{"id":491565,"date":"2026-05-15T11:17:17","date_gmt":"2026-05-15T11:17:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491565\/"},"modified":"2026-05-15T11:17:17","modified_gmt":"2026-05-15T11:17:17","slug":"da-dove-vengono-i-problemi-del-milan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491565\/","title":{"rendered":"Da dove vengono i problemi del Milan"},"content":{"rendered":"<p>Il Milan \u00e8 in una situazione nera: non vi sto certo dando una notizia. La societ\u00e0 rossonera \u00e8 nel bel mezzo di una crisi istituzionale che, ancora prima dei risultati, mina ogni ambizione progettuale sul futuro. Ancora una volta il Milan arriva in primavera chiedendosi se non sia necessario ripartire da zero. Le indiscrezioni di questi giorni, con il dissidio tra Allegri e Ibrahimovi\u0107 deflagrato non appena la squadra ha avvertito un calo di rendimento, sono solo le ultime testimonianze di una gestione priva di una direzione precisa, dove i confini delle mansioni sono nebulosi.<\/p>\n<p>I tifosi, in tutto questo, si sentono smarriti e nella turistificazione di San Siro sembrano quasi ospiti sgraditi a casa propria. Alla crisi dirigenziale, insomma, se ne aggiunge una di tipo identitario, che rischia di compromettere ulteriormente il futuro: rendere conto al vero tifoso del Milan significa dover pianificare, prima o poi, per ottenere risultati concreti sul campo. Farlo per qualcun altro, con la convinzione che il fascino del brand prescinda dal successo sportivo, probabilmente no.<\/p>\n<p>I problemi di campo dipendono da quelli dirigenziali, quindi, ma quelli di campo esistono e sono gravi. A inizio marzo, dopo il successo nel derby, la squadra di Allegri vantava 9 punti di vantaggio sul quinto posto: un margine pi\u00f9 che rassicurante, visti i risultati altalenanti di Juventus, Roma e Como tra marzo e aprile. Il Milan, per\u00f2, \u00e8 stato capace di fare molto peggio: oggi si ritrova appaiato al quarto posto con la Roma, tenuto col proverbiale musetto davanti solo dagli scontri diretti. L\u2019inerzia, per\u00f2, \u00e8 totalmente sfavorevole, e cos\u00ec dopo l\u2019ultima agghiacciante serie di risultati, domenica mattina si presenter\u00e0 in casa del Genoa senza gli squalificati Le\u00e3o, Saelemaekers ed Estupi\u00f1an, e con Pulisic e Bartesaghi acciaccati.<\/p>\n<p>Ma com\u2019\u00e8 possibile che il Milan abbia vinto solo due delle ultime otto partite? Dove iniziano le responsabilit\u00e0 di staff tecnico e gruppo squadra, le uniche componenti, alla fine dei conti, che possiamo vedere all\u2019opera di settimana in settimana?<\/p>\n<p><strong>QUESTIONE DI MOTIVAZIONI?<br \/><\/strong>Una delle ipotesi pi\u00f9 diffuse sul crollo rossonero riguarda l\u2019assenza di obiettivi. Dopo la vittoria nel derby dell\u20198 marzo, il Milan si era portato a sette punti dall\u2019Inter. I nerazzurri erano reduci dall\u2019eliminazione in Champions League e stavano vivendo il momento pi\u00f9 critico della loro stagione. Lo Scudetto era lontano, ma pensarci non sembrava un\u2019eresia. Allegri, ovviamente, aveva fatto da pompiere: \u00abLo Scudetto? Sette punti sono tanti e l&#8217;Inter \u00e8 la squadra pi\u00f9 forte\u00bb. Impossibile sapere se il messaggio, nello spogliatoio, fosse diverso. <\/p>\n<p>Cardinale, ad esempio, in un\u2019intervista uscita stamattina sulla Gazzetta dello Sport prima ha detto che \u00absiamo stati in corsa per lo scudetto fino alla partita con la Lazio\u00bb e poi che \u00abnon aver vinto lo Scudetto \u00e8 una delusione\u00bb. Se per\u00f2 quelle del presidente possono suonare come dichiarazioni a posteriori, ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che la presunta ambizione di titolo, eventualmente, \u00e8 durata solo una settimana. Nel turno successivo, infatti, i rossoneri hanno perso in casa della Lazio e a quel punto ogni discorso sulla vittoria del campionato \u00e8 evaporato.