{"id":492081,"date":"2026-05-15T18:23:22","date_gmt":"2026-05-15T18:23:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/492081\/"},"modified":"2026-05-15T18:23:22","modified_gmt":"2026-05-15T18:23:22","slug":"a-varese-il-primo-passo-verso-una-presa-in-carico-integrata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/492081\/","title":{"rendered":"a Varese il primo passo verso una presa in carico integrata"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/adhd-2096071.610x431.jpg\" alt=\"adhd\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una <strong>connessione<\/strong> che la medicina conosce ma che il sistema sanitario italiano stenta a tradurre in servizi concreti: <strong>quella tra ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0 e le dipendenze.<\/strong> Una correlazione che non \u00e8 casuale, non \u00e8 sociologica, non \u00e8 culturale. <strong>\u00c8 neurologica.<\/strong> E ignorarla significa trattare il sintomo senza mai arrivare alla causa.<\/p>\n<p>Il Salone Estense di Varese ha ospitato oggi, venerd\u00ec 15 maggio, il convegno <strong>\u201cADHD e dipendenze: interventi integrati per diagnosi complesse e connesse\u201d<\/strong> che ha visto parlare psichiatri, neuropsichiatri, psicologi, neurologi.<\/p>\n<p>Il convegno \u00e8 stato organizzato da AIFA Lombardia Aps ,Associaizone Italiana Famiglie ADHD.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 l\u2019ADHD e cosa genera<\/p>\n<p>L\u2019ADHD non \u00e8 un problema di carattere, di educazione, di famiglia poco presente. \u00c8 un disturbo neurologico di origine genetica, caratterizzato da<strong> un deficit strutturale di dopamina nel cervello.<\/strong> Questo deficit compromette le cosiddette funzioni esecutive: la memoria a breve termine, la capacit\u00e0 di pianificare, di organizzare le risorse, di regolare le emozioni, di passare dall\u2019intenzione all\u2019azione.<\/p>\n<p>Il risultato, nella vita quotidiana, \u00e8 <strong>un divario costante e frustrante tra quello che la persona sa di dover fare e la capacit\u00e0 concreta di farlo.<\/strong> Chi ha l\u2019ADHD sa che deve alzarsi in orario, gestire i soldi, consegnare un lavoro entro la scadenza. Il problema \u00e8 che le funzioni esecutive compromesse trasformano ogni gesto ordinario in uno sforzo straordinario. E questo non \u00e8 pigrizia, non \u00e8 mancanza di volont\u00e0: \u00e8 neurologia.<\/p>\n<p>A scuola, questi ragazzi non riescono a stare fermi e vengono esclusi, sminuiti. Spesso hanno quozienti intellettivi superiori alla media, ma l\u2019ambiente scolastico non riesce a valorizzarli. Le famiglie restano sole. <strong>E il bambino cresce con la certezza di non essere abbastanza.<\/strong><\/p>\n<p>Le statistiche: una diffusione sottostimata<\/p>\n<p>I numeri sull\u2019ADHD in et\u00e0 adulta parlano di una <strong>prevalenza tra il 3 e il 5% della popolazione,<\/strong> ma si tratta quasi certamente di una sottostima significativa, perch\u00e9 fino a pochi anni fa il disturbo veniva diagnosticato quasi esclusivamente in et\u00e0 pediatrica e quasi esclusivamente nei maschi. Molti adulti con ADHD non sanno di averlo. Alcuni lo scoprono quando viene diagnosticato a un figlio.<\/p>\n<p><strong>Le conseguenze di un ADHD non trattato sono pesanti e documentate<\/strong>. Una persona adulta con disturbo non trattato ha un\u2019aspettativa di vita inferiore di circa tredici anni rispetto alla media. Tra il 46 e il 50% sviluppa una forma di dipendenza. Un adolescente con ADHD non gestito ha il doppio delle probabilit\u00e0 di tentare il suicidio rispetto ai coetanei. Sono cifre che lasciano poco spazio all\u2019interpretazione.<\/p>\n<p>Il legame con le dipendenze: non \u00e8 una coincidenza<\/p>\n<p>La connessione tra ADHD e dipendenze \u00e8 uno dei nodi centrali affrontati oggi al convegno, e uno dei meno conosciuti. Il meccanismo \u00e8 preciso: <strong>il cervello con ADHD \u00e8 in costante deficit di dopamina, il neurotrasmettitore legato alla motivazione e alla ricompensa.<\/strong> Per compensare questa carenza, si cercano stimoli che producano dopamina in modo rapido: <strong>comportamenti ad alto rischio, sostanze, alcol, dipendenza da sesso, da gioco, da schermi.<\/strong> Non \u00e8 una scelta. \u00c8 un meccanismo di autoregolazione neurologica disfunzionale. Il punto critico \u00e8 che se un operatore di un servizio per le dipendenze non conosce l\u2019ADHD, tratter\u00e0 la dipendenza senza mai toccare la causa sottostante.<\/p>\n<p>A dimostrare che un modello diverso \u00e8 possibile sono stati oggi <strong>i rappresentanti del Ser.D. di Cuneo,<\/strong> che hanno presentato la prima esperienza italiana di t<strong>rattamento integrato dell\u2019ADHD adulto all\u2019interno di un servizio sanitario pubblico:<\/strong> dalla diagnosi al trattamento farmacologico e psicologico, <strong>fino al coaching ADHD.<\/strong> Un modello che le linee guida internazionali indicano da anni come lo standard ottimale, e che, in Italia, esiste per ora solo a Varese: <strong>l\u2019ADHD Coach Italia,<\/strong> la prima scuola italiana di coaching specializzato per persone con disturbo da deficit di attenzione.