{"id":491754,"date":"2026-05-15T13:56:15","date_gmt":"2026-05-15T13:56:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491754\/"},"modified":"2026-05-15T13:56:15","modified_gmt":"2026-05-15T13:56:15","slug":"con-la-guerra-rischi-su-inflazione-crescita-e-risparmi-famiglie-e-imprese-sempre-piu-riluttanti-a-spendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/491754\/","title":{"rendered":"Con la guerra rischi su inflazione, crescita e risparmi. Famiglie e imprese sempre pi\u00f9 riluttanti a spendere"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>Banca centrale europea<\/strong> ha pubblicato il suo bollettino economico con i timori per l\u2019impennata dei prezzi in cima all\u2019agenza dei problemi: il rischio \u00e8 un rialzo dei tassi d\u2019interesse per il credito a <strong>famiglie<\/strong> e <strong>imprese<\/strong>. Ma l\u2019istituto di Francoforte allontana il pericolo: \u201cNella riunione del 30 aprile 2026 il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Le nuove informazioni sono sostanzialmente in linea con la valutazione precedente circa le prospettive di inflazione\u201d. Tuttavia, scrive la Bce, \u201ci rischi al rialzo per l\u2019inflazione e quelli al ribasso per la crescita si sono intensificati\u201d. L\u2019obiettivo per la Bce stabilizzare l\u2019aumento dei prezzi al 2 per cento. Secondo l\u2019Eurotower, \u201cle aspettative di <strong>inflazione<\/strong> a pi\u00f9 lungo termine rimangono saldamente ancorate, bench\u00e9 quelle sugli orizzonti temporali pi\u00f9 brevi siano aumentate in misura significativa\u201d. Ovvero, sui tempi lunghi poche preoccupazioni. Ma nel breve la guerra in Iran alimenta il rialzo dei prezzo. Le aspettative d\u2019inflazione sono uno dei parametri che la Bce usa nel decidere i tassi d\u2019interesse.<\/p>\n<p>Nuovi choc energetici rischi sui risparmi della famiglie<\/p>\n<p>Secondo la Bce, un deterioramento delle condizioni energetiche simile a quello registrato nel 2022-2023 potrebbe frenare il <strong>Pil dell\u2019Eurozona<\/strong> e allo stesso tempo riaccendere pressioni inflazionistiche. L\u2019Eurotower osserva che il nuovo aumento dei prezzi <strong>dell\u2019energia<\/strong> e la maggiore incertezza legata al conflitto stanno riaprendo rischi sull\u2019andamento del <strong>risparmio<\/strong> delle famiglie. Dopo il calo dai picchi post-pandemia, il tasso di risparmio \u00e8 infatti tornato a salire rapidamente nel 2022 e nel 2023, restando elevato anche nel 2024.<\/p>\n<p>Il modello macroeconomico della Bce indica che un nuovo shock energetico farebbe aumentare l\u2019inflazione di 0,4 punti percentuali nel 2027, soprattutto per effetto della componente energia, e ridurrebbe la crescita di 0,1 punti percentuali. Parallelamente, un aumento dell\u2019incertezza dei consumatori avrebbe \u201ceffetti trascurabili\u201d sull\u2019inflazione ma taglierebbe la <strong>crescita<\/strong> di 0,3 punti percentuali. La Bce sottolinea inoltre che gli effetti sarebbero distribuiti in modo diseguale tra le <strong>famiglie<\/strong>: quelle a basso reddito subirebbero l\u2019impatto maggiore in caso di shock energetico, mentre le famiglie pi\u00f9 ricche ridurrebbero maggiormente i consumi in presenza di un aumento dell\u2019incertezza. Secondo l\u2019Eurotower, se shock energetici e aumento dell\u2019incertezza dovessero materializzarsi contemporaneamente, \u201cl\u2019effetto combinato potrebbe esercitare un freno significativo sulla crescita\u201d, accompagnato da pressioni al rialzo sull\u2019inflazione.<\/p>\n<p>Famiglie e imprese riluttanti a spendere<\/p>\n<p>Secondo il bollettino, le prospettive economiche sono molto incerte e dipenderanno dalla durata della guerra in Medio Oriente. Soprattutto, dall\u2019intensit\u00e0 dei suoi effetti sui mercati dell\u2019energia e delle altre materie prime, nonch\u00e9 sulle catene di approvvigionamento mondiali. In prospettiva, ci si attende che gli elevati costi dell\u2019energia continuino a incidere sui redditi reali, accentuando la riluttanza di famiglie e imprese a consumare e a investire. Sebbene la disoccupazione sia rimasta prossima ai minimi storici a marzo, la domanda di manodopera si \u00e8 ulteriormente ridimensionata. Nel contempo, la tenuta dei bilanci delle famiglie e la riduzione della dipendenza energetica potrebbero attenuare, in parte, l\u2019impatto di tali fattori. Gli <strong>investimenti<\/strong> delle imprese dovrebbero, nel complesso, continuare a sostenere la crescita, in considerazione della maggiore spesa pubblica per difesa e infrastrutture e della crescente quota di investimenti nelle nuove tecnologie digitali. \u201cQueste condizioni di partenza favorevoli attenuano, in qualche misura, le ripercussioni della guerra\u201d, aggiunge.