<\/p>\n<p>Da l\u00ec in poi si \u00e8 innescata una crisi che dura ancora oggi. Per questo, secondo molti, quella sconfitta avrebbe distrutto psicologicamente il Milan: senza poter competere per la vittoria, ma con un vantaggio rassicurante sulle inseguitrici, i rossoneri avrebbero messo in folle, ignari, per\u00f2, che la strada non era ancora sufficientemente in discesa.<\/p>\n<p>Eppure Allegri, subito dopo la vittoria nel derby, aveva tirato fuori uno dei pezzi forti del suo repertorio, lo stato di forma a marzo: \u00abAbbiamo lavorato 6-7 mesi per arrivare a marzo nelle migliori condizioni\u00bb, aveva detto, preconizzando, come vorrebbe per tutte le sue squadre, che il Milan avrebbe affrontato il momento clou della stagione al massimo del proprio potenziale.<\/p>\n<p>Niente di pi\u00f9 lontano dalla realt\u00e0. Da marzo in poi il Milan si \u00e8 spento e a ben vedere il mese tanto caro ad Allegri, nelle ultime stagioni, ha sempre coinciso con un climax discendente per le sue squadre: sia la Juve 2022\/23 che quella 2023\/24, infatti, da marzo in poi avevano registrato un rendimento pessimo. Cosa avevano in comune col Milan quelle squadre, a parte l\u2019allenatore e Rabiot? La mancanza di stimoli, o presunta tale.<\/p>\n<p>Nella Juve 2022\/23, penalizzata per la vicenda plusvalenze, si vociferava gi\u00e0 di un\u2019esclusione dalle coppe europee. Quella dell\u2019anno successivo, invece, aveva fatto le provviste durante l\u2019inverno e alla 21\u00aa giornata, a fine gennaio, si era ritrovata addirittura con 18 punti di distacco sul sesto posto, in quella stagione valevole per la qualificazione in Champions. Nonostante l\u2019ampio margine, per\u00f2, la Juve da febbraio in poi aveva avuto risultati cos\u00ec magri da riuscire a qualificarsi matematicamente in Champions solo alla 36\u00aa giornata. I bianconeri hanno chiuso quella stagione con sole 2 vittorie nelle ultime 15 partite di gestione Allegri (esonerato dopo la vittoria della Coppa Italia).<\/p>\n<p>Insomma, in questa fase della carriera del tecnico livornese, marzo segna quasi la chiusura della stagione, pi\u00f9 che il momento decisivo. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che mentre la Juve, per situazioni contingenti, poteva permettersi risultati cos\u00ec magri in primavera, il Milan, vista la quota quarto posto e visti i risultati delle contendenti, evidentemente non pu\u00f2 farlo.<\/p>\n<p>Se davvero si tratta di una questione psicologica, poi, sorge spontanea una considerazione: l\u2019assenza di ambizione, in queste settimane, deve essersi trasformata in paura man mano che il margine si riduceva. Come sempre, per\u00f2, tutte queste rimangono ipotesi impossibili da verificare: non possiamo entrare nella testa dei giocatori n\u00e9 nello spogliatoio. Possiamo giudicare solo ci\u00f2 che vediamo, e le ultime partite, allora, hanno mostrato tutte le storture di cui il Milan \u00e8 preda non appena il livello delle prestazioni si abbassa.<\/p>\n<p><strong>IL MILAN NON SEGNA PI\u00d9<br \/><\/strong>Le metriche che misurano le prestazioni di quest\u2019ultimo periodo, dalla sconfitta con la Lazio in poi, sono ovviamente pessime, dopo un peggioramento graduale ma costante.