{"id":492866,"date":"2026-05-16T06:27:14","date_gmt":"2026-05-16T06:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/492866\/"},"modified":"2026-05-16T06:27:14","modified_gmt":"2026-05-16T06:27:14","slug":"new-york-mette-alla-prova-26-miliardi-di-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/492866\/","title":{"rendered":"New York mette alla prova 2,6 miliardi di arte"},"content":{"rendered":"\n<p>La prima risposta \u00e8 arrivata da Sotheby\u2019s. La stagione delle aste di maggio, attesa come uno dei test pi\u00f9 rilevanti per il mercato internazionale dopo tre anni di correzione, si \u00e8 aperta con la vendita della collezione Robert Mnuchin e con un Rothko da 85,7 milioni di dollari. Brown and Blacks in Reds, dipinto nel 1957 e stimato tra 70 e 100 milioni, ha guidato la serata al Breuer Building, confermando che la domanda per opere rare, storicizzate e con provenienze forti resta solida nel segmento pi\u00f9 alto del mercato. La vendita di postwar e contemporaneo di Sotheby\u2019s ha totalizzato 407,5 milioni di dollari. La selezione Mnuchin, 11 lotti, \u00e8 stata venduta al 100%.<\/p>\n<p>Il risultato del Rothko \u00e8 un indicatore. Mnuchin aveva acquistato l\u2019opera nel 2003 per 6,7 milioni di dollari; oggi la tela si colloca tra i risultati pi\u00f9 alti mai raggiunti dall\u2019artista in asta, appena sotto il record di Orange, Red, Yellow, venduto nel 2012 da Christie\u2019s per 86,9 milioni. Il passaggio segnala la distanza tra due cicli di mercato: quello espansivo dei primi anni Duemila, alimentato dall\u2019ingresso di nuovi capitali, e quello attuale, pi\u00f9 selettivo, in cui le opere migliori riemergono come beni rifugio culturali. La collezione Mnuchin ha avuto un peso particolare perch\u00e9 non rappresentava soltanto il gusto di un grande collezionista. Robert Mnuchin \u00e8 stato una figura cardine del mercato americano: finanziere, poi mercante, advisor di alcuni dei maggiori collezionisti statunitensi. Le opere rimaste nella sua collezione personale sono state lette dal mercato come una selezione filtrata da decenni di conoscenza diretta. In un momento di maggiore cautela, questo tipo di provenienza diventa una leva decisiva.<\/p>\n<p>La stagione newyorkese, nel suo complesso, ha dimensioni imponenti. Le vendite di maggio da Sotheby\u2019s, Christie\u2019s, Phillips e Bonhams sono stimate tra 1,8 e 2,6 miliardi di dollari. Sotheby\u2019s da sola parte da una stima minima di 690,4 milioni, superiore del 70% al totale delle vendite di maggio 2025, mentre Christie\u2019s punta a un intervallo complessivo tra 1 e 1,5 miliardi. Il dato fotografa un mercato che prova a trasformare i segnali di ripresa dello scorso novembre in una tendenza pi\u00f9 stabile.<\/p>\n<p>La strategia delle case d\u2019asta \u00e8 chiara: grandi provenienze, capolavori riconoscibili, collezioni monografiche, artisti storicizzati. Christie\u2019s ha conquistato la collezione Marian Goodman, una delle pi\u00f9 attese della stagione. Il lotto pi\u00f9 simbolico sar\u00e0 Kerze (Candela) di Gerhard Richter, del 1982, stimato tra 35 e 50 milioni di dollari. Il dipinto non \u00e8 solo un\u2019opera di alta qualit\u00e0: appartiene alla storia stessa del rapporto tra Goodman e Richter. La gallerista lo acquist\u00f2 prima di iniziare a rappresentare l\u2019artista e proprio da quell\u2019opera nacque una relazione professionale durata quarant\u2019anni.<\/p>\n<p><strong>Sempre da Christie\u2019s arriver\u00e0 un altro blocco decisivo: la collezione S.I. Newhouse, con sedici lotti stimati fino a 450 milioni di dollari.<\/strong> Il gruppo \u00e8 guidato da due opere nell\u2019ordine dei 100 milioni: Number 7A, 1948 di Jackson Pollock e Dana\u00efde di Constantin Br\u00e2ncu\u0219i, scultura in bronzo e foglia d\u2019oro che Newhouse acquist\u00f2 nel 2002 per 18,1 milioni, allora record mondiale per una scultura in asta. Qui il mercato misurer\u00e0 la profondit\u00e0 della domanda per i capolavori moderni e postwar in una fascia di prezzo estrema.