{"id":491386,"date":"2026-05-15T08:50:41","date_gmt":"2026-05-15T08:50:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491386\/"},"modified":"2026-05-15T08:50:41","modified_gmt":"2026-05-15T08:50:41","slug":"intervista-ad-ahmet-gunestekin-per-la-sua-mostra-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491386\/","title":{"rendered":"Intervista ad Ahmet G\u00fcne\u015ftekin per la sua mostra a Venezia"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2851p_noemi-capoccia.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Noemi Capoccia<\/a>, pubblicato il 12\/05\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/8c_interviste.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Interviste        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-contemporanea.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte contemporanea<\/a> <\/p>\n<p>A Palazzo Gradenigo, l\u2019artista curdo-turco\u00a0Ahmet G\u00fcne\u015ftekin inaugura Sessizlik \/ Silenzio: una mostra che intreccia memoria, migrazione e identit\u00e0 nel cuore della Biennale Arte 2026. L\u2019artista ce ne parla in questa intervista con Noemi Capoccia.<\/p>\n<p>L\u2019artista curdo-turco <strong>Ahmet G\u00fcne\u015ftekin<\/strong> (Batman, 1966) torna in Italia con una nuova mostra personale dopo la recente esposizione alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Intitolata Sessizlik \/ Silenzio e curata da <strong>Sergio<\/strong> <strong>Risaliti<\/strong>, l\u2019esposizione (visitabile dal 6 maggio al 1 novembre 2026), coincide con l\u2019avvio delle attivit\u00e0 culturali della Fondazione G\u00fcne\u015ftekin presso Palazzo Gradenigo, nel sestiere di Castello a Venezia, edificio acquistato e restaurato dall\u2019artista dopo un lungo intervento conservativo. La mostra si sviluppa nelle sale del palazzo parallelamente alla <strong>Biennale Arte di Venezia 2026<\/strong>, instaurando un dialogo diretto con il progetto curatoriale In Minor Keys di Koyo Kouoh, dedicato alle esperienze marginali, invisibili e represse della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Per G\u00fcne\u015ftekin, il silenzio rappresenta uno spazio di memoria e resistenza. Le opere disseminate tra gli ambienti interni ed esterni del palazzo, porte secolari, figure monumentali in bronzo, maschere e installazioni costruiscono un percorso che affronta il rapporto tra memoria comune, rimozione storica e fragilit\u00e0 umana. Migranti, lavoratori, persone sradicate o lasciate ai margini diventano cos\u00ec il centro simbolico dell\u2019intero progetto espositivo: presenze che restituiscono il peso delle tragedie contemporanee e delle storie escluse dalle grandi narrazioni ufficiali.<\/p>\n<p>Nato nel 1966 a Batman, citt\u00e0 della Turchia posizionata nella regione dell\u2019Anatolia sud orientale, G\u00fcne\u015ftekin ha sviluppato negli anni una ricerca multidisciplinare che fonde mito, oralit\u00e0, archeologia della memoria e contro-narrazione storica. Attraverso pittura, video, installazione e scultura, il suo lavoro affronta temi come appartenenza, migrazione, conflitto e identit\u00e0 culturale, trasformando spesso l\u2019opera in uno spazio coinvolgente e percettivo.<\/p>\n<p>In questa intervista, fatta durante i giorni di apertura della Biennale, Ahmet G\u00fcne\u015ftekin approfondisce il significato di Sessizlik \/ Silenzio come esperienza filosofica, politica e sensoriale, soffermandosi sul ruolo dell\u2019artista nel presente e sulla necessit\u00e0 di rendere visibili memorie lasciate ai margini. Il silenzio, nelle sue parole, diventa una soglia attraverso cui emergono narrazioni represse, lingue perdute e vite fragili che la societ\u00e0 contemporanea tende a ignorare. Le figure presenti nella mostra, migranti, lavoratori, persone disabili, individui sradicati, sono portatori di una memoria che interroga direttamente il visitatore.