<\/p>\n<p>Che la fase di possesso non fosse il punto forte della squadra di Allegri e che sotto porta ci sarebbe stato un periodo di flessione era preventivabile. L\u2019ultimo periodo, per\u00f2, \u00e8 stato un disastro. Se prima della sconfitta con la Lazio, il Milan era quarto in Serie A per NPxG ogni 90\u2019 (1.40; i dati, come tutti gli altri di questo articolo, sono <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/statsbomb.com\/campaigns\/uu\" rel=\"nofollow noopener\">Hudl StatsBomb<\/a>), da quella gara in poi \u00e8 diventato quattordicesimo (0.93). Ma gli xG sono solo la statistica pi\u00f9 superficiale. Prima della Lazio, ad esempio, il Milan si procurava 2.32 clear shots per 90 minuti (conclusioni in cui tra il tiratore e il gol c\u2019\u00e8 solo il portiere), cifra ridottasi a 1.63.<\/p>\n<p>I rossoneri hanno un modo particolare di attaccare. Spesso senza una vera punta, la manovra della squadra di Allegri tende a creare passando per le catene laterali, gestite dalle retrovie da Modri\u0107, in cui a scompaginare la struttura avversaria ci pensava una conduzione interna di uno dei giocatori pi\u00f9 dotati (Saelemaekers, Le\u00e3o, Pulisic, Rabiot) oppure la salita senza palla improvvisa e inaspettata di Tomori o Pavlovi\u0107. Un modo di attaccare pi\u00f9 tecnico rispetto alla media della Serie A, ma anche pi\u00f9 aleatorio, dove erano queste iniziative a garantire un po\u2019 di fluidit\u00e0 e a porre dubbi agli avversari.<\/p>\n<p>Col deteriorarsi della forma di alcuni interpreti, per\u00f2, il gioco offensivo si \u00e8 anchilosato. A dimostrazione di ci\u00f2, anche la percentuale di dribbling riusciti \u00e8 scesa, dal 55 al 50%. Al Milan non \u00e8 rimasto molto a cui aggrapparsi. Tanto pi\u00f9 in queste ultime giornate, dove ha dovuto rinunciare a Modri\u0107.<\/p>\n<p>Sembra strano dirlo per una squadra che ha fatto della difesa la sua forza, ma un Milan meno piatto con la palla sarebbe stato anche pi\u00f9 solido. \u00c8 una questione di episodi e di inerzia delle gare. Nel calcio \u00e8 tutto concatenato.<\/p>\n<p>Allegri vuole che nelle partite capitino meno cose possibile, cos\u00ec da far valere la maggior qualit\u00e0 dei suoi nel singolo episodio, portare la contesa dalla sua parte ed amministrare. In queste settimane, per\u00f2, \u00e8 accaduto esattamente il contrario. Non solo le palle gol sono diminuite, ma il Milan dalla miseria di 7.43 NPxG dal post-derby ha saputo ricavare soli 6 gol. E cos\u00ec, la squadra che negli scorsi mesi riusciva con regolarit\u00e0 a segnare al primo tiro a disposizione, si \u00e8 ritrovata a fallire tutte le occasioni che potevano cambiare la storia delle ultime partite: la palla gol di Nkunku sullo 0-0 col Napoli, quella di Le\u00e3o con l\u2019Udinese, che difatti ha tolto la palla dalla porta pochi minuti dopo aver subito lo 0-1, la traversa di Saelemaekers nello scontro diretto con la Juventus, un altro tiro dal limite fallito da Le\u00e3o che avrebbe potuto pareggiare i conti col Sassuolo.<\/p>\n<p>Contro l\u2019Atalanta, sullo 0-0, ci si \u00e8 messa anche la sfortuna, visto che una delle migliori azioni dell\u2019ultimo periodo, propiziata da una conduzione di Saelemaekers e da Bartesaghi che si \u00e8 accentrato dal lato opposto, si \u00e8 conclusa con un palo di Rabiot.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare semplicistico ridurre tutto a delle occasioni mancate \u2013 del resto, chi non sbaglia sotto porta? \u2013 ma per un gioco di minimi come quello di Allegri, che punta a sfruttare il singolo episodio pi\u00f9 che a crearne con assiduit\u00e0, mancare determinate occasioni significa non poter giocare come si desidera e, soprattutto, non avere il controllo emotivo della partita.<\/p>\n<p>Per il Milan, segnare al primo tiro o comunque capitalizzare il pi\u00f9 possibile (<a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/ultimouomo.com\/milan-gol-primo-tiro-come-possibile\" rel=\"nofollow noopener\">come gli succedeva qualche tempo fa<\/a>), significava potersi sistemare in difesa, lasciare palla agli avversari e attaccare con pi\u00f9 spazio.