<\/p>\n<p>Il vuoto dopo i diciotto anni<\/p>\n<p>Fino alla maggiore et\u00e0, il sistema regge, imperfettamente, con liste d\u2019attesa che gi\u00e0 oggi arrivano a due o tre anni per la sola diagnosi, ma regge. La neuropsichiatria infantile ha competenze, protocolli, una rete che include scuola e famiglia. Dopo i diciotto anni, tutto questo decade.<\/p>\n<p><strong>La psichiatria degli adulti non \u00e8 ancora attrezzata per prendere in carico l\u2019ADHD con la stessa profondit\u00e0.<\/strong> I servizi sono frammentati, spesso <strong>concentrati sulla sola diagnosi e sulla terapia farmacologica.<\/strong> Manca quasi ovunque la componente psicoterapeutica strutturata. <strong>Manca completamente, tranne rare eccezioni, il percorso di supporto alla vita quotidiana.<\/strong> Nel Varesotto, nel privato, ci sono due o tre professionisti in grado di seguire adeguatamente un adulto con ADHD. Due o tre, per un territorio di centinaia di migliaia di persone.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che molti ragazzi con ADHD, proprio nell\u2019et\u00e0 in cui diventano responsabili di se stessi, universit\u00e0, lavoro, relazioni, autonomia economica, si trovano senza rete. Ed \u00e8 in quel momento che le dipendenze, le crisi, i disastri relazionali e professionali diventano pi\u00f9 probabili.<\/p>\n<p>Il coach ADHD: una figura nuova, nata a Varese<\/p>\n<p>Per colmare questo spazio vuoto tra il sistema sanitario e la vita reale \u00e8 nata, <strong>tre anni fa e proprio a Varese, <a href=\"https:\/\/www.adhdlifecoachitalia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ADHD Coach Italia:<\/a><\/strong> la prima scuola italiana dedicata alla formazione di coach specializzati per persone con disturbo da deficit di attenzione. Una realt\u00e0 che ha gi\u00e0 formato operatori in diverse regioni, compresi quelli che lavorano oggi nel modello integrato di Cuneo.<\/p>\n<p>Il coach ADHD non \u00e8 un terapeuta, non prescrive farmaci, non sostituisce il neurologo o lo psicologo. \u00c8 la <strong>figura che si occupa della quotidianit\u00e0<\/strong>. Come si costruisce una routine che funzioni davvero? Come si gestisce il tempo quando la percezione del tempo \u00e8 strutturalmente compromessa? Come si arriva in orario a un appuntamento, si prepara a un esame, si trova e si mantiene un lavoro?<\/p>\n<p>La scuola forma esclusivamente psicologi, educatori, pedagogisti e professionisti della riabilitazione psichiatrica: non \u00e8 un percorso aperto a chiunque voglia fregiarsi del titolo di coach. Il background clinico o educativo \u00e8 un requisito di accesso, perch\u00e9 il coach ADHD lavora in stretta collaborazione con i sanitari, non in parallelo o in alternativa a loro.<\/p>\n<p><strong>Il modello che ADHD Coach Italia sta cercando di costruire<\/strong> \u2014 e che a Cuneo ha gi\u00e0 trovato la sua prima applicazione sistematica \u2014 \u00e8 quello in cui<strong> il coach \u00e8 l\u2019anello finale di una catena: diagnosi, trattamento farmacologico, supporto psicologico e psicoeducativo, e infine il coaching per la vita reale.<\/strong> Una filiera completa, nella quale ogni pezzo ha un ruolo preciso e nessun paziente cade nel vuoto tra un livello e l\u2019altro.<\/p>\n<p>Il prossimo passo: un appuntamento a ottobre<\/p>\n<p>Il convegno di oggi non \u00e8 stato un punto di arrivo. \u00c8, nelle intenzioni degli organizzatori, l\u2019inizio di un percorso che coinvolga il territorio varesino in modo strutturato. A ottobre \u00e8 in programma un evento pi\u00f9 ampio, della durata di tre giorni, con il partenariato del Comune di Varese, dell\u2019Ufficio Provinciale Scolastico e dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Insubria: un momento aperto a sanitari, insegnanti, famiglie, aziende e alle persone con ADHD stesse.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il disturbo da deficit di attenzione non \u00e8 una disabilit\u00e0 da nascondere o da compensare. \u00c8 un funzionamento diverso, con costi reali, con fatiche reali, con derive reali quando non viene trattato, ma anche con potenzialit\u00e0 che, se riconosciute e sostenute, possono essere straordinarie. Il problema, oggi, \u00e8 che il sistema non \u00e8 ancora pronto ad accompagnarle.<br \/>Varese sta cercando di indicare una nuova via.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una connessione che la medicina conosce ma che il sistema sanitario italiano stenta a tradurre in servizi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":492082,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[85014,138038,239,1537,90,89,240],"class_list":["post-492081","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-adhd","tag-coaching","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-salute"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116579992221820927","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/492081","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=492081"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/492081\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/492082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=492081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=492081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=492081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}