{"id":493091,"date":"2026-05-16T09:37:58","date_gmt":"2026-05-16T09:37:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/493091\/"},"modified":"2026-05-16T09:37:58","modified_gmt":"2026-05-16T09:37:58","slug":"recensione-della-mostra-mark-rothko-firenze-palazzo-strozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/493091\/","title":{"rendered":"Recensione della mostra Mark Rothko Firenze Palazzo Strozzi"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2870p_marta-santacatterina.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Marta Santacatterina<\/a>, pubblicato il 15\/05\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Recensioni mostre        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/espressionismo-astratto.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Espressionismo astratto<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/espressionismo-astratto-americano.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Espressionismo astratto americano<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/firenze.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Firenze<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/mark-rothko.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mark Rothko<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/novecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Novecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/palazzo-strozzi.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Palazzo Strozzi<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-moderna.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Moderna<\/a> <\/p>\n<p>Dai primi esperimenti surrealisti ai celebri color field paintings, la grande mostra di Palazzo Strozzi racconta il lungo viaggio artistico e spirituale di Mark Rothko, intrecciando New York, Firenze, Michelangelo e Beato Angelico. Com\u2019\u00e8 la mostra: la recensione di Marta Santacatterina.<\/p>\n<p>\u201cOh no, ho sbagliato mostra!\u201d: ci sia concesso un incipit scherzoso prima di addentrarci nelle sale della mostra su Mark Rothko in corso a Firenze. La battuta, certo un po\u2019 esagerata, scaturisce dalla sensazione che si prova gettando un primo sguardo sulle opere radunate nel primo ambiente di Palazzo Strozzi e che nulla sembrano avere in comune con i conosciutissimi \u201ccolor field paintings\u201d del pittore espressionista astratto. Il percorso, sostanzialmente cronologico, prende infatti il via con l\u2019Autoritratto di Rothko e con alcuni lavori datati tra il 1936 e il 1946. Tutte opere che strizzano l\u2019occhio al Surrealismo, innestandolo con suggestioni dall\u2019Antichit\u00e0 \u2013 da Babilonia a Roma \u2013 e addirittura dalla Metafisica di De Chirico, come giustamente accenna una delle curatrici, Elena Genua, la quale spiega come Rothko avesse percepito nei dipinti del Pictor Optimus italiano un paesaggio urbano capace di nascondere anzich\u00e9 svelare. Christopher, figlio dell\u2019artista e co-curatore, nel suo contributo a catalogo rintraccia in questi primi dipinti anche le \u201cstratificazioni archeologiche applicate al colore\u201d e i riferimenti alle modanature degli edifici, tutti fattori da cui Rothko deriva una concezione della composizione strettamente legata all\u2019architettura, al senso dello spazio e ai volumi (si vedano Interior o Untitled [Cityscape], entrambi del 1936); un\u2019idea che rimarr\u00e0 ben salda anche nelle opere astratte. Sulle tele della met\u00e0 degli anni Quaranta le figure ancora realistiche iniziano per\u00f2 a sciogliersi in forme organiche, per poi disperdersi in macchie di colore stagliate su fondi a fasce orizzontali, un preludio a qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p>Dalla soglia tra la prima e la seconda sala comincia a far capolino lo stile per cui Rothko \u00e8 conosciuto: ci si lascia quindi alle spalle la sequenza dei lavori sperimentali, dai quali trapela una certa irrequietudine tipica di chi sta cercando la sua strada. Il pittore imbocc\u00f2 allora la via dell\u2019avanguardia, percorrendola a fianco degli altri esponenti della Scuola di New York \u2013 Jackson Pollock, Willem de Kooning, Barnett Newman \u2013, i cosiddetti \u201cirascibili\u201d, cos\u00ec definiti perch\u00e9 arrabbiati a causa dello scarso interesse dimostrato