<\/p>\n<p>Adesso invece, non solo il Milan non segna, ma subisce anche piuttosto presto: addirittura, contro Atalanta e Sassuolo le reti di Ederson e Berardi sono arrivate al 5\u2019. Andare sotto nel punteggio senza la necessaria lucidit\u00e0 per rispondere ribalta le prospettive del Milan: la partita diventa una camminata sui carboni ardenti, perch\u00e9 il risultato impone di giocare in maniera pi\u00f9 aggressiva e di tenere di pi\u00f9 il pallone.<\/p>\n<p>Senza riuscire a segnare, mantenere la porta inviolata sarebbe ancora pi\u00f9 importante, quantomeno per evitare la pressione di dover attaccare. Il fatto, per\u00f2, \u00e8 che il Milan \u00e8 peggiorato anche senza palla. La fase difensiva avrebbe dovuto essere l\u2019ancora di salvezza del Milan, e invece la squadra di Allegri si sta rivelando fragile.<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 IL MILAN SUBISCE GOL COS\u00cc FACILMENTE?<br \/><\/strong>Detto che per tutto marzo fino a met\u00e0 aprile Gabbia, probabilmente il centrale pi\u00f9 importante, \u00e8 stato assente per infortunio e che in queste ultime due partite \u00e8 mancato Modri\u0107, spesso una rete di sicurezza davanti alla difesa, il Milan degli ultimi due mesi \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 guardingo: la distanza media dalla propria porta degli interventi difensivi \u00e8 passata da 45.80 metri a 43.41 e oggi il Milan \u00e8 la quinta squadra della Serie A che effettua interventi difensivi pi\u00f9 vicino alla propria porta (prima del derby era dodicesima).<\/p>\n<p>La fase di non possesso non \u00e8 mai stata particolarmente proattiva, quindi arretrare di qualche metro, potrebbe anche non essere un problema. Il fatto, per\u00f2, \u00e8 che per fare densit\u00e0 non basta abbassarsi. Occorre rimanere compatti, coordinarsi tra movimenti collettivi e uscite sull\u2019uomo ed essere incisivi a livello individuale: tutto ci\u00f2 che aveva permesso al Milan di Allegri di competere e che invece \u00e8 mancato in queste settimane.<\/p>\n<p>La facilit\u00e0 con cui una squadra che vorrebbe difendere in blocco medio o basso si fa bucare tra le linee non \u00e8 ammissibile: \u00e8 un controsenso abbassarsi e non saper difendere lo spazio dietro il centrocampo, oppure quello tra terzo centrale e quinto.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiunge un\u2019inedita fragilit\u00e0 nella difesa dell\u2019area di rigore: pi\u00f9 si difende vicino alla propria porta, pi\u00f9 pesano le conseguenze delle azioni individuali. E, ancora una volta, in un gioco che mira al risultato corto, ogni sbavatura rischia di diventare decisiva. Il gol di Ederson, in questo senso, \u00e8 indicativo: il modo in cui Raspadori, nel cuore dell\u2019area, ha fatto perno spalle alla porta su De Winter, quasi senza sentire la sua presenza e senza che nessuno accorresse in aiuto del belga, \u00e8 inammissibile. La diretta conseguenza \u00e8 stata il rimpallo finito tra i piedi di Ederson prima del gol. Lo stesso De Winter, non proprio il prototipo del difensore allegriano per come si muove in area, si era perso Ekkelenkamp alle spalle nell\u2019azione dello 0-2 dell\u2019Udinese.