{"id":491545,"date":"2026-05-15T11:05:14","date_gmt":"2026-05-15T11:05:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491545\/"},"modified":"2026-05-15T11:05:14","modified_gmt":"2026-05-15T11:05:14","slug":"villa-giulia-rende-omaggio-al-design-di-alessandro-mendini-stanza-dopo-stanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491545\/","title":{"rendered":"Villa Giulia rende omaggio al design di Alessandro Mendini, stanza dopo stanza"},"content":{"rendered":"\n<p>Architetto visionario, famoso designer, artista, critico, direttore di riviste come \u00abCasabella\u00bb e \u00abDomus\u00bb (chiamato a dirigerlo dal fondatore, Gio Ponti, quando lui lasci\u00f2), <strong>Alessandro Mendini<\/strong> (Milano, 1931-2019) \u00e8 stato prima di tutto un vero intellettuale, un esteta raffinato, cresciuto in una famiglia di colti collezionisti, e uno sperimentatore instancabile in architettura come nel design. Ma era anche un teorico, fautore di un\u2019idea di progetto non posto al servizio della produzione e dell\u2019economia di massa ma inteso come gesto critico, fondato sul recupero della dimensione manuale e del colore, e sempre attraversato dal suo sguardo ironico e dissacratore. Non stupisce che all\u2019inizio del suo percorso, dopo aver creato tra il 1974 e il 1975 lavori che erano vicini pi\u00f9 all\u2019arte che al design (esemplare la \u00abValigia per l\u2019ultimo viaggio\u00bb, intrasportabile perch\u00e9 di pesantissimo marmo), Mendini abbia preso parte a movimenti di rottura come il Radical Design (o controdesign) milanese, che rifiutava i dogmi del Razionalismo e puntava sul riuso di mobili vernacolari (posizione profetica, allora) o sul ridisegno di arredi griffati, da lui pi\u00f9 o meno radicalmente stravolti: lo fece, tra gli altri, con la sedia \u00abSuperleggera\u00bb di <strong>Gio Ponti<\/strong>, arcinota icona del design internazionale che addobb\u00f2, all\u2019insegna della leggerezza e della velocit\u00e0, con quattro bandierine svolazzanti, e con la mitica poltrona \u00abWassily\u00bb (1925-26) di <strong>Marcel Breuer<\/strong>, \u00absnaturata\u00bb (nel 1978) da un decoro camouflage che deborda pure oltre i suoi confini. Per non parlare della poltrona \u00abProust\u00bb, panciuta, ridondante seduta neorococ\u00f2 da salotto buono piccolo-borghese, resa irriconoscibile (e attualizzata) dal fitto e coloratissimo decoro pointilliste.<\/p>\n<p>Dopo la grande mostra, curata da Fulvio Irace, dedicatagli due anni fa da Triennale, ora \u00e8 Verbania, con l\u2019Archivio Alessandro Mendini (Elisa e Fulvia Mendini), a rendergli omaggio a <strong>Villa Giulia<\/strong>, <strong>dal 16 maggio al 27 settembre<\/strong>, con l\u2019antologica curata da <strong>Loredana Parmesani \u00abAlessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi\u00bb<\/strong> (catalogo Moebius). Sono 130 le opere esposte, ordinate, stanza per stanza, intorno a uno dei suoi lavori pi\u00f9 significativi per importanza concettuale o fama, o (anche) per la deliberata provocazione che porta con s\u00e9: come la \u00abPoltrona di paglia\u00bb (1974), costruita impilando balle di stoppie (forse con uno sguardo alla \u00abBalla di fieno\u00bb, 1967 ca, di <strong>Pino Pascali<\/strong>, ma come non pensare al design, di dieci anni successivo, di <strong>Fernando<\/strong> e <strong>Humberto Campana<\/strong>?), seguita, quattro anni dopo, dalla \u00abProust\u00bb, con il suo gioco destabilizzante tanto sul piano concettuale quanto su quello ottico. E poi, il divano K2 (2013) per A LOT of Brasil, che \u00e8 un omaggio dichiarato alle sue passioni artistiche (<strong>de Chirico<\/strong>, <strong>Savinio<\/strong>, <strong>Carr\u00e0<\/strong>, <strong>Kandinskij<\/strong>, il Futurismo e le altre avanguardie storiche), mentre il \u00abMendinigrafo\u00bb (1985) \u00e8 un piccolo oggetto che, come un normografo, racchiude in s\u00e9 le sagome dei segni da lui prediletti.\u00a0La notoriet\u00e0 presso il grande pubblico gli arriver\u00e0 per\u00f2 dalle collezioni di oggetti ideati per Alessi (che proprio nel Verbano Cusio Ossola ha la sua sede operativa), per cui crea le microarchitetture da tavola delle \u00abTea and Coffe Piazza\u00bb (1983), con la caffettiera e la teiera che sono ironiche torri, o i giocosi cavatappi \u00abAnna G.\u00bb e \u00abAlessandro M.\u00bb, o i vasi di \u00ab100% Make Up\u00bb: 100 vasi in porcellana con coperchio progettati da lui ma decorati da altrettanti artisti, architetti, designer, perch\u00e9 per Mendini molto contava la dimensione progettuale collettiva (cos\u00ec fece, in pi\u00f9 ampia scala, anche per il Groninger Museum, cui chiam\u00f2 a collaborare numerosi autori). Senza dimenticare gli oggetti rivestiti di mosaico con foglia d\u2019oro creati con Bisazza, come \u00abMobili per Uomo: Giacca\u00bb (in mostra), dove il contenitore \u00e8 sormontato da una giacca vuota sovradimensionata, dall\u2019allure decisamente surrealista. E in ogni sala, con le creazioni pi\u00f9 celebrate, disegni, dipinti, oggetti e suoi scritti illustrano ai visitatori il loro significato nella produzione di Mendini e nella storia del design.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Architetto visionario, famoso designer, artista, critico, direttore di riviste come \u00abCasabella\u00bb e \u00abDomus\u00bb (chiamato a dirigerlo dal fondatore,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":491546,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-491545","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116578269682030342","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=491545"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491545\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/491546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=491545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=491545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=491545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}