{"id":492636,"date":"2026-05-16T02:09:26","date_gmt":"2026-05-16T02:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/492636\/"},"modified":"2026-05-16T02:09:26","modified_gmt":"2026-05-16T02:09:26","slug":"il-motivo-per-cui-kate-middleton-e-andata-a-reggio-emilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/492636\/","title":{"rendered":"Il motivo per cui Kate Middleton \u00e8 andata a Reggio Emilia"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec e gioved\u00ec la principessa del Galles, Kate Middleton, \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2026\/05\/06\/kate-middleton-visita-reggio-emilia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stata<\/a> a Reggio Emilia per visitare alcuni <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/podcasts\/strade-blu\/26-i-mitici-asili-di-reggio-emilia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">asili nido<\/a> e scuole dell\u2019infanzia che seguono il cosiddetto \u201cReggio Emilia Approach\u201d, un modello educativo conosciuto e studiato in tutto il mondo. Middleton si occupa da tempo di temi legati all\u2019infanzia: nel 2021 ha creato il Royal Foundation Centre for Early Childhood, una fondazione che promuove studi e iniziative dedicate ai primi anni di vita dei bambini.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2026\/05\/13\/foto-kate-middleton-reggio-emilia\/ap26133467257242\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le foto della principessa Kate Middleton a Reggio Emilia<\/a><\/p>\n<p>Il Reggio Emilia Approach \u00e8 il risultato di un lavoro sui diritti dell\u2019infanzia e sull\u2019educazione iniziato nel secondo dopoguerra e diventato noto a livello internazionale negli anni Novanta. Non \u00e8 un metodo rigido ma un approccio educativo e filosofico che si basa sull\u2019idea di considerare il bambino una persona con diritti, interessi e capacit\u00e0 proprie gi\u00e0 dalla primissima infanzia. Un tempo era considerato un approccio estremamente innovativo. Oggi non \u00e8 diverso da quelli applicati anche in altri nidi e scuole dell\u2019infanzia in Italia: ci\u00f2 che differenzia il modello di Reggio Emilia \u00e8 che \u00e8 stato istituzionalizzato in tutta la citt\u00e0, e che il comune ne \u00e8 il gestore e finanziatore, tanto che possiede il marchio registrato Reggio Emilia Approach.<\/p>\n<p>L\u2019idea centrale \u00e8 che la scuola debba lasciare spazio all\u2019autonomia, alla curiosit\u00e0 e alla partecipazione dei bambini, favorendo un rapporto il pi\u00f9 possibile paritario con educatrici ed educatori.<\/p>\n<p>Per esempio ogni mattina, solitamente verso le 9:00, i bambini si riuniscono per confrontarsi su come si \u00e8 sviluppata o si svilupper\u00e0 la loro giornata. I bambini si siedono in cerchio, chiedono di parlare alzando la mano, e aspettano il loro turno ascoltando gli altri. L\u2019obiettivo \u00e8 che ciascuno possa contribuire e che le decisioni non vengano prese solo dagli adulti. All\u2019assemblea partecipano tutti i bambini della scuola dell\u2019infanzia (che hanno dai 3 ai 6 anni), ma anche per i bambini pi\u00f9 grandi del nido vengono organizzati dei momenti di confronto simili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3582705 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1778825940-AP26134325653570.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">La principessa Kate Middleton prende parte al momento di confronto della mattina con i bambini della scuola dell\u2019infanzia Salvador Allende (Antonio Calanni\/Associated Press)<\/p>\n<p>Durante la giornata scolastica i bambini fanno molte attivit\u00e0 artistiche e laboratoriali. In tutte le scuole c\u2019\u00e8 uno spazio dedicato all\u2019arte e alla sperimentazione creativa, gestito da un \u201catelierista\u201d, cio\u00e8 un insegnante con formazione artistica che accompagna i bambini nell\u2019uso di linguaggi diversi, dalla pittura alla modellazione dell\u2019argilla.<\/p>\n<p>Nelle scuole che seguono questo approccio anche gli spazi hanno un ruolo importante. Gli ambienti sono pensati per essere accoglienti, ricchi di stimoli e pieni di materiali che i bambini possono toccare e usare liberamente. Viene data anche grande attenzione al rapporto con la natura, attraverso giardini, orti e attivit\u00e0 all\u2019aperto.<\/p>\n<p>Tutto il personale scolastico viene formato secondo i principi del Reggio Emilia Approach, compreso il personale di cucina. Per questo anche la preparazione del cibo pu\u00f2 diventare un momento educativo condiviso con i bambini, integrato nelle attivit\u00e0 quotidiane della scuola.<\/p>\n<p>In tutte le scuole esistono inoltre i \u201cConsigli Infanzia Citt\u00e0\u201d, organismi a cui partecipano genitori e personale scolastico, ma aperti anche agli abitanti del quartiere interessati al funzionamento del servizio educativo. I consigli si riuniscono periodicamente per discutere di come stanno andando le attivit\u00e0 scolastiche, di cosa potrebbe essere migliorato e degli aspetti che invece funzionano bene.