come padre, per esempio, non puoi essere contro i figli.<\/b> Allora subentra un altro sguardo, pi\u00f9 indirizzato verso te stesso. Per assurdo, \u00e8 da grandi che si diventa davvero individualisti. E anche se resti attento a quello che accade fuori, non riesci pi\u00f9 a riassumerlo attraverso di te\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forse l\u2019arco storico iniziato negli anni ottanta raggiunge il suo termine proprio adesso, sono molti a sostenerlo, e nell\u2019arrivare a conclusione ci mostra i suoi lati pi\u00f9 oscuri. Tuttavia non so che cosa si affacci al suo posto, perci\u00f2 domando a Carboni se lo sappia lui, musicalmente almeno. \u00ab\u00c8 un mondo musicale nuovo, che mette insieme molti aspetti che noi avremmo trovato contraddittori. La dance e il cantautorato, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/spettacoli\/26_maggio_03\/guccini-non-uscivo-di-casa-da-18-mesi-in-tv-guardo-gf-e-temptation-island-dc1d6cbb-9e40-4412-8d3d-fb8909f12xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guccini<\/a> e il jazz, il rock e <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/ritratto-autore\/23_aprile_03\/de-andre-ultima-telefonata-sardegna-57f955da-d18b-11ed-a203-085ce722273a.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">De Andr\u00e9<\/a>. Una trasversalit\u00e0 che per la mia generazione non sarebbe stata ammissibile. Devo ancora capire se \u00e8 interamente positiva o se \u00e8 un appropriarsi acritico di elementi disparati. A volte una cosa mi sembra interessantissima e poi si smentisce il momento dopo. Qualcosa di quello che sta succedendo nella musica mi sfugge. Ma sono sempre disposto a scoprire\u00bb. Non si lascia trascinare facilmente nel nostalgismo, ma lo faccio io per entrambi. Ascoltando i suoi primi dischi si ritrova un\u2019epoca che aveva, mi pare, una spontaneit\u00e0 diversa. O forse sbaglio a chiamarla spontaneit\u00e0, forse era altro.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab<b>Gli anni in cui ero ventenne, pur con tutti gli strascichi degli anni di piombo e al netto dei danni che avrebbero prodotto, erano di grande libert\u00e0. Per tutti. Con Lucio arrivavamo in moto in piazza Duomo a Milano, o in piazza Maggiore a Bologna. Non c\u2019erano le ztl, non c\u2019erano orari, i posti restavano aperti fino alla mattina. Si beveva in mezzo alla strada senza timore delle multe. La socialit\u00e0 era pi\u00f9 aperta.<\/b> C\u2019erano stimoli ovunque, per tutti, non solo per i privilegiati che si occupano di arte. La vita media era meno impaurita, meno progettata da altri. Eravamo meno sorvegliati. Secondo me \u00e8 stato l\u2019ultimo periodo in cui l\u2019uomo era senza tempo\u00bb. Anche nel libro cita molti luoghi: Bologna e San Luca, l\u2019Appennino, l\u2019Isola d\u2019Elba, Trastevere.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Luca Carboni: \u00abSparare canzoni d'amore \u00e8 la mia unica arma. La popolarit\u00e0? Ho un limite psicofisico: se vado oltre, la sofferenza prevale sul piacere\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a06191a5a60b.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a06191a5a60b.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perfino una puntata alle Svalbard. \u00abParlare di luoghi era un modo per sfuggire un po\u2019 da me. Ma \u00e8 vero che ho sempre amato le descrizioni. Le due sponde della Senna nei libri di Simenon, la campagna in quelli di Herman Hesse. Penso che i luoghi plasmino le persone che si muovono al loro interno molto pi\u00f9 di quel che immaginiamo, che ne condizionino le esistenze. Volevo che la mia musica venisse raccontata anche attraverso i posti da cui \u00e8 scaturita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In Inno nazionale, che aveva un testo caustico e un videoclip dirompente (girato da Alex Infascelli), Carboni reagiva invece al suo tempo, all\u2019avvento della Lega Nord. La Lega originale, quella di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/26_marzo_20\/la-fine-del-senatur-il-terremoto-nordista-che-scompiglio-la-politica-italiana-37979a33-03b0-4e84-8599-21ba57df2xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Umberto Bossi<\/a>, che ormai ci appare quasi innocente nelle sue istanze secessioniste. Gli chiedo una cosa dell\u2019Italia di oggi che non gli piace, e una che al contrario apprezza. \u00abIn quella canzone parlavo del meridionale che diventa razzista contro i meridionali solo perch\u00e9 vive a Bologna.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dagli anni novanta il razzismo ha cambiato bersagli, non \u00e8 pi\u00f9 contro altri italiani, ma \u00e8 sempre l\u00ec. Spietato. Non mi piace vivere in un clima di paura, di tensione costanti. Qua, in periferia, ci sono anche gruppi di quartiere, che mettono cartelli, che fanno le ronde. Quello che mi piace invece&#8230;\u00bb. Un\u2019altra lunga pausa. Poi: \u00abQuello che mi piace \u00e8 che gli italiani, nonostante tutto, sanno ancora trovare la felicit\u00e0\u00bb. Per il momento la scrittura di musica nuova \u00e8 in attesa. Ma c\u2019\u00e8 un tour in corso, che a suo modo, proprio come il libro, viene dall\u2019esperienza di aver esposto le proprie opere pittoriche. Infatti condivide il titolo della mostra, Rio Ari O. Sono le prime sillabe con cui Carboni \u00e8 arrivato sui giradischi d\u2019Italia, nel 1980. Le parole successive erano: \u00abCi stiamo sbagliando ragazzi, noi che camminiamo sul mondo\u00bb. Camminare sul mondo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al contrario di molti colleghi della sua generazione, e perfino di alcuni della generazione precedente,<b> Luca Carboni<\/b> non sembra avere nessuna smania di essere continua- mente esposto. Non si affanna dietro i featuring, non cerca hit dell\u2019estate n\u00e9 palchi eclatanti. Nel libro arriva a teorizzare questo atteggiamento parsimonioso. Ritiene che per ogni artista esista una soglia massima di successo sostenibile.<b> \u00abNon ho mai gestito con dei calcoli il mio esserci o non esserci. Ho sempre seguito l\u2019istinto. Avere l\u2019attenzione del pubblico \u00e8 importante, ma io ho un limite psicofisico di popolarit\u00e0. <\/b>Se vado oltre, la sofferenza prevale sul piacere. Me ne sono reso conto nei momenti in cui l\u2019ho superato, momenti fortunati a cui sono grato, ma dove mi sono ritrovato a fare fatica\u00bb. All\u2019inizio, d\u2019altra parte, non immaginava neppure di essere un frontman.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 stato Lucio Dalla a spingerlo a cantare, quasi a costringerlo<\/b>. Gli chiedo se dopo tutti questi anni riesca ancora a immaginare una vita alternativa, non da frontman e lui, inaspettatamente, risponde di s\u00ec. O quasi di s\u00ec. \u00abAvevamo una band e avevamo un cantante. Eravamo molto simili ai R.E.M. e io avevo le mie soddisfazioni creative. Funzionava bene. Avrebbe potuto funzionare\u00bb. Ma \u00e8 andata cos\u00ec. \u00abGi\u00e0. \u00c8 andata cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-15T08:01:20+02:00\">15 maggio 2026 ( modifica il 15 maggio 2026 | 08:01)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Paolo Giordano Il cantautore dialoga con Paolo Giordano per l&#8217;uscita dell&#8217;autobiografia \u00abLuca non parlava mai\u00bb: la 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