<\/p>\n<p>L\u2019artista riflette inoltre sul rapporto tra mito, scienze sacre e contemporaneit\u00e0, descrivendo la mostra come uno spazio mentale e percettivo nel quale il pubblico \u00e8 chiamato a vivere un\u2019esperienza di attraversamento emotivo e intellettuale. Attraverso simboli, figure silenziose e materiali carichi di memoria, G\u00fcne\u015ftekin costruisce un dialogo sul peso delle assenze, sulla rimozione storica e sulla possibilit\u00e0 dell\u2019arte di trasformarsi ancora oggi in uno strumento di testimonianza, coscienza e resistenza. Ecco cosa ci ha raccontato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Ahmet G\u00fcne\u015ftekin. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Ahmet G\u00fcne\u015ftekin. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ahmet-gunestekin.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAhmet G\u00fcne\u015ftekin. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><strong>NC. In che modo la Sua presenza a Venezia durante la Biennale d\u2019Arte 2026 con il progetto <\/strong><strong>Sessizlik \/ Silenzio <\/strong><strong>contribuisce a ridefinire il ruolo dell\u2019artista nel contesto contemporaneo?<\/strong><\/p>\n<p>AG. La mostra \u00e8 stata per me un\u2019esperienza significativa che ha aperto una nuova riflessione sul ruolo dell\u2019artista nel mondo contemporaneo. Oggi il compito dell\u2019artista non \u00e8 soltanto produrre opere; \u00e8 rendere visibile la memoria, creare spazio per le storie represse e portare la coscienza del proprio tempo. Questo progetto, realizzato a Palazzo Gradenigo, si \u00e8 trasformato in una visibilit\u00e0 internazionale per memorie lasciate nel silenzio. In questo senso, porta l\u2019artista oltre la figura che produce semplicemente estetica; verso una testimonianza che costruisce un ponte tra storia, societ\u00e0 e memoria dell\u2019umanit\u00e0. Attraverso porte secolari, figure in bronzo, maschere e sculture silenziose, in realt\u00e0 pongo questa domanda: di cosa parla una societ\u00e0, cosa sceglie di tacere e in quale silenzio la verit\u00e0 continua a vivere? Oggi l\u2019arte contemporanea non \u00e8 pi\u00f9 soltanto uno spazio da osservare; \u00e8 uno spazio di esperienza da affrontare, sentire ed entrare intellettualmente. Anche Sessizlik \/ Silenzio invita il pubblico non soltanto a una mostra, ma a un\u2019esperienza condivisa di memoria e coscienza.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il senso dell\u2019esposizione ospitata a Palazzo Gradenigo e in che modo la dimensione del silenzio diventa dispositivo filosofico e politico all\u2019interno del percorso?<\/strong><\/p>\n<p>Il tema centrale della mostra Sessizlik \/ Silenzio \u00e8 confrontarsi con le modalit\u00e0 attraverso cui la memoria viene messa a tacere e rendere visibile il linguaggio invisibile custodito dal silenzio. Qui il silenzio non \u00e8 una muta passivit\u00e0; al contrario, \u00e8 una potente forma espressiva che porta con s\u00e9 un peso storico, politico e umano. A volte il grido pi\u00f9 grande di una societ\u00e0 si nasconde proprio in ci\u00f2 che non riesce a dire. Lungo il percorso espositivo, il visitatore non si muove soltanto tra le opere; attraversa anche memorie represse, lingue perdute, narrazioni dimenticate e storie lasciate nel silenzio. Per questo le porte secolari, le figure in bronzo, le maschere e le sculture silenziose non sono semplicemente oggetti estetici; sono portatori di memoria che testimoniano il tempo. Il concetto di silenzio qui si trasforma in uno spazio filosofico, perch\u00e9 lascia il visitatore solo davanti agli strati invisibili della verit\u00e0. Diventa anche uno strumento politico, perch\u00e9 rende nuovamente visibile ci\u00f2 che \u00e8 stato messo a tacere, reso invisibile e represso. Per me questa mostra indaga la forza di resistenza del silenzio all\u2019interno di un\u2019epoca rumorosa. Perch\u00e9 a volte la verit\u00e0 non urla; continua semplicemente a esistere in silenzio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-2.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-3.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-4.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-5.