loro dal MoMa e dalle altre istituzioni ufficiali. La serie Multiforms di Rothko si rivela pienamente astratta e in queste opere le campiture di colori irregolari presentano gi\u00e0 quei bordi indefiniti e quelle sovrapposizioni di velature caratteristiche dello stile maturo; \u00e8 per\u00f2 tra 1948 e 1949 che le stesure cromatiche, prima disordinate, cominciano ad allargarsi e ad assumere forme rettangolari, fino a definire un ordine geometrico. Nell\u2019opera No. 3\/No. 13 del 1949 pu\u00f2 definirsi compiuta l\u2019invenzione dei color field paintings, lavori lirici e spirituali, con le loro superfici avvolgenti e opache e con il loro invito al silenzio e all\u2019introspezione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-mark-rothko-firenze-1.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mark-rothko-palazzo-strozzi-1.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mark-rothko-palazzo-strozzi-4.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mostra-mark-rothko-firenze-3.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mark-rothko-palazzo-strozzi-2.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mark-rothko-palazzo-strozzi-3.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mark-rothko-palazzo-strozzi-5.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mark-rothko-palazzo-strozzi-o-1.jpg\" width=\"750\" height=\"600\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" title=\"Allestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/allestimenti-mark-rothko-palazzo-strozzi-o-2.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Mark Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi. Foto: Ela Bialkowska \/ OKNO Studio&#13;<\/p>\n<p>L\u2019allestimento della mostra, che presenta circa settanta lavori di Rothko e che sta riscuotendo un successo clamoroso nella citt\u00e0 dei Medici, cerca di rispettare per quanto possibile i desiderata dell\u2019artista il quale, ad esempio, chiedeva che le sue opere venissero appese in modo da sfiorare il pavimento, dando agli osservatori la possibilit\u00e0 di avvicinarsi, di escludere qualsiasi altro elemento dal campo visivo e di abituare lo sguardo a una nuova dimensione, \u201centrando\u201d idealmente nei quadri. Una tale vicinanza espone gli spettatori ai materiali e alle tracce del gesto pittorico, quindi alle superfici inimitabili e vibranti che mutano a seconda dell\u2019angolazione e della temperatura delle luci, alla \u201cpolverosit\u00e0\u201d dei pigmenti, all\u2019emergere della tela non dipinta in alcuni punti e alla magistrale gestione dei margini, che forse \u00e8 la componente che fa davvero la differenza tra un capolavoro di Rothko e tanti altri esempi di arte astratta.<\/p>\n<p>A Palazzo Strozzi la contemplazione dei dipinti \u00e8 favorita soprattutto nelle sezioni allestite negli ambienti pi\u00f9 piccoli \u2013 quelli dedicati ai disegni e ai bozzetti per i Seagram Murals e per gli Harvard Murals \u2013 e nella sala finale, che \u00e8 parsa davvero commovente a chi scrive. Negli ambienti pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 caratterizzati (il cotto lucido del pavimento, le pareti bianchissime, le decorazioni architettoniche in pietra serena) potrebbe risultare un po\u2019 pi\u00f9 complesso entrare in quello stato meditativo che esigerebbe la ricerca di Rothko, dovendo fare i conti anche con il pubblico dei selfie, dei reel, dei vocali. Verrebbe da fare un paragone \u2013 ovviamente impossibile \u2013 con la scelta radicale compiuta in occasione dell\u2019Infinity Mirror Room intitolata Fireflies on the Water di Yayoi Kusama a Brescia, dove si consentiva l\u2019accesso a una sola persona per volta, cos\u00ec da dare la possibilit\u00e0 di immergersi totalmente nell\u2019opera senza distrazioni. Una modalit\u00e0 di fruizione, lo ripetiamo, utopistica e impraticabile nel caso del progetto di cui stiamo parlando.