<\/p>\n<p>Di errori individuali se ne potrebbero citare parecchi, in queste giornate. Il Milan nelle ultime stagioni era stato disastroso dal punto di vista difensivo, e senza troppi giocatori affidabili dietro quest\u2019estate ci si chiedeva quanto questa rosa potesse adattarsi alle richieste di Allegri. Fino a qualche mese fa, il livello di attivazione e di concentrazione aveva permesso di mantenere solidit\u00e0. Oggi, per\u00f2, la situazione \u00e8 cambiata. E cos\u00ec anche Pavlovi\u0107, che per diversi mesi \u00e8 stato uno dei migliori del Milan, \u00e8 tornato a mostrare i limiti di un tempo, riprendendo a perdersi costantemente l\u2019uomo alle spalle.<\/p>\n<p>Le incertezze in difesa posizionale forse sono il problema pi\u00f9 grave a cui il Milan deve porre rimedio. Il fatto, per\u00f2, \u00e8 che per questa squadra non sembra esserci alternativa a una difesa in blocco medio-basso. I tentativi di pressing e di una fase di non possesso pi\u00f9 aggressiva, emersi in particolare quando i rossoneri sono andati sotto nel punteggio, sono stati davvero inefficaci. Del resto, il pressing non si pu\u00f2 improvvisare.<\/p>\n<p>Quando il Milan prova ad aggredire uomo su uomo nella met\u00e0 campo avversaria, lo fa senza riuscire quasi mai ad arrivare a prendere contatto con l\u2019avversario: la coordinazione nelle uscite tra un giocatore e l\u2019altro \u00e8 pessima, cos\u00ec come il tempismo con cui si va sull\u2019uomo. Quando si riesce ad arrivare addosso all\u2019avversario, poi, il Milan sembra incapace di vincere duelli, in nessuna zona del campo: nel primo tempo contro l\u2019Atalanta, la squadra di Palladino, sulla catena di destra, faceva ricevere spesso De Ketelaere vicino alla linea laterale e spalle al campo, situazione favorevole per provare a togliergli palla, ma i difendenti del Milan non sapevano proprio come mettere la gamba.<\/p>\n<p>Il Milan \u00e8 cos\u00ec a disagio quando prova a difendere in modo aggressivo che delle volte basta un rinvio dal fondo lungo per sorprenderlo. \u00c8 accaduto soprattutto contro l\u2019Udinese. I bianconeri lasciavano difensori e centrocampisti vicino ad Okoye, mentre gli attaccanti rimanevano alti, cos\u00ec da costringere il Milan ad allungarsi per seguire tutti gli uomini. Sul lancio in direzione delle punte, a presidio della difesa per il Milan non c&#8217;era quasi nessuno, con un buco a centrocampo che significava non arrivare mai sulle seconde palle, con i giocatori in posizioni avanzate, peraltro, troppo lenti a rientrare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/c6d0dc2f867075234cb351d7c4fb2f0f147e18c2-1170x432.jpg\"\/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24d955dfc8c127591d11db7311f97dea3134b27d-1508x562.jpg\"\/><\/p>\n<p>Ma se questi sono problemi di pura fase di non possesso, non si possono lasciare da parte gli squilibri derivati dal gioco offensivo. Nel calcio del 2026, anche in una Serie A che punta a cancellare le fasi di transizione, chi attacca male difende male, perch\u00e9 perdere palla in maniera pericolosa significa esporsi all\u2019iniziativa avversaria.<\/p>\n<p>Ci sono volte in cui il Milan, addensando uomini sulle catene e alzando tanti giocatori sopra la linea della palla, perde il possesso senza poter riaggredire. Accade quando qualcuno prova una conduzione interna, ma i compagni sono rimasti alti e fermi senza fornire supporto con i movimenti, e allora per gli avversari \u00e8 facile ripartire. Oppure quando si forza la verticalizzazione: il Milan non ha specialisti nel gioco spalle alla porta, e cos\u00ec quando si prova a servire in verticale qualcuno sulla trequarti, \u00e8 facile rimanere preda dell\u2019aggressivit\u00e0 dei difensori; anche perch\u00e9 non ci sono movimenti incontro per dettare uno scarico veloce. Perdere palla nel corridoio centrale e concedere una transizione. <\/p>\n<p>Gimenez perde palla sulla verticalizzazione di Pavlovi\u0107, ma i compagni sono piatti, non c&#8217;\u00e8 nessun movimento a uncino per dargli un&#8217;opzione di passaggio.