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><strong>Che cosa hanno portato le figure rappresentate nelle sculture, migranti, lavoratori, disabili, individui in condizione di instabilit\u00e0, nella costruzione narrativa e simbolica dell\u2019intero progetto espositivo?<\/strong><\/p>\n<p>Non sono soltanto figure rappresentate, ma i principali portatori di memoria che costituiscono l\u2019ossatura morale dell\u2019esposizione. Per me queste persone non sono \u201cl\u2019altro\u201d; sono il centro invisibile lasciato ai margini dal mondo moderno. Gran parte delle pi\u00f9 grandi tragedie del nostro tempo si manifesta nei loro corpi, nei loro volti e nei loro silenzi. Per questo le figure presenti nelle sculture smettono di essere ritratti individuali e si trasformano in una narrazione collettiva dell\u2019umanit\u00e0. Il peso portato da un migrante, la stanchezza fisica di un lavoratore, la lotta invisibile di una persona con disabilit\u00e0 o la perdita di appartenenza di un individuo sradicato costruiscono, nella struttura simbolica della mostra, un linguaggio comune della memoria. \u00c8 proprio qui che il silenzio acquista importanza. Perch\u00e9 le vite fragili sono spesso quelle meno ascoltate. Le sofferenze che le societ\u00e0 scelgono di ignorare crescono per lo pi\u00f9 nel silenzio. Il peso delle figure in bronzo, il volto annullato delle maschere e le tracce storiche custodite dalle porte secolari ricordano che queste vite fragili non appartengono soltanto al presente, ma alla storia stessa dell\u2019umanit\u00e0. Credo che uno dei compiti dell\u2019arte sia rendere visibile ci\u00f2 che \u00e8 invisibile. Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che fanno le figure di questa mostra: riportano vite lasciate nel silenzio nella memoria collettiva dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-6.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-7.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-8.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-9.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Ilaria Zago&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-10.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza\" title=\"Allestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-sessizlik-silenzio-11.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sessizlik \/ Silenzio. Foto: Giada Miglioranza&#13;<\/p>\n<p><strong>Che cosa dovranno aspettarsi i visitatori attraversando gli spazi distribuiti tra interno ed esterno del palazzo e quale esperienza percettiva e mentale dovrebbe emergere dal dialogo tra mito, scienza sacra e contemporaneit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Dal momento in cui entreranno a Palazzo Gradenigo, i visitatori non attraverseranno semplicemente una mostra: entreranno in un viaggio stratificato tra tempo, memoria e condizioni umane. Le installazioni diffuse negli spazi interni ed esterni del palazzo trasformano il visitatore non in spettatore di una narrazione lineare, ma in parte di un\u2019esperienza emotiva, intuitiva e mentale. Ogni porta, ogni figura in bronzo, ogni maschera e ogni volto silenzioso funziona come una soglia aperta tra passato e presente. \u00c8 proprio qui che entra in gioco la relazione tra mitologia, scienze sacre e realt\u00e0 contemporanea. Perch\u00e9, anche se la storia dell\u2019umanit\u00e0 cambia, paure, migrazioni, ricerca di appartenenza, lutto, potere, memoria e forme del silenzio continuano a esistere trasformandosi. Ci\u00f2 che mi interessa \u00e8 rivelare i legami invisibili tra le narrazioni antiche e la fragile realt\u00e0 del presente. Per questo nella mostra le immagini mitologiche non sono semplicemente riferimenti al passato; diventano strumenti simbolici che cercano di comprendere la condizione spirituale e sociale dell\u2019essere umano contemporaneo. I riferimenti alle scienze sacre intendono invece far riflettere sul rapporto profondo che l\u2019essere umano costruisce con l\u2019universo, con il tempo e con la propria esistenza. In questo modo la mostra smette di essere soltanto un\u2019esperienza visiva e si trasforma in uno spazio mentale e percettivo. Per me \u00e8 importante che il visitatore lasci lo spazio a volte sentendosi dentro un rituale, a volte confrontandosi con il peso di una memoria storica, altre volte ancora incontrando il proprio silenzio interiore. Perch\u00e9 Sessizlik \/ Silenzio, in definitiva, \u00e8 stato concepito non come uno spazio da guardare soltanto, ma come uno spazio in cui entrare, da sentire e da vivere intellettualmente.