<\/p>\n<p>Christie\u2019s proporr\u00e0 anche tre opere provenienti dalla collezione Agnes Gund, firmate Mark Rothko, Cy Twombly e Joseph Cornell, con una stima complessiva fino a 123 milioni. Dalla collezione Marilyn Arison arriver\u00e0 invece una selezione impressionista guidata da Pivoines dans une Bouteille di \u00c9douard Manet, del 1864, stimata tra 7 e 10 milioni. La presenza di Gund e Arison rafforza un elemento ormai centrale: la narrazione biografica del collezionista \u00e8 diventata parte integrante del valore economico.<\/p>\n<p><strong>Sotheby\u2019s, dopo l\u2019apertura con Mnuchin, continuer\u00e0 con altri nuclei rilevanti<\/strong>. Dalla collezione di Enrico e Adele Donati arriver\u00e0 Arlecchino (Busto) di Picasso, del 1909, opera cubista stimata fino a 40 milioni. Nella vendita \u201cNow &amp; Contemporary\u201d sono attesi Museum Security (Broadway Meltdown) di Jean-Michel Basquiat, stimato oltre 45 milioni, e Untitled III di Willem de Kooning, tra 25 e 35 milioni. Nella vendita moderna del 19 maggio sar\u00e0 offerto anche La Moisson en Provence di Van Gogh, acquerello stimato tra 25 e 35 milioni, con la possibilit\u00e0 di avvicinare o superare il record per un\u2019opera su carta dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Il catalogo Sotheby\u2019s include inoltre il ritratto di Brigitte Bardot realizzato da Andy Warhol nel 1974 dalla collezione Gunter Sachs, stimato tra 14 e 18 milioni. \u00c8 un lotto che intercetta un\u2019altra linea forte del mercato: il valore delle icone culturali, dove immagine, celebrit\u00e0, provenienza e pittura convergono in un\u2019unica struttura di desiderabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Phillips<\/strong>, il 19 maggio, giocher\u00e0 una partita diversa ma significativa. La casa d\u2019aste resta pi\u00f9 esposta al contemporaneo recente e al collezionismo giovane, ma in questa stagione punta anche su Warhol con Sixteen Jackies, stimato tra 15 e 20 milioni, e 4 Colored Marilyns (Reversal Series), mai apparso prima in asta e stimato tra 4 e 6 milioni. Il catalogo comprende inoltre un\u2019opera su tela di Lee Bontecou, rimasta fuori dalla vista pubblica per vent\u2019anni, stimata tra 1,2 e 1,8 milioni, e Fortune di Pat Passlof, del 1960, stimata tra 300mila e 500mila dollari. Proprio Passlof sar\u00e0 un indicatore da osservare per capire se il mercato delle artiste astratte storicamente sottovalutate continuer\u00e0 a crescere anche in una fase pi\u00f9 selettiva.<\/p>\n<p><strong>Bonhams chiuder\u00e0 il ciclo con una vendita pi\u00f9 contenuta, stimata intorno ai 30 milioni, ma strategicamente importante per l\u2019inaugurazione del nuovo flagship al 111 West 57th Street.<\/strong> Il top lot atteso \u00e8 &#8230;Words Mean Nothing at All di Yoshitomo Nara, del 2012, stimato tra 4 e 6 milioni. Accanto a Nara, Bonhams porter\u00e0 in asta 21 opere di Pierre-Auguste Renoir, in gran parte inedite, donate dall\u2019artista alla modella e tata di famiglia Gabrielle Renard e rimaste da allora nella stessa discendenza. Il lotto pi\u00f9 atteso del gruppo \u00e8 Fleurs, natura morta floreale del 1887, stimata tra 500mila e 700mila dollari.<\/p>\n<p>Il primo bilancio, dopo la vendita Sotheby\u2019s, indica un mercato pi\u00f9 disciplinato che euforico. I compratori ci sono, ma chiedono qualit\u00e0, rarit\u00e0, storia espositiva, provenienza e prezzi credibili. Il segmento alto regge quando l\u2019opera \u00e8 incontestabile. La fascia media resta pi\u00f9 difficile. L\u2019ultra-contemporary non \u00e8 scomparso, ma ha perso la centralit\u00e0 speculativa degli anni 2020-2021. La stagione si gioca dunque su un terreno pi\u00f9 classico: capolavori, grandi nomi, collezioni da favola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La prima risposta \u00e8 arrivata da Sotheby\u2019s. 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