<\/p>\n<p>A tutto ci\u00f2 si aggiunga il fatto che, per attitudine, i giocatori, difensori compresi, non sono abituati ad accorciare in avanti (nonostante le caratteristiche di alcuni di loro lo suggerirebbero).<\/p>\n<p>Il risultato di tutto ci\u00f2 \u00e8 che gli xG concessi su azione di gioco sono passati da 0.59 per 90 minuti a 0.80. Numeri che &#8211; uniti a un periodo in cui Maignan \u00e8 stato meno miracoloso e, anzi, ha mostrato qualche incertezza, soprattutto sul proprio palo &#8211; hanno portato il Milan da 0.71 gol subiti per 90 minuti fino al derby agli 1.50 di oggi, pi\u00f9 del doppio.<\/p>\n<p>Dopo la partita contro l\u2019Atalanta, nelle interviste Allegri ha ripetuto in maniera piuttosto ossessiva un concetto: \u00abNon ha senso parlare di cosa \u00e8 successo fino ad oggi\u00bb.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che ormai non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo per lavorare, e per i calciatori \u00e8 meglio isolarsi ed evitare di affliggersi pensando al vantaggio dilapidato, forse per\u00f2 almeno qualcuno nella dirigenza dovrebbe guardare al passato, per programmare meglio il futuro. <\/p>\n<p>Allegri magari non sar\u00e0 pi\u00f9 l\u2019allenatore capace di ribaltare i pronostici e imporsi in Europa anche di fronte ad avversari di livello pi\u00f9 alto, non possiamo saperlo. In questa fase della sua carriera, per\u00f2, dovrebbe almeno garantire una base di rendimento solida alle sue squadre. Del resto, a chi lo accusa di essere rimasto indietro, si pu\u00f2 rispondere come in realt\u00e0 sia il calcio italiano ad essergli andato incontro, per il modo in cui si \u00e8 sviluppato nelle ultime stagioni. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che il Milan delle ultime gare \u00e8 stato cos\u00ec passivo, ha avuto un margine di manovra sulle partite cos\u00ec ridotto, che quella base di rendimento sembra essersi sgretolata completamente.<\/p>\n<p>Per provare a rimettere le cose in sesto, il Milan questa settimana ha scelto di andare in ritiro. Non era la prima volta con Allegri, era accaduto almeno altre due volte.<\/p>\n<p>L\u2019ultima nel 2013\/14, in circostanze tragicomiche: nel giro di pochi giorni il Milan aveva prima per 3-0 un\u2019amichevole col Caen, squadra di seconda divisione francese, e poi per 1-0 contro la Primavera allenata da Inzaghi. La squadra era andata in ritiro e al ritorno in campo aveva battuto l\u2019Udinese con gol di Birsa. Nel corso di quella stagione, poi, Allegri era stato esonerato.<\/p>\n<p>La volta precedente, invece, era accaduto nel 2012\/13. Al primo anno di banter era, dopo la smobilitazione voluta da Berlusconi con le cessioni di Ibrahimovi\u0107 e Thiago Silva, il Milan aveva giocato un girone d\u2019andata disastroso. Il ritiro venne imposto a fine ottobre, dopo una sconfitta con la Lazio. Al rientro, ad aspettare il Milan, c\u2019era il Genoa, proprio come questa settimana. Arriv\u00f2 una vittoria, anche se per il Milan la crisi continu\u00f2 almeno fino a gennaio, quando l\u2019arrivo di Balotelli e una ritrovata solidit\u00e0 rimisero in carreggiata la stagione: la qualificazione in Champions arrivata al culmine di quel campionato, in quelle condizioni, forse \u00e8 il pi\u00f9 grande capolavoro di Allegri in rossonero, anche pi\u00f9 dello scudetto del 2010\/11.<\/p>\n<p>Si dice che la storia si ripete sempre due volte. Vediamo, dopo questi giorni di ritiro, quale piega prender\u00e0 per Allegri e per i suoi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Milan \u00e8 in una situazione nera: non vi sto certo dando una notizia. 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