<\/p>\n<p><strong>Quale legame esiste tra <\/strong><strong>Sessizlik \/ Silenzio<\/strong><strong> e il progetto curatoriale della Biennale di Venezia 2026?<\/strong><\/p>\n<p>Tra Sessizlik \/ Silenzio e la Biennale di Venezia 2026 esiste non soltanto una relazione temporale, ma anche un forte legame concettuale. Il titolo scelto dalla curatrice della Biennale di Venezia 2026 Koyo Kouoh, In Minor Keys, si concentra proprio su esperienze invisibili, represse, esistenti a bassa voce ma capaci di lasciare tracce profonde nella memoria dell\u2019umanit\u00e0. Questo approccio si intreccia in modo naturale con l\u2019ossatura concettuale di Sessizlik \/ Silenzio. Perch\u00e9 per me il silenzio non \u00e8 mai stato vuoto o una passiva assenza di voce; al contrario, \u00e8 sempre stato uno spazio che custodisce l\u2019invisibile, protegge la memoria e approfondisce la verit\u00e0. I migranti, i lavoratori, le persone sradicate, le vite fragili, le porte secolari e le figure silenziose presenti nella mostra rappresentano proprio quelle condizioni umane invisibili a cui rimanda l\u2019approccio di In Minor Keys. L\u2019approccio curatoriale di Koyo Kouoh apre spazio non alle grandi narrazioni, ma a strati pi\u00f9 fragili, pi\u00f9 poetici e pi\u00f9 umani. Anche Sessizlik \/ Silenzio, allo stesso modo, lavora non attraverso una rappresentazione ad alta voce, ma attraverso sussurri, tracce di memoria, simboli e testimonianze silenziose. Per questo la mostra a Palazzo Gradenigo stabilisce una relazione organica con l\u2019atmosfera concettuale della Biennale. Mitologia, memoria collettiva, migrazione, appartenenza, lutto e vite rese invisibili trovano una corrispondenza comune sia nell\u2019approccio curatoriale della Biennale sia nello spirito di Sessizlik \/ Silenzio. Per me ci\u00f2 che conta \u00e8 che l\u2019arte possa ancora oggi toccare il mondo interiore dell\u2019essere umano e la coscienza collettiva. Per questo Sessizlik \/ Silenzio propone un\u2019esperienza di memoria e umanit\u00e0 che procede sulla stessa frequenza dello spazio concettuale aperto dalla Biennale nei confronti del mondo contemporaneo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.castellogamba.vda.it\/it\/sole-caduto-aosta-gio-pomodoro\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/castellogamba_2026_pomodoro_adv_728x90pxl.jpg\" alt=\"Sole caduto Aosta. Gio' Pomodoro - Castello Gamba, fino al 21 giugno\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro', 1);\" title=\"Sole caduto Aosta. 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Dal 2024 lavora in Finestre sull&#8217;Arte.\t\t<\/p>\n<p>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Noemi Capoccia, pubblicato il 12\/05\/2026 Categorie: Interviste \/ Argomenti: Arte contemporanea A Palazzo Gradenigo, l\u2019artista curdo-turco\u00a0Ahmet G\u00fcne\u015ftekin&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":491387,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,20357,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-491386","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-contemporanea","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116577739874159268","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=491386"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491386\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/491387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=491386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=491386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=491386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}