<\/p>\n<p>Nel tempo il Reggio Emilia Approach \u00e8 diventato uno degli elementi pi\u00f9 riconoscibili della citt\u00e0. L\u2019amministrazione comunale finanzia il progetto destinando\u00a0circa il 13 per cento del budget annuale nel comparto prescolastico.Viene applicato in tutti i nidi comunali ma non solo. Grazie a un protocollo d\u2019intesa, il comune collabora anche con nidi gestiti da cooperative sociali e con scuole statali e paritarie, aiutandoli ad applicare l\u2019approccio educativo reggiano.<\/p>\n<p>Nella provincia di Reggio Emilia i nidi sono presenti in maniera piuttosto capillare, in tutta la provincia ce ne \u00e8 almeno uno per comune, un dato abbastanza inusuale per l\u2019Italia. Nella citt\u00e0 di Reggio Emilia \u2013 dove vivono 170mila persone \u2013 ci sono circa 30 asili asili nido di cui 13 comunali e 13 a gestione indiretta, gestiti cio\u00e8 dalle cooperative sociali. \u00abA differenza di altri territori che tendono a esternalizzare i servizi, Reggio Emilia mantiene una percentuale molto elevata di nidi e scuole dell\u2019infanzia a gestione comunale diretta\u00bb, spiega Marwa Mahmoud, assessora alle Politiche educative con delega a scuole e nidi d\u2019infanzia. La volont\u00e0 dell\u2019amministrazione, dice, \u00e8 di non privatizzare il sistema e continuare a investire nel settore pubblico.<\/p>\n<p>Il lavoro portato avanti dal comune di Reggio Emilia sui servizi educativi per la prima infanzia ha contribuito a raggiungere livelli molto alti di partecipazione scolastica: circa il 64 per cento nella fascia 0-3 anni e il 99 per cento nella scuola dell\u2019infanzia.<\/p>\n<p>Il Reggio Emilia Approach \u00e8 diventato famoso in tutto il mondo negli anni \u201990. Nel 1991 il magazine americano Newsweek <a href=\"https:\/\/www.newsweek.com\/school-must-rest-idea-all-children-are-different-200976\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pubblic\u00f2<\/a> un articolo sulla scuola dell\u2019infanzia Diana di Reggio Emilia definendola una delle 10 scuole migliori al mondo. Nel 1994 il comune cre\u00f2 la Reggio Children, un\u2019azienda dedicata alla diffusione internazionale del \u201cmodello Reggio\u201d sviluppato nelle scuole cittadine. Da quel momento \u00e8 cresciuto parecchio l\u2019interesse per questo approccio, che si \u00e8 diffuso in molti altri paesi: c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 di scuole che seguono il Reggio Emilia Approach negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>L\u2019interesse per i diritti dell\u2019infanzia \u00e8 presente da molto tempo a Reggio Emilia. Dopo la fine della seconda guerra mondiale un gruppo di donne dell\u2019Unione donne italiane (Udi) cominci\u00f2 ad aprire scuole materne e asili nido popolari autogestiti nella provincia di Reggio Emilia, soprattutto nelle aree di campagna. Uno di questi, che si trova nella frazione di Villa Cella, fu costruito grazie ai ricavi ottenuti dalla vendita di un carro armato e di alcuni cavalli lasciati dai tedeschi in ritirata.<\/p>\n<p>Quando Loris Malaguzzi, un maestro e pedagogista della zona, venne a conoscenza dell\u2019apertura della scuola di Villa Cella, decise di collaborare con le donne dell\u2019Udi. Negli anni successivi divent\u00f2 la figura centrale del progetto educativo e lavor\u00f2 con il comune di Reggio Emilia alla creazione delle prime scuole comunali, poi dal 1971 al coordinamento del sistema dei nidi.<\/p>\n<p>A Malaguzzi si deve anche una delle idee pi\u00f9 note del Reggio Emilia Approach: quella secondo cui i bambini abbiano \u201ccento linguaggi\u201d, cio\u00e8 molti modi diversi di esprimersi, conoscere il mondo e comunicare, che spesso la scuola tradizionale tenderebbe a limitare.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/04\/11\/montessori-metodo-ricchezza\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Come le scuole Montessori sono diventate un privilegio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Mercoled\u00ec e gioved\u00ec la principessa del Galles, Kate Middleton, \u00e8 stata a Reggio Emilia per visitare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":492637,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-492636","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116581824131276349","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/492636","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=492636"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/492636\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/492637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=492636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=492636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=492636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}