<\/p>\n<p>La mostra procede quindi per nuclei che ripercorrono i periodi creativi \u2013 o meglio cromatici \u2013 di Rothko: nei primi anni Cinquanta la tavolozza si accende di toni caldi, dal giallo al rosso, passando attraverso le varie sfumature di arancione; si incontra ad esempio una grande tela proveniente da Bilbao, dipinta tra 1952 e 1953 e impostata su un formato orizzontale: una rarit\u00e0 per Rothko che prediligeva i supporti verticali. Nella seconda met\u00e0 del decennio l\u2019artista cominci\u00f2 invece a smorzare le tonalit\u00e0, scegliendo pi\u00f9 spesso dei verdi e dei blu profondi, con un effetto ancor pi\u00f9 contemplativo e introspettivo (Kandinskij, guarda caso anche lui di origini russe, in Lo spirituale nell\u2019arte completato nel 1910 associava il blu ai concetti di infinito, spiritualit\u00e0, quiete e introspezione). Al 1958 e al 1962 si datano gli incarichi per i grandi cicli a cui abbiamo gi\u00e0 fatto cenno: nell\u2019ordine, i Seagram Murals \u2013 che peraltro non sono \u201cmurali\u201d bens\u00ec tele \u2013 gli furono commissionati per il ristorante Four Seasons all\u2019interno del Seagram Building di New York, progettato da Philip Johnson e Mies van der Rohe; la visione di Johnson tuttavia contrastava fortemente con l\u2019intento spirituale dell\u2019opera di Rothko e l\u2019artista si rifiut\u00f2 di consegnare i lavori gi\u00e0 eseguiti, ritirandosi dall\u2019incarico (nove tele sono oggi esposte alla Tate Modern di Londra). Tuttavia per l\u2019artista quest\u2019occasione gli diede la possibilit\u00e0 di confrontarsi direttamente con un progetto architettonico e per lasciarsi guidare, di conseguenza, dall\u2019ispirazione avuta durante la visita al vestibolo della Biblioteca Laurenziana progettato da Michelangelo, con i suoi volumi, la sua imponenza, le sue finestre cieche. Se i bozzetti hanno una forza pittorica intrinseca, paragonabile a quella dei dipinti di grandi dimensioni, quel che stupisce in questa sezione e in quella dedicata agli Harvard Murals sono i disegni a inchiostro nero e grafite: sembrerebbe infatti impossibile tradurre l\u2019idea di un dipinto di Rothko in pochi segni lineari, e invece dalle carte emerge chiaramente la ricerca di Rothko sui volumi e sulle proporzioni, mentre le poche pennellate acquerellate suggeriscono il senso di profondit\u00e0 delle forme.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mark Rothko, Self-portrait (Autoritratto) (1936; olio su tela, 81,9 \u00d7 65,4 cm; Collezione Christopher Rothko, Cat. Rais. n. 82 - Estate inv. 3266.36)\" title=\"Mark Rothko, Self-portrait (Autoritratto) (1936; olio su tela, 81,9 \u00d7 65,4 cm; Collezione Christopher Rothko, Cat. Rais. n. 82 - Estate inv. 3266.36)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mark-rothko-autoritratto.jpg\" width=\"750\" height=\"945\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMark Rothko, Self-portrait (Autoritratto) (1936; olio su tela, 81,9 \u00d7 65,4 cm; Collezione Christopher Rothko, Cat. Rais. n. 82 &#8211; Estate inv. 3266.36)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mark Rothko, Interior (1936; olio su tavola 60,6 \u00d7 46,4 cm; Washington DC, The National Gallery of Art, Donazione The Mark Rothko, Foundation, Inc., 1986.43.26, Cat. Rais. n. 79). Foto su concessione di National Gallery of Art\" title=\"Mark Rothko, Interior (1936; olio su tavola 60,6 \u00d7 46,4 cm; Washington DC, The National Gallery of Art, Donazione The Mark Rothko, Foundation, Inc., 1986.43.26, Cat. Rais. n. 79). Foto su concessione di National Gallery of Art\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mark-rothko-interior.jpg\" width=\"750\" height=\"993\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMark Rothko, Interior (1936; olio su tavola 60,6 \u00d7 46,4 cm; Washington DC, The National Gallery of Art, Donazione The Mark Rothko, Foundation, Inc., 1986.43.26, Cat. Rais. n. 79). Foto su concessione di National Gallery of Art&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mark Rothko, Untitled (1944; acquerello, inchiostro, grafite, sfregamento su carta da acquerello, 57,5 x 78,9 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 1103.44 R\/V)\" title=\"Mark Rothko, Untitled (1944; acquerello, inchiostro, grafite, sfregamento su carta da acquerello, 57,5 x 78,9 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 1103.44 R\/V)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mark-rothko-untitled-1944.jpg\" width=\"750\" height=\"579\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMark Rothko, Untitled (1944; acquerello, inchiostro, grafite, sfregamento su carta da acquerello, 57,5 x 78,9 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 1103.44 