{"id":492908,"date":"2026-05-16T07:02:17","date_gmt":"2026-05-16T07:02:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/492908\/"},"modified":"2026-05-16T07:02:17","modified_gmt":"2026-05-16T07:02:17","slug":"nevicata-di-ferro-sui-ghiacci-dellantartide-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/492908\/","title":{"rendered":"Nevicata di ferro sui ghiacci dell\u2019Antartide \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Ci spingiamo, attraverso di lei, da decine di migliaia di anni. Non solo noi, qui sulla Terra, ma l\u2019intero <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sistema_solare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Sistema solare<\/a> \u00e8 impegnato in una lunga traversata di una vasta nuvola di gas e polveri, che si estende per una trentina d\u2019anni luce. <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nube_Interstellare_Locale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Nube interstellare locale<\/a>, si chiama, il teatro del nostro viaggio. E le tracce di tale plurimillenario andare si trovano anche qui, nel nostro piccolo pianeta, cadute tra i ghiacci dell\u2019Antartide. Dove un gruppo internazionale di ricercatori ha rivenuto piccole quantit\u00e0 di ferro. Non un ferro qualunque, ma il ferro-60, raro <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Radionuclide\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">isotopo radioattivo<\/a> prodotto dalle esplosioni stellari. Piovuto proprio dalla nube, e che fiocca sul nostro pianeta a mano a mano che la Terra si inoltra nei suoi anfratti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2026\/05\/15\/polvere-ferro-60-nube-interstellare-locale\/local_interstellar_clouds_with_motion_arrows\/\" rel=\"attachment wp-att-1781075 nofollow noopener\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"652735099\" data-slb-internal=\"1781075\" target=\"_blank\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1781075\" class=\"size-full wp-image-1781075\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"1280\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Local_Interstellar_Clouds_with_motion_arrows.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1781075\" class=\"wp-caption-text\">La Nube interstellare locale. Il Sole \u00e8 la brillante stella arancione mostrata al suo interno. La freccia indica la direzione del moto del Sistema solare all\u2019interno della nube. Crediti: Nasa, Goddard, Adler, U. Chicago, Wesleyan<\/p>\n<p>A dimostrarlo \u00e8 uno <a href=\"https:\/\/journals.aps.org\/prl\/abstract\/10.1103\/nxjq-jwgp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">studio<\/a> condotto da un gruppo di scienziati guidati da <b>Dominik Koll<\/b>, dell\u2019Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf di Dresda, e uscito questa settimana su Physical Review Letters. Ci avevano gi\u00e0 provato i ricercatori, a dimostrare che il ferro provenisse proprio dalla nube. \u00abLa nostra ipotesi era che la Nube interstellare locale contenesse ferro-60 e potesse immagazzinarlo per lunghi periodi. A mano a mano che il Sistema solare attraversava la nube, la Terra avrebbe potuto raccogliere questo materiale. Tuttavia, all\u2019epoca non fummo in grado di dimostrarlo\u00bb, spiega Koll.<\/p>\n<p>I ghiacci che hanno consentito la scoperta hanno un\u2019et\u00e0 compresa fra i 40mila e gli 80mila anni. Ovvero ci parlano dell\u2019epoca in cui il Sistema solare avrebbe mosso i primi passi all\u2019interno della nube. Confrontando i ghiacci risalenti a epoche diverse, i ricercatori hanno scoperto che, rispetto a oggi, decine di migliaia anni fa c\u2019era molto meno ferro che pioveva sul nostro pianeta. \u00abQuesto suggerisce che in precedenza ci trovavamo in un mezzo con un contenuto di ferro-60 inferiore, oppure che la nube stessa presenti forti variazioni di densit\u00e0\u00bb, afferma il primo autore della ricerca.<\/p>\n<p>Una variazione cos\u00ec rapida \u2013 dal punto di vista geologico, s\u2019intende \u2013 dell\u2019abbondanza di ferro esclude scenari alternativi sulle origini di questo elemento.