<\/p>\n<p>Inflazione sotto controllo, ma prezzi in rialzo per energia e alimentari<\/p>\n<p>Malgrado i rischi al rialzo, secondo la Bce \u201cle misure dell\u2019inflazione di fondo sono rimaste pressoch\u00e9 invariate\u201d: un lieve rialzo al 2,6 per cento, dal 2,5 di gennaio. Anzi l\u2019inflazione \u00e8 scesa al 2,2% ad aprile, ma al netto di alimentari ed energia. Quest\u2019ultimo settore ha segnato un +10,9%. Per decidere un aumento dei tassi, la Bce deve vedere una diffusione ampia dell\u2019inflazione e un \u2018disancoramento\u2019 delle aspettative. \u201cI prezzi dell\u2019energia si confermano altamente volatili a seguito delle interruzioni del trasporto marittimo che attraversa lo Stretto di Hormuz\u201d, si legge nel bollettino della Bce. \u201cLe quotazioni del greggio di qualit\u00e0 Brent sono salite del 9 per cento, raggiungendo i 120 dollari al barile. I prezzi si confermano altamente volatili, in quanto il clima di fiducia del mercato ha oscillato tra l\u2019ottimismo circa la potenziale riapertura dello Stretto di Hormuz, in particolare dopo l\u2019annuncio del cessate il fuoco concordato tra gli Stati Uniti e l\u2019Iran all\u2019inizio di aprile, e il pessimismo seguito all\u2019intensificarsi delle tensioni, anche a causa di attacchi alle petroliere\u201d. Il conflitto \u201csi sta ripercuotendo sulle economie importatrici di energia, mentre l\u2019impatto pi\u00f9 ampio sul commercio mondiale, finora, \u00e8 rimasto contenuto\u201d, scrive l\u2019Istituto nel suo bollettino. Le minori esportazioni di energia dal Golfo incidono sui settori ad alta intensit\u00e0 energetica e <strong>Giappone, Corea del Sud e India<\/strong> sono i paesi pi\u00f9 esposti. Sebbene le riserve fungano da ammortizzatori nel breve termine, iniziano a emergere i primi segnali di tensione, tra cui tempi di consegna pi\u00f9 lunghi e pressioni al rialzo sui prezzi.<\/p>\n<p>Stabili i prezzi dei beni non energetici<\/p>\n<p>Per contro, le interruzioni del commercio di beni non energetici sono state contenute. Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz rappresenta solo una piccola parte della capacit\u00e0 di trasporto marittimo mondiale e, per far fronte ai rischi precedenti, il commercio attraverso il Canale di Suez era gi\u00e0 stato reindirizzato. Di conseguenza, i costi di trasporto dei beni non energetici sono rimasti sostanzialmente stabili.<\/p>\n<p>Il PMI relativo agli ordinativi dall\u2019estero indica una robusta dinamica dell\u2019interscambio all\u2019inizio del 2026, anche se il calo registrato a marzo segnala un possibile rallentamento. Nel secondo trimestre la crescita del commercio mondiale potrebbe scendere da circa l\u20191,2 per cento sul trimestre precedente osservato all\u2019inizio del 2026 a circa lo 0,6 per cento. Sebbene il conflitto possa comunque ripercuotersi sulle catene di approvvigionamento attraverso le esportazioni di beni non energetici dal Golfo, l\u2019esposizione resta contenuta. Tali esportazioni rappresentano meno dell\u20191 per cento delle importazioni nella maggior parte delle economie e circa l\u20191 per cento del commercio mondiale, suggerendo un impatto inferiore rispetto a quello delle precedenti interruzioni verificatesi in Asia orientale. I rischi si concentrano su prodotti specifici, quali <strong>l\u2019elio<\/strong> e il <strong>metanolo<\/strong>, di cui i paesi del Golfo detengono ampie quote di mercato, con potenziali ricadute su particolari settori, come il comparto dei <strong>microchip<\/strong> e quello <strong>aerospaziale. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Banca centrale europea ha pubblicato il suo bollettino economico con i timori per l\u2019impennata dei prezzi in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":491755,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-491754","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116578942228809567","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491754","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=491754"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491754\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/491755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=491754"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=491754"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=491754"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}