R\/V)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mark Rothko, No.3 \/ No. 13 (1949; olio su tela, 261,5 x 164,8 cm; New York, The Museum of Modern Art, Lascito di Mrs. Mark Rothko, tramite The Mark Rothko, Foundation, Inc. 428.1981, Cat. Rais. n. 410). Digital image, The Museum of Modern Art, New York\/Scala, Firenze\" title=\"Mark Rothko, No.3 \/ No. 13 (1949; olio su tela, 261,5 x 164,8 cm; New York, The Museum of Modern Art, Lascito di Mrs. Mark Rothko, tramite The Mark Rothko, Foundation, Inc. 428.1981, Cat. Rais. n. 410). Digital image, The Museum of Modern Art, New York\/Scala, Firenze\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mark-rothko-no-3-no-13.jpg\" width=\"750\" height=\"988\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMark Rothko, No.3 \/ No. 13 (1949; olio su tela, 261,5 x 164,8 cm; New York, The Museum of Modern Art, Lascito di Mrs. Mark Rothko, tramite The Mark Rothko, Foundation, Inc. 428.1981, Cat. Rais. n. 410). Digital image, The Museum of Modern Art, New York\/Scala, Firenze&#13;<\/p>\n<p>Tra la fine degli anni Cinquanta e la fine dei Sessanta l\u2019intensit\u00e0 cromatica dei dipinti si incupisce con i neri, i blu scurissimi, i rossi granata che ricordano anche gli affreschi pompeiani, visti dal pittore nel 1958. \u00c8 inoltre il periodo in cui Rothko si impegn\u00f2 nella realizzazione della sua impresa pi\u00f9 impegnativa e pi\u00f9 carica di significato, la celebre cappella di Houston. Nello stesso decennio l\u2019artista cominci\u00f2 a lavorare anche su carta, con un\u2019ultima predilezione per la tela in occasione del progetto destinato alla sala dedicata ad Alberto Giacometti per la sede dell\u2019Unesco a Parigi: in mostra sono esposte tre grandi tele del 1969 impostate su un doppio registro, l\u2019inferiore grigio e il superiore nero. A prescindere dalle tonalit\u00e0 cupe di queste opere, non si pu\u00f2 fare a meno di accennare allo stato di salute di Rothko: tormentato da una profonda depressione, nel 1968 scopr\u00ec di soffrire anche di un aneurisma dell\u2019aorta, a cui poco dopo si aggiunse la diagnosi di enfisema bilaterale. Affaticato e debilitato, secondo i medici l\u2019artista avrebbe dovuto smettere di dipingere, tuttavia l\u2019ordine fu disatteso, e Rothko si limit\u00f2 a realizzare opere su carta e di media dimensione. Otto di questi lavori \u2013 dipinti poco prima del suicidio messo in atto il 25 febbraio del 1970 \u2013 compaiono come un\u2019epifania nella sala finale del percorso espositivo, con i loro colori pastello che riprendono puntualmente le tonalit\u00e0 di Beato Angelico, le cui tavole sono state ospitate negli stessi spazi di Palazzo Strozzi fino a pochi mesi fa. Insomma, il finale del percorso si tinge di pennellate color lavanda, rosa cipria, terra chiara, grigio argenteo e la serie esposta sembra rappresentare un testamento spirituale del grande artista.<\/p>\n<p>Negli ultimi paragrafi abbiamo fatto riferimento a Michelangelo e a Beato Angelico: si tratta quasi di due coprotagonisti del concept della mostra che, non a caso, si intitola Rothko a Firenze e che ha inteso portare le opere di Rothko nella citt\u00e0 che cos\u00ec tanto lo aveva impressionato. Furono infatti tre i viaggi in Italia del pittore che gi\u00e0 la prima volta che mise piede a Firenze, nel 1950, rimase profondamente colpito sia dagli affreschi di Beato Angelico e dei suoi collaboratori nelle celle del convento di San Marco sia dal vestibolo della Biblioteca Laurenziana, a proposito del quale scrisse: \u201c\u00e8 riuscito a ottenere proprio quella sensazione particolare che ricercavo: ha fatto s\u00ec che i visitatori abbiano l\u2019impressione di essere imprigionati dentro una stanza in cui le porte e le finestre sono murate cosicch\u00e9 non resta loro che sbattere la testa contro il muro per l\u2019eternit\u00e0\u201d. Il rapporto \u00e8 particolarmente stringente nei dipinti per i Seagram Murals. Nei saggi in catalogo si approfondisce estesamente il rapporto tra l\u2019americano e i due maestri italiani, aggiungendo pure dei riferimenti a Giotto, di cui Rothko apprezzava in particolare l\u2019arte \u201cplastica tattile\u201d, come la definiva Bernard Berenson. Lo si evince dal manoscritto L\u2019artista e la sua realt\u00e0, scritto dal pittore tra la met\u00e0 degli anni Trenta e i primi anni Quaranta e che