<\/p>\n<p>Per compiere l\u2019ardua misura, i ricercatori hanno isolato minimi, preziosissimi quantitativi di ferro a partire da trecento chilogrammi di ghiaccio. Scongiurando che parte di esso andasse perduta attraverso il monitoraggio di altri due isotopi radioattivi \u2013 il berillio-10 e l\u2019alluminio-26 \u2013 che pure si sarebbero ridotti, in caso di perdita del primo. La misurazione finale \u00e8 stata compiuta in Australia con l\u2019<a href=\"https:\/\/science.anu.edu.au\/research\/facilities\/heavy-ion-accelerator-facility\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Heavy Ion Accelerator Facility<\/a>, attualmente l\u2019unico strumento al mondo capace di separare gli sparuti atomi di ferro da oltre diecimila miliardi di atomi iniziali.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 come cercare un ago in cinquantamila stadi di calcio pieni fino al soffitto di fieno. La macchina trova l\u2019ago in un\u2019ora\u00bb. Cos\u00ec commenta le prodigiose capacit\u00e0 dello strumento <b>Annabel Rolofs<\/b> dell\u2019Universit\u00e0 di Bonn.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2026\/05\/15\/polvere-ferro-60-nube-interstellare-locale\/linac-920x518\/\" rel=\"attachment wp-att-1781076 nofollow noopener\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1530977186\" data-slb-internal=\"1781076\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1781076\" class=\"size-full wp-image-1781076\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"920\" height=\"518\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/linac-920x518-1.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1781076\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019Heavy Ion Accelerator Facility, strumento con il quale \u00e8 stato possibile quantificare l\u2019abbondanza di ferro nei ghiacci estratti dall\u2019Antartide in diverse epoche. Crediti: Australian National University<\/p>\n<p>Come si diceva, il ferro-60 \u00e8 un elemento che viene prodotto nelle esplosioni stellari. Milioni di anni fa <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/03\/21\/supernove-virus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">almeno due volte<\/a> il Sistema solare \u00e8 stato bersagliato da cascate di questo elemento a seguito di un paio di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Supernova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">supernove<\/a>.<\/p>\n<p>Il fatto che quello accumulatosi nelle ultime decine di migliaia di anni sulla Terra sia riconducibile alla Nube interstellare locale ci parla dunque delle origini della suddetta nube. Nuvola che non vaga ascetica nella Via Lattea ma \u00e8 in compagnia di una decina di altre nuvolette. Questo ensemble fluttuante nel nostro angoletto di universo prende il nome di Complesso di nubi interstellari locali. Nessuno sa quale cosmico accadimento l\u2019abbia generato.<\/p>\n<p>Alla luce dei dati raccolti in questo studio, gli scienziati ipotizzano che le esplosioni stellari possano aver giocato un ruolo decisivo nella formazione delle nubi. Sarebbero state le supernove ad avercelo messo, il ferro, l\u00e0 dentro.<\/p>\n<p>\u00abQuesto significa che le nubi che circondano il Sistema solare sono collegate a un\u2019esplosione stellare. E, per la prima volta, questo ci offre l\u2019opportunit\u00e0 di indagare l\u2019origine di queste nubi\u00bb, conclude Koll.<\/p>\n<p><b>Per saperne di pi\u00f9:<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su Physical Review Letters l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/journals.aps.org\/prl\/abstract\/10.1103\/nxjq-jwgp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Local Interstellar Cloud Structure Imprinted in Antarctic Ice by Supernova 60Fe<\/a>\u201d di Dominik Koll, Annabel Rolofs, Florian Adolphi, Sebastian Fichter, Maria Hoerhold, Johannes Lachner, Stefan Pavetich, Georg Rugel, Stephen Tims, Frank Wilhelms, Sebastian Zwickel e Anton Wallner<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci spingiamo, attraverso di lei, da decine di migliaia di anni. 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