ancora oggi guida gli storici dell\u2019arte nella comprensione della sua poetica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mark Rothko, Untitled (1952-1953; olio su tela, 299,5 x 442,5 cm; Bilbao, Guggenheim Museum Bilbao, Cat. Rais. n. 483) \u00a9 FMGB Guggenheim Bilbao Museoa. Foto: Erika Barahona\" title=\"Mark Rothko, Untitled (1952-1953; olio su tela, 299,5 x 442,5 cm; Bilbao, Guggenheim Museum Bilbao, Cat. Rais. n. 483) \u00a9 FMGB Guggenheim Bilbao Museoa. Foto: Erika Barahona\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mark-rothko-untitled-guggenheim.jpg\" width=\"750\" height=\"511\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMark Rothko, Untitled (1952-1953; olio su tela, 299,5 x 442,5 cm; Bilbao, Guggenheim Museum Bilbao, Cat. Rais. n. 483) \u00a9 FMGB Guggenheim Bilbao Museoa. Foto: Erika Barahona&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mark Rothko, Seagram murals study (1958; acquerello, olio su carta da acquerello, 75,6 x 55,6 cm; Collezione Kate Rothko Prizel e Ilya Prizel, Estate inv. 2108.68)\" title=\"Mark Rothko, Seagram murals study (1958; acquerello, olio su carta da acquerello, 75,6 x 55,6 cm; Collezione Kate Rothko Prizel e Ilya Prizel, Estate inv. 2108.68)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mark-rothko-seagram-murals-study.jpg\" width=\"750\" height=\"1011\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMark Rothko, Seagram murals study (1958; acquerello, olio su carta da acquerello, 75,6 x 55,6 cm; Collezione Kate Rothko Prizel e Ilya Prizel, Estate inv. 2108.68)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mark Rothko, Untitled [Harvard Murals Sketch] (Schizzo per gli Harvard Murals) (1962; olio su tela, 236,9 \u00d7 144,1 cm; Collezione privata Cat. Rais. n. 731 - Estate inv. 5116.60)\" title=\"Mark Rothko, Untitled [Harvard Murals Sketch] (Schizzo per gli Harvard Murals) (1962; olio su tela, 236,9 \u00d7 144,1 cm; Collezione privata Cat. Rais. n. 731 - Estate inv. 5116.60)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mark-rothko-harvard-murals-sketch.jpg\" width=\"750\" height=\"1233\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMark Rothko, Untitled [Harvard Murals Sketch] (Schizzo per gli Harvard Murals) (1962; olio su tela, 236,9 \u00d7 144,1 cm; Collezione privata Cat. Rais. n. 731 &#8211; Estate inv. 5116.60)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mark Rothko, Gray, Orange, Maroon No. 8 (1960; olio su tela, 229 x 258,5 cm; Rotterdam, Museum Boijmans van Beuningen, 2764 (MK), Cat Rais n. 674). Foto: Studio Tromp\" title=\"Mark Rothko, Gray, Orange, Maroon No. 8 (1960; olio su tela, 229 x 258,5 cm; Rotterdam, Museum Boijmans van Beuningen, 2764 (MK), Cat Rais n. 674). Foto: Studio Tromp\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mark-rothko-gray-orange-maroon-no-8.jpg\" width=\"750\" height=\"667\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMark Rothko, Gray, Orange, Maroon No. 8 (1960; olio su tela, 229 x 258,5 cm; Rotterdam, Museum Boijmans van Beuningen, 2764 (MK), Cat Rais n. 674). Foto: Studio Tromp&#13;<\/p>\n<p>Il progetto espositivo si arricchisce quindi con due ulteriori tappe, proprio nei luoghi cruciali dell\u2019esperienza del maestro del Novecento: in cinque celle del convento di San Marco, gli affreschi di Beato Angelico sono stati accostati ad altrettanti dipinti di Rothko di piccola o media dimensione. C\u2019\u00e8 chi critica la diffusa tendenza al \u201cdialogo tra antico e contemporaneo\u201d, ma chi scrive pensa invece che l\u2019operazione sia stata opportuna e convincente: le tele selezionate non recano riferimenti espliciti alle creazioni di fra\u2019 Giovanni da Fiesole, tuttavia fra gli antichi affreschi e i dipinti novecenteschi risuonano le stesse tavolozze, i medesimi pesi delle porzioni di colore e soprattutto la tensione verso una sentita spiritualit\u00e0. Mi astengo invece dal dare un\u2019opinione sull\u2019esposizione di due bozzetti dei Seagram Murals di fronte allo scalone monumentale di Michelangelo alla Laurenziana: ho visitato la sede in una giornata di pioggia e prima dell\u2019apertura ufficiale: le due opere appese a una parete praticamente non si vedevano, erano avvolte dall\u2019oscurit\u00e0. Confidiamo che, da allora, siano state calibrate le luci, cos\u00ec da poter ammirare i due Rothko anche quando il sole non risplende su Firenze.<\/p>\n<p>Infine, una nota sul catalogo: tra i vari saggi ci si imbatte, del tutto inaspettatamente, in una lettera d\u2019amore. David Breslin intreccia infatti un messaggio alla figlia nata da poco pi\u00f9 di un anno a un\u2019interpretazione \u201csensibilissima\u201d della poetica di Mark Rothko e all\u2019analisi di ci\u00f2 che comporta l\u2019incontro con le sue opere. La riflessione \u2013 che \u00e8 anche un\u2019esplicita presa di posizione politica contro i tempi oscuri in cui viviamo, segnati, come lo furono gli anni Quaranta del secolo scorso, da tragici conflitti, eccidi di massa e spaventosi autoritarismi \u2013 prende il via da una foto che ritrae il pittore seduto su una sdraio mentre osserva due dei suoi quadri: \u201cdubito che [Rothko] sia rimasto l\u00ec seduto ore con l\u2019unico scopo di mostrarci cosa dobbiamo fare. Dubito che per lui il nostro mondo debba diventare miope come quello in cui aveva bisogno di abitare per creare i suoi quadri. Secondo me li fissava a lungo, e investiva tanto tempo nella creazione, affinch\u00e9 la loro presenza si sentisse e avesse un effetto pervasivo su di noi. Una volta disse qualcosa in tal senso, cio\u00e8 che voleva che li percepissimo persino dando loro le spalle, come il sole sulla schiena. Forse voleva che tu, Emily Grace, e tutti noi vivessimo nella grazia di una presenza infinita e sconfinata, di un\u2019attenzione fulgida, eterogenea e illimitata, di sensazioni percepite con ogni cellula deputata all\u2019apprendimento e alla cura\u201d. Forse l\u2019interpretazione pi\u00f9 puntuale dello scopo profondo dell\u2019arte di Rothko.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.castellogamba.vda.it\/it\/sole-caduto-aosta-gio-pomodoro\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/castellogamba_2026_pomodoro_adv_728x90pxl.jpg\" alt=\"Sole caduto Aosta. Gio' Pomodoro - Castello Gamba, fino al 21 giugno\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Castello Gamba, Pomodoro', 1);\" title=\"Sole caduto Aosta. Gio' Pomodoro - Castello Gamba, fino al 21 giugno\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/marta-santacatterina.jpg\" title=\"Marta Santacatterina\" alt=\"Marta Santacatterina\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autrice di questo articolo: <strong>Marta Santacatterina<\/strong><\/p>\n<p>Marta Santacatterina (Schio, 1974, vive e lavora a Parma) ha conseguito nel 2007 il Dottorato di ricerca in Storia dell\u2019Arte, con indirizzo medievale, all\u2019Universit\u00e0 di Parma. \u00c8 iscritta all\u2019Ordine dei giornalisti dal 2016 e attualmente collabora con diverse riviste specializzate in arte e cultura, privilegiando le epoche antica e moderna. Ha svolto e svolge ancora incarichi di coordinamento per diversi magazine e si occupa inoltre di approfondimenti e inchieste relativi alle tematiche del food e della sostenibilit\u00e0. \t\t<\/p>\n<p>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marta Santacatterina, pubblicato il 15\/05\/2026 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Espressionismo astratto &#8211; Espressionismo astratto americano &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":493092,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,11183,1614,1611,1610,1612,203,226930,273808,2266,204,1537,90,89,168715,16631,62957],"class_list":{"0":"post-493091","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arte-moderna","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-espressionismo-astratto","17":"tag-espressionismo-astratto-americano","18":"tag-firenze","19":"tag-intrattenimento","20":"tag-it","21":"tag-italia","22":"tag-italy","23":"tag-mark-rothko","24":"tag-novecento","25":"tag-palazzo-strozzi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116583591124207667","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/493091","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=493091"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/493091\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/493092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=493091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=493091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=493091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}